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"La mente è come un paracadute" diceva Einstein, "funziona solo se la apri".

"Il vostro capodanno?! ...è come un mio normale lunedì sera!" David Lee Roth

Preso individualmente, l’Uomo è l’animale più intelligente della Terra. Preso come società, è di gran lunga il più stupido.

Ne ammazza più l’ignoranza della febbre spagnola.


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mercoledì 18 agosto 2010 - ore 21:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")




"Non è fantascienza. Il sistema deve essere fatto da persone che siano apparentemente l’una contro l’altra per dare un illusione di democraticità, ma in realtà il vertice è unico.

Se tu hai dei documenti importanti e scottanti che riguardano, ad esempio, il capo del governo, da quale giornalista andresti a portarli? A Vespa? A Fede?

No, andresti da Travaglio, da Santoro.

Se tu volessi portarli ad un politico, da chi andresti? Da Bondi, da Dell’Utri? Certamente no, andresti da Bertinotti, Veltroni, magari Bossi.

E se volessi portarli ad un magistrato? Andresti da XXXX che ha sempre archiviato tutto? No, faresti come hai fatto tu, andresti da un magistrato famoso per il suo impegno nell’antimafia.

Ed è lì che sei morto. Il giorno dopo ti ritrovano morto in un incidente, e nessuno immaginerà mai il perché.

Devi sapere che la realtà è molto superiore rispetto alla fantasia; il punto è che se qualcuno infatti scrivesse in un romanzo la verità, non glielo farebbero pubblicare. Lo ucciderebbero prima".

G. Carlizzi - R.I.P.

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giovedì 22 luglio 2010 - ore 19:14


Beppe Grillo ha perso la faccia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Confesso di aver condiviso anch’io le idee di Grillo, il suo fare politica dal basso, la filosofia dell’1 che conta 1, l’informazione su tematiche, per lo più ambientali, che nessun altro movimento si propone di discutere.
Un miraggio nel deserto politico/civile della società italiota.

Ieri però ho avuto la prova definitiva della falsità del personaggio.

Dopo la mega-raccolta firme fallita, dopo incompresioni e inadempienze con validi collaboratori e dopo le ultime controverse nomine per le elezioni regionali poco democratiche, con il post di ieri il vaso è traboccato.

La vicenda è contorta ma sinteticamente: nel 2005 (circa) Grillo contatta il Dott. Stefano Montanari e la Dott.ssa Antonietta Gatti, scopritori delle c.d. nanopatologie e bloccati nelle loro ricerche per la sottrazione del microscopio ESEM. Si tratta di ricerche scomode perchè dimostrano in particolare (ma non solo) la pericolosità delle emissioni degli inceneritori, business immenso per le multinazionali della gestione dei rifiuti.
Grillo si propone di attivare una raccolta fondi da devolvere alla Onlus Bortolami, che dovrebbe fare da garante, per acquistare il nuovo microscopio del valore di 378 mila euro.
A gennaio 2010 il microscopio viene sottratto nuovamente ai ricercatori Montanari-Gatti per spostarlo presso l’Università di Urbino, dove finora non è mai stato acceso e in cui non sussistono le condizioni ambientali e di personale per eseguire ricerche su nanopatologie.

QUI la risposta di Montanari al post di ieri che non lascia adito a dubbi.



A quale titolo Beppe Grillo e la Onlus Bortolani decidono, a loro insindacabile giudizio, di cambiare la destinazione di una raccolta fondi pubblica?





Morale: mai idealizzare nessuno!

Morale 2: l’informazione di Grillo è utile per molti aspetti ma occorre sempre pensare con la propria testa (basta leggere qualche commento ai post, per rendersi conto che molti italiani si fidano ciecamente di lui senza alcun senso critico).

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martedì 20 aprile 2010 - ore 18:10


taca numerarte i ossi, che co na s-ciafa tei smissio!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 29 ottobre 2009 - ore 08:10


Come difendere e promuovere la propria perduta rispettabilità etero-borghese
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Ecco uno schema collaudato di riabilitazione vipparola - ti piace la nerchia? ti piace la coca? t’hanno sgamato? - niente paura, si fa così: sparisci dalla circolazione per qualche mese di fila, un annetto o giù di lì, ti trasferisci per un po’ nella pittoresca sperduta villazza di Filicudi o dove ti pare a te - l’importante è che sia lontano lontano - il tuo ufficio stampa mette in giro la voce che sei in ritiro spirituale a lavorare la terra e ad aiutare ritardati e bisognosi tra le mura di una qualche austera comunità di recupero gestita da bonari asceti religiosi con l’aiuto dei quali te ne stai soffertamente umilmente meditando alla ricerca del tuo io interiore, del te stesso quello vero - il te stesso a cui la coca e la nerchia non gli piacevano, il te stesso prima dei dodici anni cioè - che dev’essersi smarrito da qualche parte;

e una volta che sono passati questi pochi mesi, bingo!, puoi ricominciare a venderti in qualità di Uomo Rinato, che è una merce richiestissima, oppure meglio ancora, in qualità di Cristiano Rinato Miracolato e Militante - basta autocertificare che il ritorno all’ovile sia miracolosamente avvenuto sotto l’egida di un santo chessoio o della Vergine Maria (altro che nerchia, immacolata quella lì!, ha concepito wireless) - e allora ecco che il generoso Vipmondo televisivo-politico, che si sa è sempre affamato di parabole edificanti di patetico spettacolare squallore, torna ad accoglierti a braccia aperte ed è pronto a offrirti una seconda chance, la scaletta è quella solita, collaudatissima:

1) cominci rilasciando interviste su Oggi, Gente e rivistacce assortite, “Esclusivo! Parlo per la prima volta dopo un anno di silenzio: così Dyo mi ha dato la forza di tornare a credere in me stesso e mi ha fatto rientrare in seno alla famiglia, che è il valore fondamentale numero uno - in appendice, assaggiata da un entusiasta Sandro Mayer, la straordinaria ricetta della torta campagnola che ho imparato in convento dal mio padre spirituale Fra Marcellino e che cucino sempre per il mio handicappato preferito Mongo”;

2) diventi presenza fissa di qualche discarica del pomeriggio televisivo - immancabile quando si toccano argomenti che hanno a che fare con la vita dissoluta e i tranelli demoniaci dello show business - si annuisce pensosi alle puttanate spicciole di qualche sedicente psichiatra cripto-catechista e si chiacchiera con Paolo Brosio scambiandosi impressioni preoccupate a proposito di una apparizione pareidolica della Madonna di Medjugorje sulla suola dello stivale di un pastore bosniaco: annuncia forse la fine del mondo? una purificazione di massa? una guerra atomica? (il pastore bosniaco dice: “ке рзумко вуовеш колим!” - traduzione: “ho solo pestato una merda!” - l’inviata RAI dice: “buone notizie! il signor Stefanović dice che secondo lui è un segno di speranza”);

3) scrivi un libro di memorie in cui racconti della tua odissea privata e del soffertissimo rapporto con tua moglie, adesso per fortuna pienamente recuperato (mai! mai! mai separarsi! bisogna pur difendere una minima parvenza di rispettabilità etero-cristiano-borghese) - si intitola Un uomo tutto nuovo, c’ha la prefazione di Antonio Socci e lo si va a presentare da Bruno Vespa, ospite in studio il caro don Mazzi con cui si parla della brutta brutta situazione di sfruttamento della prostituzione in Italia;

4) vai all’Isola dei famosi e ti commuovi “grazie, grazie, grazie a tutti” e a stento trattieni i caldi lacrimoni quando durante un turno di nomination Simona Ventura strepita “sei una persona forte che è andata contro tutto e tutti ma ce l’hai fatta! sei un grande! ti vogliamo bene! l’italia ti vuole bene!”;

5) ti candidi nell’UDC.

E insomma, un solo consiglio a Marrazzo, se posso dare un consiglio a Marrazzo, senti Marrazzo: la storia della cocaina secondo me è meglio non smontarla, anzi!, è meglio tenerla su in piedi pure se non è vero, perché sai, fidati, così dopo puoi raccontare che era tutta colpa della droga, che eri obnubilato dalla droga, che la voglia di nerchia è un effetto collaterale della droga - meglio la droga che la nerchia, no?

Betty Moore
Fonte: www.malvestite.net


(ndr.) PS: Vale anche per i puttanieri!!






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mercoledì 14 ottobre 2009 - ore 08:05


Italiani con le palle
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Caro Piero,

scrivo a nome di un gruppo di studenti campani informati ed indignati di fronte alle condizioni grottesche della democrazia nel nostro paese.
E’ per questo che vorremmo contribuire alla sensibilizzazione della società puntando ad un veloce risveglio delle coscienze addormentate che, soprattutto nella nostra realtà locale, stanno facilitando il processo di allineamento del potere in scenari sempre più tetri dal sapore sudamericano.
Per questo vi chiedo come possiamo organizzarci in una Qui Napoli Libera, per promuovere e salvare il pensiero libero e critico.
Vi ringrazio. Gioia


Risposta


Cara Gioia,

non c’è copyright né gerarchia: ognuno può e deve fare la sua parte, senza illudersi né rassegnarsi. Mi piace pensare a questo impegno come a un atto di idealismo senza illusioni. Il “risveglio”, se mai ci sarà, non sarà veloce e nemmeno indolore. Tuttavia anche un gruppo di amici, se animato da forti convinzioni, può contribuire a seminare consapevolezza e opporre resistenza innanzitutto culturale a questi “scenari sudamericani”. Può coinvolgere gli altri e dare il buon esempio. La non esaltante alternativa è covare rancore in solitudine o attrezzarsi all’egoismo e all’indifferenza, magari sognando di espatriare. Fossi in voi, inizierei a fissare appuntamenti periodici in piazza, nel centro della città, con volantini, cartelli, striscioni e megafono. Fino a quando non sopprimeranno le libertà civili, questo diritto non può essere negato, ma va esercitato, non deve rimanere lettera morta. Si può fare molto altro, ma è bene ritornare in piazza. Vedrete che l’esercizio della libertà è anche divertente. Ma occorre essere forti e tenaci, perché niente procura maggiore ostilità che l’esercizio pubblico della propria libertà. Nei volantini meglio mettere un’idea alla volta. Idem sullo striscione. Sui cartelli si può spaziare di più. Credo che oggi in Italia la priorità sia opporsi alla deriva anticostituzionale della cricca berlusconiana e dei suoi falsi oppositori. Ma non sottovaluto certo la specificità napoletana. Poi sta a voi scegliere temi e parole chiave. Sul piano formale, per non avere noie, come penso già sappiate, occorre dare preavviso alla questura almeno tre giorni prima, recandosi all’apposito ufficio manifestazioni, dove vi sarà chiesto di compilare un modulo con motivo dell’iniziativa, numero previsto di partecipanti, luogo, orari ecc. Anche singolarmente, come privati cittadini, potete dare preavviso della vostra iniziativa. Non occorre avere un’associazione o un partito alle spalle. La questura ha l’obbligo di concedervi il nulla osta a meno che non vi sia un giustificato motivo di ordine pubblico che sconsigli la manifestazione. In questo caso basterà accordarsi per una piazza diversa o rinviare l’iniziativa. So che avere a che fare con la burocrazia dell’ordine pubblico per molti è fastidioso. Lo è anche per me. Soprattutto quando ci si muove da privati cittadini si ha l’impressione di essere schedati, controllati nella propria libertà di espressione e azione. In fondo è l’effetto voluto, ad uso e consumo di chi trova comodo ridurre le persone a numeri, a sudditi, che non sanno come muoversi, perennemente intimoriti ad esporsi, sempre con il cappello in mano davanti all’autorità, inconsapevoli dei propri diritti e delle possibilità di far sentire la propria voce. Ma occorre vincere questo fastidio e questi timori. Lo dico a voi e a tutti coloro che vorrebbero fare qualcosa ma fino ad ora hanno atteso che a prendere l’iniziativa fossero altri. Lo dico ai molti che mi scrivono per farmi i complimenti o domandarmi che cosa si possa fare. Occorre testimoniare in ogni ambiente messaggi in controtendenza e autoconvocarsi in piazza, riprendersi la parola senza attendere che siano altri a darcela, ribellarsi moralmente, con composta fermezza, senza più delegare. A tutto questo noi non siamo abituati perché - specie in Italia - ci viene inculcata fin dall’infanzia non la libertà responsabile ma la sudditanza anarcoide, di cui sono componenti essenziali l’ignoranza dei diritti e la svalutazione dei doveri. Se questi focolai di resistenza si moltiplicassero, se il dissenso fosse visibile e la mobilitazione costante, forse qualcosa ancora potrebbe cambiare. Di certo l’Italia smetterebbe di essere il campo da gioco ideale per oligarchi, demagoghi e farabutti di ogni ordine e grado. Se è vero che una democrazia ha bisogno di buoni cittadini prima ancora che di buoni governanti, noi italiani abbiamo quel che meritiamo.
Fatemi sapere. A presto, Piero.












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venerdì 2 ottobre 2009 - ore 21:22


LUFT, A ROMA SI RESPIRA ARIA NUOVA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


di Hermes Pittelli







Lo hanno chiamato Luft, aria in tedesco. Non risolverà per magia i problemi di inquinamento atmosferico della Capitale, ma potrebbe rendere l’aria romana più pulita e respirabile.
E’ un’invenzione tutta italiana, di un gruppo di ingegneri che lavora per una ditta di Mirandola (MO). All’apparenza sembra un anonimo cassone in vetroresina di 160x240x65 cm. Ma dispone di un’apertura frontale che ingoia letteralmente le polveri sottili e le nanopolveri che quotidianamente ‘galleggiano’ minacciose nel cielo di Roma e che rischiano di transitare nei nostri organismi con effetti nefasti per la salute.
Il marchingegno, 110 chili il peso, per essere operativo, viene montato sul tetto di un veicolo autoalimentato (bus o taxi) e durante il tragitto, quasi fosse una sorta di aspirapolvere, fagocita gli agenti inquinanti dall’aria.

L’amministrazione guidata dal sindaco Alemanno ha avviato la sprimentazione di Luft in gran segreto. Per 15 giorni, tra il 15 giugno e il 2 luglio, un autobus di 12 metri messo a dispozione gratuitamente da Trambus, ha percorso alcune tra le arterie più trafficate e inquinate della Capitale in esercizio simulato.
I risultati dell’esperimento sono stati poi valutati dal Professor Adolfo Panfili (delegato del sindaco per i rapporti con Enti e Istituzioni Sanitarie), da un pool di studiosi dell’università La Sapienza e dal dottor Stefano Montanari (già, proprio lui. Uno dei due titolari, l’altra è la moglie – la dottoressa Gatti – del laboratorio scientifico Nanodiagnostics che studia le nanopatologie, ndr).


I primi responsi sono addirittura entusiasmanti: il bus utilizzato in questo lasso temporale ha percorso 2448 km in 192 ore di servizio ad una media di 13 km l’ora (velocità più o meno equivalente a quella dei mezzi del trasporto pubblico romano) dimostrando che i filtri del dispositivo sono in grado di trattenere 8,24 grammi di polveri sottili al giorno. Sembra una quantità risibile, invece si tratta di una mole enorme. Per capire, se 100 autobus montassero il Luft, verrebbero catturati 824 grammi di polveri quotidianamente, pari a 3 quintali all’anno. Ogni anno, l’ambiente verrebbe ripulito da 3 quintali di polveri sottili, sottratte quindi all’inalazione da parte dei cittadini


Come funziona il Luft: il principio si basa sull’azione congiunta di elettrofiltri che isolano le microparticelle delle polveri dell’aria e degli altri inquinanti (ossidi di azoto, di zolfo, Ipa e pollini) e in seguito le abbattono grazie ad un sistema di ugelli che spruzzano a pressione una soluzione salina a base acquosa completamente ecocompatibile. La soluzione è contenuta dentro un serbatoio, posto appunto sul tetto del veicolo, e mantenuta a temperatura costante attraverso un sistema di controllo collegato allo scarico della vettura, senza spreco di ulteriore energia.


La giunta Alemanno si segnala quindi all’avanguardia nella lotta concreta all’inquinamento atmosferico che da sempre è uno dei crucci e dei fattori di disagio per chi vive e lavora nella Capitale. Il primo cittadino spiega con orgoglio che forse per la prima volta il Campidoglio non ricorre a misure tampone dagli effetti discutibili (per es. il blocco del traffico), ma affronta di petto il problema non occultandolo, ma mettendo in campo competenze scientifiche e progettualità.
Un progetto per salvaguardare l’integrità dell’ambiente e la salute dei cittadini, soprattutto le categorie che per lavoro sono più esposte all’inquinamento atmfosferico quali vigili urbani, tassisti, conducenti di tram e bus, operai nei cantieri, ecc.
Altro risvolto non trascurabile: se il Luft manterrà le premesse e le promesse della fase sperimentale, si ridurranno drasticamente i costi sanitari a carico della collettività per la cura delle patologie riconducibili all’inalazione delle polveri sottili.


Ogni dispositivo Luft costa circa 20.000 euro, ma in un’economia di scala, se tutti i bus di Roma fossero dotati del ‘mangiapolveri ecologico’, l’impatto sulle casse comunali sarebbe più lieve. Ora parte la seconda fase della sperimentazione, alla quale collaborerà anche il servizio Radio Taxi 3570. Il Luft montato sulle auto è più economico, costa circa 7.000 euro.

Ma il Campidoglio per appofondire questi primi risultati e disporre di dati ancora più probanti affiderà il Luft alle analisi dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale. Quasi sicuramente comunque il Luft sarà montato sulle vetture di 10 linee urbane (23, 44, 46/, 61, 71, 81, 85, 88, 170, 280) scelte in base a criteri specifici: direttrici stradali con intenso numero di passeggeri e ad elevato inquinamento; copertura quanto più possibile omogenea del territorio comunale.


Fabio De Lillo (assessore alle Politiche Ambientali), dopo il saluto di Sergio Marchi (assessore alla Mobilità) durante la conferenza stampa di presentazione, sottolinea l’importanza della cooperazione tra assessorati dell’ambiente e della mobilità: obiettivi condivisi e mirati assicurano progetti e risultati reali. De Lillo spiega che la sperimentazione del Luft è solo una parte di una visione antropologica dell’Ambiente, nella quale l’uomo si pone al centro della Natura non per inquinarla, ma per tutelarla attraverso la tecnologia ecocompatibile e sostenibile.
Il Prof. Panfili rammenta che già Ippocrate (quello del giuramento) aveva intuito che l’essere umano finisce con il somigliare all’ambiente in cui vive. L’Ocse, informa Panfili, ha dimostrato che l’inquinamento atmosferico è l’ottava causa di morte prematura dell’uomo.
L’Italia ha un’estensione geografica lillipuziana rispetto ad altri paesi, eppure figura al 4° posto mondiale per vetture circolanti e addirittura è a livelli da primato (poco edificante) per emissioni inquinanti.
Ecco perchè accanto al Luft, Alemanno ha varato il potenziamento delle piste ciclabili, il bike sharing e la sottoscrizione di un contratto di servizi con Atac e Trambus per un trasporto pubblico sempre più sostenibile.


Il dottor Stefano Montanari, scienziato che ha valutato da esperto esterno e indipendente i risultati sperimentali di Luft, ha illustrato perché sia fondamentale la possibilità di ‘ingabbiare’ le nanopolveri; il dato relativo al peso diventa quasi relativo (la legge tiene conto di questo fattore) se rapportato alla dimensione delle microparticelle: inferiori al micron. Significa che una volta inalate si propagano velocemente e invasivamente nei polmoni, nel sangue, nei tessuti, nelle cellule, potenziali inneschi per patologie quali cancro, diabete, ecc. Una volta nell’organismo le nanoparticelle non possono essere espulse o distrutte.
L’ideale sarebbe non produrne più. Sono soprattutto i fenomeni che avvengono ad altissime temperature a originarle: quindi, tra i principali responsabili, al netto di revisionismi e negazionismi, troviamo inceneritori, cementifici, motori a scoppio, fonderie. Insomma, gran parte di quell’industria che reso così ‘evoluta’ (o solo pigra, scriteriata e egoisticamente vorace) la nostra ‘civiltà’.
Montanari, da ambientalista realista, non si aspetta che l’uomo torni indietro a 750.000 anni fa e rinunci al dono di Prometeo (il fuoco). Però chiarisce anche che l’Agenzia europea per l’Ambiente, attraverso il report n.2 del 2007, ha dichiarato che le nanopolveri, una volta prodotte, sono eterne.


Il Luft funziona, evviva il Luft; ma da solo non basta. Accanto a questo dispositivo rivoluzionario, servirebbe una vera rivoluzione: culturale. Montanari dixit: “Dobbiamo produrre rifiuti solo se necessario, usare l’automobile il meno possibile, imparare a differenziare, riutilizzare, riciclare, ridurre, rinunciare alla plastica, bere acque di rubinetto in bottiglie di vetro, evitare gli imballi, tassare i sacchetti di plastica come in Irlanda – dove sono calati del 90% - o proibirli come in California, poi implementare tecnologie che già esistono per ridurre l’inquinamento alla fonte”.
Lunga vita all’inventiva italica, peccato venga poi vanificata dalla cronica incapacità di fare sistema, di “fare impresa”. L’Italia prima inventa il Luft, poi si fa soffiare il brevetto da una holding iberica. Forse perché, come scherza Montanari, oggi gli spagnoli “sono molto più toreri di noi”.


Una sola certezza: ancora una volta, la vera soluzione dei problemi si chiama Cultura.
Proprio quella che qualcuno vorrebbe incenerire come plastica.



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martedì 25 agosto 2009 - ore 07:28


La storia incredibile di Matteo
(categoria: " Vita Quotidiana ")







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giovedì 13 agosto 2009 - ore 22:21


Una montagna di balle
(categoria: " Vita Quotidiana ")








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giovedì 18 giugno 2009 - ore 07:19


Il controllo sociale
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Lo strumento più forte e prezioso che ha il popolo per contrastare l’arroganza del potere è il controllo sociale. Uno strumento straordinario ed efficace che, sin dalla nascita dei primi agglomerati umani, è stato usato per salvaguardare la sopravvivenza del gruppo. Una sorta di autoregolamentazione che nessun altro mezzo può sostituire con così tanta efficacia. Si possono emanare migliaia di leggi, assumere migliaia di poliziotti, ma ciò non potrà mai sostituire questo semplice e straordinario strumento di autoconservazione.
Molti di noi avranno sentito dire dai loro nonni che una volta per concludere un contratto era sufficiente una stretta di mano. Perchè? Non certo perchè l’uomo fosse diverso. Le debolezze umane sono sempre le stesse, in qualsiasi epoca. Il motivo era un altro e risiedeva nel fatto che se uno dei contraenti fosse venuto meno a quel patto tutta la comunità l’avrebbe additato ed isolato. Nessuno avrebbe più stretto rapporti commerciali, o di altro tipo, con questa persona. L’inadempiente, dunque, si sarebbe ritrovato isolato dal gruppo cui faceva parte ed incapace di poter continuare a vivere e lavorare in quel contesto.
In alcune società di nativi americani, ad esempio, i reati commessi erano quasi inesistenti perchè colui che faceva del male ad un altro era escluso dalla società. Non veniva ammesso alle cerimonie, e non aveva il diritto di vivere nel villaggio. Non veniva quindi ucciso o imprigionato, ma, molto semplicemente, allontanato, ed era la sanzione più grave per loro.
I potenti non hanno paura di delinquere, di finire sotto processo, eventualmente anche di venire condannati perché per loro nulla cambia. Mantengono il loro status, i loro soldi, vengono nuovamente eletti, spesso sembrano quasi diventare più potenti e temuti.
Chi delinque andrebbe isolato. Noi, invece, non solo non isoliamo i potenti che delinquono, ma li cerchiamo e ci vantiamo della loro conoscenza.
Quanti di noi dopo aver parlato male dell’assessore Tizio o Caio, o del sindaco Sempronio, inquisiti e/o condannati, o comunque noti tangentisti, non si vantano di essere stati ad una festa in cui c’erano anche questi personaggi? Quanti di noi si rifiuterebbero di andare ad una cena in cui ci siano queste persone?
Il“potere occulto”, invece, utilizza molto bene il controllo sociale ed isola ed espelle le persone oneste che possono mettere in pericolo il “sistema criminale”
Ma il problema di tutto ciò è nostro. Siamo noi che lo permettiamo ma, proprio per questo, noi possiamo cambiare, possiamo cioè tornare ad esercitare il controllo sociale. E lo possiamo fare iniziando a rifiutarci di stringere la mano alle persone che sappiamo disoneste, indipendentemente dal fatto che ciò che hanno fatto ci abbia colpito direttamente. Anche la scimmia che ha imparato ad azionare un comando per raggiungere una banana rinuncia al frutto se si accorge che muovere quella leva provoca sofferenza ad un’altra scimmia.
Rifiutiamoci di andare a cenare nel locale di un uomo che sappiamo aver truffato, magari con una sua precedente attività, decine e decine di persone. Rifiutiamoci di farci presentare il libro da un personaggio famoso, ma disonesto. Rifiutiamo di sedere accanto ad un delinquente, ecc..
Piccole grandi cose che possono fare la differenza.
Il dott. Roberto Scarpinato, in un suo recente intervento sulle intercettazioni, ebbe a dire:
“Da qualche tempo ho difficoltà a partecipare, il 23 maggio e il 19 luglio, alle cerimonie per l’anniversario delle stragi di Capaci e via d’Amelio perché, quando quando vedo in prima fila a rappresentare lo stato, persone sotto processo o condannati per mafia o per corruzione, io credo, non mi sento di poter stare nella stessa chiesa, non mi sento di poter stare in quello stesso palazzo”.
Questo è il controllo sociale. Non permettiamo ai delinquenti di mischiarsi alla gente onesta, isoliamoli iniziando dalle nostre città, dalle realtà che frequentiamo quotidianamente.



Siamo noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

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giovedì 11 giugno 2009 - ore 20:25


AHahahha!!
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