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THE SALTON SEA


Titolo originale: The salton sea
Genere: Thriller
Nazione: Usa
Anno: 2002
Durata: 103
Regia :
Cast : Val Kilmer, Vincent DOnofrio, Doug Hutchison, Peter Sarsgaard.
Produzione : Castle Rock Entertainment, Darkwoods Productions, Humble Journey Films.
Distribuzione : Warner Brothers
Sito Internet : http://saltonseamovie.warnerbros.com/


Trama : Dopo il terribile e misterioso assassinio di sua moglie, Danny Parker (Val Kilmer) non riesce a riprendersi, per lui non esiste più il presente ma solo ricordi e niente è più ciò che sembra. Nella sua vita entrano però due persone: Jimmy the Fin (Peter Sarsgaard) e Colette (Debra Kara Unger), due persone che sanno ben più di qualcosa sulla oscura vicenda che ha coinvolto la sua famiglia. Arriva anche per lui il tempo della vendetta e, tra agenti corrotti della narcotici e narcotrafficanti senza scrupoli, l'uomo riuscirà farsi giustizia, il prezzo sarà naturalmente molto alto.

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Recensione a cura di
JohnTrent
( inserita il venerdì 27 settembre 2002 )

Boicottato dalla distribuzione americana (è uscito col contagocce, in una ventina di sale: nel nuovo continente un simile destino condanna facilmente un film all’invisibilità), arriva sui nostri schermi questo “Salton sea”: un infiltrato che lavora per l'FBI (il perché si scopre solo a metà della storia) ha la missione di stanare un grosso trafficante di droga, ma si trova schiacciato in un intrigo molto più grande di lui, in cui riaffiora anche il suo scomodo passato. Meglio non raccontare molto della trama di questo neo-noir alquanto intrigante, simile nelle atmosfere a "Memento" (un bellissimo thriller di un paio d’anni fa passato inosservato in Italia, ma grande successo di culto in USA), anche se non ne replica i virtuosismi narrativi. Quello che rende particolare "Salton sea", oltre alle performance attoriali (da ricordare D'Onofrio, sanguinario gangster senza naso) é il tentativo di rinnovare il repertorio del genere non grazie a rilanci dell'intreccio, che servono a far progredire la storia, oltre che a spiegare le motivazioni dei personaggi. L'atmosfera nichilista e sinceramente malinconica, chiarita sin dalla primissima sequenza (dove il denaro svolazza, ormai privo di valore,in una stanza in fiamme), é più che apprezzabile, mentre le scelte registiche (memorabile la ricostruzione dell'omicidio Kennedy fatta con modellini e piccioni) non sono solo calchi pedissequi di modelli post-tarantiniani, ma hanno una loro dignità e autonomia, nonostante una certa tendenza all’estetismo tipico di registi provenienti dal mondo dei videoclip. Lo stile del debuttante Caruso è scattante e piacevolmente retrò, anche se si concede molte stravaganze e accelerazioni (come il conteggio delle pallottole finale) e la violenza e il sangue non sono certo contenuti. Persino Val Kilmer, che non azzeccava una parte da moltissimi anni, funziona bene nella parte del triste protagonista, manovrato dall’uomo e dal destino. Questo piccolo film, prodotto con 18 milioni di dollari e lasciato in balia di se stesso solo perché lievemente fuori dagli schemi dell’attuale produzione di genere, merita di essere rincorso nelle pochissime sale italiane in cui è programmato.


VOTO : *** 1/2

 




 
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