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Thursday, February 28, 2008 - ore 16:44


Elefantentreffen 2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")


IL MIO TREFFEN ovvero .. 3 Modenesi in moto .. per tacer del Clem!!!

Protagonisti:
Gibo (noto avvocato modenese) -> Vespa 200 Rally ‘72
Truk (affermato fotografo modenese) -> Vespa PX 125 ‘83
Pulce (esperto informatico modenese ) -> CB 500 ‘96
Clem (… famigerato nullafacente padovano) -> DR 350 ‘98

23 gennaio 2008 ore 21.15: Mancano poche ore alla partenza…..è un mix di paura e voglia
di partire. Ovviamente non sono riuscito a fare tutte le cose che mi ero prefissato ma
come spesso mi capita, mi lascio cullare dal tempo fino a quando mancano 3 ore… Poi
butto su tutto alla bell’è meglio e parto! D’altronde, l’Elefante è anche improvvisazione… magari non troppa!

24 gennaio 2008 ore 4.40: I modenesi sono già partiti da più di un ora, devo muovermi, ho caricato tutto e il carico mi
sembra sufficientemente stabile. La cassetta della frutta “Natura nostra” con il sottofondo segreto è strepitosa

Nel sottofondo ci ho messo i legnetti per il fuoco, non si sa mai che me li vogliano
rubare! Sono in pieno delirio Elefantesco! :-D
Dentro la cassetta, ci sono la tenda, la pompa a pedale ma soprattutto le ciabatte,
che da sempre sono uno dei miei simboli di viaggio. Ho fatto il pieno con la tanica
metallica che tengo in garage, bardato come sono voglio fermarmi il meno possibile,
adesso posso proprio partire! Tiro l’aria, mi arrampico sulla moto, infilo le mani
nelle moffole e … gn gn gn il motore parte bene, considerando che siamo a -2°C!
Tiro un profondo respiro e caccio la prima. BUON ELEFANTE SANDRO!
Ho messo un po’ troppo olio, sapendo che ne mangia un po’, ma non dovrebbe essere un
problema… dopo 2 km mi fermo per levare l’aria… purtroppo con la copertina montata
l’aria e il rubinetto benzina non si riescono a manovrare in corsa. Riparto un
po’ scocciato dalla prima sosta tecnica, spero sia l’ultima. Fa freschetto ma sono
ben vestito, unici punti in cui sento il freddo sono il viso e un po’ le mani, il
primo perché dalla visiera entra sempre qualche spiffero, e le altre perché ho
scelto dei guanti leggeri per avere più sensibilità di guida. Ad ogni modo, le
moffole fanno il loro sporco lavoro. Anche la copertina funziona, ma avendola provata
senza lo zainone dietro di me, mi era sembrata comoda. Adesso che invece devo
stare seduto con i gioielli sul serbatoio, mi costringe un po’ i movimenti. La cosa più
fastidiosa è che non posso portare il piede in avanti durante le curve, quindi farò
molta fatica a dare la classica ZAMPATA nel caso la moto perdesse aderenza. La SS47
della Valsugana è splendidamente vuota, parto piano per ascoltare come gira il
motore, poi mano a mano che passano i chilometri prendo sicurezza e tengo la media
degli 85-90, il contagiri segna 5000 RPM che è il regime di coppia massima. Tanta resa e
poca spesa, a quel regime in 6° la DERE fa 30 con un litro. Passata Bassano del Grappa
entro nella Valsugana vera e propria, una splendida luna piena esalta le cime imbiancate dalla neve,
CHE SPETTACOLO!
Un brivido mi corre lungo la schiena, è proprio questa la vita che ho sempre desiderato vivere!
La mattina si avvicina ed il traffico si intensifica, approfitto di un camion che tiene la mia
media per mettermi in scia e riscaldarmi un poco. Non sarebbe corretto farlo, sono molto sotto
la distanza di sicurezza, ma con gli occhi sugli stop e le dita sul freno si può fare un’eccezione.
In meno di due ore sono a Trento, mi immetto sulla SS12 del Brennero e mi fermo ad un benzinaio
ad aspettare i modenesi. Scendo dal trespolo motociclistico (che fatica salire e scendere dalla moto carica!)
e vedo sopraggiungere due fari ed un lumino da morto (la vespa di Gibo), SONO LORO!!!
Festeggiamenti ed euforia alle stelle… adesso comincia il mio primo Elefante. Andiamo a colazionare
al primo baretto, la barista orientale ripete ossessivamente “buon ciorno buon ciorno” ad ogni apertura
della porta (anche se girata di spalle). La porta automatica si apre continuamente ad ogni movimento
nel raggio di 3 metri… la barista per non sbagliare “Buon ciorno-Buon ciorno”…. Sono imballato
dal ridere… ma non so se per merito della barista o dell’adrenalina elefantesca. Andiamo per ripartire
ma a Gibo non funziona il freno posteriore… proviamo a tirare il registro ma… niente, non frena.
Per fortuna è giovedì mattina, con l’aiuto delle pagine gialle troviamo a Bolzano un conce Piaggio,
il capo officina prima ci accoglie freddamente, quando gli diciamo che stiamo andando all’Elefante,
si scioglie, ci offre perfino il caffè e sistema la Vespa in quattro e quattr’otto: come il famoso
confetto lassativo… ELEFANTE… basta la parola.
Ripartiamo baldanzosi, il sole ci strizza l’occhiolino e saliamo a cannone verso il Brennero,
c’è un po’ di sale per terra, che ci sia da fidarsi? Un “numero” di Gibo offre la risposta
al quesito quindi rallentiamo e arriviamo al passo del Brennero. Ci sbafiamo un’ottima pizza e
approfittiamo del bagno… vi assicuro che “espletare” quando si è vestiti con quattro strati
è veramente impegnativo. Ripartiamo verso le 2 e mezza, scendiamo dal Brenner Pass, benzina
ad Innsbruck poi ci dirigiamo sulla statale 171 verso Nord lungo la valle dell’Inn. Il sole
l’abbiamo lasciato in Italia, qui il cielo è velato e la temperatura è sempre poco sotto lo zero.
Passato il confine con la Germania, arriviamo a Kiefersfelden, dove ci accoglie l’AGOGNATA
Gasthof Am Rain.. cominciavo infatti ad avere un po’ male al sedere.
Dopo una strepitosa doccia calda scendiamo per cena, al tavolo di fianco 4 arzille vecchiette,
tra una mano e l’altra di un concitato gioco di carte, ci puntano... BUONGUSTAIE! 8-D
Il sonno dei giusti ci prende appena comincia la digestione, niente di strano se consideriamo
che la notte prima abbiamo dormito 2-3 ore, e di un sonno comunque “pronto all’azione”.

25 gennaio 2008: ci svegliamo alla mattina belli carichi per attraversare tutta la Germania da sud verso est.
Che bello viaggiare per statali! Puoi gustarti paesino per paesino… unica contro indicazione gli autovelox.
Infatti Simone, che in quel momento guidava la fila, viene fermato dalla Polizei. 25 € per oltre 20 km
di superamento del limite… sono dei Signori sti Tedeski, in Italia, per la stessa infrazione, ti ciulano almeno 150 €.
Avanti sempre! Poco dopo fermano anche me e Stefano...
Sarà che la Derelitta con la targa posticcia e cassetta della frutta legata col Ragno da un po’ nell’occhio???
Ci chiedono cortesemente i documenti, glieli diamo con la massima serenità, siamo (quasi) in regola,
però il capello lungo di Stefano li insospettisce… gli chiedono “Alchool?” lui ribatte
“Only for camping” poi chiedono ancora “Cocaina cannabis?” noi ci guardiamo con aria da angioletti
e scuotiamo la testa… ad ogni modo danno una sana frugatina alle borse di Stefano e ci lasciano andare.
Ormai Solla è vicina, mi metto a fare strada io, ero così tanto impaziente di venire all’Elefante,
ed ho guardato talmente tante volte la cartina, che ricordo la strada a memoria senza averla mai fatta!
Che soddisfazione essere al primo Elefante e guidare un manipolo di Motociclisti con la M maiuscola.
Sono le 14.00… più ci avviciniamo e più aumentano le “moto” … cavalcature di ogni tipo… tanti sidecar…
finalmente ecco l’ingresso. E’ UN SOGNO CHE SI AVVERA!!!!!!!!!!!!
C’è un bel sole e abbiamo tutto il tempo per montare il campo. All’inizio parcheggio la moto fuori
dalla “Buca”, ma dopo un’oretta, una volta entrati con i bagagli e montato il tutto, non sto nella pelle…
Anche se c’è parecchio fango voglio scendere nella fossa con la Dere! Se lo merita. Due giorni fa,
il 23 gennaio, ha compiuto i suoi primi 10 anni e questa è la sua festa!!!
Tra l’altro anche questo fattore ha influito sulla decisione di partire, volevo festeggiarla DEGNAMENTE!!!
Ma torniamo alla nostra buca .. La discesa è abbastanza agevole,

sbanda un po’ ma si controlla facilmente, per risalire invece il discorso si complica… le gomme, anche se nuove,
non sono per niente adatte e con la moto scarica la ruota posteriore non “prende”. I tedeschi ghignando
urlano “IMMER GAZZZ!!!”, ma tenere spalancato non credo serva ad aumentare il grip per non parlare
dell’appoggio dei piedi a terra… che tra la copertina rompiballe e i miei 170 cm di bassezza mi sembra
di essere il figlio degenere di Carla Fracci. SANDRO FROCCI per l’appunto. Questa tesi è avvalorata dalla
triade di femminielli che in varie occasioni ho attirato durante questo mio primo Elefante.
AAAHHHHHHH!!!!.... il fascino dell’endurista selvaggio!

Dopo aver sudato l’inverosimile, faccio fare un giro anche a Truk che se la cava meglio di me.
Saranno i 10 cm in più di altezza… o più probabilmente i 10 cm in più di manico? Ai poster l’Hard sentenz.
Riponiamo quindi la Dere, ci fumiamo un bel sigaro ristoratore

e andiamo a gustarci tutta la fauna dell’Elefante. E proprio di fauna si tratta se prendiamo
in considerazione l’abbigliamento di tendenza…

pelli di pecora, volpe, capra e chi più ne ha più ne metta… ne vendevano anche a prezzi modici nelle
bancarelle in fondo alla fossa, la tentazione di prenderne una è tanta, la vedrei bene sulla sella della Dere
La WILD WILD DERE

Che però messa al confronto con le altre „moto“ presenti sembra un veicolo per educande.
E’ uno spettacolo unico vedere Sidecar, Trike, residuati bellici e tutti questi improbabili veicoli

E pensare che io e la mia Dere siamo parte di questo raduno mi inorgoglisce non poco.
Scende la sera e lo spettacolo diventa quasi commovente, una valle piena di tende,
ogni tenda un falò, spari di petardi, fuochi d’artificio


Tutto questo alla temperatura di -5°C. uno splendido girone dantesco. Tra una chiacchierata,
una birretta, il sigaro e il favoloso Limoncello di Finale Emilia avanza lentamente il desiderio
di mangiare qualcosa di caldo… al solito baracchino c’è una ressa inverosimile; ma anche far la fila
all’Elefante è diverso .. diventa quindi normale che della gente stranissima ti abbracci e cerchi
di esprimersi in idiomi incomprensibili .. arrivati al banco, gulaschsuppe per tutti, anche perché
non c’è altro.. non che abbia una bellissima cera.. Mi sembra di scorgere tra i pezzettoni
un occhio che mi fissa :-D Via buttiamo giù.. Quel che no sofega, ingrassa!!!
Proseguiamo scorribande e socialità nella fossa, peccato solo non ci sia tanta neve.
Ad ogni modo il fango GHIACCIATO, sebbene sia meno affascinante della candida neve, ne conserva le
caratteristiche di GRIP.. in pratica si fatica anche a camminare (che numeri per risalire dal fondo della fossa!).
Verso l’una, la stanchezza si fa sentire e ci ritiriamo nella tendina, in 4 ci stiamo giusti
e c’è anche un pò di spazio per i vestiti. Avevo portato 2 sacchi a pelo, volevo usarli uno dentro l’altro,
ma la temperatura è “mite” e mi infilo nel mio morbidissimo "zero gradi", che fa onestamente il suo sporco lavoro.
Poi essendo in quattro nell’angusta tendina possiamo disporre del favoloso effetto "Bue-Asinello"!!!
Solo che preso dall’entusiasmo mi addormento senza cappello e scaldacollo. Mi sveglio verso le 4 con fronte,
viso e gola ghiacciati, mi infilo i due preziosi complementi, ne approfitto per risalire un po’ verso monte
(è difficile piantare la tenda in piano sui versanti della fossa!) e riprendo il sonno ristoratore.

26 gennaio 2008: il chiarore che traspare dalla tenda non lascia dubbi… è già mattina. Il momento più brutto
è uscire dal sacco a pelo e vestirsi… una volta usciti dalla tenda, si è pronti all’azione… il tempo
ci viene incontro, non fa per niente freddo (qualche grado sotto zero) e il cielo è appena velato.
Tra un paio d’ore al massimo si apre. In un batter d’occhio ripieghiamo sacchi a pelo, materassini
gonfiabili e tenda, carico la Dere (che bello svegliarsi ed averla di fianco alla tenda) e provo l’avviamento
.. gn gn gn gn gn gn gn gn.. fa un po’ fatica ma al terzo tentativo parte.. 10 anni e non sentirli!
Tra le moto che risalgono c’è chi fatica non poco, tra gli altri un KTM 950 con gommoni tassellati che
non ne vuole sapere di avere grip. Chi invece dimostra assoluta nonchalance, sono gli Hercules,
bizzarri motocicli due tempi, dismessi dall’esercito tedesco, che salgono come camosci.
Viste le difficoltà della sera prima e visto il fondo ghiacciato, sono un po’ preoccupato
ma una robusta spinta del trio Modna, fa vincere l’inerzia e la Dere sale, quasi come un Hercules.

Arrivato su aspetto gli altri che salgono a piedi con i bagagli, ultime chiacchiere elefantesche
con personaggi conosciuti al momento, i ragazzi caricano le Vespe ed il CB e andiamo a fare le foto di rito.
52esimo Elefante… Noi c’eravamo!!!

Ci mettiamo in marcia, ci aspettano 300 km di statali e non vogliamo arrivare ad Innsbruck col buio…
ma dopo neanche 100 mt si rompe il filo del gas della PX di Truk.
Nessun problema, Stefano è molto previdente ed ha il ricambio, ci mettiamo a bordo strada (o meglio a bordo
fossa visto che eravamo ancora davanti alla valle) e sistemiamo tutto in una mezz’oretta.
Mentre la stiamo riparando, passa un tipo con una Vespa “50” che avevamo visto ripetutamente
salire e scendere come un missile nel fango della fossa. Si ferma a chiedere se ci serve una mano...
“grazie amico ormai siamo a buon punto, grazie lo stesso”… diamo un’occhiata alle gomme e scopriamo il segreto
di tanto grip: viti da carradore con dadi del 10 che spuntano dal copertone per un paio di centimetri...
altro che gomme tassellate!!!
Ma anche avendo il grip serve un pò di motore per salire come un razzo…. Impennando per giunta! Scopriamo
che il tipo corre nei trofei monomarca per Vespe e che sotto ha un 130 con una ventina di cavalli abbondanti
NON NE DUBITAVAMO!!!!
“Ciao Ciao alla prossima” e ripartiamo in direzione Passau. E’ una splendida mattina soleggiata,
incrociamo altri elefanti che stanno arrivando, un saluto lungo mezzo chilometro ELEFANTEN PRIDE!!!!
In men che non si dica, siamo a Passau, manco clamorosamente lo svincolo che avevo preso all’andata e ci troviamo
dentro la città lungo il Danubio, dopo un paio di incertezze troviamo la strada giusta in direzione Altötting.
Questa sarà l’unica volta in tutto il viaggio in cui abbiamo sbagliato strada.
E considerando che l’abbiamo fatto tutto per statali, non è cosa da poco! Il merito va ovviamente
ai modenesi che nelle due edizioni precedenti hanno avuto modo di memorizzare il tragitto.
La giornata quasi primaverile ( -2° ) ci fa tenere medie molto buone, a causa dell’estasi elefantesca
e delle smotorate della sera prima, non mi accorgo che la benzina sta finendo… moooo moooo moooooooooo.
Faccio segno ai compari che ho finito la benza, per fortuna che le Vespe, a causa della loro ridotta
autonomia, hanno sempre le tanichette di scorta, in men che non si dica arriva Truk con la Super Miscela al 2%.
Non abbiamo alcun dubbio che la Dere la digerisca benissimo.. tanto è vero che contando i rabbocchi
di olio che faccio (un chilo ogni 1500 km) viene fuori che va proprio al 2% anche la mia.
Infatti riparte senza alcuna esitazione, ci fermiamo al primo distributore e riempiamo tutto il riempibile.
Ne approfittiamo per sgranocchiare qualcosa e già che ci sono, per una SEDUTA liberatoria di mezz’ora.
Contando anche i tempi per svestirsi e rivestirsi.. che quando hai 4 strati di roba non sono trascurabili
Siamo in perfetta tabella di marcia, viaggiamo veloci senza problemi, le bagarre tra Truk e Gibo
animano le lunghe statali, ma almeno non rischiamo un altro velox. Più dei 90 non fanno.
Torniamo a tagliare dentro un po’ di paesini per accorciare la strada ed evitare i camion delle statali
principali, anche perchè i Vespisti per superare i camion fanno dei numeri da autentici funamboli.
Ripassiamo per Kiefersfelden dove avevamo dormito all’andata, e puntiamo Innsbruck.
Arriviamo che stanno scendendo le luci della sera ed il freddo ricomincia a pizzicare.
Pernottiamo dalla famosa “vecchia”, nota per il suo ampio gradimento verso il maschio italiano..
“Ehhh ai tempi in cui c’era LUI sì che c’erano degli UOMINI” :-D
Andiamo a mangiare qualcosa al pub lì vicino, invece del solito gulasch voglio dar fiducia
alla pasta “CARBONNARA” che mi fa l’occhiolino dal listino…. Ma prima chiedo alla cameriera
se è buona… ovviamente la KruKKa annuisce così dopo una leggera titubanza la guardo con aria
sprezzante del pericolo e le dico “OK.. A SKIP IN THE DARK!" 8-D
La pasta invece è buona, tanto che una volta assaggiata la prende anche Gibo, aveva ragione la biondina 8-p
Intanto le chiacchiere pecorecce riguardanti la tavolata di CAVALLE STRIACHE di fianco a noi si sprecano..
loro ogni tanto si girano e ci guardano.. anche se non c’è più LUI, il bel maschio italiano continua a colpire.
Prima di raccordarci con le braccia di Morfeo, un bel partitone a PIGUGNO, famoso gioco di carte diffuso
non tanto tra le Alpi e le Piramidi né tra il Manzanarre e il Reno ma bensì tra Modena e Spilamberto :-D

27 gennaio 2008: dopo l’ultima delle ricche colazioni teutoniche ci aspetta un tranquillo
rientro in Italia con sole splendente e temperatura inconsueta (a Bolzano a mezzogiorno leggiamo +19°),
unica nota di disturbo un forte vento a raffiche che fa sbandare vistosamente i vespisti
(avete voluto il parabrezza??? Ora remate!!!!) ma a giudicare dalla padronanza di Truk e Gibo,
si direbbe che abbiano recentemente frequentato un corso di Kite-Surf. Con ottimo profitto peraltro.
Ci fermiamo poco a sud di Bolzano e mangiamo un’ottima pizza, contrariamente alla prima impressione
che la Pizzeria ci aveva dato.. le cameriere sono bonazze e il pizzaiolo orientale mi chiede dove
siamo stati: La parola "Elefante" ancora una volta fa effetto. Mi fa i complimenti, dice che è
appassionato di moto e vuole andarci anche lui! Volere è potere! Prima o poi ci andrai anche tu vecchio mio!
All’uscita dalla pizzeria una simpatica sfilata di carri mascherati ci sbarra la strada,
poco male, una deviazione in mezzo a sterminate coltivazioni di mele ci porta a valle
della sfilata e ci ri-immettiamo sulla SS12 del Brennero. Alle porte di Trento, poco prima che le nostre
strade si dividano, tappa dalla cameriera "Buonciorno-Buonciorno" per caffettino e bilancio del raid.
Semplicemente SPETTACOLARE, per il meteo, per la compagnia e per l’atmosfera del raduno.
Si pensa anche ad altri possibili raid .. Pinguinos in Spagna? Altes Elefantentreffen
al Nurburgring? Vedremo. A me piacerebbe comunque rifare l’Elefante, non ci sono
stati abbastanza neve e freddo per apprezzarlo fino in fondo!!!
Per ora ci salutiamo entusiasti .. Truk esprime benissimo tutta la nostra soddisfazione
“.. A SAM STE’ PO’ FORT.. C’A TAL DEGH ME’..” il dialetto modenese mi fa crepare dal ridere..
mi dirigo così verso casa lungo la Valsugana con quel classico sorrisino ebete stampato
che è un misto di orgoglio e compiacimento. La gente lì fuori non lo sa, ma io sto per
concludere il mio primo Elefante… un sogno che era fermo nel cassetto da 8 anni
si è materializzato… ed è SUINAMENTE BELLO!!!!!

Arrivederci all’ ELEFANTENTREFFEN 2009.. ma nel frattempo… buona strada a tutti.

vv

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