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VANILLA SKY

Titolo
originale: Vanilla Sky
Genere:
Drammatico e romantico
Nazione:
Anno:
Durata:
135'
Regia
:
Cast
: Tom Cruise, Penélope Cruz, Kurt Russell, Cameron Diaz.
Produzione
: Cruise-Wagner Productions
Distribuzione
: Uip
Sito
Internet : http://www.vanillasky.com/
Trama
: In seguito ad un incidente un uomo, un pò effeminato, rimane trasfigurato in volto. La sua fortuna però comincia a cambiare quando un dottore gli conferma che può ricostruire la sua faccia, e quando la ragazza del suo migliore amico gli confessa il suo amore.
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Nel 1998 Tom Cruise, in Europa per le riprese di “Eyes wide shut”, vide assieme all’allora moglie Nicole Kidman un piccolo film spagnolo di un regista semiesordiente. Cruise se ne innamorò a tal punto che convinse un distributore a mostrarlo in America, promise al regista la sua collaborazione produttiva per il suo successivo lavoro (gran bel lavoro, che abbiamo visto a Settembre: si tratta infatti di “The Others”, uno dei migliori film della stagione) e ne comprò i diritti per un remake. Il titolo del film in questione era “Apri gli occhi”, il suo regista, ormai famoso grazie ai 200 milioni di dollari incassati dal suo ultimo film, Alejandro Amenàbar.
“Apri gli occhi”, anche se pochi l’hanno notato, è un film importante (a prescindere dalla sua riuscita o meno): ha infatti anticipato le ansie di fine millennio sulla concretezza della realtà, che è sfociata in una serie di film, per lo più americani, come “Dark city”, “Truman Show”, “Matrix”. “Apri gli occhi” nella sua patria Spagna (come l’opera prima di Amenàbar, “Tesis”, 1996) è un autentico cult movie: all’epoca fece più spettatori di “Titanic”. “Apri gli occhi”, infine, è un bel film: teso, compatto, oppresso da un mistero che sembra non essere svelato neanche quando arrivano i titoli di coda. Era legittimo avere un po’ di timore verso un suo remake: che è arrivato, è “Vanilla sky”, è pieno di nomi noti (e addirittura tre star).
Questo remake ha un suo sottile fascino: sarà che Cruise mette da parte l’incapacità recitativa che gli si conosce (per parafrasare quello che decenni fa si diceva di Clint Eastwood, qui ha almeno due espressioni: con la maschera e senza), sarà che Crowe dialoga continuamente con lo spettatore grazie ad una bellissima colonna sonora, sarà che, anche si sapesse già come va a finire, quella salita finale sulla cima del grattacielo risulta stranamente emozionante. E alla fine, nonostante sia pieno di difetti (ritmi lenti, concessioni alla carineria, una sceneggiatura slabbrata che conta troppo sulla giustificazione del finale), “Vanilla sky” ha il sapore di un oggetto stranamente alieno, che tenta di dire qualcosa, a suo modo, sul ruolo taumaturgico della dimensione del ricordo, pur con qualche scivolone new age. E’ come se fosse una specie di “altra faccia” di “Quasi famosi”, il bellissimo film precedente di Crowe, in cui la rievocazione del passato aveva concretezza e poeticità. Che qui si trasformano in un rifugio estremo da una realtà inaspettata e opprimente.
Il film spagnolo era un folgorante e cerebrale giallo; quello americano (Crowe ha riscritto tutto da sé la sceneggiatura di Matteo Gil e Amenàbar stesso) mette addosso una certa inquietudine, è quasi sgradevole.
Dopo il bellissimo “Quasi famosi”, Crowe avrebbe bisogno di più considerazione: va bene, ha diretto l’orribile “Jerry Maguire”, ma perché non si prende mai in considerazione il delizioso “Non per soldi… ma per amore”?
Due piccole curiosità: la Cruz nel film di Amenàbar interpretava la stessa parte (meglio, fra l’altro); nella scena della festa di compleanno del protagonista, Steven Spielberg fa una velocissima e quasi invisibile comparsata (il suo volto è quasi nascosto da un cappellino): i due stavano lavorando alla preproduzione di “Minority report”, film tratto da un romanzo di Philip K. Dick, di prossima uscita.
Il titolo è quello di una canzone di Paul McCartney (candidata all’Oscar).
VOTO
: ** 1/2
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