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SPIDER


Titolo originale: Spider
Genere: Thriller
Nazione: Canada
Anno: 2002
Durata: 98'
Regia :
Cast : Ralph Fiennes, Gabriel Byrne, Miranda Richardson, Lynn Redgrave, John Neville.
Produzione : Artists Independent Network, CBL, Grosvenor Park Productions
Distribuzione :
Sito Internet : http://www.spiderilfilm.it/


Trama : Spider è un uomo strano e solitario. Dopo un lungo periodo passato in un istituto psichiatrico, retorna ad abitare nell'East End di Londra dove è cresciuto. I suoni e i colori di quelle strade risvegliano in lui le più profonde memorie della sua infanzia. Al centro di queste memorie c'è il grande trauma subito in seguito alla morte di sua madre...

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Recensione a cura di
JohnTrent
( inserita il mercoledì 4 dicembre 2002 )

"Spider" Clegg é un malato di mente appena uscito dal manicomio per essere reinserito nella vita sociale: ma nell'istituto in cui é stato trasferito inquietanti ricordi e presenze lo tormentano, e l'unica salvezza sembra essere scrivere su un taccuino. Tratto dal romanzo omonimo di Patrick McGrath, sceneggiato dallo scrittore, é il film con cui Cronenberg raggiunge un pieno e raggelante controllo sulla materia filmica: dopo le mutazioni della carne, il regista canadese arriva a scandagliare unicamente la mente dell'uomo (dopo il film "di passaggio" "eXistenZ") nella sua concezione più perturbante e drammaticamente scissa. Il risultato è un claustrofobico e disturbante viaggio attraverso l'ignoto, dove lo stile perfetto e i caratteri ridotti all'osso lasciano necessariamente spazio alla rappresentazione di un ambiente onirico ai limiti del soffocante, in cui le strade, i vicoli, le stanze, le porte chiuse e aperte, i fili che intreccia Spider sono il riflesso del microcosmo mentale del protagonista, ma contemporaneamente la sua liberazione e la sua prigione. La chiave di lettura psicanalitica non é il limite del film, come hanno sostenuto in molti (sarebbe una dimostrazione di grande ingenuità, e il regista è tutto meno che ingenuo), ma solo la condizione di passaggio per condurci alle origini di un male interiore che Cronenberg scandaglia con una specie di affettuosa e assolutoria complicità (c’è una sorta di simpatia verso Spider), costruendo contemporaneamente un teorema sulla fallibilità dello sguardo: (quello che vediamo può essere messo in discussione in qualsiasi momento: é la percezione stessa ad essere in pericolo nelle immagini del film, poiché vediamo il mondo attraverso gli occhi di Spider) che lascia il segno. "Spider" é un film perfetto, ma non rivoluzionario, come gli altri dell'autore di "Crash": riesce però a mettere addosso un sentimento di inquietudine, di inspiegabile claustrofobia, e l'impressione di aver gettato lo sguardo verso quell'abisso dell’uomo di cui parlava Nietzsche, e a scuotere come il grande cinema sa fare. Ottima la prova degli attori (con la Miranda Richardson che interpreta tre ruoli), e superbo l'apporto degli usuali collaboratori del regista: il direttore della fotografia Peter Suschitzky, la scenografa Carol Spier, la costumista Denise Cronenberg e l'autore delle musiche, il grande Howard Shore.


VOTO : ****

 




 
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