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GANGS OF NEW YORK


Titolo originale: Gangs of New York
Genere: Drammatico e romantico
Nazione: Usa/Germania
Anno: 2002
Durata: 168'
Regia :
Cast : Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, Daniel Day-Lewis, Liam Neeson, Henry Thomas, John C. Reilly, Jim Broadbent
Produzione : Miramax
Distribuzione : 20th Fox
Sito Internet : http://www.gangsofnewyork.com/


Trama : Nella New York della seconda metà del 1800, Amsterdam Vallon (Leonardo Di Caprio) vuole sfidare Bill Poe (Daniel Day-Lewis) per vendicarsi della morte del padre da lui ucciso.

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Recensione a cura di
JohnTrent
( inserita il martedì 28 gennaio 2003 )

New York, 1863: mentre la coscrizione obbligatoria diventa prassi per gli immigrati, Amsterdam esce di prigione e incontra l'uomo che ha ucciso suo padre sedici anni prima. Costui ‚ Il Macellaio, il capo della più temuta gang di New York, un uomo a cui le stesse, deboli, istituzioni fanno riferimento per tenere insieme l'ordine pubblico e il controllo della città. Amsterdam diventa inaspettatamente braccio destro del Macellaio, senza rivelargli la sua identità. "L'America é nata nelle strade" recita il manifesto di "Gangs of New York": lo sottolinea benissimo un finale stupendo, che traccia una linea di continuità tra il passato e il presente. Sceneggiato da Jay Cocks (cui successivamente si sono affiancati Steven Zaillian e Kenneth Lonergan per volere del produttore Harvey Weinstein), il film che Scorsese ha meditato per trent'anni (e a cui ha dedicato quasi tre anni di lavoro) e per cui ha dovuto lottare strenuamente con la major produttrice, la famelica Miramax, é uscito con quasi un'ora in meno del montaggio originale del regista (168' contro 218'), di cui rimane qualche traccia all'interno dell'economia narrativa del film, specie nella prima ora, quando i personaggi cominciano a susseguirsi a grande velocità. Poi, quando "Gangs" trova il suo ritmo, diventa un grande film: il ritratto di un mondo disumano e spietato, in cui vale la legge del più forte, con personaggi indimenticabili (Bill il Macellaio), scene da antologia (la lunga sequenza in cui Bill scopre la vera identità di Amsterdam e lo punisce), e un'epica costruzione degli ambienti che non si dimentica. Ogni fotogramma di "Gangs" vale più di dieci minuti di un altro film di quelli che ci siamo sorbiti ultimamente: per la ricchezza della rappresentazione, ma anche per la superba capacità di parlare di un popolo e di una nazione attraverso una singola storia dal respiro epico, di un presente enigmatico e preoccupante attraverso un passato magmatico e turbolento. Sembra spesso un western: perchè non mancano caratteri forti e solitari, la legge non esiste, gli scontri sono personali e campali. Ma è anche un film di guerra: la prima scena di battaglia tra i "nativi" e gli irlandesi è violentissima, cruenta e concreta come di rado è dato di vedere, grazie ad un montaggio veloce e frammentato (di Thelma Schoonmaker, abituale collaboratrice del regista) che ne demitizza la forza spettacolare per trasformarla in una bolgia infernale. Ed è anche un horror: coi suoi corpi sporchi e sfregiati (la cicatrice sul ventre di Jenny, il segno di Amsterdam, l'occhio di vetro del Macellaio), che quando lottano lo fanno nel fango e all'arma bianca. Quello di Scorsese è un film potente e affascinante, anche se imperfetto (ma forse in DVD riusciremo a vederlo in una versione approvata dall'autore), in cui un grande del cinema, che non ha più niente da dimostrare, dimostra che ha ancora un senso interrogarsi sulle radici e (quindi) su cos'è il mondo di oggi, mettendo ancora una volta in scena le sue ossessioni personali (il ruolo istituzionale del crimine su tutte) con una forza espressiva che si chiama Cinema. Gli oltre 100 milioni di dollari di budget sono stati spesi a Cinecittà, dove il film é stato interamente prodotto. Fondamentali le scenografie di Dante Ferretti e la fotografia di Michael Ballhaus. Per una volta, le polemiche sul mancato visto di censura V.M.14 sembrano quasi giuste, con tanti film “per tutti” molto più violenti e amorali di questo. Da guardare dopo lo splendido documentario di Michael Moore “Bowling for Columbine”.


VOTO : ****

 




 
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