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BRUCIO NEL VENTO

Titolo
originale: Brucio nel vento
Genere:
Drammatico e romantico
Nazione:
Italia/Svizzera
Anno:
2001
Durata:
120'
Regia
:
Cast
: Ivan Franeck, Barbara Lukesovà, Caroline Baehr, Ctirad Gotz, Cecile Pallas.
Produzione
: Albachiara, Rai cinema, Vega Film, Tele+.
Distribuzione
: 01 Distribution
Sito
Internet : http://www.brucionelvento.it/
Trama
: Tobias vive in Svizzera e lavora come operaio in una fabbrica di orologi. Si è trasferito qui lasciando il suo paese natale convinto di aver ucciso la madre e il suo amante, padre illeggittimo dello stesso Tobias e padre naturale di Line, della quale il giovane è ossessivamente innamorato e che non vede da più di vent\'anni. Un giorno Line compare alla catena di montaggio della fabbrica, trasferitasi anche lei in Svizzera con il marito e una figlia
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Il trentenne Tobias è operaio specializzato in una fabbrica di orologi nella provincia francese. In realtà, proviene da uno sperduto paesino dell'Est europeo, ma ha cambiato nome ed ha cancellato la sua vecchia identità; un giorno incontra Line, una donna che proviene dal suo stesso paese, e che ha a che fare proprio con quella parte di se stesso che Tobias ha cercato di dimenticare.
Il grande successo mondiale di "Pane e tulipani" (circa 30 milioni di euro incassati in tutto il mondo, di cui 5 in Italia e 5 in Germania: difatti "Brucio nel vento" è stato accolto a braccia aperte nel concorso del prossimo Festival di Berlino) avrebbe potuto dare alla testa ad uno dei migliori registi italiani dell'ultima generazione: ma con una prova di coraggio che avrebbe molto da insegnare ad altri autori italiani, Soldini se n'è infischiato delle esigenze commerciali, ha preso un romanzo poco conosciuto ("Hier" di Agota Krystof) ed ha girato il suo nuovo film, drammatico, nella Repubblica Ceca, con attori del posto, e in lingua (in Italia circola, oltre che nella versione doppiata, anche in quella originale in francese e ceco). E firma uno dei suoi film più complessi e vibranti, ma anche il più lirico, nonostante sia privo di concessioni al melodramma. La fuga di Tobias dal proprio villaggio è la fuga di un uomo dalla propria identità, per arrivare a un punto di approdo ad un mondo altro (qui, una Francia fredda e decisamente anonima) in cui ricominciare da capo. Ma il rifiuto di una vera identità da parte di Tobias (che culmina in un finale quasi commovente) è anche sottolineata da una circolarità narrativa che strangola il protagonista come un cappio e lo costringe ad una scelta finale sorprendente che porta lo spettatore ad interrogarsi sulla sua stessa moralità (Tobias e Line sono infatti figli dello stesso padre).
Le qualità migliori di Soldini in questo film ci sono tutte: il gusto per la caratterizzazione dei personaggi, anche quelli minori come i vari amici di Tobias, per la descrizione delle piccole comunità umane, per lo scontro fra culture che non sempre si capiscono (le relazioni del protagonista con donne francesi sono veloci e superficiali), la direzione degli attori impeccabile (straordinario per espressività l'attore ceco che interpreta Tobias adulto, Franek) tesa a conferire vitalità autentica ai personaggi. Ma in "Brucio nel vento", sicuramente il suo film più ambizioso e complesso, affiora anche una particolare sensibilità per il paesaggio (i precedenti film di Soldini erano tutti ambientati in realtà urbane: la Venezia di "Pane e tulipani", la Milano di "L'aria serena dell'Ovest" e "Un'anima divisa in due"), resa con uno straordinario lavoro sull'immagine (la bellissima fotografia è di uno dei migliori tecnici italiani del settore, Luca Bigazzi) che rimane impresso nello spettatore senza essere fine a se stesso.
La nuova opera di Soldini é un film indubbiamente non facile, forse nemmeno per tutti i gusti: ma in esso palpita la vita, quella vita che scorre nei migliori film italiani.
VOTO
: ****
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