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lunedì 1 gennaio 2007
ore 22:03
(categoria: "Vita Quotidiana")


lo hanno ammazzato



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domenica 9 ottobre 2005
ore 17:13
(categoria: "Fotografia e arte..")




mi piacerebbe baciare le mie labbra...


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giovedì 1 settembre 2005
ore 23:36
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 5 agosto 2005
ore 11:30
(categoria: "Vita Quotidiana")



“Paura di morire? Io avevo solo
paura di vivere”.
Così inizia la testimonianza di Manal,
raccolta da
Maurizio Pagliassotti, redattore di VITA.
Manal è palestinese, ha ventitrè
anni e,
fino a qualche tempo fa,
viveva in un campo profughi
a Nablus.

“Mio cugino si è fatto ammazzare durante un
assalto ad un check point,
gli ebrei lo hanno riempito di proiettili...
anche io voglio fare come lui,
tanto per me non c'è speranza
e la mia vita è un inferno
che non riesco più a sopportare.
Io voglio andare a Tel Aviv...
Non ho paura di morire,
io ho paura di vivere”.

"Voglio essere una martire
e voglio uccidere quanti più ebrei possibile..."

Manal per sua fortuna non è precipitata
nella sua follia
senza ritorno,
ma un gruppo
di giovani
volontari francesi
è riuscito a farle
ottenere
l'asilo politico
in Francia, dove
lavora
attualmente e
dove il giornalista di VITA
l’ha incontrata.

I racconti di
Manal parlano
delle percosse,
delle irruzioni
dei soldati nella notte,
degli estenuanti
controlli ai posti di blocco
effettuati continuamente,
del coprifuoco che dura
intere settimane e ti
impedisce di essere libera.
Ma ascoltando
le sue storie capita
di sentire che i
soldati entrati
in casa prima sono due,
poi quattro,
poi dieci,
segno che
probabilmente
vivere in quel
clima alla
lunga confonde le idee
sulla realtà.

A Nablus Manal lavorava
con i bambini
orfani nel campo profughi
ed un giorno,
durante un coprifuoco,
andò dai soldati
israeliani con la scusa
di dover
attraversare la strada
chiusa per un motivo
urgentissimo.
I militari le urlavano
di andarsene,
le puntavano
il fucile addosso e
sparavano in aria
per spaventarla,
ma lei imperterrita
sussurrava
"stasera voglio
farmi ammazzare... così tutti capiranno".
Attirata dai giornalisti
che stavano vicino
al blindato sperava
che le televisioni e
i fotografi di tutto il mondo riprendessero il suo assassinio.

“Sono in lista d'attesa,
ci sono solo
dei problemi tecnici”,
questa frase sembra
quella che noi italiani
ripetiamo davanti
ai lunghissimi tempi d’attesa
del nostro sistema sanitario,
ma Manal parlava ai suoi
compagni di sventura
della difficoltà
di superare i posti
di blocco e
della scarsità di esplosivo
e dei congegni elettronici
all'interno
della Cisgiordania!

Le ragazze come Manal,
e anche molto più giovani
non sono casi isolati.
Il mito del martire
ha trovato larghi consensi tra le giovani palestinesi
ed il gruppo
integralista Hamas,
durante le parate,
fa sfilare gruppi
di ragazze a volto coperto,
chiaro simbolo
che sono aspiranti kamikaze.
In realtà è l'intero mondo
palestinese che ormai sembra
adorare la figura del martire.

“Le stesse università –
continua Pagliassotti
nel suo articolo
- sono fucina di agitatori
che incitano all’Intifada,
ma anche le moschee, i circoli politici e
in genere tutti
gli ambiti sociali
sono pervasi dall'assoluta
fiducia nella lotta armata”.


"Perché non dovrei?
I palestinesi non hanno armi,
non hanno un esercito, non hanno niente.
Gli ebrei invece hanno
duecento bombe atomiche,
i carri armati, i fucili,
il quarto
esercito del mondo,
l'appoggio
della nazione più potente
del mondo
gli Stati Uniti”
dichiara Manal.

E l’articolo si conclude con la citazione
di una vignetta
apparsa su un quotidiano
francese,
in cui due soldati israeliani,
commentando l'uccisione
del fondatore
di Hamas
lo sceicco Yassin,
dicono: “Signor Generale
l'attacco è stato un
successo ed ha prodotto
sei morti, venti feriti e
duemila kamikaze…”
Nulla di più vero.


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martedì 26 luglio 2005
ore 05:49
(categoria: "Vita Quotidiana")


INTERROGATIVO

A Eros

i pugnali, le spade, le baionette, i coltelli

le scuri, gli strumenti per tagliar colli e lingue...

tutti questi "gentili" strumenti son chiamati

dagli scienziati della morte: ARMI BIANCHE!!...

Allora, cos'è che nei loro lessici può chiamarsi

ARMI NERE?!

Forse... queste poesie.

Nazìh Abu Afash

8 ottobre 1999





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mercoledì 20 luglio 2005
ore 01:20
(categoria: "Vita Quotidiana")




Odio e amo. Forse chiederai come sia possibile;
non so, ma è proprio così, e mi tormento.
(Catullo)


Ci siamo buttati in un letargo
di ghiaccio, che è il ritratto dell’inverno.
(Alceo)

Felice chi con ali vigorose,
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita,
si eleva verso campi sereni e luminosi!
Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso i cieli nel mattino!
Felice chi, semplice, si libra sulla vita e intende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!
(Baudelaire)


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mercoledì 20 luglio 2005
ore 01:09
(categoria: "Vita Quotidiana")


I MIEI PREFERITI
COMMENTA IL TESTO


LA SUA PRESENZA
da "fiumi in porto"

Sogno un luogo
in cui sono già stato.
Sogno carezze, baci, sorrisi
che ho già conosciuto.
Sogno parole e silenzi
non miei…
Sogno l’amore di colei che amo…
Sogno ancora folli sorrisi
infinite grazie e virtù…
Sogno quello sguardo leggiadro,
il volo spento e attento della gioventù.
Sogno l’amore e niente di più…
Sogno lo stesso sorriso
visto e capito,
compiuto e amato,
sogno un tempo più lungo
per ogni bacio donato…

Sogno tempeste e mari,
gente e feste,
urla e canti
ed un sogno mai sciupato.

Sogno di accarezzarla
sotto un ramo di sorrisi
che semmai cadesse giù
avrei già a chi regalarlo.
Sogno danze, feste mai conosciute
per regalarle alla gioia
della donna che amo di più.

E ancora
non mi basta…

Sogno un letto tutto d’oro
su cui distendere il corpo suo,
per prendere la sua anima in volo
baciandola sempre più,
finché ogni fatica non sia stanca
di raggiungerci fin lassù…

Non è mai tardi
per riamarla, per parlare
di quel sogno inaspettato…
Non mi basta un solo silenzio
per pensarla…per amarla sempre più.
Ci vorrebbe tutto il mare
e molto di più…
Ci vorrebbe l’universo per capire
la gioventù…
L’allegria ed il coraggio
la forza e la fantasia…

Semmai piangessero i suoi occhi
chi impedirebbe all’anima mia
di scorrere nel suo viso…
Chi direbbe agli occhi miei
di non guardare quelle ferite
ad ogni immagine sua,
senza lei felice.

Ci vorrebbe un dolce suono
per contemplare ogni vittoria,
ci vorrebbe lei per completare
ogni gloria…
Lei è ogni calore ed ogni freddo
ogni luna ed ogni sole,
è tutto il resto
di qualcosa in più…

Sogno ancora
di rincontrarla
nel luogo del mai più
dove tutto finisce e niente scompare
per rimembrare la sua presenza
con lei davanti
tutta da baciare…
Sogno di vivere ogni giorno
come l’unico giorno
in cui il sole splende sempre
ed ogni assetato nuota
nel mare…
La Amo e niente più
semmai esistesse

Qualcosa in più…



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martedì 19 luglio 2005
ore 00:18
(categoria: "Vita Quotidiana")





Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio
Sullo spirito che geme in preda a lunghi affanni,
E versa abbracciando l'intero giro dell'orizzonte
Una luce diurna più triste della notte;

Quando la terra è trasformata in umida prigione,
Dove come un pipistrello la Speranza
Batte contro i muri con la sua timida ala
Picchiando la testa sui soffitti marcescenti;

Quando la pioggia distendendo le sue immense strisce
Imita le sbarre di un grande carcere
Ed un popolo muto di infami ragni
Tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,

Improvvisamente delle campane sbattono con furia
E lanciano verso il cielo un urlo orrendo
Simili a spiriti vaganti senza patria
Che si mettono a gemere ostinati

E lunghi trasporti funebri senza tamburi, senza bande
Sfilano lentamente nella mia anima vinta; la Speranza
Piange e l'atroce angoscia dispotica
Pianta sul mio cranio chinato il suo nero vessillo.












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sabato 16 luglio 2005
ore 09:40
(categoria: "Vita Quotidiana")






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sabato 16 luglio 2005
ore 09:35
(categoria: "Vita Quotidiana")






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