| |
|
COLLABORA
:.
|
|
PRESS
:.
|
|
CHI
SIAMO :.
|
|
|
|
|
|
PREFERITI
:.
|
|
|
 |
 |
 |
 |
|
MINORITY REPORT

Titolo
originale: Minority Report
Genere:
Thriller
Nazione:
Usa
Anno:
2002
Durata:
145'
Regia
:
Cast
: Tom Cruise, Colin Farrell, Kathryn Morris, Samantha Morton
Produzione
: Jan de Bont, Bonnie Curtis, Gerald R. Molen, Walter F. Parkes
Distribuzione
: 20th Fox
Sito
Internet : http://www.20thfox.it/siti/minority/
Trama
: In un sistema giudiziario del futuro i Killers vengono arrestati e giudicati colpevoli prima che commettano l'omicidio. Non ha mai sbagliato. Ma quando un'ufficiale dell'unità speciale viene accusato di omicidio...
Discutine
nel Forum: SEZIONE
CINEMA
|
Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
mercoledì 2 ottobre 2002
)
Nel 2054 a Washington D.C. é in sperimentazione la sezione precrimine della polizia. Il suo capo, John Anderton, coordina squadre di poliziotti che arrestano potenziali omicidi prima ancora che abbiano commesso i loro delitti grazie all'aiuto di tre potenti veggenti chiamati "precog" e soggetti ad una specie di divinizzazione. Ma quando questi preveggono un'omicidio da parte dello stesso Anderton, l'uomo fugge cercando di capire chi sia la sua potenziale vittima e come riappropriarsi della sua vita.
Spielberg ha girato il suo film più cupo e teorico, tutto proteso al dare forma al mondo inquietante della novella "The minority report" di Philip K. Dick: si tratta essenzialmente in una pessimistica riflessione sulla vulnerabilità dello sguardo in un secolo in cui non sembra esistere più alcun velo. Il regista, su sceneggiatura di Scott Frank e Jon Cohen, non cerca la poesia come nel suo precedente "A.I.", ma mira piuttosto ad un ritratto psicologico sociale di un futuro che, eccettuato qualche dettaglio tecnologico e la stessa squadra precrimine, sembra già l'oggi, in cui il vedere é quasi condanna (Anderton viene braccato seguendo i suoi movimenti, poiché ovunque, dal negozio di strada fino alla metropolitana, vi sono strumenti di rilevazione dell'iride che lo identificano immediatamente). E' un futuro angosciante e spento, quasi disumano, ad esaminare lo sfondo della storia, reso benissimo dalla fotografia impastata e tendente alla monocromia di Janusz Kaminski (da anni collaboratore del regista), in cui la gioia non esiste più e la perdita di innocenza della visione si riflette nelle apparenze dei rapporti interpersonali (con gli amici che nella seconda metà del racconto divengono nemici). Strano che un film del genere, così radicalmente pessimista nei confronti della perdita di privacy che diventa anche scolorimento della propria identità, sia stato tanto applaudito in un'America che oggi rinuncia ad una parte della propria vita privata per motivi
di sicurezza nazionale.
Ed é strano anche perché è il film stesso di una tremenda crisi di identità negli ultimi quaranta minuti, in cui la riflessione politica e sociale cede il passo alla spettacolarizzazione ad ogni costo e alla trasformazione in un banale whodunit (chi é il colpevole?) che finisce quasi per rovinarlo. Nonostante questa bruschissima sterzata, "Minority report" rimane un'opera interessante: perché testimonia, ancora una volta dopo "A.I.", il cambiamento di un artista che sta diventando sempre più "squilibrato", come testimoniano le imperfezioni dei suoi ultimi due film, ma anche interessante (non é sicuramente più lo Spielberg di "E.T.", e chissà se il suo prossimo film, “Catch me if you can”, in uscita a breve, ce lo confermerà), e perché fa da spia ad un disagio che accompagna oggi tutta la civiltà occidentale.
Tra i produttori, il regista Jan De Bont e uno dei padri della saga di "Alien", Ronald Shusett; sulla metro, non accreditati, compaiono il regista e la coprotagonista di "Vanilla sky" (dove Spielberg era comparso in un cameo lampo) Cameron Crowe e Cameron Diaz.
VOTO
: *** 1/2
|
|

|
 |
 |
|
|