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Ho appena divorato Middlesex...

ora come ora riviste varie, rileggo un po’di Calvino e Pennac.
Ho sul comodino libri sul design automobilistico, fotografia e "Storia della Morte in Occidente", che forse non finirò mai.
Nel frattempo compro libri nuovi e li impilo.
E sto ore in libreria ad immaginare le mie storie, sulle altrui copertine...

HO VISTO

Lacrime nella pioggia







STO ASCOLTANDO


PAZZA
PAZZA
PAZZA
SULLA TERRAZZA
(sic)


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Nero

ORA VORREI TANTO...

...

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

Non


so


come


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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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giovedì 18 ottobre 2007 - ore 23:07


Trasferta in Albione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ATTENZIONE:
posticillo decisamente diaristico, privo di qualsiasi spessore, negligibile ai più.
Continuate a leggere a rischio noia.




Ebbene il vecchio Pal mi parte per Castelnuovo sul Tino.
Upon Tyne, per gli autoctoni.

Si arriva via cab in albergo, ci si rilassa in acqua moltocalda e si cena nel residente restaurant, che non s’aveva voglia d’ errar pei paraggi.
Filetto di tonno alla griglia,cotto meglio di quel che mi aspettassi.
La solerte waitress insisteva nel volervici farmi accompagnare un "Chateau de Qualcos’" ma, diamine, son venuto per la BIRA, e birra ho ottenuto.

Poi si piglia un uischetto e, "dai son stufo, vado a nanna". "Ma no, faccio prima due passi, qui attorno in riva al Tyne, tanto per sgranchirmi".

Due passi rapidi, lungo il fiume, a vedere i ponti illuminati.



Due passi. Poi tre, quattro... mille.

Newcastle è splendida...

Ho camminato tre ore ad occhi sgranati.

Ogni angolo è in ordine, tutto è tranquillo e pulito, nulla di fuori posto o decadante.

Pub da cartolina incastonati a cento e cento posticini similtrendy di ogni genere, e, ecco:
nugoli di giovani fanciulle, vestite ai limiti della decenza, a fare il giro alcolemico dei vari localini.
Qualche gruppo era vestito a tema.
Mi hanno particolarmente incuriosito le "virginity stealers" che si facevano inseguire da discinte finte poliziotte, il cui incedere barcollante indicava, oltre ad un grado alcolico opportuno, la loro poca dimestichezza col tacco 12...

"Occhei, ci sarà una qualche ricorrenza goliardica", mi son detto.
Mi sbagliavo.
Ogni sera è stato così.
Il che, se vogliamo, spiega il fatto di come le Castelnuovesi siano piuttosto carine e in forma a vent’ anni ma già a venticinque sono sfatte come cachi.

I ragazzi invece alle dieci di sera sono già spolpi al limite dell’incoscenza quindi per lo più si perdono il ben di dio.
Ma c’è di buono che hanno la balla molto allegra: in un vicolo ne ho trovato un paio che avrebbero impensierito un rugbysta, terrorizzati dal fatto che potessi in qualche modo essere messo a disagio,
"I am sorry, we just feel funny, you know? We are so happy you visit the city, please don’t take care of us, you have to be happy all the time here in N’castle!".

La mattina dopo, come poi le due successive, si va a seguire il corso sul Grande Fratello degli Escavatori, che a onor del vero era la scusa ufficiale per il viaggio.
La fabbrica in UK è impressionante per dimensioni, d’altra parte lì costruiscono delle belle bestie.
Non nascondo la soddisfazione di aver spostato tonnellate di terra quando mi hanno fatto provare la macchina.
Tsè, solo perchè ero in giaccaecravatta pensavano non sapessi imbennare...



La sera ci portano a cena in un castello antico, ho saputo poi dopo che tra i commensali ci dovrebbe essere stato pure qualche presenza spettrale.
Vista la location ho acconsentito a sorbire morbido rosso di montepulciano con la mia oca al forno.
Dopo un bicchiere di porto e aver scroccato all’ Azienda in totale una quarantina di pounds per foderare il mio nobile stomaco di alimenti di par lignaggio, ci si fionda a nanna.

Il copione si è ripetuto l’indomani, con una breve escursione tornando in albergo a vedere lo "Spirit of the North", detto in confidenza "l’Angelo".
Una sorta di uomo di ferro color ruggine alto 30 metri con due ali da Airbus.
Per carità, impressione fa impressione.
Ma non mi pare questo gran pezzo d’arte...

Poi cena cinese, sopportabile.
Qui conosco un po’meglio la Cindy, valchiria belga di un metro e ottantaerotti, amante e intenditrice delle cose che fanno brumbrum, proprietaria di una moto da 300 all’ora e di svariate auto sfasciate.
Le ultime due contro i tram di Bruxelles...

Poi giro per pub.



I colleghi turchi erano storditi, e continuavano a guardarsi attorno con aria inebetita.
Mai vista da parte loro una mandria progesteronica di simile proporzione in terra ottomana...
Li abbandono in disco nelle capaci mani del mio collega del Marketing, sapiente viveur, e mi prendo un’oretta per passeggiare da solo.

L’ultima giornata di corso è trascorsa a dribblare colpi di sonno e a fronteggiare il temibilissimo pollo al curry della mensa.
Curry piccante, che ho affrontato spavaldo, al contrario di quei conigli dei miei colleghi.

L’ultima sera rimanimo per cenare solo io e l’uomo marketing, che dopo i bagordi della nottata prima ha chiesto di ritardare il più possibile.
Mi son fatto un paio di pinte, i l’ho aspettato una mezz’oretta sul ponte girevole.
Quello in ferro, rosso e bianco.
Non faceva per nulla freddo.
Sarà stato il whisky doppio aperitivo...

I ponti sul Tyne illuminati sono uno spettacolo dolce.



Occhei, il compare alla fine mi arriva e, "Beh, vecchio, visto che hai girato di più, decidi tu dove andare"
"Benissimo", rispondo, "Ho proprio in mente..."
"Sì, però niente ristoranti italiani"
"Beh, in quella via ce n’è uno indiano che mi era sembrat..."
"Eh, no, ho lo stomaco imbarazzato, niente di indiano. Ne cinese. Ne... beh niente di etnico"
Ci siam messi alla ricerca.
Ebbene, dovete sapere che a Newcastle, una volta eliminate le categorie precedenti, rimangono solo catene di fastfùd americani.
Che chiudono alle dieci come TUTTI gli altri ristoranti degni di questo nome - ah, le alte latitudini... -.
Ci si arrangia in una specie di pub.
Io piglio solo un’insalatina che ho ingollato con l’aiuto di due pinta di birra.
Non avevo fame.
le calorie sufficienti alla serata le avevo già ingerite con le precedenti due pinte.



Nell’ultimo sorso di spuma si affaccia la mezzanotte.
Con la scusa di dovermi alzare presto l’indomani per visitare un Cliente, lascio il compare solo a folleggiare in discoteca,
e ne approfitto per un’altra passeggiata.

Ho avuto la conferma che il tipo mediterraneo/tenebroso è molto gettonato da quelle parti.
Se corrispondi allo stereotipo le giovani pulzelle sono mooolto ben disposte.

Rispondo con un cenno divertito all’ultima fanciulla che mi manda un bacio dalla vetrina di un locale, e mi incammino verso il fiume: avevo voglia di far rimbalzare un po’di pensieri nel mio cranio, sotto la pioggerella.
Avessi avuto dieci anni di meno...

Notte agitata, sono riuscito a lussarmi una spalla da solo rigirandomi nel letto in piena notte.
Cosa che mi ha reso dolorante e inebetito dal sonno per il giorno a venire.
Per fortuna la spalluccia è tornata nell’apposita sede che Madre Natura le ha assegnato, senza dover andare in hospital o altro.

Il taxi mi scarrozza sonnolento per le dolci campagne del Northeast.
Pago visita di cortesia al Cliente, poi raggiungo il cottage di campagna,che era stato albergo ai due colleghi meccanici rimasti tutta la settimana dal suddetto Cliente.
Si pranza assieme, finalmente all’inglese, e con loro, facendo scalo ad Amsterdam dove ci hanno sfamato crudità nipponiche, torno verso la terra natia.

E questo, più o meno, è quel che s’è fatto la scorsa settimana.
Per chi possa interessare.
Per chi me l’ aveva chiesto...



Ho visto dei bei ponti
Ho camminato tanto, fino a notte fonda
Ho scoperto una città inaspettata
Ho visto gente divertirsi
Ho seguito un corso più interessante del previsto
Ho guidato un escavatore da 24 tonnellate
Ho conosciuto persone interessanti
Ho cenato coi fantasmi
Ho alimentato l’autostima

Ho bevuto tanta BIRA!



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