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STAR WARS: EPISODIO II - ATTACCO DEI CLONI

Titolo
originale: Star Wars: Episode II - Attack of the Clones
Genere:
Fantastico
Nazione:
Usa
Anno:
2002
Durata:
Regia
:
Cast
: Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Pernilla August, Samuel L. Jackson, Frank Oz
Produzione
: Rick McCallum
Distribuzione
: 20th Fox
Sito
Internet : http://www.starwars.com/episode-ii/
Trama
: I Cloni, una fazione di separatisti capitanata dal conte Dooku, tentano di assassinare Amidala. Così viene affidata a Obi-Wan Kenobi e al suo giovane allievo Anakin, il quale se ne innamorerà.
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 23 settembre 2002
)
Dopo tre anni di attesa, eccolo: il secondo prequel della saga di “Guerre Stellari” arriva a 25 anni di distanza dall’originale. I fatti narrati sono ambientati 10 anni dopo “La minaccia fantasma”, che nel 1999 scontentò i fan della serie (peraltro incassando ugualmente circa un miliardo di dollari nei cinema). Il problema più grosso di quel film era la mancanza di un grande centro narrativo e di una controparte malefica: due cose che “L’attacco dei cloni” propone, alla grande.
Se “La minaccia fantasma” era in parte speculare a “Guerre Stellari”, questo nuovo episodio presenta delle simmetrie notevolissime con “L’impero colpisce ancora”, che per i puristi è il migliore episodio della saga intera. Osiamo? “L’attacco dei cloni” è meglio, e riporta la serie a cui Lucas ha dedicato la metà della sua vita ad uno splendore abbacinante.
La prima oretta scarsa di film è molto parlata: Anakin, giovane Jedi, e Padmé Amidala si ritrovano dopo 10 anni e scoprono di amarsi, mentre quest’ultima è in forte pericolo di vita (e il primo ha il compito di proteggerla). Ma pericolo ancor più grande è quello di una guerra (la “guerra dei cloni” menzionata dalla principessa Leila Organa in “Guerre stellari”) che si profila all’orizzonte e di cui non la casta Jedi non riesce ad identificare i contendenti. Lo spettatore scaltro non ci metterà granché a riannodare l’intreccio, mentre il mondo creato da Lucas diventa sempre più forte e particolareggiato man mano che il film prosegue, lasciando da parte quella dispersione narrativa che non faceva appassionare a “La minaccia fantasma”.
Passati questi primi 45’, il film diventa davvero potente: le scene sul pianeta Kamino, l’entrata in scena di Jabba Fett, l’incursione sul pianeta Geonosis e la lunghissima scena finale sono di uno splendore che lascia senza parole anche chi non è fan della serie. Lucas ritrova quel visionario senso dell’immagine che nel film precedente sembrava smarrito, e nell’ora e mezza finale tiene lo spettatore in pugno con una lunghissima serie di trovate che servono a costruire un ritmo narrativo esemplare. “L’attacco dei cloni” è un film stupefacente ed appagante, che lascia quella triste mestizia di quando vorresti che non arrivassero mai i titoli di coda. La recitazione è molto migliorata dall’episodio precedente (anche MacGregor è più a suo agio), così come è stata ridimensionata la pomposa magniloquenza di “Episodio I”, che qui riesce a trasformarsi in quella maestosa epicità che ha reso l’epopea di “Star Wars” la più popolare di tutti i tempi.
Le citazioni cinematografiche tipicamente lucasiane sempre numerose: tra queste, un inizio che ricorda un “Blade Runner” ancor più gigantesco, agli alieni di Kamino simili a quelli di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, fino alla sequenza nella catena di montaggio dei droidi che rimanda ai cartoni animati della Warner, per non parlare di un inizio che rimanda al noir in cui Obi-Wan Kenobi cerca di identificare gli attentatori della senatrice Amidala. Ma ci sono anche alcuni elementi che fanno l’ingresso per la prima volta nella saga: quello più evidente è la passione, in precedenza alquanto marginale nei personaggi (mentre Anakin e Padmé ne sono pervasi e quasi travolti), mentre una cosa molto attuale come il dibattito sulla clonazione degli esseri umani riesce ad entrare nei dialoghi (dove viene definita “cosa mostruosa”); infine, nelle suggestive scene sul pianeta Kamino vediamo per la prima volta la pioggia.
Bisogna proprio dire che, arrivati alla fine, si esce dal cinema con l’impressione di aver visto (almeno per quanto riguarda questo genere) uno dei migliori film mai fatti. Peccato non poterlo vedere proprio nel modo voluto da Lucas, in sale dotate di tecnologia digitale, che ne esalterebbero ancora di più le abbaglianti qualità visive. E peccato anche dover aspettare fino all’estate del 2005 per vedere “Episodio III”: ma ormai, anche a causa di esperimenti analoghi (come “Il signore degli anelli” di Jackson) ci siamo abituati a essere rimandati “a data da destinarsi”.
VOTO
: **** 1/2
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