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mercoledì 7 maggio 2008 - ore 00:14


Collaborazione con Epolis Roma
(categoria: " Riflessioni ")


CON I PIEDI PER TERRA
Analgesici moderni

di don Marco Pozza
da EPolis Roma, mercoledì 7 maggio, pag. 6

Si fecero storia – oltre che immagine credibile e credente – i primi martiri dell’era cristiana. Erano i primi passi della chiesa nascente, i primitivi vagiti di un Amore sceso per calarsi nelle vene della storia, di un sogno chiamato a ri-svegliare l’umanità. Epoca snervante: il sangue e le graticole furono il pegno lasciato per non far sbiadire l’Amore. Non cedettero! Ancor oggi - dopo due millenni di storia, cadute e risurrezioni – il cristianesimo porta in se’ la convivenza con il martirio. Alla persecuzioni di Nerone, Domiziano e Traiano fa da controparte l’indifferenza religiosa. Un martirio moderno, sottile ma intenso: nel nostro tempo, a differenza dei primi secoli, ti lasciano parlare, raccontare, elucubrare nelle agorà dell’esistenza. Ma non ti ascoltano. Qualcuno lo si sente, ma pochissimi li si ascolta. Sottile persecuzione, questa: perché ti sembra di gremire le piazze, le chiese, l’anima per poi scoprire che è stato come succhiare la caramella che si da al bambino purchè faccia il bravo e taccia.


Qualcuno vedeva nell’innamoramento radicale la base della conversione a Dio. Della ricerca di Dio. Forse la superficialità sta anestetizzando questo sentimento: non lo lascia vibrare, sussultare, emozionarsi. Svaligiata l’interiorità, la si vede zittita da una sordità moderna, stretta parente degli analgesici. E l’anima non è più libera d’affezionarsi a Dio.
Non è morto Dio. E’ morta la percezione di una presenza.
Cioè è una questione di affetti. Non di intelletto!


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