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"Diario di una paziente" (Tonina Facciani) e "Con il cuore leggermente indolenzito" (Claudia Priano). E ancora gli scritti della S. Teresa de Jesus che non manca mai

HO VISTO

una rondine che ogni mattina si viene a posare quasi sul davanzale della mia finestra. E’ bellissima, fiera, con quei colori stupendi. Le rondini NON sono nere!

STO ASCOLTANDO

Molta musica, come sempre


ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

avere un posto dove mettere tutti i miei strumenti, un posto dove chiudermi quando ne ho voglia e suonare suonare suonare

una montagna da scalare!

STO STUDIANDO...

ebbene si, non sembra ma sto studiando

OGGI IL MIO UMORE E'...

un po’ lunatico come sempre ma SU

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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"Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu/ Ma se io salgo su questa scaletta, e davanti a me / Ma se io salgo su questa scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi / Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita / Se quella tastiera è infinita, allora / Su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. ti sei seduto su un seggiolino sbagliato:quello è il pianoforte su cui suona Dio /" (tratto da Novecento, Alessandro Baricco)

Un’isola dove appoggiare i miei pensieri, dove possiamo condividere insieme un pezzo di strada.. perchè l’importante non è la mèta, ma stare in viaggio, non fermarsi mai. La Musica sarà sempre presente qui, nel mio blog, come nella vita.
Benvenuti!!!


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martedì 20 novembre 2007 - ore 18:12


quale libertà (?)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Quale libertà
io che credevo di saper restare sola
sono qua
a ricordare ogni momento
e poi cercarti pure dentro al dentifricio
e quale sacrificio
stare senza te
alla ricerca di un’immagine
più libera di me
ma non sarà un metro quadrato
a darmi tutto quello che mi hai dato tu
e adesso non mi riconosco più
nemmeno i miei capelli sono quelli
che baciavi tu
non ho più sangue nelle vene
non se è bene più morire o vivere

e avremo un altro cielo
una speranza in più
ma sappi che le nuvole
fanno più bello il blu

quale libertà
la gabbia è finalmente aperta
e io non so uscire più di qua
come una bestia avanti e indietro
a calpestare il mio tappeto
e la mia vita
rassegnata a questa dura verità
cercando ancora di capire
se chi vince è chi non dà
se mai sarebbe stato meglio
tenerti con l’imbroglio
e la mia infedeltà
perché non l’hai capito amore mio
a separarci non è stato certamente
questo addio
ma l’abitudine in agguato
che nelle spalle ci ha colpito
e che non sa

che avremo un altro cielo
una speranza in più
e ancora mille nuvole
per far risaltare il blu
e persi dentro l’illusione
della felicità
all’improvviso in una sera
forse poi ci mancherà
quel divano
dove ci scambiammo lacrime e veleno
il sapore zuccherato del perdono
e un rilancio una scommessa
non sarò mai più la stessa donna io
e avrò bugie da vendere
a un uomo tutto mio
l’abilità di fingere
che conosco solo io
e quando non starò più in piedi
potrò cadere anch’io
e in quest’inferno in questa notte
forse troverò anche Dio
e saprò accettare
che se un giorno ti finisce anche l’amore
è un po’ della vita stessa che finisce

(Paola Massari)



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domenica 4 novembre 2007 - ore 18:43


... mi manchi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non c’è nulla che possa sostituire l’assenza di una persona a noi cara.

Non c’è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente tenere duro e sopportare.

Ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma è al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l’un l’altro per suo mezzo.

E’ falso dire che Dio riempie il vuoto; Egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto, aiutandoci in tal modo a conservare la nostra antica reciproca comunione, sia pure nel dolore.

Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in una gioia silenziosa. I bei tempi passati si portano in sé non come una spina, ma come un dono prezioso. Bisogna evitare di avvoltolarsi nei ricordi, di consegnarci ad essi; così come non si resta a contemplare di continuo un dono prezioso, ma lo si osserva in momenti particolari e per il resto lo si conserva come un tesoro nascosto di cui si ha la certezza.

Allora sì che dal passato emanano una gioia e una forza durevoli.

(D. Bonhoeffer)


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lunedì 15 ottobre 2007 - ore 09:50


"IL VENTO MATTEO" di Paola Massari
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Ci sono dei lavori discografici che restano in ombra. Eppure la loro bellezza, se portata alla luce, abbaglia chi li ascolta. Ho ripreso un album che mi è stato regalato tempo fa, praticamente introvabile, scovato nel magazzino di un piccolo negozio di musica. L’album è "Il vento matteo" di Paola Massari. Unico album. Unico lavoro emerso. e chissà quanti altri lavori sommersi da poterci offrire avrebbe questa artista!
Molti la conoscono e l’hanno conosciuta personalmente per il suo esser stata legata a un grande nome della musica italiana. Ma non è questo che mi interessa; uso il mio blog per scrivere una lettera: non saprei dove spedirla, allora la scrivo qui.

Cara Paola,
mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo. Vorrei poterti comunicare quanto la tua musica mi sia entrata dentro. Le tue parole e la tua voce sanno parlare a un livello non udibile, profondo, riesci a prendere per mano l’anima e farla volare sulle tue musiche, accompagnata dalle tue parole. Non ti conosco, non so come sei. Ma chi riesce a entrare negli altri con la sua musica è certamente una persona speciale. Non leggerai mai qui, e forse è anche inutile scriverti... Chissà...
Mi stai dando molto, e il tuo album resta una perla preziosa per me.
Mi piacerebbe conoscerti... guardarti negli occhi dicendoti "grazie".
Grazie, per ogni cosa

elisa


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domenica 14 ottobre 2007 - ore 10:18


Grazie M. per avermi "ispirato" (questa è per te)
(categoria: " Poesia ")


Ritagli di neve
si sciolgono nelle mani accaldate.
Non resta che acqua,
il vento già l’asciuga.
Al tatto svanisci
evapori
torni nell’aria
sei respiro
e l’anima vive.



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giovedì 11 ottobre 2007 - ore 09:58


poesie dal treno
(categoria: " Poesia ")


E’ molto semplice e chiaro,
comprensibile a tutti:
non mi ami, non ne dubito,
nè potrai mai amarmi.
Perchè dunque un estraneo
in tal modo mi attira?
Perchè, sera per sera,
prego il Signore per te?
Perchè lascio il mio compagno
e il ricciuto bambino,
la città che amo tanto
e la mia terra natale
per aggirarmi, mendicante oscura,
nelle vie di una città straniera?
Quale gioia, il pensare
che qui ti rivedrò!

(Anna Achmatova, poetessa russa)


Ho letto questa poesia la prima volta in treno, qualche tempo fa. Accanto a me sedeva una signora sulla cinquantina, ben curata, i capelli annodati in una splendida treccia, il volto dai tratti antichi. Aveva tra le mani questo libro di poesie. Non ho mai amato la Poesia, forse perchè a scuola ce la facevano imparare senza assaporare il suono delle parole. E’ giusto, a scuola si sezionano le poesie, si deve imparare a studiarle. E non ne apprezzavo la bellezza. Ora, a distanza di anni, nessuno mi chiede di analizzare e descrivere una poesia; posso lasciarmi portare da Lei in un viaggio dentro di me. E’ sconvolgentemente bello come a volte una cosa letta per caso nella situazione più improbabile riesca a riflettere ciò che si è in quel momento trovando parole che noi stessi non riusciremmo a trovare.
Avrei potuto chiedere alla signora quale libro stesse leggendo, dove l’aveva comprato, e cose simili. Ho preferito restare chiusa in me (un’altra delle bellezze del treno: non sei obbligata a socializzare se non ne hai voglia) e sbirciare quasi di nascosto... un po’ come quando la mamma cucinava le torte e io, piccola, mi nascondevo sotto il tavolino e sbirciavo il suo lavoro aspettando l’istante magico per allungare la manina e prendere qualche goccia di cioccolato di nascosto (che poi di nascosto non era mai: le mamme hanno tanti occhi... come i ragni ).

E a voi, lettori più o meno affezionati o di passaggio di questa specie di blog, cosa dice questa poesia?

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giovedì 27 settembre 2007 - ore 13:22



(categoria: " Vita Quotidiana ")


vorrei correre in piena notte
mettermi a correre sulla strada che porta al mare
correre fino a sentire il cuore salire in gola
lacrime scendere sulle guance
con i pugni chiusi
le labbra attaccate dal freddo
la pioggia tra i capelli.
Correre a pugni chiusi
e picchiare correndo
come un pugile all’ultimo incontro
destro
sinistro
ancora sinistro
più forte!
Accasciarmi stremata sul bianco tratteggio dell’asfalto
ascoltare il silenzio rotto solo dal respiro
rapido e corto.
Una mano tra i capelli
non ci sono più pugni tra le dita
sono tutti nel vento
dispersi
chissà dove.





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sabato 8 settembre 2007 - ore 11:25


i fiori
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come si fa a raggiungere più persone con le stesse parole senza escludere nessuno, facendo sentire ognuno speciale senza ferire?
Scrivo qui, per non saper dove farlo altrimenti.
Mi avete regalato due giorni speciali. Come fare a dirvi grazie? Magari proverò a scrivere un raccontino, vero Tonina?
"L’incipit, Elisa... l’incipit è fondamentale". Il suono della tua voce su per la strada di Borello, il sole caldo della mattina a sciogliere il cuore intorpidito dal freddo e io a chiudere la fila indiana di noi tre, quasi come se rimanere indietro fosse un voler fermare il tempo a quell’istante.
Oppure per ringraziarvi potrei scattare una foto... uno scatto di quelli che hai già dentro chiari come l’aria di primavera. Avrei tanti bei maestri da cui imparare l’arte di guardare il mondo: Francesca, Matilde, Federico.
O semplicemente potrei guardare la mia campagna dalla finestra e pensare a voi, alle vigne (che buona l’uva), ai trattori e al silenzio della campagna. Questo silenzio tutto da ascoltare e da scoprire mi rimanda l’eco di quel tempo passato con voi, risuona di suoni della natura che l’orecchio di molti difficilmente sa decifrare. A me piace. Silenzio interrotto dal rumore di una moto... sarà mica quella di Gio? Chissà
Vi pensavo ieri mentre lavoravo in giardino e nel mio piccolo orto (la mia medicina migliore). Ho pensato alle vostre belle case qualche giorno fa, mentre ero assorta in un piccolo lavoretto di muratura, era la prima volta e mi sono scoperta anche bravina (o forse è solo la fortuna del principiante?!). La casa dice tanto di una persona, mi piace osservare le case così come i volti... vero Tonina? Mi piace osservare e ascoltare, per concentrarmi sull’altro e spedire dagli occhi all’anima il tutto. Lì resta indelebile, nel giardino dell’anima nessuno potrà mai entrare (salvo Dio) e da lì costruisce la nostra vita, si stratifica, germoglia e fiorisce; talvolta fa male, ed è come un richiamo a guardarci dentro. Si scopre allora che il fiore ha le spine, sono quelle che fanno male. Non esiste giardino senza spine o ortiche, senza qualche "erbaccia" infestante... un po’ come la vita.
Ognuno di voi adesso è un fiore che arricchisce e abbellisce il giardino della mia anima. In quei due giorni qualche fiore è cresciuto, si è ri-colorato, altri sono spuntati per la prima volta.
Grazie per il dono che siete stati e spero sarete ancora...
Agata, dagli occhi vissuti e vivaci

Alyssa, capello lungo e anima pura da tenere stretta tra le manine

Antonio, che ama andar per funghi come me

Caterina... la ginnasta

Francesca, la fotografa le cui foto sanno parlarmi

Federico, the best hair stylist

Gabriella, dal volto familiare e...accogliente

Giovanni, ti invidio la moto!!

Lorenza, occhi cristallini

Matilde, compagna di viaggio insostituibile

Orio, occhi espressivi e profondi

Stefano, sempre sorridente che bello!

Tonina, per ultima ma solo per l’ordine alfabetico. Hai una voce davvero bella, che come la tua scrittura coinvolge, sconvolge l’anima e la riavvolge. Mi hai fatto sentire più che a casa mia.

Aggiungo tutti gli altri incontri fatti in quei giorni, volti di cui non ricordo il nome.


A tutti voi


Una bocca amabile moltiplica gli amici, un linguaggio gentile attira i saluti. Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille. Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui. C`è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura. C`è anche l`amico che si cambia in nemico e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi. C`è l`amico compagno a tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura. Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso, e parlerà liberamente con i tuoi familiari. Ma se sarai umiliato, si ergerà contro di te e dalla tua presenza si nasconderà. Tieniti lontano dai tuoi nemici, e dai tuoi amici guàrdati. Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele, non c`è prezzo, non c`è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia,
perché come uno è, così sarà il suo amico.
(Sir 6, 4-17)




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mercoledì 1 agosto 2007 - ore 17:40


mumblemumble
(categoria: " Pensieri ")


da "Diario di una paziente", di Tonina Facciani

Paola ed io restiamo a lungo a sedere nelle scalette, ogni tanto sgranchiamo le gambe facendo due passi sul terrazzo, mirando il paesaggio tutto intorno, che non rende idea di stagione precisa: non è estate, non è ancora autunno. Io sono triste e serena, che strano. Noi due, sole, in questo spiazzo di cemento anonimo, ci facciamo coraggio. Non so come possa avvenire. Parliamo di noi, del nostro passato, della famiglia, di altro, senza obbligo di farlo. Parliamo di ciò che abbiamo in cima, senza pressioni, senza fretta di dirci chissà cosa. La confidenza viene fuori piano piano, indotta più dalle pause di silenzio che dai discorsi. Proprio così: spesso è proprio il silenzio a far emergere le nostre emozioni, e le taciamo in parte: non per non saperle comunicare, ma per custodirle meglio. Io mi sento addosso tutto il mio sconquasso, Paola hai suoi pensieri. Forse restiamo zitte per udirci di più e meglio. Per rispettarci. Certo, tacere tutto e sempre, non servirebbe a nulla. Siamo caute, riservate il giusto, non precipitose alla confidenza; per sintonizzarci meglio sull’anima dell’altro e sulla nostra.



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mercoledì 18 luglio 2007 - ore 11:49


amicizia
(categoria: " Riflessioni ")


Le mani proteggono la piccola luce, e lei le scalda.



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mercoledì 4 luglio 2007 - ore 08:51


capita
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Capita di trovarti davanti ad alcuni bivi quasi per caso. E non sai perchè nè come sei giunto fino a lì, ma ci sei... e questo ti basta.
Ti trovi davanti scelte (che puoi fare o non fare), occasioni da prendere o lasciare: sei tu a dover scegliere. Vorresti più tempo, sempre più tempo per scegliere, decidere ma... mi viene in mente adesso la canzone "cambio stagione" di Ron, a tratti. Una canzone che temp fa mi fu dedicata da una cara amica, una persona che si sta rivelando essermi più vicina di quanto pensassi all’inizio...
Il tempo a volte è ostile
ed altre complice..
soggettiva interpretazione
ma spesso torna utile perchè
può dare modo di arrivare..
a mettersi in gioco.

Capita di arrivare a un certo punto della propria vita e sentire che... devi lanciarti, metterti in gioco in un progetto in cui credi! E’ un po’ come salire su un aereo per fare i lanci nell’aria: stai lì rannicchiato accanto agli altri, sentendo quasi il loro respiro.. poi a un certo punto una voce: "VIAAAA!" E quello è il momento in cui devi lanciarti: non c’è spazio per paure, timori, scatti di nervi. Ti lanci e via! Ed è strano come proprio in questi giorni la mia mente ricordi perfettamente questo racconto sentito qualche mese fa davanti a una tazza di the sotto il cielo di rapallo.
Adesso è come se qualcuno mi stesse dicendo da dentro "via!". L’esterno mi trattiene, chi mi sta intorno fa smorfie di disappunto o di preoccupazione per me, per i miei studi, per questo mio progetto che certamente (se andrà in porto) mi assorbirà molte energie.

"Se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino
di comode scelte.
Se avrai buon senso e volontà
trascurerai l’abitudine per
metterti in gioco"


Vorrei farcela, ci credo davvero!
Ma alla fine... ci riuscirò?

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