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MONSTER'S BALL - L'OMBRA DELLA VITA

Titolo
originale: Monster's Ball
Genere:
Drammatico e romantico
Nazione:
Usa
Anno:
2001
Durata:
111'
Regia
:
Cast
: Billy Bob Thornton, Halle Berry, Peter Boyle, Heath Ledger.
Produzione
: Lee Daniels Entertainment, Lions Gate Films Inc.
Distribuzione
: 01 Distribution
Sito
Internet : http://www.01distribution.it/monstersball/
Trama
: Una guardia carceraria razzista, si innamora della vedova di colore dell\'uomo che ha giustiziato.
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Tutti si sono lamentati del fatto che l’Oscar, quest’anno, sia stato scippato alla divina Nicole Kidman, per andare ad un’attrice pressoché sconosciuta fuori dall’America (e in effetti il suo ruolo di maggior peso finora era stato quello in “Codice: Swordfish”, action movie di successo uscito la scorsa estate). Ma, ora che la possiamo vedere in “Monster’s Ball”, dobbiamo qualche scusa ad Halle Berry, per almeno due motivi: uno è l’aver scelto d’interpretare un ruolo non facile (la moglie di un condannato a morte di colore nella Georgia sudaticcia e razzista), l’altro di averlo fatto con passione e adesione.
Questa storia di brucianti conflitti che affondano le loro radici nell’America, che in patria ha totalizzato incassi sorprendenti per un film indipendente (finora più di 25 milioni di dollari), è in ogni caso una bella sorpresa: per prima cosa perché affronta l’argomento della perdita degli affetti con intensità drammatica, ma senza indulgere troppo nel patetico. Forster, regista tedesco (ma attivo in USA) all’opera seconda, lavora per sottrazione, mostrandoci si il dramma di una donna che perde il marito, e poi il figlio, ma facendolo con un certo pudore, lasciando fuori campo i momenti di maggior dolore, o comunque scomponendoli in micro sequenze grazie ad un montaggio nervoso ma lucido. In secondo luogo, le performance degli attori principali sono straordinarie: oltre alla già citata Berry, Billy Bob Thornton si conferma uno dei migliori attori americani viventi. Thornton disegna un personaggio dolente memorabile, un loser che riesce ad essere epico attraverso piccoli gesti quotidiani, un’altra faccia di quello interpretato in “L’uomo che non c’era”. Questi due attori sono un perno insostituibile per il film: è vero anche che lo stile di Forster, che privilegia silenzi, ritmi sospesi, inquadrature quasi esclusivamente fisse, riesce a gestire i loro caratteri sforzandosi di non scegliere le soluzioni più facili (esemplare il finale, nel quale la tensione drammatica si risolve non in un gesto catartico, ma nell’interiorizzazione da parte di attori e spettatore). Ci sono anche dei difetti, individuabili nello script di Milo Addica e William Rokos: dei tre componenti della famiglia Grotowski, Buck, l’anziano “nonno” interpretato da Peter Boyle, è una caricatura del tipico redneck razzista, mentre si fa fatica a giudicare questa componente in Hank (il personaggio di Thornton), che inizialmente sembra odiare i “niggers” non solo come riflesso del sentimento paterno, ma verso metà film cambia mentalità in maniera un po’ forzata. Queste notazioni non vanno comunque ad intaccare la qualità di un film teso e ben diretto, confezionato con perizia e recitato in maniera superba, che riesce ad essere emozionante senza ruffianerie.
La Berry ha vinto anche l’Orso d’argento a Berlino per la sua interpretazione. La lunga scena di sesso con Thornton, abbastanza esplicita, è stata tagliata nella versione americana, ma reintegrata in quella europea.
Il cantante Sean Combs, in arte Puff Daddy ed ex marito di Jennifer Lopez, è il condannato a morte.
VOTO
: *** 1/2
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