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LA FINESTRA DI FRONTE

Titolo
originale: La finestra di fronte
Genere:
Drammatico e romantico
Nazione:
Italia
Anno:
2002
Durata:
105'
Regia
:
Cast
: Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro.
Produzione
: R&C Produzioni
Distribuzione
: Mikado
Sito
Internet : http://www.lafinestradifronte.com/
Trama
: Giovanna, una giovane donna sposata e con due figli, si ritrova in casa un uomo molto anziano che ha completamente perso la memoria. Cercando di ricostruire la sua identità e il segreto del suo passato, Giovanna con l'aiuto di Lorenzo, che abita nel palazzo di fronte, scopre piano piano che lei stessa ha smarrito il ricordo dei propri sentimenti e delle proprie passioni. L'indagine su quell'uomo misterioso diventa così per Giovanna una vera e propria indagine su se stessa, in un mondo che sta perdendo la capacità di riconoscere la forza dei sentimenti più profondi.
Discutine
nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 10 marzo 2003
)
Giovanna e Simone sono due contabili dirimpettai, che si spiano vicendevolmente attraverso le rispettive finestre. Un giorno, il marito di Giovanna porta a casa un anziano sconosciuto e smemorato che contribuirà al loro incontro, e allo sbocciare di un breve amore impossibile.
Un delicato film sulla supremazia dello sguardo, e dell'amore, rispetto alla ragione, diretto da Ozpetek (che mostra una lodevole maturità e un passo avanti rispetto al troppo osannato “Le fate ignoranti”) con una sensibilità molto francese per l'espressività dei gesti e l'utilizzo degli attori in chiave iperrealistica.
Non cerca di piacere a tutti i costi allo spettatore, non si rinchiude nell'intellettualismo, ma comunica, con pudore di sentimenti, una visione del mondo candidamente ottimista che ispira simpatia: e non gioca basso nemmeno quando se ne presenterebbe l'occasione, con la figura dell'anziano di Girotti emblema toccante dell'impossibilità di vivere il proprio amore sino in fondo. Da ricordare anche la visione che Ozpetek ha della crisi di coppia, da confrontare con quella coeva di Muccino e del suo "Ricordati di me".
Commovente l'ultima interpretazione di Girotti (dopo anni di dimenticatoio) a cui il film, uscito dopo la sua morte, è dedicato.
Splendida ed intensa la Mezzogiorno, poco più che esornativo Bova (che assieme al finale affrettatamente conciliante è uno dei punti deboli del film)
VOTO
: ***
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