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Intervento |
| TheFalcon | Inviato il 21 April 2005 22:17 [profilone]
[speedy]
[Modifica] E’ da un po’ che ci penso: non vi sembra che prevalga o comunque stia cercando di affermarsi una “Cultura della negazione” ? Un tendere cioè alla non-essenza, ora spiego i dettagli delle mie elucubrazioni.
Eufemismi: mi sono trovato in molti casi a pensare per parecchi minuti a come sistemare delle frasi che mi piacevano poco, per la sovrabbondanza di particelle come “non”, il più delle volte ineliminabili. “Non è che non stia …”, “No, non mi piace, ma non perché …, in realtà non è che mi dia fastidio, semplicemente non …”. Al di là dei limiti di una lingua, quella italiana, che comunque apprezzo moltissimo, credo ci sia un errore nella nostra mentalità, nel nostro modo di esprimere i concetti. Cultura e lingua interagiscono, sono vicendevolmente l’una costruttrice dell’altra, quindi discutiamone: è colpa nostra o delle basi che sono state gettate prima di noi? E ci sono dei modi per fermare questo scempio?
Test e cultura: abbiamo bisogno delle risposte a scelta multipla, non sappiamo più rispondere alle domande aperte. Dopo aver ricevuto le alternative, non sappiamo dare una risposta nella sua essenza, dobbiamo prima escludere le altre. Mi vien male quando anziché un “E’ la C: A non può essere, B non è e nemmeno D” siamo costretti ad un “Dunque, A non penso, B mi sa di no, C non lo so, D nemmeno… Mah, sono indeciso tra C e D… Beh, facciamo C”
Apolitici, non-credenti e altri non-atteggiamenti: perché invece di andare in una direzione per favorire un miglioramento ci poniamo in un atteggiamento di rifiuto nei confronti di qualcuno/qualcosa? Perché non proponiamo idee costruttive ma ci fermiamo a criticare ciò che, buono o cattivo che sia, fanno gli altri? Non c’è merito a distruggere, nemmeno se si demolisce qualcosa di pessimo. E’ meglio, ormai che è stato edificato, rinnovare scopi e destinazione per renderlo buono. Ad esempio, se un’ipotetica persona dovesse amare tutto ciò che ha a che fare coi sogni, non sarebbe più felicemente “onirista” (o qualcos’altro, quel che volete) piuttosto di “anti-razionale”? E così, perché anti-clericali? Non sarebbe meglio formare un movimento che porti la Chiesa ad una visione francescana, anziché disprezzare la categoria che continuerà imperterrita a chiudersi in se stessa a causa dei vostri attacchi?
Tocca a voi, gradirei più che un attacco tra credenti e non-credenti in ogni campo, una discussione sulla negazione come modo di pensare.
SI’ RIFLESSIONI, NO ATTACCHI. | | Leonida | Inviato il 21 April 2005 22:43 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] Buon argomento, buone "elecubrazioni"...
La risposta, per quanto mi riguarda, è semplice (anche se il problema non lo è . In definitiva, il rifiuto è la più comoda scorciatoia cognitiva che esista. E' molto più facile e poco dispendioso rifiutare in blocco un argomento/movimento/idea invece che prenderla in considerazione e scartarla. anche perchè questo vorrebbe dire mettere in discussione l'assunto contrario e vero nella nostra mente...
Non voglio dire che questo sia particolarmente sbagliato e pericoloso. E' un peocesso naturale... non è uno dei miei preferiti ma direi che è quasi fisiologico. 
Io non mi preoccuperei tanto del rifiuto in sè, ma della giustificazione del rifiuto. Ciò che è preoccupante, a parer mio, non è tanto che molta gente decida che una cosa non va bene senza averla presa in considerazione, ma che si costruisca una giustificazione per mantenere questo atteggiamento.
E' particolarmente interessante, secondo me, questo atteggiamento, perchè si tratta di un meta-giudizio... cioè un giudizio su un giudizio. Altro aspetto interessante è il fatto che, nel caso in questione, una persona decide di risparmiare risorse cognitive rifiutando in blocco un'idea ma poi, per difendere il proprio rifiuto, crea delle argomentazioni che sono assai più dispendiose da mantenere rispetto alla semplice considerazione dell'idea di base che però ci si è rifiutati di operare in partenza.
Poi, ovviamente, in questo processo pesano cultura e pregiudizi (anche questi del tutto naturali)...
Insomma, in definitiva, lo ripeto: non è tano il rifiuto, per me, il fatto grave, ma la giustificazione di questo. Sia a livello personale sia in quei gruppi sociali creati apposta per questi fini.

Modificato il 21/04/2005 | | tomarebea | Inviato il 22 April 2005 14:54 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] il rifiuto è una reazione piu o meno naturale, l'intelligenza sta nel fatto di motivarlo, di aggirarlo, di renderlo meno nocivo. | | TheFalcon | Inviato il 23 April 2005 2:4 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] Mi trovi d'accordo sul renderlo meno nocivo, ma ad aggirarlo resta e giustificarlo mi sembra più da stupidi egoisti che da persone con una maturità anche lievemente abbozzata... | | stalbio | Inviato il 23 April 2005 10:26 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] un'affermazione diretta è meno, comoda, costringe ad esporsi di più..e si sa benissimo che a volte, in mezzo ad un discorso anche fatto bene, basta una parola sbagliata a "condannarti".. | | ayeye | Inviato il 23 April 2005 11:0 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] Come dire: un forum sul nichilismo. In fin dei conti... | | Innominato | Inviato il 23 April 2005 11:2 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] cultura della negazione? NO! | | Leonida | Inviato il 23 April 2005 11:15 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] x Falcon:
"...giustificarlo mi sembra più da stupidi egoisti che da persone con una maturità anche lievemente abbozzata..."
Beh... è strano perchè io, te e tutte el eprsone del mondo lo fanno continuamente | | TheFalcon | Inviato il 24 April 2005 3:23 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] Perché NON siamo maturi... Ma NON è mai troppo tardi per smettere di esserlo, no? Tradotto:
Potrebbe essere l'ora di diventare maturi. | | Solekeride | Inviato il 25 April 2005 0:19 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] Credo che sia dovto anche a una sorta di ego centrismo, tutto ciò che non è stato creato su misura per me e necessita da parte mia di adattamento è una cosa che rifiuto...ma non so se ho afferrato appieno l'argomento | | TheFalcon | Inviato il 25 April 2005 0:47 [Profilone]
[speedy]
[Modifica] Diciamo che se rifiuti per egocentrismo un'interpretazione, in teoria hai una tua idea personale sull'argomento... Non ti sta bene perché hai un'opinione diversa, che va in un'altra direzione. Quello che non capisco è perché si distrugga tutto ciò che appartiene agli altri (pensieri compresi) per il solo gusto di fare terrorismo anziché per la presunta superiorità della nostra idea, dato che quest'ultima non esiste a causa della nostra poca voglia o parimenti incapacità di rifletterci sopra. Spero di aver scritto in modo comprensibile. |
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