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IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE

Titolo
originale: Le fabuleux destin d'Amélie Poulain
Genere:
Commedia
Nazione:
Francia/Germania
Anno:
2001
Durata:
120'
Regia
:
Cast
: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau, Artus de Penguern
Produzione
: Jean-Marc Deschamps
Distribuzione
: BIM
Sito
Internet : http://www.amelie.it/
Trama
: La giovane donna Amélie Poulain ha molto a cuore la vita delle persone che la circondano. La sua vita cambia quando trova un vecchio scrigno nascosto nel suo appartamento da un ragazzo ormai diventato adulto.
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Lo sguardo di Jean-Pierre Jeunet si conferma uno dei più originali in giro attualmente in Francia. Nella nuova ondata di film nazionalpopolari francesi che stanno ottenendo grande successo in tutto il mondo (dai più esterofili e movimentati “Il patto dei lupi”, “Belfagor” e “Fiumi di porpora” fino alle commedie come “L’apparenza inganna”), “Amelie” è senz’altro il più insolito, accattivante, ed emozionante. E il fatto che sia anche originale è un grosso punto a suo favore, che gli ha consentito di conquistare milioni di spettatori (solo in Francia 8 milioni: per fare un paragone, l’ultimo film italiano di tal risonanza è stato “La vita è bella”).
La storia è semplice: Amelie è una cameriera di Montmartre sveglia ma timida, che un giorno decide di assumere una missione, rendere felici gli altri. Tra i personaggi che Amelie decide di aiutare ce n’è però uno particolare, un ragazzo misterioso che fa collezione di fototessere scartate, di cui la ragazza si innamora.
Raccontata così sembrerebbe una trama terribilmente buonista e zuccherosa. Lo stile inventivo e colorato di Jeunet (coautore della sceneggiatura con Guillaume Laurant) fa però la differenza: sempre pronto a cogliere con ironia il lato più eccentrico e insolito della realtà, il regista si incolla alla protagonista e ne segue le peregrinazioni con lo spirito di un indulgente ma acido biografo (Amelie ha visto morire la madre e viene sin da piccola ignorata dal padre: ma questi episodi non sono fonte di patetiche digressioni o di retorici sbrodolamenti). In questo modo, tutto il film viene filtrato attraverso lo sguardo della tenera protagonista, che diventa la chiave per farsi conquistare da questo incantevole caleidoscopio di invenzioni che mescolano microsociologia (il vicino di casa che come passatempo dipinge “Colazione all’aperto” di Renoir, il fruttivendolo molesto, il perditempo Dominique Pinon, attore feticcio di Jeunet, che spia le colleghe di Amelie), umorismo paradossale e piccoli tocchi fantastici.
“Il favoloso destino di Amelie” risulta essere così un condensato di tutto ciò che può rendere magia il cinema: l’umorismo surreale (da antologia lo gnomo giramondo), le invenzioni visive continue, con degli effetti speciali poco invadenti ma necessari, e una protagonista davvero azzeccata (in un primo momento Jeunet aveva contattato Emily Watson, ma la scelta di Audrey Tautou è splendida) rendono questa intelligente pellicola coinvolgente senza colpi bassi, originale senza ostentazioni.
Da vedere senza tanti preconcetti, assaporando la prelibata ironia di un cineasta che, in tutti i suoi film (dall’esordio “Delicatessen”, al sottostimato “La città perduta” fino alla parentesi hollywoodiana, ma non per questo meno riuscita di “Alien-la clonazione”), è stato in grado di elaborare dei mondi personali sorprendenti che possono trovarsi anche a due passi dalla nostra percezione.
VOTO
: ****
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