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Thursday, April 24, 2008 - ore 08:48


W La France e la Revolution!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cari Riottosi,

mi dispiace che nell’ultimo periodo i miei posts si siano diradati,
ma questi 60gg. (senza i weekend sono 37gg) di preavviso si stanno rivelando piuttosto intensi.

Confermo che proprio lo scorso venerdi’ ho fatto richiesta ufficiale per il visto turistico all’Ambasciata degli Stati Uniti: conto quindi di essere a Venice Beach per meta’ luglio...per poi puntare a bordo di una Mustang gialla verso la Grande Mela.
Non manchero’ di narrare quotidianamente (il viaggio lo faro’ da solo e suppongo di avere molto tempo di scrivere in uno dei vari motel dai nomi improponibili sulla Route 66) questo percorso’ spiritual-burgheroso negli States.

Dell’Asia d’altronde ne ho davvero le sacche piene. Non e’ per cattiveria , ma ho bisogno di respirare aria nuova, vedere facce normali e non palpebrizzate.
E poi detto tra noi (nella speranza che resti tra noi) qui sta diventando un casino.

Feste da tutte le parti: falo’ in Tibet (con tanto di riso, vin e preghiere collettive), Xingjanesi che fanno baldoria nei voli di linea, adunate davanti ai Carrefour per cantare canzoni insieme, trenini kilometrici per celebrare la fiaccola dell’Amore.
Insomma il mito del cinese stacanovista sta tramontando e per il solito motivo semplicissimo:

la nostra influenza occidentale.

Li riempiamo di hamburger, donne semivestite (ma con calze 380 denari), beni di lusso e due dritte sui diritti dei lavoratori e dalla mattina al calare del sol levante si rammolliscono e si inebitiscono (fatto di per se impossibile se considerata l’attuale scatola cranica)

Mi fa specie pensare se siete al corrente di quanto sto dicendo:

Del tibet gia’ si sa. Che non si sa.

Delle proteste in tutto il mondo per l’arrivo della fiaccola immagino siate al corrente.

Dei tentativi da parte degli Xingjanesi di farsi esplodere su due voli di linea non lo so, ma vi posso dire che ora vi sono posti di blocco fuori dalle autostrade, negli aeroporti e nei luoghi pubblici.

E del Carrefour? Ne sapete qualcosa?

Sembrerebbe che uno degli shareholders del colosso francese si sia schierato apertamente coi tibetani e che addirittura abbia foraggiato il Dalai Lama (immagino si tratti di Camembert) nel corso degli anni.
La cosa non l’ha riferita ad uno dei suoi amici piu’ intimi, ma e’ bensi finita nella prima pagina del "Quotidiano del Popolo" che di per se ha una bella impaginazione, ma non e’ un giornale liberale.

La cosa ai cinesi non e’ piaciuta. E cosi’ son partite le proteste in tutto il paese che consta di ben 100 Carrefour sparsi in lungo ed in largo. Ed e’ successo pure in Qingdao.

Credetemi che son soddisfazioni che capitano raramente: dopo aver battuto i cugini al Mondiale sentir migliaia di cinesi urlare per le strade:
Fa GUO HUO: ovvero “abbasso Francia (” di certo non cose tipo “chi non salta un francese e’ ” ) e vedere il supermercato vuoto e poi chiuso per due giorni e’ stato “grandeuroso”.
Immagino che la minima parte italica della Carla (suppongo sia la tuba destra di Falloppio) stia dando i primi benefici effetti.

Ed il vostro corrispondente non poteva mancare:



(chiaro che la strada fosse "aperta al traffico", creando una baraonda clamorosa)



(lo vedete il cartello dell’ometto in bici? Ebbene esso recita ed esprime tutto il suo disappunto: riparo qualsiasi cosa anche se si muove..)

Ho avuto qualche esitazione.
Sapete che quando i cinesi si incolonnano e si uniscono sono come il vecchio e mitico “Gattiger”.
Invincibili. Senza capo ne coda, ma tanti e agguerriti.
Ciotola e Bambu’ alla mano fanno paura.
Ed io li per li ho avuto sensazioni miste: da avvertimento di pericolo a occultamento da luoghi pubblici.
Insomma: noialtri qui si comincia a puzzare, non piu’ di loro, ma quel tanto da rendere la nostra presenza evidente.

Si avvertiva per le strade un pericolo:



di caccia alle streghe e caccia all’uomo bianco.

Insomma per tornare all’inizio del post, dicevo, sara’ il caso che cambi aria per un po’.

Teste di Gallina a tutti.

Adieu.


Ale’

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