giovedì 21 febbraio 2008
ore 12:49(categoria:
"Vita Quotidiana")
Talvolta ciò che dici Confonde ciò che intendi la bocca strangola le parole Non è in grado di ruotarle nella bocca Non c’è niente come un sogno Dimentica le parole che ho detto Lasciale toccare il suolo Fintanto che siamo in grado di abbattere queste case, Abbattere queste case Puoi scappare via Mentre io preverrò il modo in cui sono c’è fiducia nel dolore Strisciante attraverso il mio cuore che ti colpisci l’ultima via stai giu’ al tuo cuore senza speranza perche’ nessuno vince questa guerra affili la tua arma per un altro inutile richiamo (Boh) sopravvissuti Fintanto che siamo in grado di abbattere queste case cosa mi hai fatto cosa ti ho fatto tutti e due ci affacciamo alla morte Nessuna altra anima… (boh) la bocca strangola le parole Non è in grado di ruotarle nella bocca Non c’è niente come un sogno (nulla come un sogno) Non c’è niente come un sogno (nulla come un sogno) Fintanto che siamo in grado di abbattere queste case Fintanto che siamo in grado di abbattere queste case cosa mi hai fatto cosa ti ho fatto…..
Danza è Passione, Bellezza, Carisma Danza è Sogno, Intensità, Gioia Danza è Potenza, Energia, Libertà Danza è Magia, Eleganza, Sensualità Danza è Amore, Dolcezza, Grazia Danza è Sacrificio, Dedizione, Equilibrio Danza è Armonia, espressione di sè stessi, puro abbandono, Danza è l’ Arte del Corpo, un’ arte che si imprime nell’ Anima.
domenica 17 febbraio 2008
ore 14:51(categoria:
"Vita Quotidiana")
Creature meravigliose
i lupi...
...selvaggiamente lupo...
"Io sono il Lupo, la fame è mia compagna, la solitudine la mia sicurezza. Giaccio di notte, il freddo è il mio letto, il vento la mia coperta. Io sono il silenzio, un’ombra nella foresta, impronte lungo il fiume. La mia corsa è un lungo inseguimento di scintille di fuoco dalla pietra focaia della notte. Io sono ucciso, ma mai distrutto.. Io sono il Lupo."
mercoledì 13 febbraio 2008
ore 15:18(categoria:
"Vita Quotidiana")
Aspettando venga domani...
SAPRAI CHE T’AMO E CHE NON T’AMO Saprai che non t’amo e che t’amo perché la vita è in due maniere, la parola è un’ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo. Io t’amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l’infinito, per non cessare d’amarti mai: per questo non t’amo ancora. T’amo e non t’amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato. Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t’amo quando non t’amo e per questo t’amo quando t’amo. PABLO NERUDA
La Follia decise di invitare I suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: "Si gioca a nascondino?". "Nascondino? Che cos’è?" - domandò la Curiosità. "Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
"1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre I suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove.
"CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare.
" La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: "Dov’è l’Amore?".
Nessuno l’aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l’Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò a cercare tra I rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L’Amore accettò le scuse.
Oggi, l’ Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre.
L’ amore non deve implorare e nemmeno pretendere, l’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina.