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Io non invecchio...miglioro.




venerdì 6 febbraio 2009 - ore 18:06


"Se verrà la guerra che ci salverà?"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Non voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. È troppo facile dimostrare che Gesù era contrario alla violenza e che per sé non accettò nemmeno la legittima difesa.
Mi riferirò piuttosto alla Costituzione.
Articolo 11. "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli...".
Articolo 52. "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino".
Misuriamo con questo metro le guerre cui è stato chiamato il popolo italiano in un secolo di storia. Se vedremo che la storia del nostro esercito è tutta intessuta di offese alle Patrie degli altri dovrete chiarirci se in quei casi i soldati dovevano obbedire o obiettare quel che dettava la loro coscienza. E poi dovrete spiegarci chi difese più la Patria e l’onore della Patria: quelli che obiettarono o quelli che obbedendo resero odiosa la nostra Patria a tutto il mondo civile? Basta coi discorsi altisonanti e generici. Scendete nel pratico.



Diteci esattamente cosa avete insegnato ai soldati. L’obbedienza a ogni costo? E se l’ordine era il bombardamento dei civili, un’azione di rappresaglia su un villaggio inerme, l’esecuzione sommaria dei partigiani, l’uso delle armi atomiche, batteriologiche, chimiche, la tortura, l’esecuzione d’ostaggi, i processi sommari per semplici sospetti, le decimazioni (scegliere a sorte qualche soldato della Patria e fucilarlo per incutere terrore negli altri soldati della Patria), una guerra di evidenti aggressioni, l’ordine d’un ufficiale ribelle al popolo sovrano, le repressioni di manifestazioni popolari? "


Don Milani

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venerdì 10 ottobre 2008 - ore 18:29


...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"...Quando, nel 1998, pubblicai per Marsilio «Il denaro "Sterco del demonio"», che Mondadori, di cui ero allora un autore, aveva rifiutato ritenendolo eccessivamente pessimista, il mondo occidentale, nonostante alcuni sordi scricchiolii, ben percepibili da chi avesse avuto orecchie per intendere, era ancora pieno di fiducia in se stesso, nel modello di sviluppo che aveva impetuosamente abbracciato a partire dalla metà del XVIII secolo, con la Rivoluzione industriale, basato sull’Economia, la Tecnologia e il Denaro che, come scrive Simmel, "è la tecnica che unisce tutte le tecniche" rendendole possibili. Sono passati solo dieci anni e il panorama è completamente mutato. Tutto il mondo industrializzato, dagli Stati Uniti all’Europa, è attraversato da una profondissima crisi economica di cui, a dispetto degli ottimismi di facciata e di convenienza delle sue leadership, non si vede lo sbocco. E ciò è particolarmente inquietante e grave per un sistema come il nostro che ha puntato tutto sull’economia e ha fatto del denaro l’unico valore realmente condiviso: il "Dio Quattrino". Se infatti questo Dio fallisce non resta più niente non rimane che il deserto (altri mondi, quei pochi che non siamo ancora riusciti ad omologare del tutto, come l’Islam, possono almeno difendersi aggrappandosi al fanatismo religioso).
La globalizzazione, partita in sordina agli albori della Rivoluzione industriale, acceleratasi vertiginosamente nei due secoli successivi è arrivata infine, alla sua piena maturazione con l’adesione al nostro modello economico di Paesi come la Russia, l’India e la Cina, enfatizza e dilata infatti a dismisura le devastanti potenzialità del denaro che, essendo immateriale, astratto, concettuale, non conosce confini, barriere, ostacoli e là dove arriva ad imperare indisturbato divora l’uomo così come nei baracconi di una volta il boa divorava il coniglio tremante, braccato nell’angolo, di cui, una volta inghiottito, si intravvedeva ancora per qualche tempo, al di là del vetro, l’intera silhouette nella gola mostruosamente enflata del rettile. Noi siamo già nelle condizioni del coniglio, non più uomini ma silhouette di uomini, stilizzazioni, tragiche parodie, degradati a consumatori, a tubi digerenti, a lavandini, a water in cui deve passare nel più breve tempo possibile ciò che altrettanto rapidamente produciamo per compiacere e sfamare l’onnipotente Moloch che ci sovrasta. Non siamo più i padroni del meccanismo, che pur noi stessi abbiamo creato, ma i suoi servitori sempre più docili. Perchè il denaro non distrugge solo, oltre a quelle del cosiddetto Terzo Mondo, le nostre economie - il che è solo in apparenza un paradosso - ma disgrega l’uomo dall’interno, nei suoi nuclei costitutivi, antropologicamente, esistenziali, etici, rendendolo sempre più debole. Il fatto è che il denaro, nella sua estrema essenza, è futuro, proiezione del futuro, rappresentazione del futuro, immaginazione del futuro, aspettativa nel futuro. E noi ne abbiamo immesso nel sistema una quantità così colossale, immaginaria (la moneta, che è anch’essa un’astrazione ma ha quantomeno una sua consistenza fisica, non esiste quasi più) da ipotecare questo futuro fino a epoche così sideralmente lontane da renderlo di fatto inesistente. E questo futuro orgiastico, che ci viene continuamente fatto balenare come la Terra Promessa, arretra costantemente davanti ai nostri occhi con la stessa inesorabilità dell’orizzonte davanti a chi, correndo a pazza corsa, abbia la pretesa di raggiungerlo.



Questo scherzetto atroce va avanti da troppo tempo per poter durare ancora a lungo. Dieci anni fa concludevo così il mio libro: in ogni caso questo futuro inesistente "dilatato a dimensioni mostruose dalla nostra fantasia e dalla nostra follia, un giorno ci ricadrà addosso come drammatico presente. Quel giorno il denaro non ci sarà più. Perchè non avremo più futuro, nemmeno da immaginare. Ce lo saremo divorato". Quel giorno è già qui."


di Massimo Fini Il gazzettino.


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venerdì 30 maggio 2008 - ore 13:46


Salomè
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ti chiami Lucrezia hai ventisette anni e io ti sento profonda nella gola. La tua lingua sa di confetti, il tuo alito invece puzza un po’ di tabacco; mi scivoli addosso come un affetto consumato. Mi tieni per mano io faccio lo stesso, per poco, non per molto. Scopo con incuria la pelle mi annoia. Passeggiamo. facce, allegre, animate, poco interessanti mi riportano la disperazione nel cuore. Le tue calze fanno pieghe lente attorno alle gambe e tutto questo mi disgusta. Ogni fine settimana usciamo e recitiamo le nostre piccole parti, il nostro solito copione. Persone, conversazioni, gesti.


Anche con te la vita è quella strana e solita cosa da rigattieri, piena di queste piccole abitudini, di tutte questa cianfrusaglie polverose sulle quali mi incaglio che mi…




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lunedì 10 marzo 2008 - ore 12:20


31 dicembre 2007
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.


Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.




Constantinos Kavafis

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lunedì 11 febbraio 2008 - ore 12:22


THE OH-OH! on stage
(categoria: " Musica e Canzoni ")






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mercoledì 16 gennaio 2008 - ore 08:56


For Martha
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Whenever I run
Whenever I run to you lost one
It’s never done
Just hanging on

Just past has let me be
Returning as if dream
Shattered as belief

If you have to go don’t say goodbye
If you have to go don’t you cry
If you have to go I will get by
Someday I’ll follow you and see you on the other side

But for the grace of love
I’d will the meaning of
Heaven from above

Your picture out of time
Left aching in my mind
Shadows kept alive



If you have to go don’t say goodbye
If you have to go don’t you cry
If you have to go I will get by
I will follow you and see you on the other side

But for the grace of love
I’d will the meaning of
Heaven from above

Long horses we are born
Creatures more than torn
Mourning our way home.


Adore 1998


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lunedì 17 dicembre 2007 - ore 19:22


forse l’ho già postato...mah?
(categoria: " Riflessioni ")


"...comprare è molto più americano di pensare e io sono molto americano. In Europa e in Oriente la gente ama commerciare -comprare e vendere, vendere e comprare- fondamentalmente sono dei mercanti. Gli americani non sono così interessati a vendere, infatti preferiscono buttare via piuttosto che vendere.
Quel che amano fare veramente è comprare: gente, denaro, paesi..."




-Andy Warhol-

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mercoledì 12 dicembre 2007 - ore 10:33


Amore mio
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Se potessi io, tornare piccolo di nuovo un bambino mi vorresti tu?...mi porti a scuola e poi ritorni a prendermi.




sarebbe un sogno ma così bello che non ci credo...



il miglior gruppo attualmente sulla scena Italiana...


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lunedì 12 novembre 2007 - ore 13:44


Ask me, Ask me, Ask me...
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Shyness is nice, and
Shyness can stop you
From doing all the things in life
You’d like to

Shyness is nice, and
Shyness can stop you
From doing all the things in life
You’d like to

So, if there’s something you’d like to try
If there’s something you’d like to try
ASK ME - I WON’T SAY "NO" - HOW COULD I ?

Coyness is nice, and
Coyness can stop you
From saying all the things in
Life you’d like to

So, if there’s something you’d like to try
If there’s something you’d like to try
ASK ME - I WON’T SAY "NO" - HOW COULD I ?

Spending warm Summer days indoors
Writing frightening verse
To a buck-toothed girl in Luxembourg

ASK ME, ASK ME, ASK ME
ASK ME, ASK ME, ASK ME

Because if it’s not Love
Then it’s the Bomb, the Bomb, the Bomb
the Bomb, the Bomb, the Bomb, the Bomb
That will bring us together

Nature is a language - can’t you read ?
Nature is a language - can’t you read ?

SO ... ASK ME, ASK ME, ASK ME
ASK ME, ASK ME, ASK ME



Because if it’s not Love
Then it’s the Bomb, the Bomb, the Bomb
the Bomb, the Bomb, the Bomb, the Bomb
That will bring us together

If it’s not Love
Then it’s the Bomb
Then it’s the Bomb
That will bring us together

SO ... ASK ME, ASK ME, ASK ME
ASK ME, ASK ME, ASK ME
Oh, la ...



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martedì 23 ottobre 2007 - ore 12:13


Vi aspettiamo Venerdi sera ai Bertelli’s
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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