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Wednesday, March 30, 2005 - ore 02:26


Wiener Blut
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Forse ha ragione lo Scaccolatore Folle, il mio attuale psichiatra: quando si vive una situazione che apparentemente non dipende da noi, in realtà siamo proprio noi a volerla, per quanto assurdo possa sembrare.
E dunque, forse, se la mia ultima gita è stata un massacro psicofisico è stato perché, in fondo, io sguazzo nella tragicommedia.
In pratica, fin dall' inizio hanno deciso tutto loro, sorvolando sul fatto che anche io avessi esigenze, fisiche e non. Senza neanche chiedermi, hanno pensato che la prima notte avremmo dormito in una piazzola di sosta di autogrill. Vabbè, nessun problema, ho le ossa (oltre che la capoccia) dure: ho “dormito” anche in aeroporto, quando l' anno scorso ho avuto delle incompatibilità con l' aereo circa l' orario di partenza...
Poi, giunti a Wien, la ricerca di un hotel, comunque sempre col navigatore satellitare che ci portava per manina nonchè con l' interprete inglese/tedesco a due gambe, ovvero la sottoscritta.
2 o 3 tentativi (tra cui un mega hotel di lusso con suite da 200 Euro al dì, che internet presentava come ostello) in cui Sabry voleva a tutti i costi restare), e siamo finiti, ben contenti, al Post Hotel, pieno centro, una camera per 4 (anche se Sabry insisteva per rimanere lì solo una notte, e passare l' altra nel predetto ostello di Sissi).
Con, appunto, i miei compagni di ventura: Sabry, di buona famiglia (papà prof di lettere, di quelli che han studiato da prete), che abita nel mio paese ed era con me alle medie e al liceo, ma poi si è laureata in farmacia e ora fa, pensate un po', la farmacista.
Poi, il suo fidanzato, ossia l' uomo di Neanderthal. Probabilmente, se andasse a scuola, avrebbe l' insegnante di sostegno. Non lo dico per insultarlo o per disprezzo verso chi non è laureato (fa il portantino in un ospedale), ma perchè davvero dalla sua voce cavernosa escono solo espressioni come: “Tra poco a fago un ruto ca te peteno!”. È quel tipo di persone che, quando c'è la coda in autostrada, usano la corsia libera, o anche quella di emergenza, sbraitando “Mi gò da restare in còa? Ma mi me spaco i maroni a stare in còa!!” e, quando gli fai notare che TUTTI si sta fermi ad aspettare, ti risponde: “E mi cossa me ne ciàva de che altri?? Mi penso par mi!!”.
Il terzo, amichetto di lei, non certo ai livelli di quest'ultimo (anche perchè è statisticamente impossibile!) , ma neppure lui un lord. Però senza dubbio più tenero ed affettuoso con lei, anche perché non proprio bellissimo, disperatamente solo e pertanto, del tutto intenzionato a soffiare la ragazza al relativo fidanzato. E lei a trarre giovamento dalla situazione, in quanto comanda a manganello ambedue. Risultato: il primo giorno, via di corsa, senza soste, perdendomi per le vie (ma io me ne fregavo: tanto chiedevo alla gente!), sbuffando quando chiedevo di poter andare al bagno o deridendomi per la mia lentezza nel salire i 343 gradini della Cattedrale (vorrei soffrissero loro di extrasistole, sti stronzi!!).
Per poi rovinare sfiniti in camera alle 16 e ronfare fino alle 20. E io lì, sul letto, a occhi aperti, a mangiarmi il fegato per le ore di sole perse irrimediabilmente. Inutile cercare di chiedere informazioni sul programma: “ti no sta rompare i coioni, che noialtri decidemo volta par volta!”. Sono pure sbottata, quando, mentre mi mangiavo una caprese in ristorante (loro avevano magnato hotdogs in piedi), Sabry è venuta dentro per farmi pressione: per carità, non sono neppure io una patita della gita “Poènta e Vin”(ossia le classiche escursioni in cui si va in un posto solo ed esclusivamente per magnà, tipiche dei 72enni…come purtroppo ho appreso quando feci l' errore di andare a Roma con gli anziani del mio paese!), però non ha senso privarsi dei bisogni elementari per dopo perdere tempo in altro modo!
Ma la legge la facevano loro, mica io. E così, cena in locale caratteristico, con le conversazioni del Cavernicolo che si può immaginare, inframezzate dalle dichiarazioni “Stasera me trombo ea ………..(cioè la qui sottoscritta), ghe dao mi na sistemada!!”, frase che, comunque, è stato ripetuta circa 2314 volte al giorno…e che mi ha indotta a spostare il mio lettino vicino alla porta, tanto inquietante è quel tizio (il tutto con la scusa che il suo russare sinfonico non mi faceva dormire)!
In seguito, serata ai divertimenti del Pater. Mitica ruota panoramica? Manco se ne parla! Lei vuole andare sul palla-jumping, e il terzo incomodo la segue, mentre il burinazzo è lì che si stuzzica i denti. E io? Mi bevo un the, in un locale, per digerire. Esco e, come sempre, non mi avevano aspettata. Così mi aggiro sola (in ogni senso: c'era il deserto) tra quelle giostre kitch, con iconografie risalenti agli anni 60-70, in una atmosfera stranissima, da film dell' orrore di serie Z di, appunto, 30 anni fa. Vorrei andare nelle giostre dell' orrore, ma alle 23 chiude tutto, e poi, ovviamente , i 3 mi oppongono secco rifiuto. Però il tempo lo trovano per giocarsi 80 Euro al tiro al bersaglio e “vincere” così 2 tigri di peluche (ribattezzate “Incu” e “Lata”. Il Cavernicolo ha riprodotto il verso della tigre per mezzora, orgoglioso dei suoi 2 trofei, dichiarando che le metterà in macchina per spaventare gli extracomunitari).
Come da “accordi”, mi aspettavo infine di andare almeno in uno dei tanti locali notturni giovanili di Wien. Invece, per la strada, il nobiluomo dice che “Lui ha sonno” e si torna di nuovo a casa! cazzo! Allora mi sono presa le chiavi e, chieste informazioni al receptionist (che, gentilissimo, è uscito anche a mostrarmi le strade, aggiungendo che a Vienna si può girare da soli di notte, da quanto è sicura e calma), me ne sono andata in un bar lì vicino, a bermi un the. Il locale era squallidino, con quel juke-box e quei loschi figuri, mentre io macchinavo con il mio cellulare e bevevo con molta calma il the, pensando a dove andare dopo.
Lì vicino sedevano una ragazza bionda alquanto bella, un uomo ed un ragazzo, che mi guardavano e parlavano tra di loro. Dopo un po', mi si è avvicinata la ragazza (con un brillantino appiccicato sotto l' occhio ed una treccia tra i lunghi capelli), chiedendomi come mi chiamassi e se stessi aspettando qualcuno e così ho deciso di sedermi con loro a parlare. Ho capito ben presto che era sotto effetto di qualche droga, anche perchè, quando le ho chiesto cosa stesse ascoltando, mi ha mostrato un mini disc di Janis Joplin…Mi chiedeva chi fossi, cosa facessi, se volevo passare la notte con loro, e io mi sono sfogata per la sfigatissima vacanza che stavo vivendo. L' uomo, impassibile, commentava in tedesco quel che dicevo con il ragazzo. Non sapendo come si dica “quasi” in tedesco, le ho detto che sono avvocato ^__^….Lei mi ha mostrato la sua patente, per dimostrarmi che aveva 26 anni, dato che gliene avevo dati 16, con suo sommo (ed inquietante!) disappunto. Le cose sono precipitate quando ho avuto una conversazione al cellulare con mia madre, ovviamente alquanto agitata (lei voleva tornassi con il primo treno, anche per paura dei bassi istinti del Cavernicolo!). La bionda ha preso a chiedermi perchè fossi triste, che problemi avessi e, specialmente, come mi chiamassi (!!!). Al che le ho risposto che stavo solo andando in hotel ad uccidere i miei amici. La tizia ha avuto un mutamento repentino di umore, e ho temuto per un gesto folle, tanto mi ha guardato con gli occhi stralunati! Non voleva lasciarmi andare, perchè temeva non avessi un posto dove passare la notte, e non voleva che fosse triste; mi teneva per un braccio ed esclamava di continuo “Don’t go away!! Don’t go away!!”, ripetendo il mio nome (almeno l' ha imparato, dopo 200 repliche!). Alla fine, sono riuscita a scappare, assicurandole che sarei tornata la sera dopo, e che “tutto era ok, che avevo un hotel in cui dormire, e che non avrei ucciso nessuno, per quella sera”…
Il giorno dopo, come sempre, angherie: attese infinite per i loro capricci, e rinuncia a vedere il mio amato Klimt, anche se siamo passati DAVANTI al Leopold Museum!(loro non si rinchiudono nei musei, dicono!) . E salto pure il pranzo, perchè la padrona dei 2 fessi non voleva perdere tempo!…però lei se l'è pappato un hamburger da Mac Donalds!(ristorante italiano? NO! Non era caratteristico, secondo il suo insindacabile giudizio!! Il Mac sì, invece…). Inutile cercare di fare i polemici: non ti cagavano neppure. Ancora peggio fare battute: gelo totale.
E poi, le scenate di lei con il moroso, prontamente lenite dalle coccole dell' altro; e così, mentre Cavernicolo si tastava i capelli (“Varda chi che piaza…bisogna ca vaga da Cesare Ragazi!”), l' altro se la carezzava e sbaciucchiava…Ed io guardavo, chiedendomi che senso avesse quella situazione, ripensando a quando lei, nel pomeriggio, aveva raccontato a noi 2 (mentre il suo ragazzo non poteva sentire) di aver fatto la doccia con diversi ragazzi (precisando “non solo per lavarmi”…), e di aver pensato molte volte di mollare il moroso, salvo ripensamenti….
Altro momento di tensione, quando ho scoperto che il giorno dopo avremmo lasciato Vienna di buon mattino: cacchio, ditemelo un po' prima, che compro cartoline e souvenirs! Ma , evidentemente, le mie erano pretese assurde: “Non hai ancora capito come funziona con noi?? si decide PER LA STRADA, al minuto! Tu non rompere tanto le balle, che a casa ci torni!”(stavolta l' ho tradotta in italiano direttamente).
Però , se non ci fossi stata io, tra le altre cose, i 3 furbi sarebbero ancora là, con i 2 Polizei muniti di Rex che ci volevano fare la festa perchè eravamo nei sotterranei della posta e non capivano che volevamo solo accedere al parcheggio dell' hotel, anche se eravamo entrati per una porta non consentita, e per di più di notte!
Comunque, quel giorno neanche ho cenato, perché, dopo una corsa per arrivare alla Donau Turm, una torre magnificente contenente ristoranti e discoteche, l' abbiamo trovata chiusa. Erano le 24.30, dato che fino a quell' ora ci eravamo trattenuti ancora al Prater,dove Sabry e il suo amante hanno fatto un altro giro in una giostra della morte, col Cavernicolo che guardava da sotto a bocca aperta. E io di nuovo a girare tra quella ferraglia weird, rivivendo la strana sensazione. Purtroppo, la giostra dell' orrore che mi piaceva chiudeva in quell'istante (e me l' ha detto una ragazza strana che non sapeva l' inglese ed in cui, non so perchè, ho rivisto la cannata della sera prima…) e così, ho deciso si andare in un labirinto orrido, risalente a 40 anni fa, in cui, ho poi scoperto, andò anche mia madre nella sua gita giovanile a Vienna! Mi sentivo un po' idiota, là dentro, con 2 coppiette di ragazzini tedeschi (e se non fosse stato per loro sarei ancora là dentro!!), ma ne avevo bisogno, per tornare indietro nel tempo…
Poi, appunto, la gita a vuoto alla torre sempre con lo stomaco di chi non ha neppure pranzato (loro invece si erano pappati una frittella all' aglio al baracchino, bestemmiandomi dietro perchè non avevo fatto altrettanto). A quel punto, i 3 avevano deciso di tornare all' hotel, quando ho detto una battuta sull' “essere stati a Vienna e non aver visto neanche un locale notturno viennese”. Al che, la reginetta ha avuto un moto di stizza: ha obbligato il suo cicisbeo a tornare al centro, posare la macchina, e fare tutti quanti una passeggiata da maratoneti (ovviamente, perdendomi, dato che avevo le vesciche ai piedi, e non aspettandomi). Poi, dato che a Vienna, a quanto pare, vanno tutti a letto alle 22, e i locali chiudono poco dopo, Sabry ci ha imposto di correre al primo pub e, arrivati là dentro, mi ha ricoperta di frecciatine. E non è servito dimostrare la mia disponibilità anche a tornare all' hotel, piuttosto di sorbire simili scenate!
Peraltro, il locale era pure sfigatissimo: 3 gatti ed un cameriere molto sveglio che ha portato vino bianco anzichè birra. Almeno ho inghiottito 2 salatini. Poi ritorno, sempre con il muso dei 3. Ho cercato di andare ancora al bar dei cannati, ma era chiuso, essendo oltre le 2, così il the digestivo sono andata a pigliarlo al baracchino in strada, affollato di punks ed ubriachi che urlavano. Poi, di sopra, ho scritto un po' di cartoline (non vi rinuncerei per nulla al mondo; loro invece non le hanno neanche comprate) e mi sono tuffata in 3 ore di sonno, al ritmo della Cavernicol Orchester…altro che Mozart e Strauss!
Al mattino, ovviamente, loro erano arzilli e pronti a partire per ………..(BOH!), e così altri improperi all' indirizzo di Padella-palla-al-piede, più lenta del solito. A colazione, discussione utilissima sull' opportunità di aprire una Torre-Ristorante anche qui da noi, nonchè sui capelli del Cavernicolo che sono sempre più radi.
In auto, quando ormai io cercavo di parlare meno spesso possibile, hanno massacrato il navigatore sat, per sapere come andare a Mathausen, meta decisa lì per lì da lei, “per vedere un po' di storia”. Il navigatore non ne voleva sapere di quella destinazione, e così siamo partiti senza una direzione precisa. Nel mentre, i 3 idioti si lambiccano per ricordare se qualcuno dei loro conoscenti in Italia sappia usare internet per dare loro una mano (inutile, non trovano nessuno). Ad un certo punto, l' idea: al prossimo autogrill, ci si ferma e si piglia una cartina; segretamente io prego che non trovino alcuna indicazione, dato che, con tutto il rispetto, il campo di concentramento non era il mio ideale, dopo 2 giorni e mezzo di torture psicologiche! Mi offro di scendere io, anche per fare pipì. Ristorante bellissimo. Chiedo alla cassiera: perchè non troviamo Mathausen? Risposta: perchè si chiama “MaUthausen”!
Esco, lo dico ai 3 scemi, che mi promettono in premio una pizza (infatti, io non magno pizza!). Ma scoprono che il posto non è sulla via di casa, imprecando. Che si fa? Suggerisco di andare a Graz, che è bella grande, o almeno così dev’essere, se ci è nato Swarzeneggher. Ci fermiamo, per puro caso, nello stesso autogrill che ci ha cullati all' andata e lì si mettono a studiare una cartina. Io ci metto molto ma molto meno: chiedo ad una cameriera dove siamo e dove andiamo. Eravamo ad Anwiesen e mancavano appena 20 minuti a Graz. Ergo, nonostante l' ostruzionismo inconsapevole del bellissimo guidatore (che aveva digitato “Granz” sul navigatore, per assonanza con una località veneta, ben più distante!), ci siamo andati. Carina, anche se c'era un po' di vento. E, soprattutto, molto calma, a dispetto dei numerosi ragazzi sbandati che l' affollano. Come al solito, io spettatrice muta delle scenate di lei con il moroso e delle occhiate complici dei 2 amanti.
Per tenermi compagnia, mi canticchiavo canzoni di gruppi tedeschi, tanto per omaggiare il luogo (che, infatti, era l'Austria...), e mi cascava sempre la corda vocale su "Freiheit" di Westernhagen e, ovviamente, su "Radio Orchid" dei Fury in the Slaughterhouse.
Poi, si riparte per casa, con il Cavernicolo che mi ronfa accanto, mentre, davanti, i 2 si tengono la mano e si accarezzano. Tentativo di dormire sventato da una mitragliata dell' autoradio e dai piedi scalzi dei 3 amiconi. Tanto io ero solo un apostrofo tra il sedile e la portiera, mica una compagna di viaggio! Si sono accorti che c'ero solo quando ho rovinato loro la festa con una telefonata lunghina con un amico mio di Milano (no, non quello là….), che ha riattivato la funzione locutoria della sottoscritta…Poi, pseudo coda in autostrada, dribblata dal solito genio sregolato di Cavernicolo. E, infine, ritorno a casa, già con la nostalgia di Vienna. Oggi, come ho detto, tanta stanchezza fisica e, ovviamente, mentale, tanto più che ho preferito perfino scrivere una puntata di Blob, piuttosto che fare robe per i miei clienti (a parte un paio di fax e di telefonate).
Ho capito una cosa importantissima (a parte il fatto che Sabry è una zoccola, anche se travestita da brava ragazza di buona famiglia): d'ora in poi, devo viaggiare da sola! Freiheit, libertà!Me la so cavare, mi sono abituata pure a fare gli autoscatti…
E poi l' errore più grosso di quando si va all' estero è portarsi dietro connazionali, circostanza che impedisce l' interazione con gli autoctoni, mentre, invece, dovrebbe essere proprio il valore aggiunto di un viaggio…
Magari torno proprio a Vienna. Stasera, ho cercato di scaricare “Vienna” degli Ultravox e, ovviamente, “Wiener blut” del nostro mai troppo compianto Falco.
Ma è sempre così: ogni volta che faccio una delle mia capatine (in genere sfigate) all' estero mi par di aver visto una città più bella delle altre, e penso di andarci pure a vivere. Fino alla prossima.
Tchuss.




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