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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
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LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento

HO VISTO

- la mia vita trovare un suo proprio equilibrio
- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

STO ASCOLTANDO

Il sommesso brusio dei miei pensieri...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Uno stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta, mischiando dal dark al bon ton, per piacermi sempre e comunque!

ORA VORREI TANTO...

- che il mio futuro si concretizzasse in tempi brevi
- un Moscow Mule
- un paio di Manolos

STO STUDIANDO...

Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

OGGI IL MIO UMORE E'...

Imperscrutabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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martedì 3 giugno 2014 - ore 13:49


MATEMATICA CREATIVA. LA VITA AVEVA IN SERBO BEN ALTRO...
(categoria: " Riflessioni ")


A me occorre una vita divorante. Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare:
mi occorrono una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere, un’opera da compiere.

[S. de Beauvoir]

Chi vuole essere un Uomo, deve essere un anticonformista.
[R. W. Emerson]

Pares cum paribus facillime congregantur.
[Cicerone, De senectute, III]

Ho sempre constatato che per riuscire nel mondo
bisogna aver l’aria folle ed essere saggi.

[R. de Montesquiou]

Mattinata tranquilla qui in studio, in questo martedì che sa di lunedì, che mi ha dato tempo e modo per riflettere su quanto la vita, a volte, sia eccentrica...riesca a rimescolare le carte in maniera radicale...abbia un crudele senso dell’umorismo...sia portata al paradosso...e le piaccia confondere e spiazzare.

Ainsi sera, groigne qui groigne. [Anna Bolena]


Non credevo che avrei mai intrapreso la carriera dell’azzeccagarbugli: mi vedevo impiegata in una qualche aziendina del Nord Est, ligia al dovere ed imprigionata nelle mie 8 quotidiane ore di corvèe, per portare a casa la pagnotta, dicendomi che il gioco valeva la candela...ma la vita aveva per me in serbo ben altro. Non porto a casa pagnotte, semmai si può parlare di brioches, non faccio 9-13/14-17, certezze non ne ho nessuna, il percorso è lungo, accidentato ed irto di difficoltà, ma la professione mi appassiona ed ho trovato la mia strada.


Non credevo che mi sarei mai ritrovata a volere una capanna coniugale: mi vedevo in un monolocale, da sola, in compagnia di un corgi (opportunamente nomato Fidel, dato l’ideologico mantello a chiazze fulve), circondata da libri, alle prese con un’intensa vita sociale (perché gli amici veri ci sono e ci saranno sempre) e culturale (teatri, mostre e concerti ristorano l’anima ed aiutano a guadare la dilagante mediocrità italica)...ma la vita aveva per me in serbo ben altro. Adesso siamo in 2, e sono semplici pandalismi fra noi: una mente scientifica che discute accesamente da mane a sera con una controparte imbevuta di humanae litterae fino al midollo; lui, a Parigi, che vuole andare a vedere il Pendolo, io che ho in mente il Musée Moreau; io maldestra, assolutamente negata per tutto quanto è pratico, vulcanica, irascibile e lunatica, lui ordinato, metodico, sbadato, calmo ed imperturbabile come un buddha (con il pizzetto). Fra noi una profonda empatia e la condivisione di molte passioni (era scritto nelle stelle che andassimo insieme finalmente a sentire dal vivo gli Iron Maiden): nei nostri programmi, molti viaggi e concerti, tante risate, una capanna, una cantinetta...ed un corgi (ma lui questo ancora non lo sa: lui non ha mai avuto un cane).


Non credevo che certe persone non avrebbero più fatto parte del mio mondo: mi vedevo sempre con loro attorno, pensavo che, in una maniera o nell’altra, il filo non si sarebbe mai spezzato, perché la contingenza mi pareva ormai diventata realtà stabile, perché anche cercare di riempire il vuoto creato dalle rispettive solitudini dà un senso ai rapporti, perché non credevo che potesse esserci per me un’alternativa...ma la vita aveva per me in serbo ben altro. Un legame di sangue non comporta, gioco forza, l’esistenza di un rapporto: in casi estremi, è meglio recidere il filo, per vivere consapevolmente e, per quanto possibile, serenamente, i propri giorni. Uscire insieme per anni, ogni venerdì e sabato sera, per condividere aperitivi e cocktails, parlando di futilità e sciocchezze, reciprocamente sfruttandosi per riempire i rispettivi vuoti, non definisce un’amicizia e, finito lo spritz e scioltosi il ghiaccio del mojito, è naturale che poi ognuno vada per la propria strada. Condividere un periodo, perché una strana (e malsana) affinità ci porta a cercare una persona per fagocitarle tempo e pensieri, è pericoloso e solo un’inversione di rotta brusca e radicale può riportare in porto, senza troppi danni.


Non credevo che sarei riuscita a difendere quella che sono fino alla mia veneranda età: mi vedevo, ad un certo punto, grigia e triste, omologata e rassegnata, vestita canonicamente in beige ed azzurro (carta da zucchero, mi raccomando), in primavera, con i mocassini d’ordinanza, e nei toni del bruciato (un marrone freddo però), in autunno, a meditare sull’opportunità o meno di accompagnare un’amica al concerto di Elisa...ma la vita aveva per me in serbo ben altro. Se nasci rock ’n roll, muori rock ’n’ roll. Se il tuo cellulare suona con le note di Pet Semetary sta scritto nelle stelle che avrai sempre in armadio un paio di high top nere. Se con il tuo migliore amico ti esalti, perché finalmente hai visto in live Aces High, non smetterai mai di essere “quella che, se non ha borchie, ha teschi o croci addosso”. Se al tuo uomo regali, innanzi tutto, un anello con sopra inciso True Hate (che tu porti, speculare, da ormai quasi un decennio, all’anulare sinistro), è destino andare insieme a concerti per almeno un trentennio (probabilmente, bastone-muniti, ma non ci fermerà qualche acciacco fisico). Se le tue due migliori amiche hanno una l’arcobaleno in testa e l’altra l’arcobaleno sulla pelle, tu, per bilanciare, resterai sempre “quella in nero”, che però ha l’arcobaleno dentro.


Non credevo che un giorno mi sarei ritrovata a fare un bilancio, perché la reputavo “questione da vecchi”...ma la vita aveva per me in serbo ben altro. Non ho ancora abbozzato un totale. Ho fatto un sacco di operazioni: somme, sottrazioni, divisioni e moltiplicazioni. Le incognite sono tante. Le formule spesso non mi tornano. Nemmeno le uguaglianze escono come dovrebbero. 1 + 1 non sempre dà 2: ma va bene così, perché io sono per la matematica creativa.

Volli, sempre volli, fortissimamente volli! [Vittorio Alfieri]


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