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THE LIFE OF DAVID GALE

Titolo
originale: The life of David Gale
Genere:
Thriller
Nazione:
Usa
Anno:
2003
Durata:
130'
Regia
:
Cast
: Kevin Spacey, Kate Winslet, Laura Linney
Produzione
: Dirty Hands Productions, InterMedia Film Equities Ltd., Saturn Pictures, Universal Pictures
Distribuzione
: Uip
Sito
Internet : http://www.thelifeofdavidgale.com/
Trama
: David Gale è un uomo di saldi principi, che per un atroce scherzo del destino, da padre devoto, amato professore, e stimato oppositore della pena capitale, finisce nel Braccio della Morte per lo stupro e l'assassinio di un'attivista sua collega...
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nel Forum: SEZIONE
CINEMA
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Recensione a cura di
JohnTrent
(
inserita il
lunedì 10 marzo 2003
)
Un professore universitario in declino é nel braccio della morte, in attesa di essere giustiziato entro pochi giorni. Ironia della sorte, da libero era un attivista per l'abolizione della pena di morte, ed é accusato dell'omicidio di una sua collega. Solo una giornalista sembra essere interessata ormai al suo caso.
Un thriller confezionato per essere un pamphlet politico, ma diretto con una certa sciatteria da un regista altrove molto più ispirato. Per un'oretta e mezza sembra un whodunit (e anche come tale è abbastanza noioso, per l'accumulo di flashback troppo lunghi e di defatiganti dialoghi parafilosofici) sporcato di politica, poi sembra prendere una via più chiara, ma finisce per imboccare un finale pericolosamente ambiguo e semireazionario, con un colpo di scena disonesto che rimette in discussione tutto quello che abbiamo visto fino ad allora, in omaggio ad un way of thinking degli studios di Hollywood molto di moda in questo periodo (e che ha stancato, anche il pubblico: il film sta avendo una vita commerciale alquanto travagliata in USA). Svogliata la direzione degli attori, con Spacey che, dopo "American beauty", continua a sputtanarsi gigioneggiando anche in parti serie, con effetti tra lo stucchevole e il kitsch.
Insopportabile la morale spiattellata e la verbosità di dialoghi che continuano a sparare cifre sperando di far appassionare, se non all'intreccio, almeno alla causa: ma il fine non giustifica il mezzo.
VOTO
: * 1/2
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