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Titolo
originale: 13 Conversations About One Thing
Genere:
Drammatico e romantico
Nazione:
Usa
Anno:
2001
Durata:
95'
Regia
:
Cast
: Matthew McConaughey, John Turturro, Clea Duvall, Amy Irving, Alan Arkin, Barbara Sukowa.
Produzione
: Stonelock Pictures, Single Cell Pictures, Double A Films, Echo Lake Productions
Distribuzione
: Mikado
Sito
Internet :
Trama
: Un uomo che si avvicina alla mezza età decide di cambiar vita. Un giovane avvocato rampante vede i suoi progetti sconvolti da un singolo atto. Una donna deve affrontare l\'infedeltà del marito. Un invidioso uomo d\'affari vuole vendicarsi di un collega cordiale. E una donna delle pulizie aspetta, con ottimismo, un miracolo. Tutte queste persone comuni si trovano a porsi la domanda fondamentale su cui i filosofi hanno riflettuto per tutta la storia: cos\'è la felicità, e come si fa a ottenerla?
Discutine
nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Il “tema” del titolo è la felicità e la sua ricerca. La regista, che ha anche scritto il film con la sorella Karen, lo sviluppa attraverso una serie di storie concatenate tra loro, la cui struttura temporale afferriamo solo alla fine. Quello che è interessante è il modo in cui la regista passa dal minimalismo (la descrizione della vita d’ufficio, peraltro già al centro dell’opera prima della Sprecher, “Clockwatchers”, nell’episodio più riuscito, quello con Alan Arkin) ai grandi temi, come appunto la felicità, la ricerca del senso della vita. Lo stile è interessante, molto controllato, ma le storie non sono sempre equilibrate: quella col professore di fisica John Turturro che lascia la moglie per una collega, e quella della suddetta moglie Amy Irving sono piuttosto risapute, anche se gli attori le interpretano con bravura.
Nonostante i difetti (tra cui un certo accademismo di fondo: vedi il leit motiv del sangue che per Arkin diventa inchiostro rosso), la Sprecher ha un tocco delicato nel trattare i personaggi che arriva anche a far immedesimare lo spettatore facendolo riflettere, e usa gli spazi in maniera interessante, lontana dal cinema indipendente in voga “due camere e cucina”.
VOTO
: ***
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