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OVVIAMENTE NON SI POTREBBE STARE SENZA QUEST’UOMO:



E SENZA QUESTO PARGOLO:


"userò il vasino quando mi sentirò pronto! fino ad allora continuerete ad igienizzare il mio crepaccio sentendovi onorati dell’opportunità!!"

E NATURALMENTE, L’UNICA FAMIGLIA CHE SI PUO’ DEFINIRE UN’ISTITUZIONE:



E NON DIMENTICHIAMO MAI QUELLI CHE PREFERISCO:

































































E non posso non....
IL MIO FREAK PREFERITO:












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Finalmente in tutti i negozi di dischi, e su emule:



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-Pulp fiction Sndtck-

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-U2-

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-the Shins-


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Mi vesto come mia wallace per andare al lavoro....

ORA VORREI TANTO...

fare due passi...
daQUI a QUI...
insomma...in pratica, essere qui:



STO STUDIANDO...

si...hem...scusate? da dove si passa per...? dov’è che devo andare? per di qua dove vado a finire? scusate?...qualcuno!


OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:20


il mio volo
(categoria: " Viaggi ")


Sono sempre nervosa quando devo prendere un aereo. Sono un tipo da treno io. Anche la macchina mi mette l’ansia. Ma tutti hanno paura di salire su un aereo no? Voglio dire...stare in cielo non e’ una condizione naturale per un essere umano no? Sugli aerei della Ryanair non c’e’ il posto numero 13. Anche questo mi mette l’ansia. Non e’ perche’ il 13 porta male, altrimenti non ci sarebbe il numero 13 neanche nei teatri. E’ tutto perche’ siamo su un aereo. Ma poi...non era il 17 che portava male? Non era il 17 che se scritto in numeri romani e anagrammato formava la parola VIXI, che porta sfiga? Allora e’ quello che non dovevano metterci, non il 13. Oltretutto il 17 l’hanno messo proprio all’uscita d’emergenza. Bravi. Di buon auspicio. Io sono al...23. Oddio...il 23 non e’ uno di quei numeri di Lost?? Oddio, che angoscia. Appena sono salita, la signora estremamente inglese seduta vicino a me mi ha offerto una caramella. E io...l’ho guardata e ho pensato "Vuoi essere la mia mamma per le prossime tre ore?". E’ solo che, non solo l’aereo mi mette l’ansia, questa e’ la prima volta che lo prendo da sola. Beh immagino che in caso di schianto questo sia positivo. Si, insomma...non devi perdere tempo a consolare nessuno e puoi pensare ai cazzi tuoi. Vietato fumare. Si, col cavolo. Qui se si mette male io mi accendo un cicchino. Il mare. Chissa’ se anch’io mi metterei a parlare con un pallone da pallavolo. Le Alpi. Quanta neve...ci sarebbe da camminare un bel po’ la in mezzo. Menomale ho gli stivali con il pelo, ho pensato. Chissa’ se prenderebbe il cellulare per chiamare i soccorsi? Oddio...l’avro’ spento il cellulare??? Si. Avevo lo stomaco chiuso e non ho comprato da mangiare. E ora ho fame. Compro Pringles Aceto e Sale. Le adoro. In Italia, chissa’ poi perche’ non ci sono. Le Pringles Aceto e Sale e la Guinness di Dublino: una delle migliori combinazioni del mondo. Come...il caffe’ e la sigaretta, il Moleskine e la penna, un bel ragazzo nudo e un letto, Tony e Edimburgo...Oddio. Nausea. Sara’ la turbolenza (ma e’ normale che questo aereo balli cosi’ tanto??), sara’ l’influenza, o sara’ LUI? Sono cosi’ nervosa che solo il segnale di cinture allacciate mi tiene a sedere (ma e’ normale che sia sempre acceso???). Speriamo che nessuno prenda la famosa zuppetta della Ryanair perche’ vomito. Dove sono i sacchetti per il vomito? Risparmiano sui sacchetti per il vomito accidenti a loro! Ma come fanno a stare cosi’ perfettamente su quelle crocchie? Chissa’ che capelli lunghi avra’...o se li sara’ tagliati? Ho paura che la pressione stia facendo al mio cervello quello che sta facendo al pacchetto di Pringles. Se non arriviamo presto esplodera’.

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domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:20


il mio arrivo
(categoria: " Viaggi ")


In treno. Impalata al sedile, sudore freddo e mani sullo stomaco, guardavo fuori la campagna scozzese e le pecore e solo tre cose rimbalzavano nel mio cervello:
Perche’ mi sto infliggendo questo?
Cosa mi e’ venuto a mente di fare?
E...
Ti prego Tony, almeno per questi pochi giorni...ti scongiuro....
CERCA DI ESSERE UN PO’ MENO TE STESSO E UN PO’ PIU’ NORMALE.

Quando il treno e’ arrivato in citta’...ho guardato a destra, ho visto i Princes Gardens, che segnalano l’arrivo alla stazione e un minuto dopo...Sono scesa dal treno e lui non c’era. Me l’aspettavo. Sono uscita, la testa bassa, ho guardato in terra per tutta la salita. Il vento contro e la valigia che mi portava in giu’. Quando sono arrivata su ho alzato la testa e mi sono guardata intorno e ho capito. Ho capito che tutta l’ansia, e la nausea, e l’angoscia, non era solo per Tony. Anzi, che lo riguardava in minima parte. Era per lei, la mia città. E infatti...appena mi ha riabbracciato la nausea e’ sparita. E ho smesso di piangere. Anche perche’ le lacrime mi stavano formando due stalattiti assai poco gradevoli sulla faccia. Cazzo che freddo!


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domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:18


la mia balena bianca
(categoria: " Amore & Eros ")


“I am here” gli ho scritto.
Nessuna risposta.
Mi addormento irritata.
Dopo un’ora squilla il cellulare...
“Honey! I was sleeping...Let’s meet up!”
Quell’ “honey” e sentire di nuovo la sua voce mi ha ripagato delle sei ore in aereo e in treno. E ho pensato “Si, bravo! Cosi’ poco te stesso va benissimo!”

Ma dopo il primo abbraccio stritolaossa e il suo leggendariamente breve entusiasmo iniziale, era sempre lo stesso Tony. Lo stesso atteggiamento freddo e distaccato che ho il privilegio di avere. L’ho osservato bene ieri sera. Bellissimo come sempre, nei suoi jeans strappati, nel suo maglioncino marrone che sembra uscito dall’armadio di Kurt Cobain, i suoi capelli a meta’ fra un Beatle e un Hippy...il suo fascino innegabile....il solito Tony. Ho osservato come si comportava con gli altri e gli altri con lui. Soprattutto le “altre”. E ho pensato che ci sono svariati tipi di relazioni che ci possono essere tra un uomo e una donna. Si puo’ essere amici. Si puo’ stare insieme. Si puo’ essere innamorati. Si puo’ andare a letto insieme. In alcuni casi queste combinazioni si possono mescolare. E allora o e’ meraviglioso, o diventa un caos. Ma io e lui? Ieri sera ho realizzato cosa siamo noi due. Io e lui siamo un uomo e una donna con un enorme muro nel mezzo. E, ironia paradossale, gli unici momenti in cui questo muro e’ crollato e’ stato quando siamo stati “molto molto vicini” o “molto molto lontani”. Ma adesso eccolo di nuovo li’ quel muro. Imbattibile. Realizzato questo, ieri sera avrei voluto andarmene all’istante. E la mente vagava alla notte prima di partire e...mi sono sentita come al solito...persona sbagliata, momento sbagliato. E’ patologico. E prima di andare a dormire il suo bacio e la sua “goodnight stinkie” mi sono pesati sulle spalle come un macigno. E ho pensato....sei come la balena bianca. Sei unico. Sei bianchissimo. Ti inseguo e non ti prendo. Sei una fantasia. Sei uscito da un libro. Ma infondo, sei solo una balena.
Domani non ti chiamo. Ho pensato dispettosa.



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domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:16


la mia montagna da scalare
(categoria: " Poesia ")


Stamattina sono andata a fare una passeggiata in Royal Mile. Sono arrivata in fondo e…quasi senza accorgermene mi sono ritrovata ai piedi di Arthur Seat. Arthur Seat e’ una collina verde-Irlanda che cade a picco sul lato ovest della citta’. In sei mesi che ho vissuto qui l’ho sempre guardata, pensando che fosse meravigliosa, ma ho sempre archiviato questo pensiero con un “Si, quando metteranno una seggiovia che arriva fin lassu’ ci andro’”...E stamattina ho alzato gli occhi e l’ho vista. Cavolo, da sotto sembrava ancora piu’ alta e piu’ bella. Allora, senza preoccuparmi ho cominciato a salire. E porca vacca...non sono proprio un esempio di prestanza fisica lo so, e sarebbe stata gia’ abbastanza dura anche senza il vento che soffiava a mille nodi in direzione opposta. E certo il dolce al cioccolato di 3 etti con cui ho fatto colazione all’Elephant non ha giovato. Cosi’ come la pausa cicchino ogni dieci metri. Comunque salivo. Salivo arrancando controvento. Poi ho girato intorno alla collina e il vento e’ diventato a favore. La salita verso il picco e’ diventata una passeggiata. Sono arrivata su in cima e il vento era cosi’ forte che non potevi stare in piedi. A destra la baia, il mare...a sinistra le colline verdi di Scozia, Hogwarts da qualche parte laggiu’...E davanti a me Edimburgo, una meraviglia anche da li.



E’ squillato il telefono. Era Tony.
“Dove sei?” mi fa.
“Su Arthur Seat”
“Stai scherzando???”
“No”
“Anch’io sono qui, sto salendo…aspettami su”
Sono scesa sul lato della collina e mi sono sdraiata a terra. Era piu’ comodo del letto di casa mia. L’erba come solo chi ha camminato in una brughiera irlandese puo’ immaginare. Il vento che la scuoteva. Il silenzio. La valle. Qualche temerario corvo che gracchiava il disappunto al vento. Ho guardato la vallata. E ad un certo punto l’ho visto. Scendeva lungo il lato della collina opposta. Una splendida macchiolina bianca e nera. Mi cercava. Mi sono alzata in piedi e gli sono andata incontro. Sinceramente felice che fosse l’unica persona li’ in mezzo al niente come me.
E sinceramente sorpresa che la mia montagna da scalare e la mia balena bianca mi abbiano dato appuntamento nello stesso posto questa ventosa domenica mattina.




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