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giovedì 4 ottobre 2007 - ore 17:49



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo ricordate quel detto che dice… “meglio vivere di rimorsi che di rimpianti?” e, in effetti a rifletterci su, la vita si trasforma in temeraria ed affascinante favola da raccontare ai posteri, soprattutto quando ci sono da elencare tutte le incette di rimorsi che ci hanno visti protagonisti di azioni scriteriate, indelicate o deleterie per qualcuno.
Mentre, invece, tutte le privazioni a cui ci sottomettiamo, quando parliamo dei rimpianti, appartengono alla lista malinconica dei tentativi falliti, delle esperienze non approfondite, delle occasioni non sfruttate o… le opportunità non sapute cogliere.
Praticamente, (per dare anche maggiore valore alla definizione dello Zingarelli), l’essere umano preferisce subire l’onta del rimorso, piuttosto che quella del rimpianto.
Ma siamo sicuri di questo? Siamo certi che sia proprio questa la verità più attendibile?
A leggere le indagini e statistiche non si direbbe.
Sembra che siamo in perfetta parità. Sfide infinite tra moralisti e fatalisti, tra coscienziosi e libertini, tra ponderati ed istintivi.
Insomma… da qualsiasi parte si sta’…non si ha la certezza assoluta di essere “nel giusto” (“giusto” inteso come equilibrio interiore per se stessi, più che per chi giudica gli altri).

Ma, quello sui cui vorrei riflettere con voi, è provare a capire quando questo stato d’animo va’ scelto a priori. Cioè: come si fa a determinare, fin dalle sue origini, se una specifica scelta od azione può portare sicuramente ad un rimorso od un ripianto, e se l’uno o l’altro può arrecarci un danno nel futuro?
Mi spiego ancora meglio con un esempio: come si fa a rivolgersi a due “amanti” per chiedergli: “secondo voi, chi si lascia entusiasmare il cuore da un amore segreto, senza nessuna certezza, sarà nel tempo che verrà, vittima di un rimorso o di un rimpianto?”
Secondo me, potremmo stare lì per ore accanto ai due intrepidi temerari, senza mai ottenere una risposta diversa da questa: “ora lo proviamo a vivere, e poi ti sapremo dire”.
Voglio dire… mica è facile, dinanzi ad una scelta tanto cinica e risoluta, comprendere se è meglio privarsi di qualcosa (rimpianto) o viversi l’intensità di quella emozione senza pensare alle conseguenze (rimorso)?
E’ meglio frenare quell’urgenza del cuore, che pretende di stare bene con quell’amore da coccolare e lasciare vivere, anche se in maniera impudica e segreta, o vale l’idea che la vita è nostra è va vissuta fino in fondo, perché ci sarà un tempo in cui ci verrà chiesto di tirare le somme delle nostre esperienze… e lì si dimostrerà la nostra bravura ad aver saputo collezionare quante più gioie possibili nel proprio cuore… pur se figlie di rimorsi incancellabili?
A dire il vero non so da quale parte sia preferibile stare nella vita. Soprattutto, non riesco ad immaginarmi coerente e assolutista dinanzi ad una scelta di vita, che pretende da un lato equilibrio e moralità e dall’altra parte arroga la pretesa di vivere quella gioia fino in fondo, perché… la vita è una soltanto, e la ricerca della felicità parte dalle piccole cose… fossero anche dei rimpianti.
Ho il sospetto che vivere di rimpianti ti fa arrivare ad un punto nella vita in cui non credi più a niente e ti lasci compiangere dagli eventi infruttuosi e tristi che ti sei autodisegnato addosso.
Ma, può anche darsi che, il vivere di rimorsi non deve essere un bell’esistere, se il ricordo di qualcosa di antico ti lascia intristire od abbassare la testa, perché devi nascondere lo sguardo triste da un pensiero che ti inquieta e ti imputa dolore altrui o la mancanza di rispetto e di riguardo per qualcuno o qualcosa che credevano in te e nella tua lealtà.
Questa volta lo lascio a voi il giudizio conclusivo a questo mio tormentato pensiero settimanale. Mi piace solo trovare un proverbio da associare a questi stati d’animo così simili per il “vocabolario”, e tanto differenti per la nostra mente e la nostra coscienza.
Cosa sarà meglio nella vita? Vivere 1 giorno da Leone o 100 da Pecorella?
Meglio una vita di rimorsi che di rimpianti? O sarà vero che… è meglio vivere col cuore in prima linea, lasciandosi guidare dall’istinto, senza chiedersi MAI dove finisce un rimorso e dove ha inizio un rimpianto, per evitare di stare sempre troppo lontano dalle FELICITA’ DELL’ANIMA?


“Scegli nella completa libertà del tuo pensiero più profondo e sincero, sapendo ascoltare la voce del cuore per comprendere se quel qualcosa d’importante che ti chiede di “tentare” faccia più male viverlo fino in fondo o privarsene per sempre e fare finta di… non pensarci mai più.”



Un cuore tanto più è vuoto e tanto più pesa.


(xxx)

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giovedì 26 luglio 2007 - ore 11:51


BEH.....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dicevo......
beh... volete ridere???

SONO SINGLE



L’ESTATE E’ ALLE
PORTE




AHHH, DIMENTICAVO
SABATO VI ASPETTO TUUUUTTI QUI




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venerdì 13 luglio 2007 - ore 17:53


BENE!!!!!!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


LUNEDì SI INZIA COL SECONDO MODULO....

COSTANZA
COSTANZA
COSTANZA

OLTRE AI MIEI SOLITI ALLENAMENTI HO DOVUTO AGGIUNGERE UN’ORA AL Dì DI FREESTYLE.....
ADORO TUTTO CIò.

BUON W.E. A TUTTE/I



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lunedì 11 giugno 2007 - ore 16:28



(categoria: " Vita Quotidiana ")



“Certo, fra le ragioni immediate del mio essere finito in quell’ashram c’erano il mio malanno, la voglia di capire meglio l’India e quella di mettermi alla prova; ma soprattutto c’era la convinzione che la nostra vita è una continua costrizione, che ci muoviamo costantemente entro i limiti stretti di ciò che è scontato, lecito, decente; e che in fondo sul palcoscenico della società recitiamo solo delle parti, finendo per giunta col credere di essere i personaggi della commedia e non gli attori. Volevo provare qualcosa di diverso.”
“L’uomo moderno pensa sempre meno al mondo. Non ne ha il tempo. Spesso non ne ha l’occasione. La vita che facciamo, specie nelle città, non ci fa più pensare in grande, presi come siamo a correre in continuazione dietro a un qualche dettaglio, a una qualche piccolezza che ci fa perdere il senso del tutto. Me ne ero accorto, alla fine, nel mio stesso mestiere. Dovevo raccontare le guerre, ma non chiedermi perché, con tutto il progresso di cui l’uomo si vanta, le guerre sono ancora così parte della sua esistenza e perché, quanto più civili e progrediti sono i Paesi, tanto più investono enormi capitali per studiare nuove armi capaci di uccidere sempre meglio e di più.
E poi, fino ad alcuni anni fa, raccontare una guerra poteva servire, la gente si ribellava; un massacro commuoveva ancora. Oggi anche raccontare non serve più. Ogni giorno ci sono nuove storie di massacri, ingiustizie, torture, ma ci si fa appena caso. Siamo sopraffatti. Pensiamo di non poterci fare nulla e così tutti diventiamo sempre più complici del più semplice dei crimini: l’indifferenza.
Nessuno ha più risposte che contano, perché nessuno pone più le domande giuste.”
“Viviamo come se questo fosse il solo dei mondi possibili, un mondo che promette sempre una qualche felicità. Una felicità a cui ci avvicineremmo con un progresso fatto sostanzialmente di più istruzione (che istruzione!), più benessere e ovviamente più scienza. Alla fine dei conti tutto sembra ridursi a un problema di organizzazione, di efficienza. Che illusione! Ma è così che ci siamo tarpati le ali della fantasia, che abbiamo messo il bavaglio al cuore, che abbiamo ridotto tutto il mondo al solo mondo dei sensi, con questo negandoci l’altra metà. […]
La nostra vita quotidiana è piena di piccole luci che ci impediscono di vederne una più grande. Il campo della nostra mente si è ristretto in maniera impressionante. Così come si è ristretta la nostra libertà. Quello che facciamo è soprattutto reagire. Reagiamo a quello che ci capita, reagiamo a quello che leggiamo, che vediamo alla tv, a quello che ci viene detto. Reagiamo secondo modelli culturali e sociali prestabiliti. E sempre di più reagiamo automaticamente. Non abbiamo il tempo di fare altro. C’è una strada già tracciata. Procediamo per quella.”

Da “Un altro giro di giostra”, di Tiziano Terzani



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giovedì 7 giugno 2007 - ore 12:04


21000: mamba
(categoria: " Vita Quotidiana ")


QUANTO AMO VIVERE LA NOTTE.
La notte è più bello, si vive meglio,
per chi fino alle 5 non conosce sbadiglio,
e la città riprende fiato e sembra che dorma,
e il buio la trasforma e le cambia forma
e tutto è più tranquillo tutto è vicino
e non esiste traffico e non c’è casino
almeno quello brutto, quello che stressa,
la gente della notte sempre la stessa
ci si conosce tutti come in un paese,
sempre le stesse facce mese dopo mese
e il giorno cambia leggi e cambia governi
e passano le estati e passano gli inverni,
la gente della notte sopravvive sempre
nascosta nei locali confusa tra le ombre.
La gente della notte fa lavori strani,
certi nascono oggi e finiscono domani,
baristi, spacciatori, puttane e giornalai,
poliziotti, travestiti gente in cerca di guai,
padroni di locali, spogliarelliste, camionisti,
metronotte, ladri e giornalisti,
fornai e pasticceri, fotomodelle,
di notte le ragazze sembrano tutte belle,
e a volte becchi una, in discoteca,
la rivedi la mattina e ti sembra una strega,
la notte fa il suo gioco e serve anche a quello
a far sembrare tutto, tutto un po’ più bello.

Parlare in una macchina davanti a un portone
ed alle quattro e mezzo fare colazione
con i cornetti caldi e il caffelatte
e quando sorge il sole dire buonanotte
e leggere il giornale prima di tutti,
sapere in anteprima tutti i fatti belli e brutti,
di notte le parole scorrono più lente
però è molto più facile parlare con la gente,
conoscere le storie, ognuna originale,
sapere che nel mondo nessuno è normale.
Ognuno avrà qualcosa che ti potrà insegnare,
gente molto diversa di ogni colore.
A me piace la notte gli voglio bene
che vedo tante albe e pochissime mattine,
la notte mi ha adottato e mi ha dato un lavoro
che mi piace un sacco anzi io l’adoro.
Mi chiamo JOVANOTTI faccio il deejay,
non vado mai a dormire prima delle sei.


P.S.
MI SCUSO CN TUTTO IL CUORE CN CHI SA X IL PACCO CHE LE DOVRO’ TIRARE QUESTO W.E.
SAI CHE TI VOLLLLLIO BENE PIù DEL MONDO


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mercoledì 6 giugno 2007 - ore 12:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")



GRAZIE ELILA X LA DRITTA
LUNEDì SI PARTE.......
BARMAN AND BARMAN FREESTYLE
A DIFFERENT JOB


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lunedì 16 aprile 2007 - ore 12:44



(categoria: " Vita Quotidiana ")


CHE W.E. DA PANICO.... DAVVERO....
NN SO QUANTI MILLEMILA LT DI BIRRA HO BEVUTO
ANZI....3 CASSE DA 24 DI LATTE DA MEZZO E UN PAIO DA 33.
Sì, BEH..... ERAVAMO IN 2.



MILLE CHIACCHIERE COL FRATELLINO VICO.....
MILLE PAROLE SPESE.....
LE MIGLIORI......

TALMENTE "LE MIGLIORI" CHE DOPO UNA NOTTE CI SIAMO SVEGLIATI CN UN PENSIERO FISSO:





DETTO FATTO.
SIAMO ENTRATI IN AGENZIA.... E NE SIAMO USCITI CN 2 BEI BIGLIETTINI X UN MESE IN QUESTO POSTO DA SOGNO.

6 SETT-4OTTOBRE


QUESTA è VITA..... NN CREDETE?


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mercoledì 11 aprile 2007 - ore 13:34


BUON W.E. A TUTTE/I
(categoria: " Vita Quotidiana ")


QUESTO W.E. LUNGO DOVEVE INIZIARE DA DOMANI....
VICO TORNA E MI ERO PRESO 2 GG DI PERMESSO...

VICEVERSA.....
MI CHIAMA UN’ORA FA E MI DICE: L’AEREO è IN ANTICIPO DI 3 ORE
..... ARRIVO ALEL 15......

A MALINCUORE HO DOVUTO CHIAMARE IN UFF E PRENDERMI ANCHE OGGI.

VADO... LO CARICO IN MACCHINA E PENSO CI SCHIANTEREMO ALL’IRIS CN MILLEMILABIRRE.

CHI NN SA COSA FARE.... PASSI..... PENSO LA BIRRA NN MANCHERà

DOMANI MARE E VEN E SAB MONTAGNAAAAA



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martedì 10 aprile 2007 - ore 12:25


Per una delusione vuole gettarsi dal balcone Maduecarabinierilasalvanoinextremis
(categoria: " Vita Quotidiana ")





PRESA DALLO sconforto per l’imminente separazione dal marito, una 2Oenne originaria di Haiti, voleva gettarsi dal balcone della sua abitazione dopo avere infilato la testa in un cappio costruito con il cavo della televisione, Un insano proposito che è stato scongiurato grazie al pronto intervento di due carabinieri della stazione di Ferrara centrale che sono riusciti a bloccare la donna e a metterla in salvo. Il drammatico episodio è accaduto lunedì pomeriggio in via Aguiari. La giovane aveva già tentato il suicidio alcuni giorni fa e allora erà intervenuta la Polizia. Stavolta, al culmine
dell’ennesima crisi dovuta all’imminente separazione ha annunciato il suo proposito di farla finita al marito con il cellulare. L’uomo ha immediatamente allertato i carabinieri che in pochi minuti hanno raggiunto l’abitazione. La pattuglia era composta da Marco Polettini e Manuel Iuretig, della stazione di Ferrara centrale. Mentre la donna era già penzoloni al balcone, un militare ha inziato a conversare, mentre l’altro è salito in casa riuscendo a bloccarla. Nella foto: il comandante Martino Salvo stringe la mano a Marco Polettini (primo da sinistra) e Manuel Iuretig.

P.S.

MARCO è QUELLO A SX....



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