mercoledì 14 maggio 2008
ore 12:52(categoria:
"Vita Quotidiana")
ARTE
Devi lavorare? allora lavora pure, al tuo computer.. ma lascia solo un pò scostata la sedia se hai fatto come ti ho detto ieri gonna... autoreggenti.. e le mutandine... nella borsetta... e se senti freddo, i miei baci ti riscalderanno...
ti siedi proprio sulla punta della sedia.. le mie labbra iniziano dalle ginocchia.. e salgono, leccandoti le cosce... la pelle, al loro interno, è più sensibile.. ti sento rabbrividire... più mi avvicino, più sento il tuo profumo, forte... intenso....
prendo le tue gambe... mi tuffo in mezzo a loro.. il profumo è ormai forte e deve essere assaggiato.. come appoggio le labbra sulle tue... la punta della lingua sul tuo grilletto... ti sento mugolare di piacere.. mi aspettavi, l’ho capito.. mi volevi.. quanto io volevo te.. disegno con la lingua dei piccoli cerchi... sino a quando non lo sento gonfio a sufficienza perché le mie labbra lo possano far tremare... rinchiuderlo e tirarlo leggermente.. fare pressione e succhiarlo alternare ogni stimolazione riesca a darti.. per sentire la tua schiena inarcarsi ed il tuo bacino sollevarsi per porgerti completamente a me, inerme e vogliosa.
uso abbondantemente la saliva, che si mischia ai tuoi umori.... sento che colano tra le grandi labbra... e scendono ancora, dove li voglio io.. ho il cazzo duro.. ma voglio farti godere solo con le labbra e le mani.. le tue labbra si aprono... sai aperta pronta per il medio e l’indice, che affondano dentro di te... ed il pollice... che si infila tra le natiche, spingendo nel tuo culo, senza sfondarlo, per il momento.. le dita si muovono dentro la tua figa ... avanti ed indietro.. con un ritmo lento e costante... le punte cercano esplorano le pareti, alla ricerca del tuo massimo piacere la lingua continua a darti dolci tormenti al clitoride... ed inizio a spingere con il pollice... vuoi essere presa... ma vuoi essere presa senza reagire.. sentirti libera da inibizioni.. violata dal mio corpo e violentata dalla mia mente... accenni ad un no.. non voglio.. ma per me è ancora più eccitante dei tuoi lamenti di piacere spingo.. spingo sino a quando non entra.. sai mia... ogni parte di te è mia.. perché mentre ti tocco ti dico, a voce, che ti sborrerò il gola, tra poco...
mi eccita sentire le mie dita dentro di te... sentire quella sottile parete della tua carne che divide le mie dita.. e muoverle, guardando il tuo piacere crescere, come cresce la velocità con cui ti tocco la forza con cui ti succhio il clitoride l’ampiezza dei gesti con cui ti sfondo.. ti senti persa, presa, violentata da tutte quelle sensazioni che ti volano addosso.. sino a quando non riesci più a resistere... e quindi esplodi... urli di piacere, piantandomi le tue unghie nella carne... bagnandomi il volto del tuo piacere... ti osservo... mentre il tuo fiato è spezzato... il respiro affannoso e gli occhi sazi di piacere... ma ancora vogliosi di piacere, dato o ricevuto, non ti interessa... mi alzo da sotto di te.. un giro di chiave alla porta tiro la tua sedia vicino a me... afferro la tua testa per i capelli - Lecca ciò che hai fatto e ti porgo il mio volto, perché tu possa leccarmi le labbra e la lingua.. e nel frattempo mi apro i pantaloni... e ne faccio uscire un cazzo duro, come la pietra... quando hai finito di leccarmi, mi alzo, e ti abbasso la testa... - Leccami i testicoli... ed inizi a farlo, mentre io mi masturbo... capisco che lo vorresti ingoiare.. ma non te lo permetto.. ti ribelli, cerchi di sollevare la testa.. ma ogni gesto che fai, corrisponde una razione.. non riesci a muovere il volto.. vedi quel cazzo che si scappella, ma che resta lontano dalla tua lingua... quando ad un tratto ti si illumina la mente.. - Ti prego, mi dici...
e quelle sono le parole magiche.. la cappella porpora si avvicina, la presa sul tuo capo si allenta.. la puoi assaggiare.. ingoiare nutrirti di lei... ed io sono allo stremo... non resisto più.. ed ora lo capisci, perché senti i miei gemiti, le pulsazione dell’uccello come si gonfia sotto la tua lingua.. ora tu conduci il gioco... e godi ad avermi in pugno... strofinare la cappella dolcemente sulle labbra, mentre mi mangi con gli occhi leccare come se fosse un cono gelato, e tu una bimba impertinente...
mi fai impazzire... lecchi, succhi ed ingoi... ma sei la mia zoccola bagnata.. e le tue dita si infilano ancora tra le cosce.. e questo.. questo mi fa impazzire...
vengo.. urlando.. riempiendo la tua bocca di sperma bollente.. e tu non ti ritrai, anzi sporgi la lingua per prenderne ancora di più..."
Il branco è la unità funzionale sulla quale è regolata tutta la vita dei lupi. Si associano talvolta altri lupi provenienti da altri branchi. All’interno del branco esiste una rigida gerarchia tra i maschi e una tra le femmine, mentre i cuccioli sono fuori da queste linee gerarchiche. Le gerarchie sono stabilite e mantenute da continui confronti di forza, che tuttavia raramente esplodono in scontri fisici. Dimensione e stabilità del branco dipendono dalle risorse disponibili. Anche se i lupi di un branco si spostano a volte da soli o in coppia, si riuniscono poi in branco per passare insieme le ore di riposo. I branchi si formano e scompongono continuamente, seguendo la disponibilità di cibo e i rapporti di forza con i branchi "confinanti". Un lupo solitario, estromesso dal branco, ha poche probabilità di sopravvivere. L’intensa vita sociale del lupo è resa possibile da un complesso e raffinato sistema di comunicazione tra i membri del branco. I messaggi olfattivi, servono per marcare i territori e le prede. Il repertorio vocale è molto ricco: i lupi guaiscono, ringhiano, abbaiano, ululano . Mentre l’abbaiare è un segnale soprattutto di allarme e difesa, l’ululato ha diversi significati. Nella sua forma più comune un ululato isolato è un messaggio che serve a segnalare la propria posizione, mentre un ululato corale può essere il riaffermare l’occupazione di un territorio, l’espressione della felicità di ritrovarsi dopo una separazione, il modo di rinsaldare il branco e dare energia prima della caccia, e ancora tanti altri significati. Ogni lupo ha una voce e un ululato diverso e riconoscibile dai suoi compagni. I lupi comunicano anche con il movimento e la posizione di alcune parti del corpo come la testa, le orecchie, la coda, le labbra, il pelo del dorso.
"Buona Caccia a tutti coloro che osservano la legge della foresta"
venerdì 2 maggio 2008
ore 12:08(categoria:
"Vita Quotidiana")
La vita è ciò che scegli...
Tralascio di pensare e mi convinco di non reagire, di mantenere costantemente il ruolo dell’intrusa, di quella che non ci riesce, che non può farcela. Immagino racconti delle persone che vivo a metà, racconti di vite che non appartengono alla ragione dei nostri tempi. E mi domando, cosa posso fare, come posso fare per risolvermi, per fare in modo che io sia giusta.
Sembro assumere le costanti sembianze di colei che sbaglia, ogni passo, ogni mossa, sempre con occhi attenti a dove faccio cadere i piedi. Un’attenzione che non è mia, perchè in fondo non ne ho bisogno. E sempre contraddetta sempre mai creduta.
Stanca di reagire, stanca di pensare.
Stanca di far riaffiorare emozioni lontane, sopravvissute a lotte, pianti, ricordi, litigi... Stanca di decidere sempre per me stessa, senza un riscontro, senza ammettere, senza ammissioni da parte di chi non sa... e chi non lo sa poi?
Stanca di giocare con una realtà che appartiene a qualche cosa di piu lontano da me, stanca di competizioni, di gelosie, si errori e di parole non dette, pensate e gridate dentro nel cuore.
Stanca di attendere.
Stanca di ansimare per le attese, per cavalcare momenti di irrefrenabile gioia e precipitare dopo attimi in baratri di solitudine e di silenzi. Silenzi che incalzano pensieri che sono stanca, si stanca di affrontare ancora.
Forse è arrivato il momento di scegliere... non sono più una bambina, non posso più sognare e sperare che tutto sia una bella e continua favola d’amore e di spensierata bellezza. Forse la realtà è veramente diversa da quello che immaginavo. Forse veramente la vita è fatta di scelte che se all’inizio dolorose perchè contro la mia "volontà" (parola che odio) e contro ciò che sento veramente dentro, forse... beh, forse si dimostreranno giuste, forse si dimostreranno mature e sarò orgogliosa...
Passione e serenità? No io non lo so, non lo so piu, non riesco piu a lasciarmi trascinare, non riesco piu ad indossare i miei vestiti rosso fuoco, e camminare per strada a testa alta senza pensare che forse dovrei veramente pensare a ciò che è giusto per me, per ora, e forse per sempre. Non posso piu continuare a vivere di emozioni. Non posso piu continuare a rendermi spudorata nei pensieri. Devo prendere una decisione.
E molto probabilmente l’ho gia presa... combattuta sono arrivata al traguardo: che mi sta uccidendo.
Altalena dei sentimenti
Sono stanca. Stanca.... irrimediabilmente stanca nellessere. Carica di dolori, di amori, di emozioni, di desolazioni, di pesanti visioni di tristezze attorno a me,.... vedo, sento, ascolto. non vedo, non sento e non ascolto. PIU. anima fragile, sempre fragile, troppo attenta, mai scostante, come può un anima come questa aleggiare serena in un mondo così cruento, appassito, monocromatico, allergico, tremebondo, imprevedibile..nel male. blanda volontà rimane allanima. blanda come un do di violino allungato fino a che larchetto non arriva in fondo. ma poi riscende larchetto e ricomincia a suonare. laltalena dei sentimenti è spinta da mani grandi e amorevoli, si sente la spinta dolce... ma forte. mi lascio cullare.