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Wednesday, August 9, 2006 - ore 17:07


PROTOCOLLO #1
(categoria: " Riflessioni ")


.. Sto per esporre .. il nostro sistema dai due punti di vista, quello nostro e quello dei goyim (cioè bestiame umano = non-ebrei). Si deve notare che gli uomini con dei cattivi istinti sono più numerosi di quelli con dei buoni, e quindi per governarli, si ottengono i migliori risultati con l’uso della violenza e della terrore. .. Qualunque uomo mira al potere, chiunque vorrebbe diventare un dittatore, se solo potesse, e rari davvero sono gli uomini che non sacrificherebbero volentieri il benessere di tutti per il proprio.

.. La libertà politica è un’idea ma non è un fatto. Si deve sapere come .. utilizza[r]la come esca per attirare le masse di gente al proprio partito allo scopo di abbattere un altro potere. Questo compito è reso più facile se l’avversario .. per l’amore di un’idea è disposto a cedere un poco del suo potere. .. Le redini allentate del governo sono subito afferrate e raccolte [dalla] nuova autorità [che] non ha che da accomodarsi nel posto della vecchia che è già stata indebolita dal Liberalismo.

Ai nostri tempi, il potere .. è il potere dell’Oro. Ci fu un tempo nel quale la Fede comandava. Non è possibile realizzare l’idea della libertà, perché nessuno sa come usarla con moderazione. t sufficiente concedere l’auto-determinazione ad un popolo per un certo periodo per vederlo trasformarsi in una folla disorganizzata. Da quel momento in poi, abbiamo un conflitto micidiale che presto si allarga in battaglie tra le classi. .. Sia che uno Stato si esaurisca nelle sue proprie convulsioni sia che il suo disaccordo interno lo metta sotto l’autorità di nemici esterni, in ogni caso, si può considerarlo una perdita irreparabile: è nel nostro potere. Il dispotismo del Capitale, che è completamente nelle nostre mani, gli stende una cannuccia che lo Stato, volente o nolente, deve afferrare: per non scendere nell’abisso.

Se c’è qualcuno di tendenza liberale che dice che tali considerazioni come quelle qui sopra sono immorali, gli farò le seguenti domande: .. è possibile [avere] la minima speranza di guidare le masse con dei consigli e degli argomenti ragionevoli, quando si può fare qualsiasi obiezione o contraddizione, per quanto possa essere insensata, e quando una tale obiezione può essere maggiormente apprezzata dalla gente, i cui poteri di ragionare sono superficiali? Gli uomini nelle masse, .. che sono motivati solo dalle passioni meschine, dalle convinzioni misere, dai costumi e dalle tradizioni; .. cadono in preda al dissenso di parte, che impedisce qualunque forma di accordo, anche in base ad un’argomentazione perfettamente ragionevole.

Ogni decisione presa da una folla dipende o dal caso o da una maggioranza plebiscitaria, la quale, del tutto ignara dei segreti della politica, avanza qualche risoluzione, che semina il seme dell’anarchia nell’amministrazione.

La politica non ha niente in comune con la morale. Il governante che si lascia guidare dalla morale non è un politico abile, e quindi, il suo trono è precario. Colui che desidera governare deve far ricorso all’astuzia ed alla finzione. Le grandi qualità nazionali, come la franchezza e l’onestà, sono dei difetti in politica. .. Il nostro diritto sta nella forza. La parola "diritto" è un pensiero astratto, e non è dimostrata da nulla. La parola vuol dire nient’altro che: Datemi quello che voglio che lo possa dimostrare che sono più forte di voi: .. attaccare col diritto dei forti, e gettare ai venti tutte le forze esistenti di ordine e di controllo, per ricostruire tutte le istituzioni e per diventare il capo supremo di quelli che ci hanno lasciato i diritti del loro potere, avendoli, con il loro liberalismo, volontariamente deposti.

Il nostro potere .. sarà più invincibile di qualunque altro, perché rimarrà invisibile finché non abbia acquistato una tale forza che nessun’astuzia potrà più indebolirlo.

Dal male temporaneo che, per ora, siamo costretti a fare, emergerà il vantaggio di un dominio saldo. .. Il risultato giustifica il mezzo. Che dirigiamo, comunque, .. non tanto a quello che è buono e morale, ma piuttosto a quello che è necessario ed utile. Abbiamo un piano davanti a noi, con una strategia dalla quale non possiamo deviare, senza correre il rischio di vedere fallire il frutto di tanti secoli di lavoro.

.. Si deve capire che la forza della folla è cieca, stupida e irragionevole, sempre alla mercé di un suggerimento da dovunque esso venga. 1 ciechi non possono guidare i ciechi senza portarli nell’abisso. .. E’ possibile che le masse di persone si facciano un’opinione con calma e senza gelosie meschine, che si occupino degli affari del paese, tenendo fuori i loro interessi personali? .. E’ solamente sotto un governante dispotico che i piani possono essere elaborati in modo esauriente e chiaro, tale da distribuirli bene tra i vari settori della macchina dello stato: l’inevitabile conclusione è che una forma soddisfacente di governo per qualsiasi paese è un governo in cui un’unica persona è responsabile. Senza un dispotismo assoluto la civilizzazione non esisterebbe, poiché non sono le masse che la fanno, ma le loro guide, chiunque esse siano. .. Guardate le bestie alcolizzate, confuse dal bere, il cui uso eccessivo viene insieme alla libertà. .. I popoli dei goyim sono confusi dagli alcolici.

.. Il nostro contrassegno è la forza e la finzione. Solamente la forza vince nelle questioni politiche, soprattutto se è nascosta. .. La violenza deve essere la norma, e l’astuzia e la finzione la regola per i governi che non vogliono consegnare le loro corone ai piedi degli agenti di qualche nuovo potere. Questo male è l’unico mezzo con il quale si può raggiungere la meta, ossia il bene. Dunque, non dobbiamo fermarci davanti alla corruzione, alle falsità e al tradimento, se possano servire al raggiungimento dello scopo. In politica, si deve sapere come conquistare la proprietà degli altri senza esitazione, se serve per assicurarsi la sottomissione e la sovranità.

Il nostro Stato, proseguendo sulla via della conquista pacifica, ha il diritto di scambiare gli orrori della guerra con delle condanne a morte meno appariscenti e più soddisfacenti, che sono necessarie per il mantenimento del terrore, il quale tende a produrre una cieca sottomissione. Una severità giusta e senza quartiere è il più importante fattore di potere dello stato: .. dobbiamo mantenere il programma della violenza e della finzione. .. Non è tanto coi mezzi quanto con la dottrina della severità, che trionferemo e che assoggetteremo tutti i governo al nostro supergoverno. E’ sufficiente per loro sapere che siamo spietati per far cessare la disubbidienza.

Nei tempi degli Antichi, fummo i primi a gridare tra le masse di popolazione le parole "Libertà, Uguaglianza, Fraternità". .. I sedicenti saggi dei goyim, gli intellettuali, non capivano nulla delle parole nella loro astrattezza: non notavano la contraddizione del loro significato e della loro interrelazione; non vedevano che nella natura non c’è nessuna uguaglianza, che non ci può essere la libertà: che la natura in sé aveva stabilito una disuguaglianza nelle menti, nei caratteri e nelle capacità, esattamente come, immutabilmente, aveva stabilito una subordinazione alle sue leggi. .. In tutti gli angoli del mondo le parole "Libertà, Uguaglianza, Fratellanza" portavano, grazie ai nostri agenti, intere legioni nei nostri ranghi, e sventolavano le nostre bandiere con entusiasmo. .. Queste parole erano dei tarli al lavoro che foravano il benessere dei goyim, e .. ci davano la possibilità, tra l’altro, di prendere possesso della carta vincente la distruzione dei privilegi, cioè della vera esistenza dell’aristocrazia goyim, quella classe che fu l’unica difesa che i popoli ed i paesi avevano contro di noi. Sulle rovine dell’aristocrazia naturale e genealogica dei goyim abbiamo fondato l’aristocrazia della nostra classe educata, guidata dall’aristocrazia del denaro. Abbiamo stabilito che i requisiti per quest’aristocrazia sono la ricchezza, che dipende da noi, e la conoscenza, per la quale i nostri anziani eruditi provvedono la forza motrice.

.. Noi abbiamo sempre lavorato sui tasti i più emotivi della mente umana, .. sulla cupidigia, sui bisogni insaziabili dell’uomo; ed ognuna di queste debolezze umane, presa da sola, è sufficiente a paralizzare qualunque iniziativa, poiché mette la volontà degli uomini a disposizione di colui che ha comperato le sue attività.

L’astrazione della libertà ci ha permesso di persuadere la marmaglia di tutti i paesi che il suo governo non è altro che il maggiordomo delle persone alle quali appartiene il paese, e che si può sostituire il maggiordomo come un guanto consumato.

Questa possibilità di sostituire i rappresentanti dei popoli è quella che li ha messi a nostra disposizione, e, come dire, dato la possibilità di fare delle nomine.

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