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LA MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA


Titolo originale: Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl
Genere: Azione e avventura
Nazione: Usa
Anno: 2003
Durata: 143'
Regia :
Cast : Johnny Depp, Orlando Bloom, Ben Wilson, Geoffrey Rush, Keira Knightley, Jonathan Pryce, Lee Arenberg, Brye Cooper
Produzione : Jerry Bruckheimer
Distribuzione : Buena Vista
Sito Internet : http://www.filmup.com/distribuzione/index.htm


Trama : Quando la figlia del governatore, Elisabeth Swann, viene rapita dal pirata Barabarossa, l'amico di infanzia di Elisabeth, Will Turner (Orlando Bloom), si unisce a Jack Sparrow (Deep), un pirata vagabondo, per salvarla. Presto scopriranno che i Pirati sono stati colpiti da una maledizione che li costringe a vivere tra la vita e la morte, e mostrano la loro natura scheletrica nelle notti di luna piena...

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Recensione a cura di
JohnTrent
( inserita il mercoledì 10 settembre 2003 )

1988: Roman Polanski dirige un costosissimo “Pirati” con Walter Matthau. Anche se rappresenta a tutt’oggi il film meno bello del regista, si tratta di un divertissement gradevole, che però viene bocciato dal pubblico. 1995: forte di un superbudget, l’oggi dimenticato Renny Harlin dirige il modesto “Corsari”. E’ il primo tentativo di avventura sui mari dal tempo di Polanski, ma il pubblico lo rifiuta a tal punto che la casa produttrice, la Carolco, fallisce. 2002: passano altri 7 anni, e la Buena Vista/Disney sforna “Il pianeta del tesoro”, fantasiosa trasposizione del romanzo di Stevenson, trasportato nello spazio e nel futuro. Nonostante la discreta qualità del film, il budget di 100 milioni di dollari e la massiccia campagna promozionale, il pubblico lo rifiuta (sono 30 i milioni che tornano in cassa), facendo cadere molte teste nelle file della casa di Topolino. 2003: la Buena Vista ci riprova con “La maledizione della prima luna”, e fa il colpaccio: quasi 300 milioni di dollari incassati in due mesi e mezzo nei soli USA. E qui scatta l’indagine sul campo: cosa ci sarà di così straordinario in questo film che é arrivato li dove 15 anni di tentativi hanno fallito? Il povero indagatore si reca a vedere il suddetto film, si sorbisce 140 minuti di botti e botte, un intreccio di semplicità sconfortante (poteva essere risolto nella metà del tempo), attori piatti e persino svogliati (Orlando Bloom), battutacce e siparietti miseri marchio del produttore Jerry Bruckheimer, nota che gli sceneggiatori Ted Elliott e Terry Rossio sono quelli di “Shrek” (ma soprattutto del succitato “Il pianeta del tesoro”) e che la mescolanza di avventura, commedia e horror (ma horror é una parola grossa) é identica a “La mummia” di Sommers. Il sempre più misero indagatore si accorge però che, al posto di un mediocre mestierante come Sommers, qui c’é persino un regista vero, Gore Verbinski, che ha diretto film veri, come “The ring”, “Un topolino sotto sfratto” e “The time machine” (che però non era del tutto suo), e si chiede come sia potuto accadere che un tale trust abbia potuto dar luogo ad un film così noioso. Forse si tratta di uno di quei film che, quando li vedi, ti si attacca addosso quella maledizione che se non lo fai vedere a qualcun altro entro la prima luna allora muori: ecco spiegati i 50 milioni di biglietti venduti, e pur il titolo, voilà. C’é appena appena il tempo di pensare a tutte queste cose, perché già dopo una trentina di minuti di film il sonno si é impadronito dell’indagatore, della tizia davanti a lui che invia messaggi dal cellulare, del di lei ragazzo che non riesce proprio a trovare la posizione comoda e sta meditando di andarsi a comprare del popcorn. Il minuto prima di chiudere gli occhi (ma si risveglierà ben presto, punzecchiato dall’amico a fianco che non vuole sentirlo russare), l’indagatore ridacchia per qualche mossetta di un Johnny Depp mai così gigione (candidiamolo all’Oscar), che non basta a tenerlo sveglio. Accantoniamo l’indagatore, per chiederci come sia possibile farsi piacere un film privo di sorprese come questo. Le gag da fumetto ogni tanto funzionano, qualche attore strappa il riso, le scenografie sfarzose ispirano l’applauso. Ma dopo un po’ ci si stanca, la storia é immota, il film é ripetitivo, la noia assale e 140 minuti non passano proprio più. C’é chi dice che questo sia il capolavoro del Johnny Depp attore: bella forza, qui non c’é altro.


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