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10 messaggi (per leggere i precedenti naviga attraverso
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
giovedì 17 luglio 2008
ore 10:39(categoria:
"Vita Quotidiana")
La gelosia ti farà diventare ti farà diventare ti farà diventare.. PAZZO!
Roxanne! tu non devi avere niente a che fare con quella luce rossa cammini per le strade per soldi non timporta che sia giusto o sbagliato Roxanne! tu non devi indossare quel vestito stanotte Roxanne! tu non devi vendere il tuo corpo alla notte
I suoi occhi sul tuo viso la sua mano sulla tua mano le sue labbra accarezzano la tua pelle è più di quanto possa sopportare!
Perchè il mio cuore piange? Sensazioni che non posso combattere! sei libera di lasciarmi ma ma allora non ingannarmi! e per favore credimi quando ti dico che ti amo
Roxanne! tu non devi avere niente a che fare con quella luce rossa! tu non devi indossare quel vestito stanotte! tu non devi avere niente a che fare con quella luce rossa! tu non devi indossare quel vestito stanotte! Roxanne! Roxanne! Roxanne! Roxanne!
Perchè il mio cuore piange? Sensazioni che non posso combattere! Roxanne! Roxanne! Ti amo! Ti amo! Ti amo! Ti amo!
mercoledì 16 luglio 2008
ore 17:27(categoria:
"Vita Quotidiana")
Piango e sorrido sotto un cielo di fango che sfogandosi spegne anche l’ultima luce apro il giornale e gia’ una nuova manovra economica tira questa cinghia gia’ rotta nella penombra di un’osteria cerco la mia vita ma trovo la mia sete e a sorsi bevo le sconfitte confondendole con gli ultimi momenti di lucidita’
Il mio presente sono giorni malati dentro grandi incertezze con gli amici parlando cercando un’alibi alle mie frustrazioni risolvendo cosi’ le mie situazioni poi faccio tredici con la mente sognando un futuro piu’ rassicurante di questi giorni operai sempre piu’ fragili sempre piu’ difficili da trovare
Uomo non sei niente uomo non sei uomo non sei niente uomo
Piango e sorrido sotto un cielo di fango che non mi lascia il tempo di decidere niente quest’abitudine stanca e gia’ la voglia mi manca anche per dire ciao come stai poi faccio tredici con la mente sognando un futuro piu’ rassicurante di questi giorni operai sempre piu’ fragili sempre piu’ difficili da trovare Uomo non sei niente uomo non sei uomo non sei niente uomo non sei...
lunedì 14 luglio 2008
ore 17:17(categoria:
"Vita Quotidiana")
L’abbandono (G. Allevi)
Basta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici. L’abbandono è uno stato difficile a cui non siamo più abituati, perché siamo ossessionati dal controllo a tutti costi dei particolari. L’abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell’infinito silenzio universale, che è inutile aggiungere altro rumore. Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un’identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le nostre aspettative: nulla ci appartiene. Allora ecco risvegliarsi in noi l’infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L’abbandono è una costante primavera, dove tutto continuamente nasce. Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamente più importante, come un movimento ampio e complesso, non più involontario, cui segue la perdita dell’espressione facciale, o meglio l’importanza che essa riveste per noi, e questo è davvero difficile: smettere di sentirci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità. Il pianoforte reclama l’abbandono: esso non vuole essere suonato, ma è lui che vuole suonare tramite il pianista. L’esecutore abbandonato al suo strumento diviene egli stesso strumento, in un gesto impersonale e per questo totale, e la Musica, misteriosamente, inizierà a sgorgare, fresca e leggera. Io, pianista, devo avere la sensazione che le mani vadano da sé, che siano solo le dita, morbide, a stabilire quando e come abbassare i tasti. Devo essere spettatore impossessato della Musica, mentre nella mia mente un silenzio energetico, gravido e vigile segue, vuoto, ogni minimo movimento. Allora come un carillon, ogni elemento entrerà in rapporto armonico con l’altro: il respiro con il battito cardiaco, la pressione con la temperatura delle dita; e la memoria musicale troverà, nel silenzio della mente, un lucido lago ghiacciato su cui scorrere senza alcun ostacolo, senza altre intenzioni che interferiscano con quella proveniente dalla tastiera. È vero, con l’abbandono si sperimenta un piccolo miracolo che va ben oltre il pianoforte: il prodigio di lasciar vivere e crescere i fiori che ci circondano, di sentire di non aver più paura di nessuno, perché anche la nostra presenza è dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
lunedì 14 luglio 2008
ore 12:34(categoria:
"Vita Quotidiana")
Eh si, che cosa vuoi, tu nei pensieri miei lo so ma come fai ancora un po’ vorrei che fossi sempre qui qui con me non posso farti a meno mai e sta salendo su il sentimento qui e poi pericolo, aspettami sei tu che come sabbia sei qui con me io sono il mare su di te.
Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati vicino a me onde piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde, di quell’onda che arriva e non torna mai onde, sulle sponde. Eh si, adesso si, diventa piu’ facile lo so, che tu lo sai, come fa sei tu che non ti fermi mai, qui con me, io sono il mare su di te.
Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me onde, piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde, di quell’onda che arriva e non torna mai onde, sulle sponde sei tu che come sabbia sei qui con me io sono il mare su di te, dentro te. Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me onde, piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde. Onde, sulle sponde dei tuoi fianchi abbronzati attaccati a me onde, piu’ profonde, se ti guardo davvero, che cosa non farei onde, piu’ rotonde, di quell’onda che arriva e non torna mai onde, sulle sponde come fai, come fai
lunedì 14 luglio 2008
ore 10:40(categoria:
"Vita Quotidiana")
...perfettamente imperfetta...
Io vorrei, superato ogni tremore giungere alla bellezza che mi incalza, dalla rovina del silenzio, fonda, togliere la misura della voce e cantare allunisono coi suoni; stamparmi nelle palme ogni vigore in crescita perenne e modulare un attento confine con le cose ovio possa con esse colloquiare difesa sempre da incipienti caos.
Vorrei abitare nel segreto cuore centro dogni più puro movimento, animare di me gli spenti aspetti dei fantasmi reali e riplasmare le parabole ardenti ove ogni grazia è tocca dal suo limite. Variata stupendamente da codesti incontri numererò la plurima mia essenza entro un solo, perenne, insistere di toni adolescenti.
Nellaperta misura delle ali del più libero uccello, nel vigore degli alberi, nella chiarezza-musica dei venti, nel frastuono puerile dei colori, nellaroma del frutto, sarò creatura in un unico e diverso principio, senza origine né segno dancestrale condanna.
E so, per questa verità, che il tempo non crollerà spargendo le rovine dei violati contatti alla mitezza del mio nuovo apparire, né la sacra identità del canto verrà meno ai suoi idoli vivi.
I’m sorry for the times that I made you scream For the times that I killed your dreams For the times that I made your whole world rumble For the times that I made you cry For the times that I told you lies For the times that I watched and let you stumble It’s too bad, but that’s me What goes around comes around, and you’ll see That I can carry the burden of pain ’cause it ain’t the first time that a man goes insane And when I spread my wings to embrace him for life I’m sucking out his love, ’cause I, never be...
non esistono
leggi in amore
basta essere quello che sei
lascia aperta la porta del cuore
Senza l’amore un uomo che cos’è su questo sarai d’accordo con me, senza l’amore un uomo che cos’è e questa è l’unica legge che c’è.