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ci sono E ci faccio.


domenica 16 gennaio 2005 - ore 23:42


Amici miei (Compleanniade parte 2)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ovviamente, ero in ritardissimo sulla tabella di marcia, che, peraltro, neppure esisteva.
Dico: 30 anni di onorato ritardo. E non alludo a quello psicofisico, per parlare del quale ci sarà una puntata ad hoc, ma proprio alla mia eterna lotta con la quarta dimensione, e con le sue legali rappresentanti: la lancetta delle ore e quella dei minuti (i secondi manco so cosa siano…).
Con certezza si può dire che io sia arrivata per prima solo quella volta, quando, prima di nascere, con un guizzo insperato (probabilmente gli altri spermatozoi avevano bevuto un po' troppo, e dunque è da lì che ho deciso che sarei stata astemia) sono volata da una signora chiedendole di essere mia madre.
Ma da allora in poi (nascita compresa), è stata una storia di puntualissimi ritardi: qualsiasi festa, cena, lezione, esame, appuntamento dal dentista (o da un qualsivoglia altro camice bianco), udienza (e lì no problem, perchè tanto sono in ritardo anche tutti gli altri, per principio). Anche il giorno della laurea: i miei genitori e parenti ormai pensavano che non sarei più arrivata.
Ed anche il giorno del trentesimo sono stata coerente (bella cosa, la coerenza).
Il punto è che un motivo per ritardare c'è sempre.
Stavolta, tra gli altri, c'era lo smalto. Vabbè, è vero, ho commesso un errore di valutazione: non avevo mai indossato lo smalto in vita mia (roba da donnicciole…), e forse sarebbe stato più opportuno allenarsi prima. Ma ormai era tardi (tanto per cambiare). La verniciaglia emanava un fetore raccapricciante (ah, ecco perchè costava solo un Euro…): per averne contezza, vi invito a mescolare dello sterco e del petrolio; il risultato dovrebbe avvicinarsi, più o meno, a quanto ho appiccicato sulle mie falangi quella sera.
Poi, i preparativi. Delle cianfrusaglie, ovviamente (martello di gomma, dischi, etc..). Quando, finalmente, tra le esortazioni (chiamiamole così…) di mia madre, indosso lo straccetto nero che sarebbe stata la mia tenuta per tutta la sera, la mia stessa genitrice arriva allarmata ad interrompermi per ben 3 volte di fila, con il cellulare che “raspa” (tradotto dal mammesco: “vibra”).
Tre defezioni di fila. La prima, quella mio ex-compagno di liceo che canta (toh, facciamogli un complimento!) in un complesso hip hop, il quale alle 20 35 mi ha scritto che non sarebbe venuto (la festa era fissata per le 20 e 30…). Mia risposta: “Vai a fare in culo. Grazie”. Scusi, Mr. Eminem dei poveri, ma tutti quei testi sulla fratellanza, l' amicizia, i sentimenti veri, la “vita autentica”?
Poverino, deve essersi anche scandalizzato per la mia replica, se mi ha sgranato un “Ma dici sul serio???”….Forse avrei dovuto far precedere il testo del mio sms da un “Advisory: explicit lyrics”…E pensare che per andare a vedere (e, purtroppo, sentire) i suoi “concerti” (numero medio di spettatori: 5, ossia le rispettive fidanzate più 3 amici) avevo macinato km fino a posti sperduti…
La seconda, dopo 2 minuti, la Zingara, ex-compagna di liceo, ora aspirante avvocata pure lei , notoria bidonara. Mi propone uno dei pretesti più odiosamente falsi di sempre: “Non ho la macchina”. Ho trattenuto gli insulti, proponendo di andare a prenderla “sempre che avesse voglia di venire”….
La terza, telefonica di una amica di infanzia, alla quale ho manifestato tutto il mio fastidio, mentre quella mi balbettava scuse di convenienza.
A quel punto, ho capito che stavo sul cazzo al mondo intero. Cioè: già lo sapevo, ma ogni tanto mi distraggo e ricordarsene fa lo stesso effetto che spalmarsi sulle dita uno smalto alla petrolmerda.
Mi sono rivista quando, durante l' adolescenza (quella anagrafica), mi è capitato di preparare feste cui poi si è presentata una sola persona, o anche nessuno!
O quando, all' ospedale (dove non ero certo andata per farmi rifare le tette…) non si presentò un cane.
Ho dichiarato a mia madre che non avrei neppure più voluto presentarmi alla festa. Davvero niente aveva più senso per me.
I belong to loneliness, e non se ne esce.
Avrei voluto vedere Gesù Cristo cosa avrebbe combinato, se nessuno l' avesse badato. Anzi, Lui aveva una bella combriccola di amici, con cui mangiarsi una cenetta senza tante pretese, alla buona...
Mi capiscono solo i cantautori morti.
E mentre io cadevo sempre più giù, gli unghioni (senza smalto) di quell' angelo custode di mia madre mi hanno afferrata prima che raggiungessi il fondo, e mi hanno intimato di andare alla festa, e di sbrigarmi, perchè c'era almeno una decina di persone che mi stava aspettando (“però prima vestiti, che con quello straccetto nero mi fai impressione…”.).
Schivando le chiamate della Zingara, per non sentirmi dare la notizia che “non aveva voglia di venire”, sfido gennaio con un diaframma inconsistente, e faccio il mio ingresso trionfale nel locale. Ovvio, ho l' umore triturato, mentre la Nanetta comincia subito ad ordinare spritz…Ma arriva un sms disperato della Zingara, la quale DAVVERO avrebbe voluto venire, se qualcun fosse passata a prenderla (purchè non si trattasse del Camerata, ovvio!). Una in più, e vvai!
Intanto arriva proprio il prode Camerata, assieme al mio ufficioso e gentiluomo pretendente, il Ciccioso. Il quale, tanto per iniziare, mi chiede se la mia digitale supporta le memory da 256 Mb. Risposta: “Sì". “Bene, è tua!”, esclama, mentre la schiaffa nel vano della mia Sony. Ecco, come bruciarsi 100 Euro (ad occhio) per una fanciulla. Poi, però, si incolla alla sedia, la quale, a sua volta, è incollata alla parete. Intanto, la gente mangia e beve. Io no. Io armeggio coi cd e, soprattutto, con il microfono, il quale non funzia, porca di quella malora. I tipi del locale si applicano con fervore, viene coinvolto pure un cliente, ma nulla. È chiaro che sto sul cazzo anche ai microfoni.
Peraltro, la Cicciosa memory neo-infilata nella mia macchinetta ha intasato la psiche della stessa, e, dunque, a causa del tilt, non sono stati effettuati scatti di sorta. In compenso, la dolcissima (ma triste, per crisi con il moroso….crisi di cui il Camerata, ovviamente, approfittava avvoltoiescamente….) Figlia dell' Avvocato A. si riconfermava camerawoman ufficiale delle mie feste, ponendosi dietro la mia mitologica videocamera Luigi XV, in puro legno massello.
Arriva altra gente, faccio portare i rinforzi cibari, e la signora del locale mi invita a sbrigarmi con le fauci, dato che ha notato il mio digiuno. Ma ho appena il tempo di voltarmi, che hanno già spazzolato tutto, sti bastardi… Ma io sono mica qui per magnà: mussssicccca!!
Flo è palesemente imbriaga (le basta poco, ed io capisco subito, guardandola, quando raggiunge l' orgasmo etilico), mentre Camerata è palesemente esaltato dalla presenza della bella Zingara. Nasce, così, la versione più indimenticabile degli ultimi anni di “anima mia”, dei Praticanti di Campagna…anche senza microfono (anzi, forse era pure meglio)…Gli avventori del locale sgranano gli occhi, mentre un mostriciattolo con uno straccio nero addosso, va e viene da dietro il bancone, sbraitando e suonando di tutto. Vengono profanate “Vamos a la playa”, “Tropicana”, “Teorema”, “Vola” (di Lorella Cuccarini…eh eh…), “E poi” e quant’altro…sulla colonna del “Tempo delle mele”, provo a vedere chi fa un lento con me, ma non mi riesce di schiodare il Ciccioso dalla sua paralisi. Ed anche se il suo socio Camerata insisteva a ricordarmi che quella “ha 7 appartamenti e 4 macchine”, è chiaro: lui ed io siamo l' Elefante e la Farfalla…se solo non fosse che, in realtà, io sono una mosca…
Arriva una torta: tutti entusiasti….finchè emerge che era quella di un altro ragazzo che faceva il genetliaco…eh, la mia doveva entrare con “I want it all” (anzi, “I WANT IT ALL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”) dei Queen, ed essere accompagnata da altre puttanate assortite.
Diciamo che ho avuto un piccolo momento di sosta quando ho appreso che il Ciccioso ed il Camerata mi avevano regalato un gioiello da ……… Euri: qualcosa mi dice che non hanno pagato metà per ciascuno, e temo che il mio debito in natura con il mio rotondo spasimante stia diventando più tragico del debito pubblico italiano…
Poi ho ricominciato ad offendere l' intelligenza in vario modo (per darvi un'idea: la padrona del locale non credeva che io fossi astemia…), finchè, all' una e mezza, i miei convitati hanno cominciato a portare via le chiappe. C'era chi aveva lavorato tutto il giorno, con la medesima prospettiva di lì a poche ore. C'era chi avrebbe nuotato nell' apnea nebbiosa per almeno un'ora. C'era chi avrebbe avuto un esame all' università la mattina dopo. C'erano persone che erano intervenute anche all' inaugurazione della mostra di mia madre, al mio compleanno dell' anno scorso, alla mia festa di laurea.
Cacchio, brutta cretina, ma ti ci vuole tanto, per capire che fare una festa con 60 persone NON è l' unico modo autentico di celebrare una occasione importante come il 30° giro di boa? Che i veri amici sono pochi, ma buoni? E che il resto è solo zavorra?
Mi sono tolta le ciabatte a forma di marmotta che mi avevano regalato, ho fatto le valigie, mi sono accorta che c'era freddo, ho pagato la festa e tutti gli spritz extra ordinati dalla Nanetta, ho salutato i padroni e gli avventori del locale (…….per un bel pezzo è meglio che non mi faccia più vedere, in paese….) e sono tornata a casa, con questa lezione in saccoccia.

NON SI CRESCE MAI (Solo B. - Tony L.)

Un amico è due birre al bar
parlare poco, ma capirsi già
come stai come vuoi che stia
ora lei non è più storia mia.
Un amico serve quando tu
hai perduto al gioco
e non giochi più
quando sei nei guai.
Un amico sai
ti capisce al volo
sa che hai perso lei
e ti senti solo
che i problemi sai
son gli stessi e noi
tanto non si cresce mai.
Un amico sai è come la chitarra
per i marinai che sognano la terra
un po' come noi
tanto non si cresce mai.
Un amico è quattro birre al bar
cuore un po' ubriaco di vita e libertà
certo noi ne abbiam buttati via
biglietti sai di questa lotteria.
Un amico incosciente è
mela con il baco, ma indifferente mai
quando sei nei guai.
Un amico sai ti capisce al volo
ci litigherai, ma non ti lascia solo che i problemi sai
son gli stessi e noi
tanto non si cresce mai.
Con un amico fai scuola e militare
ti sconsiglierà sbagli sull'altare,
ma sarà con te quando
te ne pentirai.
E si può stare un anno
senza telefonarsi
perché la vita ormai
va presa a morsi,
ma e bello perder tempo
ridere e non pensare
sennò gli amici che ci stanno a fare.
Un amico sai ti capisce al volo
sa che hai perso lei e ti senti solo
e i problemi sai son gli stessi e noi tanto non si cresce mai.
Un amico sai è come la chitarra
per i marinai
che sognano la terra
un po' come noi
tanto non si cresce mai.

Ps: Killer, metti giù quel libro, che domani ti mando le foto!….



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sabato 15 gennaio 2005 - ore 18:32


Scappo di casa (Compleanniade Parte I )
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A gentile domanda rispondo.
Ossia: perchè (cacchio) scribacchio questo Blob.
Forse perchè Killercoke non c'ha voglia di vedersi la casella di posta intasata (la sua è piccola, perchè non si può permettere di pagare affitti alti) dalle mie mail XXL (ma tanto poi viene a leggersi il Blob…ed in più con l' onere di connettersi! Boh!…).
O forse per far vedere agli altri che io ho il Tuono dentro di me (?????), che io brillo di più (?????????????), che io corro più forte, anche se soffro di extrasistole…
11 gennaio ’05, notte, interno. La Data Solenne inizia con un litigio via sms (“siamo molto scemi”) con Il Tizio, uno che sicuramente brucia di invidia per quello che io sono e lui non sarà mai, ed anche perchè non mi raggiungerà mai (tradotto per Killer Coke: “non gliela darò neppure nella prossima vita”).
Mattino. Per suggellare mio upgrade dalla versione 2.9 a quella aggiornata 3.0, ho disertato il master. Se si tiene conto di tutte le assenze fatte per motivi legali (tipo: assistere clienti drogati che non pagano) e di malattia, praticamente ho la borsa di studio in negativo e dovrò pure dargliene!
Ed io in questa allegra situazione di merda, martedì mattina, da sotto le coperte, ho ben pensato di bigiare ed andarmene a fare un giretto a Piddì per i pifferi miei. Anche (o soprattutto?) per non vedere i musi di quelle 14 indegne persone che “avevano tutte un impegno”(una ha detto che doveva vedere “Ballarò”…no comment!), ma che per la festa di un' altra masterizzata sono intervenuti quasi tutti.
Cerco all' ultimo minuto di coinvolgere la mia amica Sconsolata, notoria nullafacente (e cosa vuoi fare, con una laurea in giurisprudenza?..), ma invano, e così, non prima delle 11 e 30, accertatami che in casa non ci sia mia madre, mi scaravento on the road.
Ah, che bello. Che avventuroso. Mica tanto poi: è ora di sfatare il mito per cui la fuga clandestina, senza neppure il navigatore satellitare, sia sinonimo di audacia. Innanzitutto ci vogliono i soldi per la benza, che devono pure essere tanti se, come vorrebbe il copione, si evade a bordo di una vecchia auto pittoresca (io ce l' avrei pure, il 2 Cavalli, ma l'assicurazione è scaduta…), che beve like a fish e non è neppure catalizzata!
A meno che non vi dilettiate ancora con l' autostop. In questo caso, però, viene meno l' elemento rocambolesco, considerando che al giorno d'oggi è molto più incerto e rischioso pigliare l' autobus…
Ciò pensando, mi immergo in quella grassa scorreggia della nostra pianura chiamata “nebbia”, mentre Radio 80 (e facciamole pure pubblicità, che merita!) suona “Here comes the rain” degli Eurithmics, una canzone che ti stacca pezzetti di anima con la pinzetta da sopracciglia…..e poi dicono che il pop di quegli anni era frivolo e superficiale….
All' altezza di Nonsidice, attraverso la Linea del Sole (che non ha niente a che vedere con l' Autostrada del Sole) ed è subito giorno, luce, vita.
Arrivata a destino, mi accorgo che ho ricevuto almeno 8 chiamate e 10 sms. Ah, che bello non rispondere, rifiutare le telefonate. Via da tutto e da tutti, senza guinzagli, cordoni ombelicali, doppi nodi ed ogni altro scomodo filo (spinato, interdentale, del telefono). Che bello, vien quasi voglia di scrivere “Affanculo ‘Chi l' ha visto’” sui muri…Senza zavorra, senza meta….Ehi, no, aspettate la meta c'era!
Per prima cosa, passare a prendere Ivan, sobillatore della mia fuga.
Il negozio sta per chiudere, ovviamente, essendo le 12 e 30 passate, ma io indugio ugualmente tra gli spartiti, e non perdo occasione per sottolineare che “è il mio compleanno”. Ma loro hanno fretta di chiudere e neppure mi fanno gli auguri, brutti cattivi. Bah, cosa vuoi aspettarti da questi stitici di Padovani.
E così, Ivan, me lo sono portato appresso per tutto il giorno.
Dopodiché, abbandono definitivo di modem Alice Sat in un negozio 187, già ufficialmente chiuso e dove mi aprono solo perchè li imploro. Ma sì, che se ne vada al diavolo questa boiata pazzesca che mi è costata solo quattrini e tempo, senza neppure farmi assaporare le paradisiache delizie del download veloce! Non oso neanche ricordare alle commesse del 187 che è il mio compleanno, tanto truce è il loro sguardo.
Piazza Cavour, baciata dal Sole. Ti pareva che la sottoscritta non avesse dietro la macchinetta fotografica? Ma il Pedrocchi, che questi 4 occhi hanno visto e rivisto per anni ogni giorno, non è lo stesso l' 11 gennaio 2005. Piccola scenetta con un questuante di strada (pro-animali? pro-drogati? Pro-poveri? Pro-se stesso?), che dapprima mi avvicina, poi insiste, finchè io comincio a correre, con tanto di inseguimento con tanto di risate. Entro alla Ricordi, per vedere se mi regalano qualcosa. Niente.
Esco, il mendicante è ancora lì e mi dice “Ti ho vista!”; altre risate. Entro alla Rinascente, per vedere se mi regalano qualcosa, cacchio!
Niente. Eppure c'è una bella borsetta Rocco Barocco a soli 28 euri. No, non è che non l' ho accattata per avarizia…no…è solo che non si sa mai, che cosa potrebbero regalarti la sera del tuo compleanno…C'è pure un vestito blu, tutto ricoperto di perline e paillettes blu…bello, lo voglio! Fosse qui mia madre, schernirebbe questi miei gusti al limite del grottesco. Ma mammina, che ci posso fare se io sono cresciuta in ritardo rispetto agli altri??
Rifiuto 2-3 chiamate, per paura che sia quella bastarda della Pipia, che telefona da un telefono privato. Non voglio parlarle: ha deciso di restare il più possibile in Uk, accanto al suo Riciard Ghir della mutua, nonostante dovesse tornare tra pochi giorni in Italia? Ed allora non mi venga a straziare le ovaie con patetiche telefonate di auguri. Punto.
Maratona per tutti piani (tzè…vuoi mettere la Rinascente di Milano?…), esco. Sto ripetendo la scenetta col mendicante, quando, finalmente, arriva un giovane avvocato patavino. Preciso che l' incontro non è casuale: era una tele-conoscenza (per via tele-matica e tele-fonica), ed aveva sempre auspicato di vederci dal vivo (“vivo”?), e così ha accolto di buon grado la notizia della mia incursione.
Era carino, e dunque, a pranzo (il SUO pranzo! Io funziono a succo di ananas, lo sapete!), abbiamo parlato del solito chiodo fisso di noi legali, che inizia per “S”…Esatto, abbiamo parlato di società! Lui ha avuto le palle di aprire uno studio mignon (mignon?) da solo, con una collega; dice che mi assumerebbe più che volentieri nel team…se solo potesse permetterselo! Vabbè, mi segno l' offerta: prima di finire come il mendicante di cui sopra, ci farò un pensierino…
Ci congediamo, ed io mi infilo in una libreria di quelle “90% di sconto”, per assaporare la sublime gioia del “bambanamento” (no translation, please!).
Alla fine, però, i prezzi erano così infimi, che perfino una come me ha accattato qualche scemenza. Davanti a me, un vegliardo, che chiede ripetutamente al commesso “quando arrivano le signorine”. Poi gli chiede da quanto lavora lì, poi canticchia qualcosa; infine, se ne va, non senza essersi accertato di quando “arriveranno le signorine”. Mentre pago, il commesso comincia a ballare un pezzo reggae; io preciso “che è il mio compleanno”, e lui mi storna 15 centesimi; assumo un' espressione scandalizzata (tsè…), ma quello insiste. Si vede che non era padovano.
Intanto appare farisaico sms dei compagni del master: “Certo che però potevi anche venire: ti aspettavamo!”. Troppo tardi, cari sono già away! Resisto alla tentazione di rispondere, e mi avvio. Vado alla Basilica del Santo. Deserto. Mi fotografo sul piazzale. Dentro, 4 persone. Mi inginocchio nella prima cappella, vicino ad un uomo palesemente disperato. Poi vago qua e là. Finalmente, la tomba del Santo, con le sue decine di foto, ninnoli dorati, biglietti, fiori, ed un grappolo sparuto di devoti provati dal dolore. Tocco il marmo e gli chiedo semplicemente di far sì “che questa storia non finisca mai”. Davvero, sono le parole che mi sono venute in quel momento. Cerco delle candele, ma neppure l' ombra; mi rassegno ad una offerta al buio.
Esco, sole pallido, deserto freddo; cammino di buon passo, rifiuto chiamate.
5 minuti di tormento interiore davanti ad una vetrina di profumeria: hanno i rari “Creed”, essenze che mi hanno fatto molestare come un maniaco una cliente del nostro studio, finchè non è stata chiarita l' origine di quella sensazione olfattiva.
Ma alla fine reprimo ogni moto: non si sa mai cosa possono regalarmi stasera…
Ultima fermata, la merceria. Colpo di scena per il lettore (e come no? ‘na girandola di emozioni!…): in realtà, il vero scopo del mio viaggio era il reperimento di un paio di forcine per capelli argentate, introvabili nelle mie nebbiose lande (che te le metti a fare 2 forcine argentate, se in quella nube manco si vedono?). entro, e le prendo di strass argentati, ammorbando pure la signora con la solita storia che “oggi compio 18 anni…magari!” (ah, ah, che simpatia!). preciso che mia madre mi trova estremamente ridicola con le forcine tra i capelli permanentati; per mio padre sembra un travestimento di carnevale….
Torno al destriero. Ovviamente, prima di partire mi autoscatto un foto, poi pago, non senza indugiare in chiacchiere con il guardiano (però non gli ho detto che era il mio compleanno…).
Ignoro sms, leggo fumetti al semaforo, ballo e canto (quando sono ripartita, of course…), mentre il sole tramonta….Ma tanto non lo vedo più, da Nonsidice in poi…mi arrivano perfino 2 sms da 2 rispettive persone che non sento da parecchio tempo: cerco di invitarli (ovviamente, quando cerchi di scrivere un messaggio in macchina, il semaforo è sempre verde!) senza troppe formalità a condividere con me il pane ed il vino quella sera, ma ovviamente declinano.

Ritorno nella Palude Nebbiosa ore 17.
Giusto il tempo di un pranzo (dei miei…=una minestra in un'ora netta) e di subire le ire materne per 1- essere scappata così e 2-non aver mai risposto alle sue chiamate (ah, ecco chi era….), nonchè a quelle di tutti gli altri che mi avevano cercata (anche per lavoro, ben intesi!). E che cacchio! E se fossi andata a Milano, come era nei miei primitivi propositi? Un giretto del genere era il minimo sindacale! Ma lei mi fa il faccino (Oddio…pesa oltre un quintalino…) triste…”Sei la mia bambina..se ti fosse successo qualcosa…”. Prevedibile risposta : “Sai che figata: data di nascita quasi uguale a quella di morte!”. Ma, chissà perché, le mamme non apprezzano mai lo humor nero....

(........to be continued..........)


Scappo di casa

Venti giorni di fuga
e neanche un appello per radio evidentemente mia madre
non è neanche una buona padrona perfino per i cani smarriti
si fanno appelli per radio
ma io no,
non ho imparato a leccare bene la mano di chi mi dà da mangiare.
E la mia cara mamma
mi ha voluto grasso ed eunuco
"Non andare con le donne" diceva
"hanno il demonio nel ventre
io sarò la tua unica donna
come il serpente che si morde la coda l’ignoranza nel sesso
è la base per vivere felici"
Il dottore vicino di casa
ammassava quattrini
nel suo cappotto di cammello
non c’era posto per la mia adolescenza
"Il ragazzo deperisce" diceva
"saranno gli esami di Stato"
ma la mia mente volava ogni giorno sulle gambe della segretaria di scuola.
Venti giorni di fuga
e neanche un appello per radio
e in questo bar sotto casa
io mi bevo il mio cappuccino
liscio, liscio e il peccato marcisce nella mia cartella di foca
tra le calze le mutande le scarpe
e il dentifricio.
Quella rossa che continua a fissarmi abbracciata al suo uomo
sarà così che il diavolo
le cova nel ventre
quasi, quasi le domando se è vero,
non ci sarebbe niente di male
"tra persone civili" come diceva la mamma
"ci si intende sempre".
E allora perché quel suo grosso individuo mi chiama balordo?
Vuole spaccarmi la faccia
se non mi tolgo fuori dai piedi
e intanto il padrone del bar
vuole che paghi il mio cappuccino
mi coprirò con le braccia la testa come facevo da bambino....

Testi Ivan Graziani




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martedì 11 gennaio 2005 - ore 00:02


Minimo della pena
(categoria: " Riflessioni ")


Giudice di Pace a Ficarolo. Fu il mio primo processo penale, inviata speciale (…) del capo per un marocchino a lui affidato d'ufficio e mai presentatosi in studio. Si presentò quel dì. Quel simpaticone del Giudice decise di aprire il dibattimento…prima di sentire il mio “assistito” , gli dissi di non chiamare “figli di ……” i carabinieri…poi furono sentiti i testi…comico il momento delle conclusioni: me le suggerì il PM…”Mi rimetto alla clemenza della Corte”…Mitico!il tizio, ovviamente, fu condannato. Aspettiamo ancora la parcella.
Dopo 2 anni da allora, stamane è stato come cercare un ago in un pagliaio immerso nella nebbia. Campagna, campagna e qualche segno di vita (“Night club Rimmel”…), mentre mi chiedevo chi cacchio me lo facesse fare, per un cliente mai visto. Poi mi guardavo nello specchietto (te pareva? Anche colla nebbia!) e mi dicevo “Minimo della pena!”, e mi passava la paura, con “Nebbia in Valpadana” di Cochi e Renato in sottofondo.
Alla fine, dopo una ingloriosa (attenzione, le scene che seguono possono comportare il ritiro della patente) inversione a “U” (anzi: “Uhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!”) su un ponte, con la nebbia, ho trovato ikl posto. Ci siamo io, un avvocato gentile ed il pm. Il pm ci avvisa che manca il cancelliere e che dunque si farà un rinvio d'ufficio, io intanto leggo il fascicolo del mio “cliente”: un certificato penale di 14 pagg! a partire dal Tribunale dei minori! Poi arriva un sig. di una certa età, distinto, e si siede accanto a me. era il mio cliente! Il quale mi assale con un torrente di parole, raccontando che lui è a capo di XX società, che al Giudice gli parla lui….gli chiarisco che il legale sono IO, mi faccio dare il suo numero, mi appunto la data di rinvio (maggio……..) e me ne volta. Altra esperienza paranormale nella nebbia.
Poi, torno al master. Faccio un sondaggio su chi ha intenzione di venire alla mia festa e ricevo un'inopinata sorpresa: nessuno! Tutti hanno un impegno. Tutti di martedì (una dice che deve vedere “Ballarò”….no comment..). per carità, è gente che tra 15 giorni non vedrò mai più in vita mia. Però non è il massimo sapere che su 14 persone non ce ne è una che vuol fare festa (mica li invito ad un convegno sull' aramaico!) con te.
Poi mi smsa un' altra invitata per farmi gli auguri…ma come? Non mi avevi assicurato la tua presenza, per domani? Attendo ancora la risposta.
Un' altra è stata più furba: “ti dico alle 18 se vengo”….x me può risparmiare i 2 cent.
Ah, ovvio che Pipia (la mia “migliore amica”…peccato sia un' amicizia unilaterale) non viene: deve passare gli ultimi giorni in Uk con il suo “ragazzo” di 40 anni (le ultime canne insieme…). Scheletro non viene perchè lei non c'è. Il Camerata viene perchè ci sono “le gnocche” (ma non vale il contrario!!). la Nanetta, party-dipendente, per sbevazzare gratis…grande (in senso metaforico), dopo un nanosecondo (beh, logico…) mi ha detto di sì!
Insomma, solito copione. Solita voglia, domani, di disertare il dovere (che ora è quel cazzo di master) prendere il treno (in quel posto?) ed andare… …sì, una pazza idea, che Ivan mi getta tra i neurini, sulle note fatate di Cleo…
Ma andare…dove?? E con chi? Dove cazzo è il/la complice fidato/a con cui fare queste bravate e che sto ancora aspettando, dopo 30 anni? Quando finisce la MIA pena?
Ma che cacchio organizzo feste? Che ho da festeggiare?
Che cacchio lo scrivo a fare un Blog?

Vaffanculo



Se mi guardo nello specchio
con il tempo che è passato
sono solo un po' più ricco
più cattivo e più invecchiato
è l'amara confessione
di un cantante di successo
forse è l'ultima occasione
che ho di essere me stesso
Quando ho smesso di studiare
per campare di illusioni
sono stato il dispiacere
di parenti e genitori
ero uno di quei figli
sognatori adolescenti
che non vogliono consigli
e rispondono fra i denti
Vaffanculo Vaffanculo

Ma la musica è cattiva
è una fossa di serpenti
e per uno che ci arriva
quanti sono i fallimenti
mi diceva quella gente
che s'intende di canzoni
hai la faccia da perdente
mi dispiace non funzioni
Masini Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo

Non importa se ho pianto e sofferto
questa vita fa tutto da sé
nella musica ho solo scoperto
il bisogno d'amore che c'è
Chi lo sa che cosa è vero
in un mondo di bugiardi
non si può cantare il nero
della rabbia coi miliardi
siamo tutti conformisti
travestiti da ribelli
siamo lupi da interviste
e i ragazzi sono agnelli
che ti scrivono il dolore
nelle lettere innocenti
e la loro religione
è di credere ai cantanti
ma li trovi una mattina
con la foto sul giornale
in quell'ultima vetrina
con la voglia di gridare
al mondo Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo

Mi dimetto da falso poeta
da profeta di questo Fan's Club
io non voglio insegnarvi la vita
perché ognuno la impara da sé
Me ne andrò nel rumore dei fischi
sarò io a liberarvi di me
di quel pazzo che grida nei dischi
il bisogno d'amore che c'è
ora basta io sto male
non è giusto Vaffanculo

Nello specchio questa sera
ho scoperto un altro volto
la mia anima è più vera
della maschera che porto
finalmente te lo dico
con la mia disperazione
caro mio peggior nemico
travestito da santone
Vaffanculo Vaffanculo
Vaffanculo Vaffanculo


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domenica 9 gennaio 2005 - ore 21:56


"A 30 secondi dalla fine"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Uè: se volete (ah, non volete??) che scriva le mie mirabolanti avventure in un Blog, prima devo viverle!
Vi giuro che le sto vivendo. No, veramente!
Anzi, voi che brontolate tanto, venite qua e scrivete qualcosa (“qualcosa”) al posto mio!
Anzi (2), tra poco partirà il concorso per designare il mio erede planetario (…ma non si diceva universale?..), dato che tra 2 giorni verrà giù una astron(zo)nave, ed io rimuoverò l' incomodo (=toglierò il disturbo).
Per carità, l' altro ieri ho avuto la soddisfazione immane di portare al mio ex-capo 30 pag 30 di ricorso, che ha letto davanti a me senza modificare nulla, ringraziandomi e complimentandosi. Il tutto, senza scopo di lucro, per me, ma almeno mi sono sentita realizzata…per poi attraversare un muro di nebbia (o era un muro vero?…) e passare la serata/nottata a vedere (non guardare: è diverso!) il Camerata che faceva “massofisioterapia” (=palpava) alla Lupara Bionda e lei che lo lasciava fare (si è lamentata, ma solo quando siamo eravamo da sole: non voleva offenderlo…).
Oggi, poi, un'altra scorpacciata di Camerata (fa pure rima!), al di lui compleanno: gli ho pure dedicato un'ode, che ha rappresentato il momento migliore di tutta la festa, a detta di tutti (immaginate il resto…).
Insomma, mi sono rimasti ben 2 giorni di vacanza effettiva: cacchio, e pensare che avrei voluto imparare a suonare qualcosa di Ivan Graziani alla chitarra (non ho gli spartiti, ma mi invento io gli accordi…)…vabbè, sarà per l' anno prossimo…..
Tanto per (s)gradire, domani 10 gennaio ricomincia il master, ed io devo difendere d'ufficio un tizio davanti al Giudice di Pace di Ficarolo (??????????????) senza aver neppure mai incontrato il mio assistito (ma và? Oh, che situazione nuova!……). E così mi fotto altre belle 5 orette di master (vabbè, con la borsa di studio ormai sono sotto h2o….)!
Ma, dicevo, i bitter dicks non saranno tanto domani, quanto il giorno dopo….
È da una settimana che non ci dormo….ho comprato un Dylan Dog, e mi sembrava Topolino (sì, ho messo gli occhiali), se pensavo a quel che sta per capitare…Non so, ho una senzazione (sensasione…zenzazione…uffa……) strana. Beh, ce l' ho sempre, ma in previsione di quel che può capitarmi al mio 30° rintocco….me li tocco!
Giuro, ho già prenotato il posto, la torta, le bevande (per me acqua calda, per gli altri tutto il resto) ed ho pure chiesto al capo del locale se si può fare casino (risposta: SI'….ha firmato la sua condanna a morte…..). Ho anche invitato qualche bestia da mettere nell' Arca di Noè. Ma provo quel che tutti i comuni mortali (e dunque non io, che peraltro quella volta ero in camera a studiare diritto commerciale, perchè ne avevo una voglia pazzesca!) hanno provato nella notte tra il 31 dicembre 1999 ed il primo gennaio 2000…No, non mi riferisco al freddo…..
Insomma, non fiori, ma opere di bene. Ricordateme così: una persona per bene….e, soprattutto…un gran pezzo di figliola!
By Moritura


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martedì 4 gennaio 2005 - ore 01:51


Evasioni Non Innocenti...
(categoria: " Pensieri ")


Che momenti! Sentire la pancia piena (sapete, capita, se si ingurgita cibo per 7 ore di fila…) e meditare sul senso della vita (mia o quella degli altri?), provare ancora quella sensazione orrenda della scorsa notte (per la cronaca: ho sognato che infrangevo la legge e scappavo disperatamente perchè mi cercavano…giuro: non è una trovata scenografica, e, anzi, avrei messo voi al posto mio, braccati!).
E, dopo 98 ore di computer, avere un accenno di mal di testa (testa??).
E non capire più niente, solo che c'è ancora quel fottuto, maledettissimo atto da finire (mia madre – fine psicologa- riconduce l' incubo di cui sopra all' incombenza inevasa). Connettersi con frequenza preoccupante e, soprattutto, senza un motivo.
E cascare, ogni tanto, su Ivan, ed essere presa dalla solita sindrome di Stendhal mentre ascolto “Cleo”….
Ditemi che è un incubo anche questo.


Cleo



Lei diceva sempre
che l’amore è un dono degli dei
è una colomba che si posa
sul tuo cuore
e mentre agosto rosso
tremava sull’asfalto
seduti dentro a un bar
io l’ascoltavo ancora.
E lei ancora mi parlava
"Mio padre vende vino,
è solo un commerciante
ma di cose lui
me ne ha insegnate tante
una ragazza greca
ha il cuore più pulito
una ragazza greca discende dagli dei. sì ma io non sono Ercole di Lidia
e a seguirla non riuscivo
se volava con la mente
dentro il suo mistero.
Cleo, Cleo, Cleo, Cleo
vergine bianca in un tempio
Cleo, Cleo se davvero tu puoi,
scaccia da me queste ombre
io vivo in un paese che confonde
e qualche volte sporca il mio cuore
e la mia mente,
ma per Giunone e per Mercurio
postino degli dei
via queste ombre
l’estate qui non dura eternamente
e arriverà il cielo
e la pioggia di settembre
lungo i marciapiedi
fra le case
e in questo bar
e nel mio bicchiere
e dentro me.
Cleo, Cleo, Cleo, Cleo
peccato che mio padre non sia ricco
ci ho pensato tante volte
ma la strada è lunga
da Torino a Salonicco
e in un’altra avventura
io non mi ci ficco.
Fra qualche giorno qui
si rientra tutti quanti
fra qualche giorno qui
ricomincia tutto come prima.
Cleo ti sembrerà banale
ma, che cosa mi è successo
che sensazione strana,
proprio l’altra sera
in biblioteca a scuola
ho aperto un libro
che parlava degli eroi,
ma soprattutto raccontava degli dei
e se penso a te
quasi quasi io ci credo
alle processioni in riva al mare
ai gesti e alle parole
chiusi dentro il tuo mistero.
Cleo, Cleo, Cleo, Cleo
vergine bianca in un tempio
Cleo, Cleo se davvero tu puoi,
scaccia da me queste ombre
io vivo in un paese che confonde
e qualche volta sporca il mio cuore
e la mia mente,
ma per Giunone e per Mercurio postino degli dei
via queste ombre
agosto si allontana lentamente
ed è arrivato il cielo
e la pioggia di settembre
lungo i marciapiedi
fra le case e in questo bar
e nel mio bicchiere e dentro me.
Cleo, Cleo, Cleo
se tu farai questo per me
io ti crederò.


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lunedì 3 gennaio 2005 - ore 02:38


Niù Eig
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Eh sì, si vede che sono proprio vicina alla pace (o almeno all' armistizio) dei sensi: la notte del 31 dicembre 2004 ero felice di indossare una indecorosa tuta da ginnastica (che mi rappresenta “allo stato brado”), di essere a casa mia, assieme ai parenti più strettissimi (ahi!) e di fare gli auguri ai miei artefici (volgarmente detti “mamma e papà”) di persona.
E non mi ha turbata neppure il fatto di avere spedito circa 543 sms rigorosamente personalizzati in base al destinatario, per poi riceverne in cambio una decina, per di più tutti con testo standard.
Ma sì, va bene, va bene così.
Anche se quel cacchio di ricorso in Cassazione è tuttora inevaso, ne abbiamo già 2 (di gennaio, non di ricorsi in Cassazione!), dopodomani devo vedere un cliente e il 10 ho un processo penale che non so neppure se mi presenterò in aula.
Anche se quel “tizio-che-vuole-che-scriva-per-il-suo-sito” me lo chiede in modo arrogante e presuntuoso, per di più dandomi dell' arrogante presuntuosa (No, Killercoke, non lo sposerò. Anzi, se lo vuoi te lo lascio). Già il fatto di non essere come lui mi rende felice.
Va da sé che tutto questo mi sta causando una non lieve crisi d'identità (oltre a farmi sorgere il dubbio che abbia esagerato un po' con la fluox….ehm…).
Diamine, se non ci fosse il caro, vecchio e sano scazzo (attenzione: non sto parlando dei motivi del medesimo: di quelli se ne possono sempre trovare), che ne sarebbe di noi? lo sanno tutti, che un albero che cade fa più rumore di una foresta che ricresce. Abolirebbero i telegiornali , le Vite in Diretta. Chiuderebbero in un colpo solo tutti i blog. Anzi, guardate il mio messaggio di ieri: niente. Appunto, lo stato di ebete tranquillità interiore non è creativo. Secoli e secoli di lamenti del cornuto musicati, dai trovatori a Cocciante (chissà perché proprio lui, eh, KC?…) lo dimostrano.
Gli unici, dico, gli unici rivoluzionari che hanno remato contro la corrente sono stati gli interpreti della canzone sotto riportata: infatti, dopo qualche anno si sono affrettati a divorziare nel modo più furibondo.
Del resto, l' unica ragione per cui Valeria Marini non ha ancora vinto l' Oscar è che non le vengono bene le scene drammatiche (ammesso che siano percepibili ad occhio nudo delle differenze rispetto alle altre scene)! A pensare a simili ingiustizie, viene da incazzarsi.
Bene, è sintomo che è tutto ok.

Felicità

Felicità
è tenersi per mano andare lontano
la felicità
è il tuo sguardo innocente in mezzo alla gente
la felicità
è restare vicini come bambini la felicità,
felicità

Felicità
è un cuscino di piume, l'acqua del fiume
che passa e che va
è la pioggia che scende dietro le tende
la felicità
è abbassare la luce per fare pace
la felicità,
felicità

Felicità
è un bicchiere di vino con un panino
la felicità
è lasciarti un biglietto dentro al cassetto
la felicità
è cantare a due voci quanto mi piaci
la felicità, felicità

Senti nell'aria c è già
la nostra canzone d'amore che va
come un pensiero che sa di felicità
Senti nell'aria c è già
un raggio di sole più caldo che va
come un sorriso che sa di felicità

Felicità
è una sera a sorpresa la luna accesa
e la radio che va
E' un biglietto d'auguri pieno di cuori
la felicità
è una telefonata non aspettata
la felicità,
felicità

Felicità
è una spiaggia di notte, l’onda che batte
la felicità
è una mano sul cuore piena d’amore
la felicità
è aspettare l’aurora per farlo ancora
la felicità, felicità

Senti nell'aria c è già
la nostra canzone d'amore che va
come un pensiero che sa di felicità
Senti nell'aria c è già
un raggio di sole più caldo che va
come un sorriso che sa di felicità

Senti nell'aria c è già
la nostra canzone d'amore che va
come un pensiero che sa di felicità
Senti nell'aria c è già
un raggio di sole più caldo che va
come un sorriso che sa di felicità


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venerdì 31 dicembre 2004 - ore 19:13


Ordinary day
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mi sono svegliata con un pensiero assillante: “E se tutte quelle che stasera andranno ai veglioni mi fregano il vestitino da sera che ho visto 3 giorni fa, io che mi metto al MIO Capodanno, tra 11 giorni??”.
Pertanto, alle solite 10 e 30 spaccate, mi precipito al centro commerciale ad accattare lo straccetto, babbarare con una ex amica del liceo (quest'ultimo capitolo non era previsto, ma fa lo stesso: la vita è piena di imprevisti) e portare il cd con Incredimail ad una cugina di mamma che, alla tenera età di 50 e passa anni si trastulla con messengers e web cam….
Ovviamente, il pomeriggio è stato preso dai preparativi per il capodanno che ci sarà tra 11 giorni…c'è già chi mi ha assicurato la sua presenza…Ora devo pensare ad organizzare qualche trovata scenografica di eccezione…
Beh, che c'è da fare quella faccia??? Non lo sapevate che esiste un Capodanno alternativo, che mi preoccupa molto di più di quello convenzionale?
Ovvio, è una ricorrenza che non ha la stessa risonanza a livello di opinione pubblica…La massa, la solita scema! Ma non vi accorgete che il 31/12 è passato di moda?
Del resto, il Capodanno agrario cade l' 11 novembre ed io lo onorerei in modo ben più degno che facendo il mio solito augurio alla Terra, ma nessuno mi dà mai retta!
Non venitemi a dire che non vi avevo avvisato, quando magari qualche scienziato scoprirà che, geologicamente ed astrologicamente, l' anno inizia in realtà l' 11 gennaio! E poi, sentite com'è più assonante dire :”undici uno”…
Che poi la predetta data coincida con il mio annuale giro di boa, è solo una coincidenza….
Buon Giorno Qualsiasi a tutti…


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giovedì 30 dicembre 2004 - ore 19:35


The Wall
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ariecchime! Si può bloggare 2 volte al dì?
Non importa, troppissima è la novità: il mio computer ha recuperato i contatti con il mondo! Cioè…lui non li ha mai interrotti: era quel cacchio di Zone Alarm, che gli impediva un dialogo con i server!!!
Peraltro, quando mi connettevo dal vecchio macinino (eh, ma quando ti serviva…), non comparivano neppure gli Speedy Message!
Me ne sono accorta oggi, dopo essermi connessa dal mio vero computer: una decina di messaggi istantanei risalenti al 27/12 sono sbucati dal nulla!
Colgo l' occasione per scusarmi con KC: è incredibile, ma ti ho mandato tutte le cacchiate istantanee di quella sera SENZA leggere le tue risposte e, anzi, chiedendomi perchè mai “(quello stronzo di) KC mantenesse tale sussiegoso silenzio”…ehm….
…E tutto per uno stupido muro di fuoco…
Vabbè, CIAK! Rifamo!
Anzi, vado a scrivere 4 cazzate per la Corte di Cassazione.

Ps: mi sento alquanto reietta dall' Universo intero
Ps 2: ho la vaga sensazione di sbagliare qualsiasi cosa io faccia.


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giovedì 30 dicembre 2004 - ore 16:34


Hair
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Milioni di telefonate per chiedermi di fare il bis della sviolinata sull' heavy metal dell' altro ieri; gente esagitata che gridava: “Perchè a loro sì e a Tiziano Ferro o Sting no???!!”.
Ed invece oggi ci facciamo una bella spaghettata di cazzi miei. Così, per vedere di nascosto l' effetto che fa. Per vedere se qualcuno dei personaggi citati mi scopre e mi querela…
Magari se ne accorge anche il tizio che vorrebbe che io scrivessi sul suo sito (ed ha detto che dovrei pure ringraziarlo, per l' opportunità che mi concede…), ma che non ha ancora capito che non lo farei neanche morta…
Iniziamo. Svegliatami fradicia di disperazione: dovevo alzarmi prestissimo, per andare dal barbitonsore (vabbè, sarò più fine: cuaffèr!), invece è tardizzimo!! Perciò, in previsione di trovare la fila con il numerino da staccare, mi porto appresso libro e cestino da pic-nic…Ed invece…gaudio: sono sola! Purtroppo, però, la cosa ha degli effetti collaterali: l' èr stailist ha me come unico capro espiatorio, su cui sfogare i suoi repressi istinti e, magari, anche la peperonata della sera prima che le è rimasta nel gozzo.
Ed allora dichiara: “Oggi ho un'idea: ti farò una quasi permanente!”.
Quasi permanente?? Diamine, ma è un ossimoro, una contraddizione in termini! Permanenti o è o non si è! Immagina se Battiato avesse cercato un “centro di gravità quasi permanente”! Probabilmente la canzone non l' avrebbe ascoltata nessuno.
Però, mentre penso a tutto questo, quella mi farcisce la testa a tradimento con dell' acido muriatico, mi sigilla con del domopak, e poi mi mette in un angolo solitario, come un rifiuto tossico, alzando il volume della radio per non sentire i miei lamenti. Risultato: una pettinatura che avrei comunque ottenuto mettendo le dita nella presa della corrente.
Ma la vera scorticatura doveva ancora arrivare: 56 euri! Praticamente una rapina a mano disarmata. Sono svenuta ed hanno dovuto farmi annusare i sali (però poi i soldi li hanno voluti lo stesso… e pure per la sniffata dei sali!).
Vabbè, dato l' orario non eccessivamente indecente, ne approfitto pure per andare in posta, passando davanti allo studio del mio primo capo, il sig. Bin Laden…scopro addirittura che è in ferie fino al 5 gennaio…Tzè, ovviamente avrà sistemato in trincea qualche povero schiavetto…e mi viene in mente quando mi fece sgobbare anche per le Feste, mentre lui era a Gressonay…
Intanto, patisco le conseguenze del mio nuovo stato quasi-pemanente: odore di pesce morto che mi perseguita ed impossibilità di indossare qualsivoglia cappello, cosa che per me, proprietaria di una collezione di copricapo, è una vera e propria mutilazione.
Pensavate che l' avventurosissima giornata fosse finita qui? No! Nel pomeriggio, mentre cerco di battere ogni record di fancazzismo, arriva una telefonata del mio ex-capo (no, non Bin Laden, ma l' ultimo che ho piantato, in ordine di tempo, e con il quale collaboro ancora come jolly…): ha bisogno urgente di un ricorso in Cassazione. Corro! Non desideravo altro, a 2 giorni da Capodanno!!!…
In ufficio, tutti si accorgono che mi sono trasformata nella Medusa; perfino l' ex-capo, anche se dopo 20 minuti e, per di più, assimilandomi a Cocciante (………). Tutti, tranne, ovviamente, la ex-collega, sempre con il muso duro come una scultura batik africana…Del resto, tirava un'aria di festa in quell' ufficio…Tipo: il neo assunto che chiede un fascicolo alla segretaria e lei che esclama “Cazzo!” perchè ci trova accanto il tampone per i timbri, prontamente scagliato sul tavolo a mo’ di freesbee…Almeno quando c'ero io ogni tanto si sentiva cantare “Vamos a la playa”…
Vabbè, congedatami, decido di farmi del male, passando per casa della Lupara Bionda: povera, è disperata per una serie di sventure che le sono capitate, e non ha nessuno che le sia veramente amico. Il problema è che che lei primeggia nell' arte (ig)nobile dell' Ipocrisia, e tutti i colleghi della nostra categoria lavorativa sono gelosi di questo suo primato…
A quanto pare era uscita di casa: salvata in corner! Invece, becco suo padre, che mi implora di chiamarla al cellulare: fregata! Così, ci si trova in centro città, e quella, raggiante, dichiara di portarmi in un certo bar perchè “nell' altro” ci sono Tizia e Caia, che lei non sopporta, per via dei loro discorsi vuoti e dei sorrisi falsi. E così, mi becco 2 ore dei SUOI discorsi vuoti e dei sorrisi falsi. Lo so: vorrebbe aprire una società professionale con me …ma non sa che preferirei aprirla con Belzebù!
Anzi, non so neanche se persisterò, con sto mestiere infame!
Stamattina, tanto per incominciare bene, sveglia alle 10 e 30. Brava!
Poi, tragicomica ricerca di un domiciliatario in quel di Monopoli (Bari) per una causa di valore faraonico (1500 Euri…). Il primo avvocato non risponde, il secondo neppure…è chiaro che sono tutti in vacanza a Gressonay…poi sbaglio numero…E vai!
Gran finale: arriva un sms della Sanguisuga Bionda che mi chiede di poter assistere alla mia stesura del ricorso in Cassazione assegnatomi dal capo…
What??! Se non vi dispiace, l' atto preferirei farlo insieme ad Ivan Graziani.
E non mi rompete, per dirmi che sto blog fa cagare…ho un diavolo per capello.


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