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mercoledì 14 maggio 2008 - ore 00:00



(categoria: " Riflessioni ")


WWW.SULLASTRADADIEMMAUS.NET
Anche la parrocchia di Internet ha il suo Parroco:
il Beppe Grillo in clergyman


di Francesca Stefani


Anche Internet ha il suo parroco: giovane, sportivo e pieno di fantasia. Una nuova forma di evangelizzazione firmata da don Marco Pozza, giovane sacerdote vicentino. Una parrocchia con il suo santo titolare (Giovanni Paolo II), la sua canonica e il suo consiglio pastorale. Il suo "notiziario domenicale" (in forma di newsletter) e la possibilità di diventare "parrocchiani virtuali". Con la prospettiva, già dal prossimo inverno, di organizzare i primi campiscuola, le prime lectio, i primi incontri "dal vivo".
Non è altro che l’ultima sfida di un ragazzo d’oro dai mille talenti.
Che tanti stanno aspettando per farlo accasare nelle loro testate giornalistiche e televisive.



ROMA - Che fosse d’aspettarselo era più ovvio che scontato. Lui non è un prete qualsiasi: lui è don Marco Pozza. Uno dei pochissimi preti che Beppe Grillo ha voluto sul palco in un suo spettacolo. Il prete che discuteva in chiesa con il Senatore Andreotti e don Di Noto, don Ciotti e la figlia di Aldo Moro. Sceso in Africa con Claudia Koll e difeso più volte dalla Polizia di Stato. Minacciato e ingiuriato a Padova ha sempre saputo ricaricare le pile il giorno dopo. A settembre aveva lasciato Padova per andare a Roma a perfezionare gli studi. Su mandato del suo Vescovo. Lui, “prete alternativo”, senza più una parrocchia. Lui che aveva fatto di una parrocchia di Padova il riferimento per centinaia e centinaia di persone giovani. Ma della sua fantasia non ha mai fatto mistero, ne tantomeno l’ha mai nascosta. Così, dopo qualche mese d’apparente silenzio, scopriamo che non si è limitato solo a studiare. E a dare gli esami. Ma s’è rimboccato le maniche: gli hanno tolto la parrocchia, lui ne ha fondata una di virtuale. Con tanto di santo titolare: Giovanni Paolo II. Essendo un papa-boys non poteva essere altrimenti.
Era a Reggio Calabria per un incontro nelle scuole: l’abbiamo raggiunto al telefono per farci raccontare questa novità.

Don Marco, bentornato!
A dir la verità non me ne sono mai andato. Ho semplicemente rispettato la promessa di obbedienza fatta al mio vescovo. L’ho sempre detto che per me l’obbedienza non è un optional: ho dato la dimostrazione concreta per essere sempre più credibile tra ciò che dico e ciò che faccio.

Una parrocchia virtuale: www.sullastradiemmaus.net. Perché?
Semplice: perché per chi ha voglia di lavorare, le possibilità sono immense. E per me lavorare “per conto di Lui” è un sogno. Oltre che un onore. Così non avendo più una parrocchia nella quale incrociare storie di persone, mani da consolare e piedi da aiutare, ho applicato la “strategia Beppe Grillo”: investiamo sul virtuale. E’ partito come una scommessa: in tre mesi abbiamo realizzato un sogno. Che ci porterà molto lontano: ormai, rimanendo in ginocchio all’alba, ne ho sempre più la convinzione.

Una parrocchia con una canonica addirittura...
Come ogni parrocchia che si rispetti, anche la nostra ha la sua canonica. "Alternativa" pure lei perché non ci vive solo il parroco, ma condividono la vita un gruppo di amici. Una piccola fraternità. Vengono da tutte le parti d’Italia: da Merano a Forlì, da Milano a Vicenza, passando per Padova, Bergamo e approdando a Roma. Il virtuale ci ha annullato le distanze. Non ero più disposto a vivere in canonica da solo. Ho applicato quello che farei nel caso avessi una parrocchia vera: chiamerei qualcuno a con-dividere con me le giornate. Magari una giovane famiglia che non potrebbe pagarsi l’affitto.


L’ambientazione è tutta vicentina: le immagini raccontano la storia di una ragazza e di un vecchio pastore
Io sono figlio orgoglioso della mie amata terra natìa (Calvene, ndr). La trama è la storia di una ragazza reale, Elena (che ho scelto perchè non l’ho mai vista truccata), che si fida di un vecchio signore – che per una vita ha fatto il malgaro – che le insegnerà come diventare grande mantenendo il suo cuore di una bambina. E’ tutto un gioco di sguardi, di evocazioni, di semplici accostamenti al naturale. Volevo profumasse di semplici verità la mia parrocchia: e me li sono scelti uno ad uno. Dietro i loro volti ci sono storie di trasparente e riconoscente affetto. Se sono felice d’essere prete è grazie alla loro vicinanza!

L’hanno sempre criticata per essere uno che "fa di testa sua". Questa volta presenta un lavoro a più mani: una rivincita?
Non ho bisogno di nessuna rivincita. In questi mesi, pregando, ho scoperto quanto sono prezioso agli occhi di Dio. Basta aprire la Scrittura Sacra per vedere che nel deserto Lui chiama chi deve ammaestrare per poi lanciare in grandi imprese. Questa è la mia vittoria: ripagata dalla Sua tenerezza. Ho sempre sognato di “unire”, mai di spaccare. Mi serviva la serenità per poterlo fare: il resto c’è sempre stato. Lo dimostra il fatto che oggi siamo qui a presentare un lavoro di squadra.
Finalmente!

Una risposta bella alla “parte critica” della sua vecchia parrocchia padovana che non l’ha mai accettato?
Mai dubitato che sia meraviglioso fare il prete: ci crede? Sono innamorato di Dio! (si capisce che devia volutamente la risposta)

Uno che lo vede per la prima volta, il suo sito è curato nei minimi particolari e molto fotografico. Quanto conta per lei l’immagine oggi dialogando con i giovani?
Grande importanza riveste oggi l’immagine. Meglio: l’immaginazione. Meno parole possibili a scapito di immagini che, da sole, potessero interloquire con il “parrocchiano virtuale”: è stata questa la nostra filosofia .
Ma il merito di questo risultato non è mio. Ho la fortuna di collaborare con ArteFoto di Gigi e Rita Abriani, uno splendido laboratorio di Lugo di Vicenza, che con la macchina fotografica compiono miracoli e capolavori. Paolo, webmaster-sacrestano di Forlì, incredibilmente è riuscito a concretizzare la mia fantasia nel web. Come vede io sono il pretesto: la professionalità me l’ha procurata il mio Datore.
Professionalità+bellezza+semplicità: un mix terribile!

Di suo cosa c’è?
La passione d’essere prete. La malattia del perfezionismo. Il sogno di non essere più da solo. E la voglia matta di non mollare mai! Basta questo: mi creda! Altrimenti chieda ai miei collaboratori...

La colonna sonora gliel’ha firmata Tiziana Manenti, non certo l’ultima arrivata: ha partecipato pure a Sanremo.
Per me è stato un onore. Soprattutto pensando a come ci siamo conosciuti: eravamo a Pompei ad un Meeting di Giovani lo scorso 1 maggio. Sono bastate due parole per capire che non c’eravamo incontrati per caso. Quando vuole Lui azzera le distanze. Mi ha regalato la sua passione, la sua voce, la sua giovinezza.
Adesso sta lavorando per costruire qualcos’altro. Top secret.



Io l’ho intervistata l’anno scorso per una testata giornalistica. Si sente che è cambiato: lei è meno nervoso e più convincente ancora. Come mai?
Ho sempre saputo d’essere giovane e tante volte ho cercato qualcuno che mi aiutasse. Ho sofferto perché tutti mi offrivano autorità, io invece cercavo autorevolezza. Poi un giorno ho conosciuto un prete splendido che s’è preso cura di me e, trattandomi come un figlio, mi sta insegnando a camminare. Ho deciso di fidarmi: e ho fatto la scelta vincente. Ho trovato il mio “secondo papà”.

Il suo Vescovo?
Sto scoprendo in questi mesi la sua tenerezza nei miei confronti. Io voglio bene al mio Vescovo e, appena posso, lo vado sempre a trovare. Dietro di lui il mio Rettore, don Sandro Panizzolo: l’uomo che non mi ha mai dimenticato. E don Attilio Mazzola: l’angelo custode durante la mia permanenza a Padova. Come si fa a non vederci la cura di Dio verso di me? Guardi preti che mi aiutano…

I preti di Padova come la prenderanno? Come l’ennesimo atto esibizionista?
Internet è spettacolare. Pensare che appena diventato prete nemmeno sapevo cosa fosse un blog... (secondo dribbling per evitare il discorso). Se vuole iscriversi pure lei...

Leggo ora che questo sito è il primo passo: da qui farà nascere un programma tv e un romanzo letterario. Sappiamo che le televisioni lo stanno aspettando, i giornali danno sempre più spazio alle sue riflessioni. C’è il nome di un grossissimo canale televisivvo dietro che la sta corteggiando da mesi. Ma lei trova il tempo di dormire?
Sono innamorato di fare il prete: non voglio perdere tempo! Nel mio cantiere c’è sempre la scritta: “Lavori in corso”. Tutto quello che legge è vero: e siamo a buon punto. Ho una squadra meravigliosa alle spalle. Che, giorno dopo giorno, s’arricchirà sempre più. In televisione ci entrerò con la schiena diritta, come mi ripete sempre il mio maestro. Per questo possono aspettare tutti: poi, visto che le offerte non mancano, sceglierò.
Solo dopo aver consultato i miei due papà, però!

E lo studio?
Mai stato un problema: anzi, è una gioia. Di notte penso, al pomeriggio invento, la mattina a scuola perfeziono. Sto facendo una dissertazione per la Licenza in Teologia Fondamentale sull’importanza dell’immaginazione nel comunicare la fede oggi: il professore che mi segue è un altro di quegli incontri fissati da Lui. Partirò proprio dal sito mio internet! (è impressionante come tutto ciò che fa sia collegato per non perdere tempo) Gli esami sono il mio passatempo: in treno, in autobus, mentre corro… Son fortunato anche qui: l’intelligenza non manca. Cerco di non tradire la fiducia di Chi me l’ha data.

Si parla di una presentazione ufficiale in grande stile in una piazza italiana. Conferma?
(ride!) Il mio Consiglio Pastorale m’ha imposto di mantenere il silenzio. Avendo potere esecutivo, devo obbedire a loro. Confermo solo che si farà in piazza: le sacrestie mi provocano una forte allergia alle vie cardiache.

Ma dove vuole arrivare a questa velocità?
Sempre nella stessa direzione: diventare santo. Magari pescando uomini nel mare di internet. La versione moderna del Mare di Tiberiade. Glielo assicuro: anche qui ci sono uomini che, dopo notti di pesca infruttuosa, hanno le reti tristi. Perché vuote.
Sono la mia nuova parrocchia!


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