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Jeans, maglione, stivali...e due paia di calzini!

ORA VORREI TANTO...

Talmente tante cose che non so nemmeno da che parte iniziare

STO STUDIANDO...

il tempo dei libri è lontaaaanoooo

OGGI IL MIO UMORE E'...

autunnale

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) essere continuamente giudicati da persone che nemmeno ti conoscono

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chi si ferma è perduto...


mercoledì 5 marzo 2008 - ore 21:05


Vita reale - meglio di qualsiasi blog!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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sabato 23 febbraio 2008 - ore 11:27


senza commenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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domenica 20 gennaio 2008 - ore 17:54


Extra
(categoria: " Riflessioni ")


Qualche giorno fa stavo amabilmente speedymessaggiando con un amico, e le riflessioni che ci siamo scambiati mi sono rimaste in testa...ci ho pensato e ripensato, specialmente mentre osservavo dal di fuori l’andamento della mia esistenza in questi giorni. E’ inutile negare che per noi tutti il vero motore dell’esistenza sono i rapporti personali, credo che anche chi lo nega in realtà sia immerso in questo bagno...ho realizzato di capirci poco, e di non essere tanto sicura nemmeno delle poche conclusioni che ho tratto. Non riesco più a usare la parola amore, è una parola altisonante, pomposa, che per me ha perso tutta la sua aura magica e dorata, si è ridotta ad una semplice reazione chimica, che viene poi tramutata in convenzione sociale. Innamorarsi...ma che vuol dire? Che senso ha? Credo che ci dimentichiamo troppo spesso di essere, fondamentalmente, degli animali. Forse se rispettassimo di più la nostra natura saremmo più felici, se riconoscessimo ed accettassimo di non essere le super creature che ci diamo a bere di essere non desidereremmo cose che, in realtà, fanno a cazzotti con il nostro essere. Siamo animali dunque, il che non ha una connotazione negativa, è semplicemente la realtà dei fatti. Cosa fa un animale? Di cosa è fatta la sua esistenza? Un animale è semplice. Mangia, dorme, si accoppia, segna il suo territorio. Non ha bisogno di altro. Gli esseri umani come animali evoluti hanno deciso che tutto questo era troppo poco. Vero, certo, abbiamo bisogno di una casa per ripararci, dei vestiti per proteggerci...lo riconosco. Ma altri bisogni non mi sono così chiari....e ce ne sono un’infinità. Abbiamo bisogno di amici. Certo, ma devono essere come diciamo noi...perchè? Perchè non possiamo riconoscere che l’altra persona è semplicemente un essere umano e come tale E’ come noi? Anche se magari non è brillante, non è un leader, anche se magari non ha quelle caratteristiche che fanno di lui un vincente in società....ammetto che questa da parte mia potrebbe sembrare presunzione, io stessa sono incatenata in questo gioco di massa, io stessa cerco le persone in base a criteri che di naturale hanno ben poco, io stessa molto spesso mi abbandono a pregiudizi senza nemmeno rendermene conto. Però ci rifletto. Perchè abbiamo bisogno di un compagno o di una compagna per la vita? (pia illusione, certo, ma la teoria è questa). I diritti, i diritti sono davvero così scontati? E’ davvero sbagliato uccidere? Perchè non possiamo accettare di avere dei limiti? La vita evoluta è davvero meglio? O crea solamente l’illusione di mille desideri fasulli, spesso irraggiungibili, che creano soddisfazione effimera in coloro che possono soddisfarli e, molto più spesso, creano infelicità tra coloro che non possono nemmeno pensare di soddisfarli? Tutti, tutti si abbandonano a questo gioco. Ovvio, il mondo non gira intorno a ognuno di noi, bisogna seguire la corrente. Ma non sarebbe meglio disperdere quella corrente, concentrarci solamente su quelle che sono le nostre reali necessità, e rivalutare il resto per quello che è, ovvero qualcosa di effimero e senza senso? Perchè ho bisogno di un bel paio di scarpe, o di un lavoro prestigioso, perchè ho bisogno di una bella auto o di un fidanzato figo per essere felice? So che si tratta di pensieri impopolari, ma aveva ragione la mia nonna, nove figli ed una vita sui campi a spaccarsi la schiena...stavamo meglio quando stavamo peggio. Secondo le statistiche - inverosimilmente direi, ad una visione semplicistica della questione, le popolazioni che soffrono meno di depressione sono quelle africane...sembra assurdo, eppure basta rifletterci un secondo per capire che in realtà è naturale, una popolazione che deve preoccuparsi spesso della pura sopravvivenza non ha, non può avere sovrastrutture che crea falsi bisogni. La società più violenta nei confronti delle donne non è quella mediorientale, a sorpresa è quella americana....cinquecento anni di storia, mille culture mescolate e nessuna identità propria, l’unica realtà occidentale che mantiene la pena di morte...il quadro nella sua interezza è talmente ovvio, talmente chiaro da risultare invisibile agli occhi dei più, se togli dal suo posto il portapenne che hai sempre avuto alla destra della tua scrivania farai una fatica immane a cercarlo.
Ha ragione mia sorella, oggi mi ha detto che mi creo problemi anche dove non ci sono....

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giovedì 10 gennaio 2008 - ore 00:08


Cambio...cambio?!?
(categoria: " Riflessioni ")


E’ incredibile a volte come la vita si rovescia da un momento all’altro, come le prospettive possano essere prima infinite, poi nessuna, poi troppo lontane per essere afferrate...evento, semplicissimo evento. Mentre aspettavo, dolorante e febbricitante, nella sala d’attesa del medico (per inciso, è più impegnato lui del capo di stato), vedo un luccichìo sinistro nella borsa...chiamata persa, numero fisso, che non conosco. Prefisso - Milano. La compagnia aerea che qualche mese fa mi ha dato buca per questa maledetta prova di nuoto mi cerca. So già perchè, per ritentare quest’accidenti di vasca a rana. Basta una cosa così a togliermi il sonno, a far ronzare il mio cervello, a farmi girare e rigirare tra le coperte fino a notte alta...le domande si accavallano, si susseguono, ogni dubbio anello di una catena di dubbi infinita...la posta in gioco è alta...è alta? Non lo so, non riesco a capirlo. Le cose, mi sembra, cominciano a girare per il verso giusto anche qui. Inutile negarlo, essere un’hostess è sì il mio sogno di sempre, ma la prospettiva di fuga da questa vita è un elemento di attrazione fortissima, per me....una città nuova, mille città nuove, nuove persone, una nuova casa, una nuova vita in cui dipendo solo da me stessa...ho paura. Ho una paura fottuta. Sono più di sei mesi che vivo per questo, che lotto per questo, che questo progetto mi tiene in piedi...ho paura che sia un altro di quei sogni che è meglio che restino sogni, che mi si riservi una delusione. Non sono ancora capace di fare questa cazzo di rana. E già nella mia mente turbina l’idea di raddoppiare le lezioni in piscina...ma sarà sufficiente? Per quanto tempo la compagnia mi correrà dietro? E se alla fine non otterrò il brevetto? Ci sarà un’altra prova di nuoto, alla fine del corso, pare che sia molto più dura di quella d’ammissione...e già questa mi sta facendo sputare sangue....il rischio è altissimo. Le cose qui vanno bene....ma vanno davvero bene? Ho persone intorno a me, persone che non vorrei perdere, ma nessuna di queste è veramente mia...il mentore ed il compagno di merende su tutti, che però la sera tornano dalle rispettive consorti...Pulp Fiction, il tondo, la Pessa. il coach...sono ospite anche nelle loro esistenze però, di passaggio, gradita ma temporanea...il divo, che mi lascia sul pianerottolo, Mr T, che mi lascia addirittura sul portone...la Puci, la mia dolcissima Puci, amica di sempre....tutte persone per le quali sono come una meteora, passo, vado. E tutto questo può cambiare, potrei non aver più alcun cielo da attraversare, e potrebbe succedere in ogni momento. Un cielo di convenienza non lo voglio. E quindi una nuova vita che mi impedisca di mettere radici è l’ideale...è l’ideale? Credo di sì, penso di sì...spero di sì....ma come faccio a saperlo prima di averlo provato? Ho fatto tanta, tanta fatica a scavarmi il mio posticino, magari agli occhi del mondo non è un granchè, ma ora ne sono fiera ed orgogliosa...ventisei anni di battaglia, ogni giorno, tregue poche ed instabili, perchè non seguire questa scia? Posso mollare tutto ed andare....maledetto nuoto, maledetta paura, è quello che voglio, non raggiungerò mai nessuna destinazione qui...ma non riesco ad allungare il braccio ed afferrare questo miraggio. Vorrei una sola cosa facile nella mia vita, una, un’unica che mi permetta di rilassarmi...spero tanto di dormire, stanotte.







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martedì 8 gennaio 2008 - ore 22:45


The mad sick...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tonsillite. La parola brutta che ha colorato l’inizio del mio anno. Domenica mattina, ore nove e trenta, mi sveglio in preda ai brividi, che ci faccio già sveglia a quest’ora? Soprattutto tenendo conto che ho chiuso gli occhi alle tre? Mi guardo intorno, mi rendo conto di essere coperta solo da un lenzuolo, il piumone è arrotolato di fianco al letto...ah, ecco, vedi che c’è una spiegazione? Mi infilo un maglione pesante, mi riabbozzolo sotto alle coperte e tento di richiudere gli occhi...macchè, questi brividi hanno qualcosa di strano...deglutire è doloroso, do per scontato che sia l’effetto della storta di ieri sera...resisto qualche minuto, memore del detto "finchè non la provi non ce l’hai", poi cedo. La sentenza del termometro è deleteria, trentasette e sette, c’è chiaramente qualcosa che non va, in un attimo mi balenano davanti agli occhi tutte le cose che al momento mi sono precluse - niente rientro in ufficio, il che può essere anche positivo, ma vuol dire anche niente compagni di merende, niente mentore...niente piscina, niente shopping da saldi....NOOOO!! pareva troppo bello per essere vero...stava andando così bene...

venerdì pomeriggio, arriva un sms, ultimamente sono gettonatissima!! E’ il tondo, che da quando si è innamorato era uccel di bosco...susseguono i vari comestaicomenonstaichefaidovesei, se sei in zona ci prendiamo un caffè bla bla bla...beh, ho proprio voglia di vedere la faccia amica che più amica non si può, nonchè di essere aggiornata sulle ultime novità...lo vedo da lontano, le familiari gambe sproporzionatamente lunghe e magre, il familiare viso orientale, i familiari occhioni da cerbiatto....comincio a sorridere a cinque metri di distanza, ci abbracciamo, ed è un abbraccio vero, di cuore. Caffè cappuccino e via, partiamo con il racconto dell’ultimo mese...è proprio cotto come un pero, non fa che decantare le doti della sua ragazza, mi mostra le foto, mi ricorda moltissimo mia sorella e devo fare uno sforzo notevole per chiamarla con il suo nome...penso che sia quella giusta, gli ha fatto venire voglia di vita comune, di nido, e brava cadorina!! Sono felice per lui, di tutto cuore, e mi chiedo en passant com’è che intorno a me tutti soccombono al dardo di Cupido, mentre il mio cuore resta sempre tiepidino...che ci sia un problema di metabolismo?? Baratto rapidamente il facchinaggio del tondo per portare in auto il pacco del nuovo lettore dvx (’na figata!!) con il mio vecchio lettore, che prenderà posto - naturalmente - in casa della sua dolce metà...mi piace pensare a me stessa come ad un angioletto custode che, dietro le loro spalle, batte forte le alucce cercando di spingerli uno verso l’altra....o forse è che è proprio il mio destino, amica di tanti, compagna di nessuno...perlomeno nessuno di quelli che voglio!

sabato giorno di shopping, che per le donne (tutte, nessuna esclusa, nemmeno quelle che negano spudoratamente, salvo forse le adolescenti inca22ate con il mondo...è solo una fase, poi passa) è un momento sacro, specie quando le vetrine si tappezzano di quei bei cartellini colorati che recitano "saldi"...mi viene sempre il dubbio che i prezzi siano prima rialzati e poi riscontati, e che a conti fatti i soldi che devo tirare fuori siano sempre gli stessi...la Pessa poi per queste cose è intransigente, pranziamo a cappuccino e brioche, entriamo ed usciamo dai negozi, facciamo piani di battaglia con le liste di tutti i posti che abbiamo visto e tutti quelli che dobbiamo ancora vedere....torno a casa stracarica, ho preso dallo spazzolino da denti alla camicia rosa, passando per una bottiglia d’acqua minerale che ci hanno fatto pagare più di un litro di benzina....abbiamo giusto il tempo per renderci vagamente presentabili e via, si riparte, il coach ci aspetta per lo spritz di prammatica....il prof si fa sentire, ma stasera no, stasera ho voglia di gente, di compagnia....arriviamo alla nostra casa base, il coach è già avanti con i lavori...’azz’, sento l’odore di spirito a un metro di distanza, e lui è particolarmente euforico - non che di solito sia molto diverso, ma stasera ha un qualcosa in più....stringo mani che ho già stretto cento volte, ripeto il mio nome sapendo che dopo due secondi la persona che ho davati non se lo ricorderà, inghiottiamo velocemente pochi bocconi di carne sfilandoli da..dovrebbe essere uno spiedo, ma sembra davvero una spada...sarà il semi digiuno di oggi, sarà che la cena non era proprio adatta alla serata alcolica, faccio molta, molta fatica a scendere i gradini del ristorante...prossima tappa Movenbick, la mia compagna di letto ed il nuotatore mi prendono in carico in auto, la concentrazione alcolica nel mio sangue aumenta rapidamente...arrivo a destinazione e non sono più in grado di realizzare granchè...vengo trascinata dalla folla, credo di dire - ma non dico - ma il Movenbick è dall’altra parte!! Qualcuno - non so chi - mi piazza in mano un Martini e China, vedo un viso familiare, è la Pessa che mi urla festosa "Aleeee!! hai visto chi c’è???"...a dire il vero sto girando gli occhi da un bel pò, ma la persona che cerco non l’ho vista...."c’è il pompiere!!!" a queste parole mi manca un battito - il pompiere...occhi neri, labbra carnose, mi ha provocato ben TRE giorni di sospiroso struggimento, solo un paio di settimane fa....non ci posso credere, ma che ci fa qui?? "Portamelo qui!!" è la mia risposta perentoria...me lo vedo davanti, e anche questo è un diem da carpare...gli piazzo in mano il mio bicchiere, ignorando il suo commento "ma mi fa schifo!!", lo stordisco di parole, risate, sono ubriaca, sono molto ubriaca, e non riesco a controllarmi, continuo ad appoggiarmi a lui, a strusciarmi, a fare la gattina...e incredibile ma vero, lui mi sembra molto, molto compiaciuto....riesco ad ottenere il suo numero di telefono, sìsìsìsìsìsì - non so se avrò mail il coraggio di tradurre in realtà le innominabili fantasie che mi passano per la testa, ma perchè non tenersi una porta aperta??? Lui se ne va poco dopo, e meno male, non so cosa avrei potuto combinare, non sono brava a resistere alle tentazioni...finisco la serata dicendo a chiunque mi passi davanti "sei un bravo ragazzo, sei una brava ragazza", il Coach mi riporta in casa quasi a braccia, la Pessa ringhiando guida la mia auto nonostante i tacchi alti, arrivo a malapena al letto...e mi spengo.

Ed ora stop, arresti domiciliari da quasi settanta ore, e con la prospettiva di una settimana intera così...anche Eurofly mi ha cercata, ed io sono doppiamente impedita, non solo non sono ancora capace di nuotare, ci mancava anche la malattia, spero che non mi mandino a quel paese...devo accontentarmi del poco che resta...il divo mi concede un riluttante "dove sei finita? mi sei mancata..." che mi lascia a bocca spalancata, e devo ammettere mi fa molto, ma molto piacere...il pompiere come promesso si fa sentire, ammette di essere stato tentato a sua volta, e mette nell’aria una promessa di qualche scrupolo in meno per la prossima volta che saremo face to face...il mentore mi cerca diverse volte, mi chiede di passargli un pò di malattia in maniera non ortodossa, cavoli ma perchè deve tentarmi e tirarsi indietro??? Mi consolo pensando a forza che una settimana in un anno è niente, ma credo me ne convincerò solo quando sarà passata...sigh, ora di antibiotico.



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giovedì 3 gennaio 2008 - ore 20:42


Anno nuovo data nuova
(categoria: " Vita Quotidiana ")



E finalmente è andata, anche queste feste le abbiamo sfangate. Finito il rock & roll di cibarie, di auguri e baci più o meno sensati, di sms tutti uguali che si susseguono incessantemente, aiutandomi così a familiarizzare con la suoneria del nuovo telefono, che ad ogni squillo mi fa sobbalzare di mezzo metro e brucia almeno dieci anni di coronarie...bei giorni, devo dire, intensi, davvero uno sprazzo dorato.

Venerdì, chiudo l’anno lavorativo in bellezza. Sette e mezzo di sera, stampanti spente, il direttore indossa già la giacca e mi aspetta sbuffando, mentre una cliente mi supplica di darmi alla corruzione sessuale. Il mio compagno di merende mi aspetta in piazzale per l’ultima sigaretta, siamo entrambi così stanchi e nervosi da non aver nemmeno voglia di congedarci con la nostra solita cascata di scherzetti , battutine, doppi sensi.
Movenbik, serata under trenta. Due spritz bastano a sciogliere gli animi, a riscaldare anche lo spirito più tormentato...c’è anche Mr T. Ci sediamo vicini, io benedico il proprietario del locale ed il momento in cui ha deciso di prendere dei divanetti così stretti...ricominciano le nostre conversazioni pungenti, le nostre lotte di parole, come se la resa dei conti non ci fosse mai stata...finto disinvolto, stende il braccio sulla spalliera del divanetto, dietro di me. Non ci posso credere...questo è un diem da carpare....mi adeguo finta esausta, mi poso sulla spalliera....tanto basta a spaventarlo. Lascio perdere, non lo voglio un altro no sbattuto in faccia. Più tardi, in un pub disperso tra i campi dell’alta padovana, rischio di farmi un piercing al naso con lo stuzzicadenti del panino....ordino te freddo, giovedì la star ed io abbiamo giocato tanto, e le due ore di sonno che mi sono concessa si fanno sentire...si degna addirittura di farsi vivo, sento la fatica delle parole che scrive ma apprezzo lo sforzo. Pulp Fiction ha il turno di notte, mi chiede insistentemente se dormo...e non so cosa rispondergli, dovrei dirgli che sono in piedi, anche se il mio cervello è tra le lenzuola...

Sabato illogico, passato davanti a Trivial Pursuit, Visual Game e Saltinmente fino a notte fonda (la risposta più assurda? "elenca tutti gli esseri viventi che iniziano per D"...solo a me poteva venire in mente, oltre ai classici cetacei, il dattero...ma come si fa??), di risate spacca addominali, di spirito di squadra, leggero...due di notte, ormai siamo già scivolati nella domenica. Approfitto della pausa estatica dell’iguana che cerca disperatamente di intuire quale può essere il Paese che ha la più grande riserva d’acqua (naturalmente l’Africa no??) per sgattaiolare in terrazza ed accendere la proibitissima sigaretta. Occhieggio il telefono, due sms. Apro il primo, la star tenta di darmi l’illusione di un pò d’attenzione, sento la forzatura che trasuda tra le sue parole, l’abisso che si spalanca sotto ognuno dei caratteri che occhieggiano dallo schermo...vabbè, non si può ottenere sangue dai muri, stiamo al gioco e vediamo dove arriva...apro il secondo sms, è la Puci!! invito a cena da un fantomatico "amico" con la mia dolce stellina, la sua metà del cielo e Mr T...VITTORIA!! il tentativo di accoppiaggio è talmente spudorato che non può lasciare dubbi, ma chi se la fa scappare un’occasione così?! Il mio week end sta prendendo una piega inaspettata....fikofikofiko!!
Il prof ed io otteniamo tutte le lauree, vincendo su un fantomatico programma televisivo di cui sarebbe stato protagonista Ligabue...la domanda? Mi ci sto arrovellando da una settimana, ma ancora non l’ho capita....la serata si chiude bene, bello spirito, a pacche sulle spalle.

Domenica pomeriggio faccio la casalinga isterica, spesa per capodanno, giriamo tra le corsie del supermercato disquisendo dei vantaggi del Listerine rispetto al Colgate, rigiriamo le cibarie nel carrello all’incirca quarantasette volte, in ordine di consistenza...perchè con questa gente anche andare a fare la spesa diventa divertente?! Finiamo il pomeriggio davanti ad un cappuccino ed a due pastine, addocchio nervosamente l’orologio, la bionda mi smessaggia ossessivamente, mi aspetta a casa con la piastra in calda, urgesi operazione parrucchiere...mi congedo, mi catapulto verso casa, entro in bagno cantando a squarciagola "one thing I can tell you is you got to be free, come together right now over me!!!!" mater familias e la bionda mi guardano esterrefatte ad occhi spalancati...vedo il dubbio ronzare nei loro occhi...ma questa fuma Camel Light o cannabis strong??? Fanno buon viso a cattivo gioco, ridono della mia esaltazione, parte la mia piastrata speed, mi preparo e VIA, destinazione casa Puci. Entro per i convenevoli di rito, incartiamo la pizza catarì, su cui troneggiano inquietanti cadaveri vegetali che mi provocano abissi di crisi di coscienza (Aleeee, ma anche se la pizza fa schifo tu mi dirai che è buona lo stesso veroooo?? Al limite stanotte mi mandi un messaggio dicendomi che hai mal di pancia!!! e nel frattempo io sudo freddo, i peperoni mi hanno sempre fatto venire l’orticaria...come conciliare ora questo conflitto di cortesia e - scusa stellina!! disgusto???), in auto mi viene concesso il posto d’onore in pole position...ci accoglie il padrone di casa, San Patrignano, gentile al limite del credibile, simpatico, pare l’ennesimo cuore d’oro della lista...Mr T è già qui, lo saluto con il "ciao" più disinvolto che riesco ad estorcermi, lui mi accoglie con un sorriso ed un braccio sulle spalle , decisamente più pronunciato del solito...e che mi provoca uno sconvolgimento interno ancora più forte della pizza...mi flasha il pensiero "ti piaccio, questo atteggiamento ce l’hai solo con me, non negarlo!!". Mi hanno fatto pubblicità - la prima cosa che San Patrignano mi chiede è quale vino preferisco, salvo rassicurarmi pochi minuti dopo sulla presenza di scorte alcoliche nei meandri della casa, e pregarmi di non distruggere il posacenere che giace abbandonato nel solito terrazzo gelido (sai, ha un valore affettivo....) ma che gli hanno raccontato di me??? Ci sediamo a tavola, l’acqua bolle, San Patrignano si preoccupa nell’ordine: dell’ordine delle bottiglie in tavola, della qualità degli antipasti, del formato di pasta, del tipo di condimento, della freschezza della frutta e della varietà dei cioccolatini post caffè...diagnosi: insicuro, il che gli attira immediatamente tutta la mia simpatia. Il ghiaccio è rotto con velocità incredibile, la conversazione spazia, dai lavoretti di gioventù alle beghe da ufficio quotidiane (normale, visto che su cinque delle persone presenti tre passano gomito a gomito trentanove ore settimanali da contratto più straordinario...), per poi passare a viaggi, conoscenti, esperienze, i soliti amici comuni...il livello alcolico cresce, e franiamo incredibilmente sull’impostazione dei giovani nella società moderna. Mr T si accende, mi attacca, io lo guardo sbalordita...ha anche testa il ragazzo...lo guardo e penso "oddio, tu sei un’arma impropria!!". La conversazione conferma anche la mia impressione di San Patrignano, dolce, gentile, simpatico, un vero bravo ragazzo...peccato che io sia continuamente distratta da questo bronzo di Riace panciuto che mi siede a fianco, non riesco a girare il viso verso di lui, quando mi spara quello sguardo verde in faccia mi sento rimescolare...non si risparmia il ragazzo, anche stasera giochiamo, giochiamo, esattamente come prima...mi ritrovo ad infilare tappi di bottiglia nel suo maglione. Più tardi, io e lui - unici veri tossici della serata - soli nella terrazza. Ci guardiamo, ci sorridiamo, parliamo senza parole. E’ imbarazzato, rigido. Io, memore dell’esperienza di poche settimane fa, non lo aiuto più, lo lascio fare. D’ora in poi andremo a fumare in momenti diversi. Fine serata, il lato Madame Orgoglio della mia personalità prende il sopravvento, e la fa da padrone. Lo liquido con il "ciao" più asciutto che trovo nel mio repertorio, gli nego anche i due bacetti canonici...inspiro "sono una"....espiro "stronza"....inspiro "sono una"...espiro "stronza"....funziona questo esorcismo...scopro poco dopo che funziona anche il karma, purtroppo. Ore due e trenta del mattino, recupero la mia auto, il parabrezza è leggermente infiocchettato di ghiaccio. E’ poca cosa, aspetto qualche minuto con il riscaldamento al massimo, e parto, forte del mio coraggio alcolico e dell’orario decisamente congeniale. Ed ecco la genialata...mi passa per la testa l’idea furbissima di sciogliere quel residuo gelato con il lavacristalli...ho dimenticato che fuori la temperatura è sotto zero. Visibilità nulla, accosto alla cieca, ringrazio tutti i miei santi di aver avuto quest’idea fantasmagorica in una stradina interna e non a tangenziale imboccata....

Lunedì, finalmente è il gran giorno. Conosco Pulp Fiction da una vita, ma non sono mai stata a casa sua...gradassa, parto all’avventura. Mezz’ora dopo ho controllato i campanelli di almeno trentadue civici...cedo alla disperazione, e mi attacco al telefono mentre una vecchietta mi osserva furtiva dal terrazzo (ca22o ci fa in terrazza poi con ’sto freddo???), meditando se chiamare o meno il 113..."DOVE SEIIII????" gemo nel microfono. Pulp Fiction - caro tesoro amore!! mi fa da Tom Tom...beh, dai, mi mancavano solo altri quattordici civici, potevo anche arrivare giusta giusta per il brindisi decisivo....baldanzosa mi avvio alla destinazione....e la forza di gravità improvvisamente si impadronisce delle mie braccia. Credo che nello stesso palazzo di Pulp Fiction abiti anche metà del suo albero genealogico...sono in ritardo di quaranta minuti, il professore ed io siamo incaricati di preparare lo spritz....ci guardiamo smarriti...io lo spritz l’ho sempre e solo bevuto, non l’ho mai preparato....tentiamo in qualche maniera di farci coraggio, avanzo a faccia tosta la mia proposta - lui potrebbe occuparsi di dosare ad occhio aperol, prosecco e - a furor di popolo - succo d’arancia, io mi offro volontaria per l’assaggio di ogni bicchiere...non capisco ancora perchè la mia generosa offerta è stata rifiutata. Ci ingozziamo di schifezze, saliamo di giri, presto siamo lanciati a chi la spara più grossa. Io punto decisa sulla bottiglia del bianco, gli altri viaggiano di birra che è una bellezza...arriva il fatidico scoccare, le coppie - giustamente - si danno vicendevolmente la precedenza nel bacio augurale. La voce di Arale proclama dietro le mie spalle "bisogna baciare per primo un uomo"....penso "eh, appunto" e mi giro verso il professore, l’altro elemento spaiato della serata. Lui mi guarda, distoglie gli occhi e borbotta "no, devo baciare per primo un uomo"...resto di sale. Basita. Cinque secondi di gelo, prima di scoppiare nella prima risata di gusto dell’anno...il prof è imbarazzatissimo, mi fa una tenerezza infinita, si affanna a spiegarmi di aver preso alla lettera le parole di Arale (maddaiii???), si profonde in scuse...non riesco a fargli capire che non ce l’ho con lui, ma che il suo diniego è un pò lo spirito dei miei ultimi mesi....anche Habibi si fa sentire, mi stuzzica, cerca di pungolare l’anima dell’indomita guerriera in maniera così plateale che non ho neanche voglia di reagire, gli auguro di tutto cuore di crescere un pò, come buon proposito per il 2008....alle quattro vedo il fondo della bottiglia, e mi rendo conto di aver ingollato un litro e mezzo di vino da sola...alle cinque tutti hanno l’occhiolino opaco, io mi sento piena di energie e continuo a saltare e ridere, ma ormai è ora di chiudere...mi avvio verso casa, scribacchio senza grande attenzione un paio di messaggi augurali, cedo al sonno dei giusti prima ancora di aver toccato il cuscino....la stanza gira, gira, girrrrr....ronf, ronf, ronf.....

Martedì, primo giorno dell’anno, riemergo dal torpore alle due del pomeriggio. Arriva la solita sfilza di messaggi, tento di recuperare quel minimo di consapevolezza che mi consente perlomeno di sapere a chi sto scrivendo prima di rispondere....mi strozzo con il nescafè....nooooo, la star ha risposto ai miei auguri dopo il tempo record di ore una... e non è finita qui, dice addirittura che ha voglia di vedermi....malignamente, il primo pensiero è che o è ancora ubriaco, o mi sta scambiando con un’altra. Gli rispondo mettendomi a disposizione - il primo gennaio è il giorno che odio di più in tutto l’anno, e lui quando vuole è un piacevolissimo diversivo - convinta che se tutto va bene la sua risposta arriverà a cavallo di una scopa, dentro un calzino - bucato oltretutto, date le circostanze. Ed invece, sorpresa sorpresa, mi risponde, ad intervalli ravvicinati, mentre vago per mezza Padova elemosinando una tazza di caffè degno di questo nome....sento ancora quanta fatica fa a scrivere, gli do corda, sappiamo entrambi dove andiamo a parare. Finalmente, dopo il trascurabile tempo di dodici ore, riesce ad articolare una richiesta precisa, e mi chiede di raggiungerlo seduta stante. Wow, penso, bambino mio e dove scappi?? Passo attraverso la doccia, ingoio in fretta un cucchiaio di pasta, e parto. In auto canto insieme a Tuck & Patty - possibile che ci siano sempre loro quando incontro la star??? Ho fatto questa strada diverse volte ormai, ma la situazione è così insolita che riesco anche a sbagliare....destinazione raggiunta, rifletto nuovamente sul fatto che con ogni probabilità ha scelto l’abitazione in base all’indirizzo, lui non poteva che abitare nella strada del single....basta scemenze Ale!! Non trovo il campanello - pare che tra me ed i citofoni ci sia un’incompatibilità assoluta, non è destino....gli scrivo, sperando che non mi apra il portone all’alba del giovedì successivo, e pensando che - in via del tutto eccezionale - potrei telefonargli ed urlargli in un ’orecchio "MIAPRIIIIII????"....sarebbe un bellissimo scherzetto...niente da fare, non riesco a terminare di formulare il pensiero che una voce cavernosa borbotta dal citofono "masseiggiaquiiiii????" (ah, beh, tesoro, mi hai invitata TE splendore della mamma...e hai pure precisato VIENI QUI ADESSO!!!). Entro in ascensore...ha proprio ragione, ma chi è che quel giorno ha deciso di avere un ascensore arancione???
Piano raggiunto...eh, ma non è possibile, ma se ti ho detto che sono qui, perchè la porta è chiusa??? Mi attacco alla maniglia, non ho voglia di suonare, tento direttamente di scassinare la porta...sento un rumore di talloni dall’interno, si apre uno spiraglio....indossa il pigiama, ha lo spazzolino da denti in bocca, e non mi sembra del tutto incentrato. Lo seguo in bagno, non mi pare felicissimo dell’intrusione...vabbè, ciao, ti aspetto di là....seguiamo il copione di tutti gli altri incontri. Non mi risparmio, sfogo tutte le mie passioni represse. Per lui...non ne ho idea, credo si tratti di puro istinto. Ci ritroviamo presto a pavimento, lui ride di una risata strana, che mi resta impressa, ne sono orgogliosa, sono io che ti ho fatto ridere così!! Vaghiamo dal soggiorno alla cucina, quest’uomo ha un metabolismo incredibile, in tutto quello che fa, vive di pancia, non ha pensieri, è un allegro Peter Pan che vaga senza pensieri come una farfallina in un prato primaverile...giochiamo, giochiamo, giochiamo, come bambini non vogliamo smettere di giocare. Onore degli onori, finisce per presentarmi anche ad un amico, a cui porgo la mano in jeans, canottiera e, in generale, decisamente scomposta...altro materiale di vanto per il divo...il contrasto è forte, a pelle mi chiedo cosa mai avranno in comune questi due..pensiero ozioso e fuggevole, non sono affari miei, mentre li guardo insieme provo un piacere silenzioso, ’sto tipo è niente male davvero, me ne rendo conto di nuovo. Prendo sonno alle sette del mattino sul suo divano - bontà sua, mi ha concesso persino di posare la testa sul suo petto, sono quasi commossa - mentre guardiamo un film assurdo, capisco una parola ogni venti e non posso fare a meno di ridacchiare internamente, non posso farci niente, ’sto film mi fa venire in mente i ben più illustri Cripstak e Petreteck, il noto cinema polacco...alle nove e mezzo mi strattona fino al letto, scrivo un messaggio sgrammaticato a mater familias giusto per non dover passare direttamente dall’alcova del divo al pronto soccorso del civile, messaggio che pochi minuti dopo non ricordo più se ho realmente scritto o solo sognato...e ripiombo nel’incoscienza. Non c’è nulla di romantico in questa situazione, ci voltiamo le spalle, abbracciamo i cuscini, non ci tocchiamo. E’ attento, non si fa coinvolgere, mantiene le distanze, in ogni singolo istante, con un autocontrollo che è evidentemente super allenato. Sento consapevolmente la differenza tra dormire insieme e dividere un letto....scivolo alternativamente dal sonno profondo ad un dormiveglia irritante, l’aria è caldissima, umida del nostro sudore, densa del nostro odore, sento il collo bagnato, sento la pelle che si squaglia...il suo sonno è agitato, si gira e rigira nel letto, il suo respiro è pesante, penso vagamente che sono io a disturbare i suoi sogni.... Apriamo gli occhi ed il giorno è svanito, è già buio un’altra volta. Non ho mai visto quest’uomo alla luce del sole, è il primo pensiero. Si innervosisce, vedo che si dibatte tra il desiderio di mandarmi via e quello di non essere scortese...è sazio, non ha più fame. E’ ora di levare le tende, ma faccio comunque quello che voglio, decido di aspettare di essere in grado di mettermi in auto, vedo casa mia solamente ventisei ore dopo esserne uscita. Gli mando un messaggio a cui so che non risponderà, almeno finchè non gli sarà tornata fame, e sempre che, nel frattempo, il suo appetito non cambi...mi faccio un esamino di coscienza, è il momento giusto, e realizzo con stupore di essere contenta. La star non mi appartiene, e a questo punto è chiaro come il sole che non mi apparterrà nemmeno in futuro, e forse è proprio questa la sua bellezza. Mi chiede cosa mi piace in lui....nicchio, non ho voglia di rispondere, anzi non sono certa di qual’è la risposta. Perchè mi piace questo tipo? Non posso certo dire che sia uno strafigo, o che abbia quel che si dice un’anima bella...o perlomeno se ce l’ha a me non la mostra di sicuro. E’ il suo spirito che mi stuzzica...l’anima bambina, il suo non prendere mai niente sul serio, il suo atteggiamento verso la vita, tutta un gioco..l’egoismo che in me deficita ed in lui abbonda, la consapevolezza che in realtà solo le carogne se la cavano alla grande...ho molto, molto da imparare da quest’uomo, spero di riuscire a carpirgli più segreti possibile, spero di assorbire un pò di quella patina magica che lo ricopre e lo rende impermeabile a pessimismo e cattivi pensieri, se me lo consente e se me ne lascia tempo e modo...intanto sono orgogliosa di me stessa, un anno fa sarei stata in lacrime gemendo "perchèèè non mi vuoooleeee???"...ora mi rendo conto che il meglio che lui è disposto a darmi...beh, quello l’ho avuto in abbondanza. Se il 2008 continua come è iniziato, sarà un grande anno....devo ampliare i miei orizzonti. Qualcuno ha consigli da darmi?






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mercoledì 26 dicembre 2007 - ore 23:11


Baudelaire
(categoria: " Vita Quotidiana ")


e giusto per stemperare l’atmosfera sentimentale, un ricordo piacevole - un pomeriggio al Bora Bora, l’illustre spiaggia di Ibiza dove si balla sulla sabbia...gli aerei a pochi metri sulla testa...nella fattispecie, dopo essere stata investita da un fiume di sangria...nonchè il mio piede, reduce di ore ed ore di danze sfrenate sul pavimento lercio della terrazza esterna...che vacanza...





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mercoledì 26 dicembre 2007 - ore 23:07


Merry Christmas
(categoria: " Pensieri ")


Da che mondo è mondo il 26 dicembre è un giorno grigio, abbastanza insensato...quest’anno finalmente dopo molto tempo le feste sono state vere Feste, con tutti i crismi, con tanto di visite, pacchetti colorati sotto l’albero, dolci e noci ed abbuffate colossali...e non mi vergogno ad ammettere di esserne felice. Ho disprezzato per tanto tempo le feste, le fiere delle buone intenzioni. ho sempre ritenuto che fossero ipocrite...e mi rendo conto che, per certi versi, invecchiare è un vantaggio. Non lo ammetterebbe nessuno, ma sono convinta che in fondo in fondo ognuno di noi apprezzi l’atmosfera natalizia, anche se la magia di questi giorni diventa sempre più fievole, anno dopo anno dopo anno, e a volte si riduce nella gran corsa al regalo perfetto ed alla faticata immane in cucina e nel portafoglio...finchè diventa necessaria la presenza dei cuccioli, dei bambini, per farci ricordare di quanto era bello vedere i tappeti rossi distesi sotto ai portici del centro, quanto incantavano i cuori le luci degli abeti...il prezzo da pagare per la consapevolezza dell’adulto è la perdita di quell’innocenza, l’incapacità di cogliere il miracolo...ho avuto la fortuna di rivedere persone che mi fanno realmente pensare che i miracoli possono anche essere nel mondo reale. Un uomo buono, una donna buona, i loro tre figli buoni, senza essere sdolcinati o sentimentali, semplicemente buoni, semplicemente coscienti di cosa è bene, ed incuranti di tutto il resto...mi commuove, pensare a quest’uomo che conosco da tanti anni e del quale solo recentemente ho preso consapevolezza, pensare a come, nonostante anche a lui la vita abbia riservato tanto di male, si sia semplicemente rialzato ed abbia continuato per la sua strada, forte di convinzioni di cui non ha mai dubitato veramente...mi commuove pensare a sua moglie, alla donna che senza tante cerimonie si è messa al suo fianco e lo ha accompagnato giorno dopo giorno, anno dopo anno...e mi commuove pensare ai loro figli, tre ragazzi che vengono da lontano, una splendida giovane donna che è entrata in casa mia con una cartellina di canti gospel e che mi ha abbracciata di cuore nonostante non mi vedesse da tanto...i suoi fratelli, che hanno condiviso con noi, senza vergogna, il racconto delle loro piccole disavventure...e la simpatia travolgente di un altro uomo, che ha reso l’atmosfera quella di una vera festa, che un’ora dopo esserci stretti la mano si è sentito a casa sua...mi ha riscaldato il cuore vedere tanta semplicità, tanta spontaneità, e tanto carattere, e mi ha fatto riflettere, su qual’è l’atteggiamento giusto per affrontare la vita, su come sia veramente possibile non abbattersi davanti alle difficoltà...e non avrei mai creduto di scrivere queste parole, una frase così generalmente mi fa venire l’orticaria...ma loro sono stati la dimostrazione che questo è possibile, e non c’è tanto da rifletterci sopra - si fa, e basta.


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domenica 16 dicembre 2007 - ore 13:12


Errata corrige
(categoria: " Pensieri ")


Ok ok ok...uno scivolone ogni tanto può anche capitare. Negli ultimi giorni sono caduta in una palude di sentmentalismo appiccicoso, di introspezione esasperata...con il bel risultato che - chiaramente decontestualizzando - mi capisco solamente io..ed a volte neanche quello!! Capita, capita a tutti, una quarantotto ore di "frigna", di lacrimuccia bruciante all’angolo dell’occhio, che ti fa tirare su con il naso e belare con vocina pigolante a chi ti chiede basito "ma checc’hai??" "Ssonooo raffreddataaaaaa...." che pietà...

Il discorso è semplicissimo, di un banale infinito - fino a qualche giorno fa avevo non una, ma ben due speranze, due persone che vedevo in maniera più o meno particolare...è una forma di garanzia, nella mia testa bacata pensavo "se mi va male con uno beh, c’è sempre l’altro". Pia illusione - nel giro di pochi giorni sono stata bellamente scaricata da tutti e due. Uno in modo eclatante, ha resistito al mio "assalto" (quando qualcuno si autodefinisce "timido" il primo pensiero è "tocca a a me il lavoro sporco...."), liquidandomi carinamente con un "non voglio farti del male, sono una persona seria", e lasciandomi perplessa, a chiedermi "e io no invece non sono una persona seria? Non vale nemmeno la pena di provare? E soprattutto, perchè fino a due minuti fa stavi al gioco se ti facevo così ribrezzo?"...mah, dubbi amletici, e poi, in fondo, se non è zuppa è pan bagnato, ovvero qualsiasi siano le motivazioni, il risultato non cambia, il gioco è finito e io resto ad occhi spalancati a torturarmi l’anima con quel terribile "ti stimo" che mi ricorda in modo tragicomico una certa signora Pina - io nuova Fantozzi del 2007, a godere l’umiliazione di essere stata respinta, di aver "frainteso" (ma non sono ancora convinta di questo), di dover stare spesso gomito a gomito con qualcuno che mi ha vista nelle mie vesti più vulnerabili -- una donna che ci prova spudoratamente? E dove mai l’hai vista, su Marte? ....non riesco nemmeno più a guardarlo in faccia senza diventare rosso fuoco....e l’angioletto mi stuzzica ancora, fa battute che io non posso più raccogliere e rilanciare, e conclude chiedendomi con aria ingenua - tarocca "ma sei inkazzata?"...domanda a cui non so cosa rispondere....sì, no, boh, mi vergogno, mi ero veramente illusa che uno come te potesse interessarsi ad una come me....sssì....se gli dicessi così mi chiederebbe "Perchèèèèè???" e a me toccherebbe tenere un comizio sulle differenze sociali, alla fine del quale mi toglierebbe, credo, anche il saluto....

Per quanto riguarda la star, il fanciullo è più sottile, più sfumato ed ambiguo, ci siamo "visti" (non è un termine che rende l’idea dei nostri incontri, ma temo di non poter essere troppo esplicita..chi ha orecchie per intendere...) tre volte, tre nottate divertentissime, che ti danno la carica per affrontare con spirito rinnovato tutte le rogne che ti corrono dietro...magari le basi per una storia con tutti i crismi non attecchiscono molto, con queste premesse....almeno si è degnato di essere più o meno chiaro ("non ho tempo per altre cose...." ma a me viene il dubbio, manca il tempo o la voglia?), ma io sono fondamentalmente una donna, e ragiono da donna, e non posso fare a meno di sperare, in fondo in fondo in fondo, che un no diventi poi un sì....continua a fare lo splendido quando ci vediamo, mi intorta di "faremo, vedremo, usciremo", bla bla bla....che però restano solo parole, intanto sono più di dieci giorni che non si fa sentire, e non sono così cretina da poter credere davvero che, per quanto uno sia impegnato, davvero non riesca a trovare un minuto in dieci giorni per scrivere un sms...magari quando sei in bagno seduto sul vaso, a me va bene uguale, mica ti vedo!!

Quindi la mia singletudine continua imperterrita a padroneggiare la mia esistenza. Ho sbagliato tutti i tempi, sono rimasta abbarbicata al fidanzato storico quando tutti intorno a me folleggiavano, svolazzando beati di fiore in fiore, e ora intorno a me ci sono solo coppie più che cementate, gli amici di sempre che con spirito caritatevole ti chiamano venerdì sera per chiederti "Ale esci stasera? Siamo io e Maria Luigia, Gianpiero e Aurelia e Asdrubale ed Apollonia", in un’alternanza di maschile - femminile che mi provoca un brivido, un attimo di sgomento, e mi fa pensare avvilita che anche quella sera sarò la terza, quinta, qualsiasi numero dispari che dipenderà dallo spirito di gruppo, o da chi ti ha voluto bene nel vero senso della parola...è tragico, è un misto di tristezza, tenerezza e gratitudine....

Alla fine mi sono buttata - siamo partiti con lo shopping natalizio. Come tutti gli anni ho già giurato che l’anno prossimo inizierò ad Ognissanti...davvero, Padova non è più una città, il sabato pomeriggio diventa una versione moderna dell’Egitto sotto la maledizione delle cavallette....il che, diciamocelo, è anche bello, da un certo punto di vista, per una volta all’anno...solo ieri sera, dopo un tour de force di cinque ore non stop di scarpinate, sali scendi dall’auto, ricerche ed appunti su "devo vedere se il montacarichi in puro tek dell’Amazzonia costa qualcosa in meno dall’altra parte", file su file alle casse, commesse con l’aria sfinita che non riescono più a mettere a fuoco la persona che hanno davanti e la notte sognano la tastiera della cassa....la mia schiena, i miei piedi, e la mia testa mi hanno rimproverato aspramente fino a notte fonda, quando finalmente hanno trovato tregua....la mia sisterella aveva avuto un’idea fantastica - spaccio di una famosa marca di intimo, compriamo una confezione famiglia da quaranta di perizomi, e regaliamo mutande a tutti....che genio la pessa...magari ci passavano anche tre paia di calzini in filo di Scozia in omaggio.....merry Christmas and Happy New Year!!

Dimenticavo - oggi è il compleanno di una persona speciale, la persona più speciale che abbia mai incrociato la mia strada, la persona che più di chiunque altro sulla terra mi ha voluto bene, e che è ricambiata fino in fondo, colui che per me è stato amico, amante, fratello, padre, colui che mi ha insegnato, anche dolorosamente, a stare al mondo....tanti auguri Tom, di cuore, e spero davvero che la tua fatina ti renda felice, come nessun altro è riuscito a fare...quanto a te, già lo so che la farai volare......

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