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MONSOON WEDDING

Titolo
originale: Monsoon Wedding
Genere:
Drammatico e romantico
Nazione:
India
Anno:
2001
Durata:
114'
Regia
:
Cast
: Naseeruddin Shah, Lillete Dubey, Shefali Shetty, Vijay Raaz
Produzione
: Delhi Dot Com, Mirabai Films
Distribuzione
: Key Films
Sito
Internet :
Trama
: Un esuberante dramma familiare ambientato nella cultura Punjabi, ove le tradizioni antiche si fondono con la moderna mentalità del "web". Una storia di morbose fantasie adolescenziali.
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Matrimonio di due famiglie bene indiane: lei è in ansia per la sua relazione con un conduttore televisivo molto noto, ma già sposato, lui, emigrato da tempo negli Stati Uniti, finisce per accettare la cosa di buon grado. Il film segue tutte le vicende collaterali legate al matrimonio, compresa la storia d'amore fra la cameriera della famiglia della sposa.
Cosa è piaciuto tanto di "Monsoon Wedding" ai giurati dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia, tanto da fargli vincere il massimo riconoscimento, il Leone d'Oro? Difficile dirlo. Più facile pensare ad un verdetto provocatorio, risultato di scaramucce in fase di discussione, visto che, con tutta la buona volontà che ci si può mettere nel giudicarlo, il film di Mira Nair (cineasta transumante, autrice di "Salaam Bombay!", uno dei film indiano di maggior successo in Occidente, e anche di qualche pellicola americana come "Mississippi Masala") non è molto più di una colorata commedia corale, ricalcata su cliché vecchi come il cinema, con tre essenziali direttrici: buon ritmo, qualche notazione sociologica, qualche ombra drammatica, francamente stonata, a incrinare l'idillio nuziale.
La cosa che da più fastidio è il sospetto di calcolatezza: a Bollywood (la capitale indiana del cinema, che produce più di 400 pellicole all'anno, amatissimi dal numeroso pubblico ma difficilmente esportabili) film così se ne producono a decine, ma quello della Nair si preoccupa di farsi decifrare appositamente dagli occidentali, spiegando esplicitamente simboli e usanze che altrimenti in pochi afferrerebbero (il più lampante é l'utilizzo del bianco per le occasioni di lutto). Se si sopporta la ruffianeria, la confezione laccata, la mancanza totale di cattiveria nell'ironia all'acqua di rose, il film può anche essere interessante per il gusto scenografico e fotografico, le musiche gustose, qualche scenetta simpatica. Non molto, a dire la verità, per quasi due ore di film.
VOTO
: **
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