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STO LEGGENDO
il libero di diritto privato,però preferirei nn parlarne anche qua della materia


HO VISTO
blade runner...assurdo,credo che nn dormirò stanotte,ancora mi chiedo come ho fatto a nn vederlo prima.chi mi dà una mano a capirlo


STO ASCOLTANDO
lunedì di vasco!
bella.paranoica.anche se nn mi son mai trovato in quella situazione


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
col caldo che fa costume e polo


ORA VORREI TANTO...
...ehm...sapessi...dai...nn ci vuole tanto...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
istituzioni di diritto privato...li mortacci sua


OGGI IL MIO UMORE E'...
sfigato!ho appreso del mio secondo posto al fantacalcio...x soli 2 punti


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)

 


MERAVIGLIE

1)


Messaggio di titoz da commentare:
Reggio Il Gup accoglie un'eccezione e trasmette gli atti d'un procedimento per traffico di stupefacenti, pistole e fucili
Va a Catanzaro il processo contro un clan dei Cataldo



Paolo Toscano


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REGGIO CALABRIA – Finiscono a Catanzaro gli atti del procedimento contro un'organizzazione di narcotrafficanti facente capo alla famiglia Cataldo di Locri. Lo ha deciso il gup Angelina Bandiera che, accogliendo l'eccezione sollevata da alcuni difensori dei 23 imputati, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale. In particolare il gup ha ritenuto valida la tesi che il reato di traffico di sostanze stupefacenti si sia consumato a Santa Maria del Cedro, località dove da tempo si trova al soggiorno obbligato Nicola Femia, ritenuto insieme ad Antonio Cataldo capo e organizzatore dell'attività criminale. C'è da dire che originariamente il gip presso il Tribunale di Catanzaro aveva declinato la propria competenza distrettuale a favore del Tribunale di Reggio Calabria, valorizzando alcune conversazioni dalle quali sarebbe stato possibile desumere che il fulcro del traffico e della struttura organizzativa si colloca nell'area della Locride. Il gup Bandiera ha ritenuto che «le conversazioni indicate, pur nella rilevanza delle condotte denunciate, tuttavia non sono sufficienti a enucleare il momento consumativo del reato». Il processo, dunque, si celebrerà a Catanzaro. Gl'imputati saranno chiamati a rispondere di traffico di sostanze stupefacenti, pistole e fucili. Il procedimento scaturisce da un'inchiesta della Dda sulle attività della cosca Cataldo di Locri, uno dei casati più importanti della 'ndrangheta jonica, protagonista del sanguinoso scontro con i Cordì per assicurarsi il predominio sulle attività lecite e illecite. L'inchiesta era stata coordinata dal sostituto procuratore Nicola Gratteri e aveva visto impegnato il personale del Gico del comando regionale polizia tributaria della Guardia di finanza di Catanzaro, diretto dal maggiore Aurelio Rizzo. Attraverso il lavoro d'indagine erano stati stabiliti ruoli e responsabilità dei componenti dell'organizzazione ramificata su tutto il territorio nazionale. L'associazione aveva le sue basi logistiche in Toscana, Emilia Romagna, Campania, Sicilia e, soprattutto, nella Locride e nell'Alto Tirreno Cosentino. Nell'inchiesta coordinata dalla Dda reggina, che aveva portato a un paio di grossi sequestri di droga e al ritrovamento di armi, si erano innestati i risultati di un'altra indagine della Squadra mobile della Questura di Cosenza. Ad accomunare i due filoni investigativi, ovviamente, c'erano gli stessi personaggi. L'operazione era scattata il 10 ottobre dello scorso anno. In esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal da gip Anna Maria Arena, c'erano stati quindici arresti: Antonio Cataldo, 39 anni, di Locri; Nicola Femia, alias “il corto”, 42 anni, nativo di Marina di Gioiosa Jonica ma residente a Santa Maria del Cedro; Giuseppe Cataldo, 34 anni, Locri; Natale Ursino, alias “U tappu”, 35 anni, originario Locri; Salvatore Cavallo, alias “U metu”, 44 anni, Locri; Francesco Micciché, 35 anni, Roccella Jonica; Renato Commisso, alias “Gambina”, 30 anni, Marina di Gioiosa Jonica; Massimo Stabilito, 31 anni, Santa Maria del Cedro (residente a Iolo, Prato); Carmelo Falleti, 41 anni, Rosarno; Vincenzo Zuppardi, 51 anni, Napoli; Andrea Flamigni, 38 anni, Milano (residente a Copparo - Ferrara); Pietro Sinatra, 61 anni, Monreale; Cantigno Servidio, alias “Attila”, 36 anni, Scalea. Altri due provvedimenti di custodia cautelare in carcere non erano stati eseguiti perché i destinatari erano risultati irreperibili: Salvatore Grosso, alias “la ciaula”, 30 anni, di Belvedere Marittimo; Domenico Marano, 46 anni, Giugliano, Napoli. Agli arresti domiciliari erano finite Rosa Andolina, 52 anni, Santa Flavia (Palermo), e Concetta Torrelli, 29 anni, Napoli (residente a Iolo di Prato). L'elenco degli imputati è completato dai nomi di: Nicola Paciullo, alias “a vurpi”, 24 anni, Locri; Maria Schirripa, 42 anni, Locri; Marco Sanna, 37 anni, Scalea; Samuele Manfredi, 34 anni, Prato; Sergio Prezio, 38 anni, Montalto Uffugo; Savino Maffei, 33 anni, Foggia.

(mercoledì 28 maggio 2003)

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