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Categoria: LOVE+SPRITZ+LOVE
...ma quale prospettiva di lavoro...?

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Autore Intervento
.patavium.Inviato il 20 giugno 2008 19:34  
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Lavorare su turni settimanali 8-17 e 11-20 con la consapevolezza di essere sfruttati perché lo stipendio alla fine del mese non arriva nemmeno a 600 euro con la prospettiva (infinita e mai attuata) che chi lavora bene deve prendere "almeno" 1.000 euro... Sprona a fare meglio o demoralizza (allo stato attuale della situazione lavorativa in Italia e le condizioni dei lavoratori)...?
AleidaInviato il 20 giugno 2008 19:40  
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beh, dipende principalmente dalle ambizioni che ha la persona.... c'è chi si accontenta, chi cerca di meglio, chi parte... chi cerca da amici e parenti, chi vive di lavoretti in nero prendendo di più, chi invece pur di essere in regola e di essere "indeterminato" si accontenta di condizioni svantaggiose...

joz82jozInviato il 20 giugno 2008 19:57  
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Guarda secondo me, è un bel casino questa situazione.
Rispondo al tuo forum perché mi sento preso in causa, sto studiano la questione a livello editoriale con degli esperti che mi stanno facendo un attimo di “scuola” ed è interessante secondo me capire. Dopo quello che ho sentito ti dico la mia.
Sfondo una porta aperta, ma non c'è tanto da scherzare… credo che noi adesso ce la caviamo male, ma chi pagherà il conto più salato sarà la prox generazione = figli nostri chi ne avrà e non è poi così distante quel giorno credo no?

Non voglio dire che a noi ci sta andando bene… assolutamente no! Non dico questo, però dico anche che siamo una generazione in “transizione”.
Mi spiego meglio: prima che l’effetto Euro/aumento costo della vita ecc… si presenterà nella suo vero disagio ci vorrà ancora qualche annetto e nel momento cui si presenterà per quello chè è davvero la crisi, NON POTREMO PERMETERCI quel particolare che ci rende come dicevo in “transizione” ovvero:

L’ACQUISTO A RATE.

Il problema più grosso, oltre agli stipendi, forse siamo anche noi, il nostro modo poco costruttivo di reagire.Olrami il danno è fatto, la strada per la crisi è spianata, resta solo decidere: COME REAGIRE?
LE RATE sono lo risposta peggiore che si possa dare alla crisi economica perché sono solo delle grandi illusioni. A conti fatti tutto si paga di + del 15% e si posticipano solo i problemi di oggi… oltretutto si da la possibilità di comprare a rate pure senza verificare a fondo la busta paga del consumatore, con le conseguenze che potete ben capire in certi casi.
Giustamente se si ha poco, si spende quello che si ha “almeno lasciami godere quel poco che mi rimane – direbbe chiunque e giustamente”. Forse però se tutti diamo più senso a ciò che compriamo, rendiamo a noi stessi, non dico molto, nemmeno abbastanza, ma forse mediamente più accettabile questa vita dove al posto dei soldi, ci hanno dato “sassolini da buttare in uno stagno”… non fai a tempo a contarli che son già finiti.
Dicono che una svolta, forse la prima, sarebbe imparare ad essere più imprenditoriali, pure sulle piccolezze… sarà dura ma credo sia giusta come strada. Non risolve il problema del tutto, ma lo tampona.
Che voglio dire? Esempio classico:
Compro un cellulare da 500 euro… me lo impone la pubblicità, devo essere nel gruppo lo compro e mi fa felice averlo, STA BENISSIMO, ognuno fa ciò che vuole, ma resta un consumo fine a se stesso.
Compro una macchina perché mi serve = ammortizzo i costi perché è grazie a quella macchina che posso avere il lavoro che cerco, che è distante, troppo per usare la bicicletta e così via…

PER CONCLUDERE, siamo tutti nella merda fino al collo, i nostri figli di più ancora però, se iniziamo a mandare a cagare di più gli status symbol e compriamo NON TUTTI (senno diventiamo tutti rabbini spilorci) ma una buona parte di beni, con l’idea che possono portare altri beni, se iniziamo più a “barattare” che comprare e basta, forse un piccolissimo sospiro in più lo possiamo fare.

È poco, ma almeno è qualcosa.

Perdonate la prolissità.
=)
K_ReduxInviato il 20 giugno 2008 20:3  
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con la sola laurea in mano ormai il mercato offre ben poco. O ti adatti a fare quel che trovi,sennò...
ad esempio, un ing che supera l'esame di stato, o ha i soldi per aprirsi uno studio proprio (coi rischi d'impresa che ne derivano) oppure si accontenta di fare l'ingegnerino aiutante presso lo studio di un gran capoccia (se lo trova).
Uno che ha una laurea poco spendibile nel mercato di lavoro,invece,si attacca.

Invece se hai soldi da sborsare per farti un bel master coi controcazzi,poi hai un bel placement assicurato.... ovviamente se hai in mano una buona laurea tecnica o tuttalpiù scientifica, con le umanistiche non si va da alcuna parte.
magna magna tramacci tra università e aziende....

Tipo,se riesci a superare le selezioni per il master in business engineering di finmeccanica, poi sei a posto per tutta la vita...
oppure se hai 25K euro che ti avanzano,ti iscrivi al MBA in Banking and Financial Industry promosso da UniCredit banca, Alma graduate school e dall'unibo.it
joz82jozInviato il 20 giugno 2008 20:21  
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Quando sento quello che dici tu K_Redux mi vengono i brividi.

Io vengo da una scuola molto diversa, passando dalle cooperative, al corriere, al grafico e pian piano fino ad una scrivania, la quale cmq può darti la sicurezza di stabilità, ma non tocchi oro assolutamente... mi riferisco insomma alla scuola "cresci sul posto e datti nà mossa sennò sei tagliato fuori o resti a casa".
Ho finito presto di studiare perché non mi piaceva... preferivo arrangiarmi come potevo e mi sono chiesto spesso cosa provano i miei coetanei investono anni nello studio trovandosi poi davanti uno Stato vigliacco che non da quasi nulla.
Me lo chiedo spesso ancora adesso. Ogni tanto domando, ma il discorso scivola sempre altrove. Mi fa impressione l'idea che non ci sia un tornaconto per il bene maggiore che ha un Paese, quindi i giovani, quindi noi.

Lo trovo ingiusto e malsano questo Paese, a dire il vero mi fa davvero schifo ed apprezzo chi tiene la calma e self-control. Dovremmo imparare l'arte di arrangiarsi, cioè trovarsi un lavoro extra, però inventandoselo.
Il web ed altre realtà in questo aiutano a bypassare la solita mafia delle raccomandazioni, ma pure lì, non è semplice, ma nemmeno impossibile. Oltretutto ci hanno pure fatto schifare della Politica, se nessuno ci crede nella politica, l’economia crolla perché la Politica ha bisogno di valori per sentirsi viva. Credo questo.

…Però io non ho molta voce in capitolo… sono più portato ai Fatti, che alla Politica, come tutti ormai…

=)

PS: detto questo… buona sera a tutti, io vado a farmi rapinare il portafogli a Radio sherwood con le sue birre a 8 euro alla faccia dei compagni de sto…!!!!
ElvizInviato il 21 giugno 2008 13:25  
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Sec me il futuro da questo punto di vista sarà invece più roseo, e vi spiego il perchè: noi tutti abbiamo genitori che hanno passato periodi più neri, non tutti (anzi non la maggioranza) ha studiato, molti sono andati a lavorare fin da subito, per cui hanno voluto per noi il "meglio", ovvero lo studio e la laurea. Bene, posto per così tanti laureati come quelli della nostra generazione non ce n'è. Riprendo il caso degli ingegneri: di quanti di essi ce n'è veramente bisogno? Quelli più bravi (o raccomandati) verranno assunti, gli altri faranno altro. E magari nessuno farà mestieri "che non vogliamo fare". Ecco, qui sta il problema: questi presunti mestieri non sono solo l'operaio o il muratore, ma saranno soprattutto il meccanico, l'idraulico, il panettiere, mestieri che richiedono una "maestranza" che nessuno ha più, perchè siamo tutti impegnati sui libri. E questi mestieri del passato saranno i mestieri del futuro. Per forza di cose i nostri figli dovranno non studiare (perchè non potranno permetterselo, o meglio noi non potremmo mantenerli) e quindi dovranno imparare un mestiere. Di certo un idraulico, un tecnico di pc, un meccanico non muoiono di fame... E qualcuno lo deve pur fare no?
joz82jozInviato il 21 giugno 2008 14:49  
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Hola Elviz!
Il tuo punto di vista non è fantapolitico, però mi chiedo: chi saranno i futuri maestri che si occuperanno della maestranza da gestire? Cioè, una volta che la “signora” si porta via gli ultimi veterani del mestiere manuale… chi insegna cosa?
Il mio timore è che i libri e i manuali saranno la base generica per tutti, ed il problema è che un libro tecnico letto da chiunque ha mille possibilità d’interpretazione.
Oltretutto, ribadisco che emerge sempre di più giorno dopo giorno la consapevolezza che il mondo politico nazionale, regionale, provinciale e perfino comunale si occupi di tutto e di più tranne che delle problematiche giovanili.
Ogni giorno si sente parlar di terrorismo islamico, di matrimoni gay, di crisi economica, di crisi politica europea, di partito unico, di primarie, di famiglia come valore fondante della nostra civiltà e di quanto altro ancora…
Non vi è nessuno che invece parla seriamente di noi giovani, delle nostre problematiche, del nostro avvenire, del lavoro e di strategie o piani di sviluppo. Nulla di nulla. Sembra di vivere nel deserto. Ciò è gravissimo come d’altronde lo è il comportamento e l’atteggiamento della classe politica attuale di fronte a tali problemi. Il futuro è nostro però non ce lo possiamo costruire da soli dato che esso viene influenzato nel bene ma soprattutto oggi nel male dal mondo politico. Un mondo politico che si allontana sempre di più dai giovani e soprattutto da larghi strati della società dato che pensa solamente e purtroppo anche malamente al presente.
E’ risaputo che agli stessi parlamentari ciò che interessa sono i propri problemi e cioè pensioni e stipendi faraonici,ecc. e non i problemi della comunità giovanile e dei propri familiari!!! Infatti i propri figli o nipoti( i cosiddetti figli di papà non avranno in tal senso nessun problema visto che possono vivere anche di rendita.
I veri problemi sorgono per tutti quei giovani che vivono in famiglie con condizioni economico-sociali disagiate o disastrose e in misura minore anche per coloro che vivono nelle famiglie del ceto medio anch’esse stuprate dalla moneta unica(l’euro) e da una crisi economica che sembra irreversibile. Le prese per i fondelli da ambedue gli schieramenti a tal proposito non fanno ormai nessun effetto.
Le vie d’uscita per noi giovani non sono molte e anche il cosiddetto lavoro flessibile o temporaneo può essere utile per uno studente universitario ma non per giovani sposi o conviventi poiché esso produce solamente insicurezza e depressione. Entrare oggi nel mondo del lavoro significa entrare in un labirinto di burocratizzazione e di sconforto. Per fare addirittura un semplice lavoretto bisogna presentar fior di domande e curriculum vitae per poi poter partecipare ad una selezione che una volta superata ti comporta un misero stipendio da terzo mondo. La crisi economica attuale ci voleva per oscurarci ancora di più il nostro futuro!!!Ci domandiamo è davvero legittimo vivere in tale contesto??? Eppure la nostra Costituzione riconosce all’articolo 1 come principio fondamentale il lavoro: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Fortunatamente è il primo articolo della nostra Costituzione repubblicana altrimenti vivremmo nel mondo dei balocchi di Pinocchio. Un altro dato allarmante è il fatto che i nostri Governi sia di centro-sinistra e sia di centro-destra investono sempre di meno nella ricerca e nell’innovazione, cioè nei cosiddetti motori dello sviluppo economico. Ci domandiamo fino a quando durerà questo status quo???
La tematica affrontata rappresenta una questione generale e di grande rilevanza che non può interessare solo il centro-sinistra o il centro-destra come anche solo i giovani di sinistra o i giovani di destra ma riguarda l’intera comunità nazionale la quale non può e non deve assolutamente sorvolare,come fa oggi, questi problemi.

Io credo che SPRITZ che tutti i mezzi di comunicazione mirati ai giovani hanno un grosso peso, quello di farci comunicare e riflettere e dovrebbero essere questi “webboni”, giovani editori, organizzatori a trovare il modo di cerare sinergia positiva. L’unione fa la forza, le scelte di ognuno di noi, fanno le differenze. Restiamo cmq tutti uniti dalle possibilità che ci danno coloro che sono riusciti a fare un passo più in là…

…speriamo bene =)
momoInviato il 21 giugno 2008 15:48  
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giusto per chiudere la parentesi off topic che non ho aperto io..

perché ti lamenti delle birre a 8 euro (che non esistono: media bionda 4,50 - elephant media & devil's kiss 5, beck's in bottiglia 3 euro, altre in bottiglia 4), visto che puoi portartela da casa e nessuno ti dice nulla, nemmeno se ne porti un ettolitro?
perché critichi i "compagni" e poi vai "in casa loro"?

la risposta forse è "parlo perché ho la bocca e scrivo perché ho una tastiera"?

Modificato il 21/06/2008
joz82jozInviato il 21 giugno 2008 15:52  
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niente Momo, ho capito che noi non connettiamo =)

lascio perdere, hai sempre ragione tu!
Solo e sempre tu Momo, mi inchino alle tue domande, provocazioni e rispondo solo dicendo che hai ragione tu solo e sempre tu =)

PS: 8 euro 10 euro... si fa per dire che dovrebbero costare di meno visto il contesto, ma ripeto, quello che ha ragione sei solo tu =) io sono solo un povero ignorante disinformato, chiedo umilmente perdono Momo.
momoInviato il 21 giugno 2008 16:17  
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puoi sfottere finché vuoi, ma dal momento che nessuno ti costringe né ad andare lì né a consumare al bar, anzi, puoi portarti ciò che vuoi da casa (o rimanerci), non vedo come ti arroghi il diritto di dire cosa dovrebbero o non dovrebbero fare le stesse persone che critichi per poi "sfruttarne" il festival.
K_ReduxInviato il 21 giugno 2008 16:34  
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e cmq momo ga sempre razon!

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