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ONU - XX Assemblea Generale (1965):
"La XX Assemblea Generale dell’ONU (1965) dichiara la legittimità della lotta da parte dei popoli sotto oppressione coloniale, per esercitare il loro diritto all’ autodeterminazione e all’indipendenza.
Inoltre, l’Assemblea invita tutti gli Stati a fornire assistenza morale e materiale ai movimenti di liberazione nazionale nei territori coloniali".

ONU - Risoluzione 1514
"L’Assemblea Generale dichiara che: la soggezione dei popoli a dominio straniero, conquista e asservimento costituisce una negazione dei diritti umani fondamentali, è contraria alla Carta delle Nazioni Unite ed è un impedimento alla promozione della pace e della cooperazione mondiali.
Tutti i popoli hanno diritto all’ autodeterminazione; in virtù di tale diritto essi devono liberamente determinare il loro status politico e liberamente perseguire il loro sviluppo economico, sociale e culturale".

Convenzione di Ginevra, Protocollo Addizionale I (1977):
"La lotta armata può essere usata, come ultima risorsa, come mezzo per esercitare il diritto all’autodeterminazione".

Tribunale penale internazionale
"In base allo Statuto del Tribunale penale internazionale, sono definiti “crimini di guerra”:
(1) attacchi lanciati intenzionalmente contro popolazione civili in quanto tali o contro civili che non prendano direttamente parte alle ostilità;
[...]
(4) attacchi lanciati intenzionalmente nella consapevolezza che gli stessi avranno come conseguenza la perdita di vite umane tra la popolazione civile, e lesioni a civili o danni a proprietà civili ovvero danni diffusi duraturi e gravi all’ambiente naturale che siano manifestamente eccessivi rispetto all’insieme dei concreti e diretti i vantaggi militari previsti".



HO VISTO

Occhi innocenti che chiedono PERCHÉ








STO ASCOLTANDO

TANTE BANDS SUI MIEI DISCHI DI VINILE

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- ACCUSED
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- ADVERTS
- AGGNEW, RIKK
- AGNOSTIC FRONT
- ALL
- ALLEY CATS
- ANGELIC UPSTARTS
- ANGRY SAMOANS
- ANTI-NOWHERE LEAGUE
- ANVIL BITCH
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- ARTICLES OF FAITH
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LE MOTIVAZIONI DEL NOME NO USA

(Ho voluto "recuperare" il vecchio nome di un gruppo studentesco nato e scioltosi ai tempi del liceo, modificando il significato delle iniziali, in omaggio ai vecchi tempi. L’idea del nome venne a un mio vecchio compagno di scuola)

CLICCA QUI





60 MINUTES

Lesley Stahl on U.S. sanctions against Iraq:
We have heard that a half million children have died. I mean, that’s more children than died in Hiroshima. And, you know, is the price worth it?

Secretary of State Madeleine Albright:
I think this is a very hard choice, but the price--we think the price is worth it.








Lesley Stahl, riguardo alle sanzioni economiche contro l’Iraq:
Ho sentito dire che mezzo milione di bambini sono morti. Un numero maggiore dei bambini che morirono in Hiroshima. Secondo lei, è un prezzo necessario?

Segretario di Stato Madeleine Albright:
Credo che sia stata una scelta molto difficile, ma il prezzo – noi pensiamo che sia un prezzo necessario da pagare.

(L’embargo economico in Iraq, durato 10 anni, provocò la morte del 12% dei bambini, che morirono a causa di stenti, denutrizione, malattie, mancanza di cibo e medicinali. L’embargo, voluto dagli Stati Uniti, ha vietato per anni l’importazione di viveri di prima necessità, di medicinali, di attrezzi agricoli per il ripristino della rete elettrica, di cloro per disinfettare l’acqua, mentre sanzioni economiche accessorie imponevano che buona parte del ricavato derivante dalla vendita del petrolio fosse trattenuto per riparazioni di guerra ed il sostentamento delle Nazioni Unite).



VECCHI POST:


RABBIA
LA VISIONE E LA LETTURA DI QUESTO POST SONO CONSIGLIATI AD UN PUBBLICO ADULTO E NON IMPRESSIONABILE



SERIE The New World Order

Premessa (tiredbrain)

INTRO - Lost in translation (tiredbrain)

PARTE I - 9/11: Segnali di congiura (tiredbrain)

PARTE II - La fabbrica delle illusioni (SebackiZ)

Parte III - DNA e codice a barre (666) (SebackiZ)

PARTE IV - 9/11: Un piano inesistente/L’ipotesi alternativa (tiredbrain)
Parte V: Il vero obiettivo è l’Iran (SebackiZ)

PARTE VI - 1 - Il programma dei Protocolli dei Savi di Sion (SebackiZ)

PARTE VI - 2: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 1 (SebackiZ)

PARTE VI - 3: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 2 (SebackiZ)

PARTE VI - 4: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 3 e 4 (SebackiZ)

PARTE VI - 5: Protocolli dei Savi di Sion - PROTOCOLLO 5 (SebackiZ)

PARTE VII - 9/11, Medio Oriente e Nuovo Ordine Mondiale (tiredbrain)

PARTE VIII - IL NEMICO: 1) Il circolo Pinay (SebackiZ)

Parte IX - Imperialismo americano: 60 anni per un Nuovo Ordine Mondiale (tiredbrain)

PARTE X - IL NEMICO: 2a) Il Gruppo Bilderberg (tiredbrain)

Parte XI - Censura e controllo dell’informazione (tiredbrain)




SERIE Terrorismo di Stato: Lo Stato fascista di Israele

Parte I

Parte II

Parte III

Parte IV

Parte V



POLITICA E INFORMAZIONE

La fine di Internet

(ANSA - Cuba)

Crude Designs

Arab Woman’s blues

Ricordare Sabra e Chatila

Attività nucleari iraniane

Il manifesto censura i palestinesi

The Decider

In risposta a Pogues!

La mercificazione della donna

Dalla parte di ...

Lettera aperta al presidente della repubblica italiana (di Mauro Manno)

Venite adoriamoli

Meglio tardi che mai

Tutto è cominciato da...

Come si diventa terrorista?

United cruelties of Benetton

Torniamo a parlare di ambiente



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DEEP PURPLE

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sabato 24 ottobre 2009 - ore 07.27


SOLIDARITY
(categoria: " Vita Quotidiana ")


I lavoratori dell’Innse hanno vinto. Se lo sono meritato, con mesi e mesi di lotta e, da ultimo, con una settimana di protesta sul carroponte. L’azienda non verrà frantumata e smantellata, i lavoratori non verranno ricollocati da qualche altra parte ma, al contrario, riprenderà la produzione – e quindi l’occupazione – con un nuovo padrone. Questa lotta deve diventare un esempio per i lavoratori in lotta di tante aziende in crisi, perché dimostra che attraverso la lotta è possibile vincere, è possibile cambiare le decisioni dei padroni e del governo. Nell’autunno la parola d’ordine del fare come la Innse (ma anche come l’Indesit e la Fincantieri) deve diventare un punto centrale della mobilitazione e della comunicazione sociale.
Fare come l’Innse vuol dire innanzitutto costruire un’unità e una solidarietà molto forti tra i lavoratori. Senza l’unità dei lavoratori nulla sarebbe stato possibile. Unità tra i lavoratori vuole anche dire capacità di esprimere una propria soggettività autonoma, anche nei confronti delle proprie organizzazioni.


Tratto da: Paolo ferrero - Innse un esempio da seguire. I compiti di Rifondazione. link





As the Polish workers fight to make their stand
And behind them every honest working man
In unity there’s each other and your friend becomes your brother
And in the tyrant’s heart will be a lesson learned




Give them hope, give them strength, give them life
Like a candle burning in the black of night
We are with you in our hearts and in our minds
And we’ll pray for our nation through it’s darkest times

I know that your hearts are made of the firmer kind
And a riot stick won’t kill your peace of mind
You can fight with all the spirit that you possess
Because your fight is a struggle at it’s best



Give them hope, give them strength, give them life
Like a candle burning in the black of night
We are with you in our hearts and in our minds
And we’ll pray for our nation through it’s darkest times

The tyrant has no smile on his face
He knows that in his mind he’s a disgrace
The religion of union will take his breath away
Our turn will come and we will have our say





Give them hope, give them strength, give them life
Like a candle burning in the black of night
We are with you in our hearts and in our minds
And we’ll pray for our nation through it’s darkest times

As the Polish workers fight to make their stand
And behind them every honest working man
Join hands with your brother and then you can help each other
Watch the tyrants burn in the fire that they have built



Give them hope, give them strength, give them life
Like a candle burning in the black of night
We are with you in our hearts and in our minds
And we’ll pray for our nation through it’s darkest times

Give them hope, give them strength, give them life
Like a candle burning in the black of night
We are with you in our hearts and in our minds
And we’ll pray for our nation through it’s darkest times


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sabato 3 ottobre 2009 - ore 16.10


DI AUTOMOBILI, DI MIGNOTTE E DI GOSSIP ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si scrive così gossip? nemmeno lo so, il mestiere del portinaio non ha mai fatto per me.

Potremmo parlare del bavaglio alla libera informazione o della censura in generale, ma con il sottoscritto sfondate una porta aperta, e ne ho scritti di post sull’argomento, e ne scriverò ancora. Si potrebbe discutere dell’effettiva "alternatività" di trasmissioni come Anno Zero, ma a me Travaglio e Santoro stanno abbastanza sul cazzo. Il primo perché credo che sia perfettamente inquadrato nella logica del sistema, il secondo perché è un pessimo conduttore ed anche lui, nella sua trasmissione, fa in modo di deviare l’informazione e il contenuto del programma verso la direzione che vuole, interrompendo quando più gli aggrada o cambiando argomento. E anche questa è una forma di censura.

Potremmo parlare della vita privata del premier, di cui abbiamo una diapositiva



ma liquiderò il mio pensiero sull’argomento in poche righe:

Non me ne frega un cazzo se il capo del governo va a puttane, tranne che per un solo piccolo particolare: se proprio uno deve andare a puttane e magari deve anche prendere il viagra per tirar su il suo cazzettino in modo che i fotografi lo riprendano bene, che abbia almeno il buon gusto di non farmi la morale sulla famiglia, i valori cristiani, eccetera eccetera.

In buona sostanza ritengo che il problema sia esclusivamente di coerenza, e quindi di credibilità di un soggetto che lecca il culo ai preti come immagine di facciata mentre non si fa troppi problemi a casa sua.

Punto.

Non siamo negli Stati Uniti, anche se a molti deficienti piacerebbe che fossimo tanto simili agli americani.
Non basta uno scandalo per provocare un impeachment, anzi, parecchi italiani probabilmente sono anche fieri di essere rappresentati da un presidente che oltre ad essere il migliore degli ultimi 150 anni, e oltre ad essere presidente imprenditore/operaio/rockstar/vigile del fuoco e chi più ne ha più ne metta, è anche UN PRESIDENTE VIRILE.

Il maschio italiano può dirsi degnamente rappresentato.

Dunque, dato che qui in Italia le cose funzionano diversamente, io dico: perché ostinarsi a fare un’opposizione basata sulla demolizione della vita privata di chi ci governa? forse per tentare di demolire quell’alleanza chiesa/maggioranza che ha permesso loro di vincere le elezioni?

Ma perché cazzo nessuno in TV si sogna di opporsi seriamente ad una delle ingiustizie più reiterate della storia della legislatura fiscale italiana? perché nessuno dice niente dello scudo fiscale? perché nessuno si oppone mai ai condoni (e sono pronto a scommettere che dopo lo scudo fiscale ci sarà un altro condono, magari nella prossima finanziaria, perché si accorgeranno di essere rimasti di nuovo senza soldi e dovranno fare cassa)?

Perché nessuno si indigna per questo? perché non vi incazzate tutti?
Mica avrete tutti i soldi all’estero?

Ma non vi fa venire il sangue alla testa sapere che NOI andiamo a lavorare e paghiamo le tasse in una misura che è mediamente del 20-25%, mentre ci sono degli illustri signori che:
- non dichiarano quel che guadagnano
- mandano i soldi all’estero
- e con lo scudo fiscale li fanno rientrare in modo lecito PAGANDO IL 5%, OSSIA UN QUARTO O UN QUINTO DELLE TASSE CHE PAGHIAMO NOI?

Però per sentire le dichiarazioni della escort del nano 7 milioni di italiani erano davanti alla TV, nonostante su canale 5 ci fosse il Dr House


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domenica 12 luglio 2009 - ore 12.10


CARO DIARIO ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")



... da tempo non scrivevo più. Il motivo principale è che da poco più di un paio di mesi la mia vita è di nuovo cambiata, decisamente in meglio, ma a causa di questo cambiamento non ho più avuto il tempo materiale per aggiornare il blog. Il secondo motivo è che facebook è davvero una trappola, assorbe quel poco tempo che hai a disposizione per prendere in mano un PC. Internet, nato come strumento di ricerca e condivisione di informazioni, sta diventando sempre più uno strumento di alienazione, una "second life" che reprime i tuoi stimoli e ti chiude in una gabbia fatta di contatti, chat, foto, giochini idioti. E facebook è il portabandiera dell’alienazione virtuale.

Ma da dove comincio, o riprendo? dall’ennesimo trasloco ovviamente, l’ennesimo cambio di città che ho fatto nel corso della mia vita, e spero l’ultimo, o quantomeno spero che un eventuale prossimo cambio avvenga in un futuro abbastanza lontano (a meno che il sottoscritto non vinca al superenalotto, nel qual caso la sua eterogenea famiglia farebbe probabilmente i bagagli e se ne starebbe costantemente in giro, ma perché ciò accada dovrei decidermi a giocare).

Via da Genova. Due anni di carcere. Se penso ai posti in cui ho vissuto prima: Pesaro, la cittadina in cui sono cresciuto, mare e spiagge pulite, tutti in bicicletta, campagna e colline; Roma, in cui ho vissuto nove anni, la Capitale, inutile tentare di descriverla è troppo grande in tutti i sensi; tutte e due mi hanno lasciato un’impronta. Ricordi (belli e brutti), esperienze ... ma soprattutto in qualche modo mi hanno aiutato a crescere e a cambiare.
Genova non mi ha lasciato niente. E’ una città povera. Povera di stimoli, povera di verde, povera di luoghi di ritrovo e socializzazione. Povera perché abitata da gente povera di spirito (detesto generalizzare, non ho conosciuto tutti i genovesi, ma il 99 per cento di quelli che ho incontrato sono così), gente che sputa nel piatto dove mangia perché non vede di buon occhio i turisti, quasi tutti lombardi e piemontesi, che affollano le spiagge della Liguria portando lavoro e soldi, gente che ama la propria città di un amore insano, quasi a volerla tutta per sé, al punto da mantenerla poco curata e invivibile affinché "gli altri" non ne godano, come se la bellezza di un luogo fosse una torta da spartire e non un bene collettivo fruibile da tutti, come se fosse qualcosa di finito, misurabile, come se non ce ne fosse per tutti.
E quindi, come in una storia d’amore passionale di altri tempi o di altre culture, sfregiano e deturpano il volto della propria amata affinché altri non la guardino. Questa è l’impressione che ho avuto, l’esperienza che ho vissuto a Genova e l’opinione che mi sono fatto.

Un’autostrada che da decenni sventra la città e corre in mezzo alle case a pochi metri dai balconi. A poco servono le barriere fonoassorbenti, presenti qua e là solo in alcuni tratti. Un rumore assordante senza soluzione di continuità.
Una strada principale che, parallela all’autostrada, la percorre in tutti i suoi venti chilometri di lunghezza. La Via Aurelia, che forse una volta offriva spettacoli impagabili di vista sul mare, ma che adesso è in gran parte soffocata da edifici, fabbricati industriali e infrastrutture portuali che ergono un muro tra la città e un mare torturato e ucciso dagli scarichi e dall’inquinamento, non più balneabile (anche se alcuni genovesi si ostinano a voler credere che lo sia e si tuffano nelle acque torbide di Pegli o Boccadasse come quei pazzi che a capodanno si tuffano nel Tevere). La via Aurelia rappresenta l’unico percorso alternativo all’autostrada per andare da un quartiere all’altro della città, pertanto se c’è un incidente su una delle due strade si blocca anche la viabilità della seconda, rendendo inutile ogni sorta di programmazione: non sai mai quanto tempo impiegherai per andare da un punto a un altro, in qualunque ora della giornata. E poi: mezzi pesanti che attraversano le strade cittadine per caricare e scaricare al porto; una sopraelevata costruita come opera provvisoria negli anni ’60 che si erge, costantemente attraversata da un fiume di macchine, davanti alle case del centro ostruendone la vista su quel che rimane del porto; interi quartieri che una volta vedevano il mare e le barche dei pescatori ingabbiati dai capannoni di Ansaldo e Fincantieri e dal cemento delle opere portuali, un muro di cemento tra la città e il mare; un territorio impervio, arroccato su colline che sembra che spingano verso il mare, su cui l’uomo si è ostinato a voler costruire a tutti i costi, pagando il prezzo del rischio di frane e allagamenti ogni volta che piove a dirotto, pagando il prezzo di una viabilità caotica, della difficoltà di parcheggiare pressoché ovunque al punto di litigare per un parcheggio e al punto da farti passar la voglia di uscire di casa a trovare gli amici solo perché sei certo che quando tornerai non sai quanto tempo dovrai passare sotto casa a girare per trovare un posto; verde pubblico praticamente inesistente, così come le piste ciclabili; maglia nera nella raccolta differenziata, e cassonetti dell’immondizia sempre pieni, sporchi e maleodoranti in mezzo a quartieri fatti da palazzine di otto piani costruite una accanto all’altra, senza un cortile o un giardino condominiale; facciate di edifici con intonaci che cadono a pezzi o annerite dallo smog, ma mai ristrutturate (perché l’importante è che siano pulite e tirate a lucido le case che ci sono dentro)... E ce ne sarebbero tante altre di cose da dire, dato che volutamente non parlerò di quella che è invece stata la mia esperienza con i genovesi.
Per riassumere il tutto usando un eufemismo: una città di merda, probabilmente la più brutta che io abbia mai visto, un posto in cui ho vissuto come un carcerato. Anche se ... resta comunque legato a ciò che di più bello mi sia capitato in tutta la mia vita. Forse, a ben vedere, è l’unico segno che mi lascerà impresso.

Ora siamo in Brianza, terra di leghisti e di lavoro che trasuda da tutto ciò che vedi. Ho trovato lavoro in un’azienda vicino Monza, e non posso più usare internet come facevo prima, dato che la navigazione è limitata e controllata.
Perciò non scriverò più con la stessa frequenza con cui scrivevo una volta, ma solo nei ritagli di tempo, al mattino quando aspetto che il caffè salga nella moka, o alla sera prima di andare a letto.
Con facebook ho chiuso. Sono rimasto iscritto, per ora, ma sto lentamente cancellando tutti i post e le applicazioni alle quali ho dato il consenso.
Preferisco il mio vecchio blog, che ha quasi 4 anni, il mio "caro diario" al quale, da un certo punto di vista, devo tanto, forse tutto.
Da un po’ di giorni vedo che il numero delle presenze qui su spritz è calato. Forse è solo l’estate, o forse facebook sta distraendo molti altri che qui hanno un blog.
Io vi ho ritrovato persone delle quali non avevo notizie da anni, e forse grazie a facebook riallaccerò qualche rapporto che si era perduto nelle numerose svolte della mia e dell’altrui vita. Ma per il resto, con quei giochini ripetitivi come pet society o happy farm, dove son tutti felici, guadagni facilmente e non more mai nessuno, mi stavo quasi alienando. Perciò, si torna a casa.
Almeno, poter scrivere qualcosa di più che poche righe per rappresentare il tuo stato d’animo dà un po’ più di senso al tempo trascorso davanti al PC.



LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK



giovedì 19 febbraio 2009 - ore 18.28


CAPIRE IL TORTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Pian piano si stanno diffondendo.
Su facebook c’è un gruppo "pro-Barnard" per la difesa dell’informazione e della verità.
Qualcuno ha realizzato dei DVD scaricando questi video, e cercherà di proporne la diffusione attraverso le scuole.

L’informazione ufficiale non ne parlerà mai, e nemmeno personaggi come Travaglio o Beppe Grillo, perfettamente inquadrati nella logica del sistema.

Se trovate l’argomento importante, divulgate i video. Sul vostro blog, o attraverso le vostre mailing list di amici.

Ma soprattutto... guardate i video


CAPIRE IL TORTO - Parte I






CAPIRE IL TORTO - Parte II






CAPIRE IL TORTO - Parte III






CAPIRE IL TORTO - Parte IV






CAPIRE IL TORTO - Parte V






CAPIRE IL TORTO - Parte VI






CAPIRE IL TORTO - Parte VII






I link diretti sono:

http://it.youtube.com/watch?v=5NBZjjj2Kh4

http://it.youtube.com/watch?v=9H9Zc9BMIIY

http://it.youtube.com/watch?v=p3jHssKy_2c

http://it.youtube.com/watch?v=mZfR-WhRtcg

http://it.youtube.com/watch?v=52_asLLLaNc

http://it.youtube.com/watch?v=7NI70I5EvWg

http://it.youtube.com/watch?v=yXqpNgCgfaE




LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



martedì 10 febbraio 2009 - ore 11.55


MORTA 17 ANNI FA ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... ma imprigionata in una gabbia di finta vita artificiale.
E ora, finalmente, libera.

Orgoglioso di essere ateo, e di non avere niente da farmi perdonare da una dispotica entità in cui ho smesso di credere pochi anni dopo aver smesso di credere in babbo natale, nel frattempo (non si sa mai) inizio a preparare il mio testamento biologico


LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



domenica 8 febbraio 2009 - ore 13.57


I PANNI SPORCHI IN CASA PROPRIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Da "Le Iene" del 6 febbraio scorso, un’interessante intervista di Enrico Lucci. Interessante soprattutto verso la fine.

E io dovrei accettare lezioni di vita da QUESTI?








LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



giovedì 5 febbraio 2009 - ore 14.29


FUORI DAL GREGGE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A dire il vero avrei dovuto decidermi già da tempo, da anni. Forse vent’anni. Sicuramente nella seconda metà della mia vita trascorsa ho fatto parecchi errori, e questo è uno dei tanti.

Ma andiamo con ordine.
Cominciamo.... vediamo... sì, cominciamo dalla dichiarazione dei redditi, anzi, per la precisione dall’otto per mille.
Come tutti saprete, è possibile destinare l’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche alla chiesa cattolica, o allo stato italiano, o a un’altra manciata di confessioni religiose tipo chiesa valdese, o comunità ebraica o altro, semplicemente firmando in un apposito spazio che siamo abituati a vedere in uno dei quadri della dichiarazione. E fin qui ci siamo, son cose che sanno praticamente tutti, anche perché tra un paio di mesi saremo bombardati dalla pubblicità dell’8 per mille alla chiesa.

Le domande alle quali non tutti sanno rispondere sono invece:
- A chi va l’8 per mille se non esprimo scelte?
- A chi va l’8 per mille se non presento la dichiarazione dei redditi?

Qualcuno penserà: "allo Stato"
E invece no.
Il meccanismo è semplice: si prendono tutti quelli che hanno espresso una scelta, si fa una classifica percentuale (es. 70 % alla chiesa, 30% allo Stato), dopo di che l’8 per mille di tutti i soggetti che non hanno effettuato alcuna scelta viene ripartito in base a questa stessa percentuale.

Quindi, se non volete che l’8 per mille delle tasse che pagate vada alla chiesa, nemmeno in parte, dovete per forza scegliere mettendo una firma in uno dei campi proposti.

Qui sta il vero business, il vero guadagno della chiesa. Per questo insistono tanto con la pubblicità, perché più aumenta la percentuale dell’8 per mille destinato alla chiesa, più loro si accaparrano l’8 per mille di chi non sceglie o di chi non presenta la dichiarazione.

E chi è che non presenta la dichiarazione dei redditi?
Ad esempio, tutti quelli che hanno solo redditi di lavoro dipendente, o redditi da pensione.
Questi soggetti ricevono dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico il CUD, che certifica i redditi e le ritenute operate nel corso dell’anno, e se non hanno altri redditi o non hanno spese da detrarre che possono recuperare in dichiarazione, non si prendono la briga di fare il 730.

Ma se qualcuno dei miei pochi lettori è un lavoratore dipendente, e va a curiosare nei riquadri del CUD, noterà che anche lì è presente un riquadro in cui esprimere la propria scelta, pertanto potrà, se lo vorrà, potrà fare la sua scelta spedendo poi la scheda al ministero delle finanze tramite poste italiane.

Come impiega la chiesa l’8 per mille?
sul sito www.8xmille.it trovate i rendiconti, l’ultimo è del 2006, e questo è il link diretto:
RENDICONTO 2006

Come si può notare ci sono parecchie voci di spesa denominate "sostegno al clero" o simili. Non ho fatto i conti in percentuale perché non mi interessa, non voglio entrare nel merito di come la chiesa gestisce i suoi soldi. Divertitevi voi se volete a vedere quanto va a opere di beneficenza o ai Paesi del terzo mondo, e quanto invece va a ingrassare le parrocchie e i preti.

Io, per quel che mi riguarda, metto la mia firma sul riquadro "Stato". Odio la chiesa, odio l’ipocrisia di chi in questi ultimi giorni si accanisce su uno stupido concetto di vita che a bene vedere vita non è (mi riferisco ad Eluana), con la difesa a tutti i costi di un vegetale, mentre l’ultima volta che il papa è stato negli Stati Uniti non si è nemmeno sognato di dire una parola sulla pena di morte.
Mentre sto scrivendo, la notizia che questo governo ha varato il decreto "ad personam" per Eluana Englaro, a riprova se mai ce ne fosse bisogno che è schiavo della chiesa.

Ma soprattutto, sono ateo. E qui torniamo all’errore di cui all’inizio del post.
Ho fatto una cosa che avrei dovuto fare anni fa: mi sono fatto sbattezzare.
In pratica, ho inviato una raccomandata alla parrocchia in cui sono stato battezzato, quasi 38 anni fa, chiedendo l’annotazione a margine dell’atto di battesimo che non appartengo più alla confessione religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana".

Un aiuto per la procedura, per chi fosse interessato, si trova sul sito della UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti)

LINK SBATTEZZO

contenente anche un fac simile di lettera da inviare.

Perché farsi sbattezzare?
dal sito UAAR:

Per coerenza: se non si è più cattolici non v’è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima;

Per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica;

Per non essere considerati, dalla stessa legge italiana, «sudditi» delle gerarchie ecclesiastiche. Il Catechismo della Chiesa cattolica rammenta (nn. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere «obbediente» e «sottomesso» ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì «pubblici peccatori e concubini» una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti all’autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?


FUORI DAL GREGGE, UNA VOLTA PER TUTTE




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lunedì 2 febbraio 2009 - ore 16.58


LAVORATORIIIII
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Come ci si sente dalla parte dell’"immigrato che viene a casa tua e che ti fotte il lavoro?"





E allora ... ciascuno a casa sua! Perché se vogliamo che gli stranieri tornino a casa loro dobbiamo per coerenza anche accettare le critiche dall’estero. Quindi, italiani all’estero: tutti a casa, tornate a lavorare in Italia e non rubate il lavoro a chi vi ospita.

Ma quanti sono gli italiani all’estero?
Nel 2007 secondo una statistica del Ministero dell’Interno erano 3.649.377, di cui più di due milioni in Europa: mezzo milione in Svizzera a fottere il lavoro agli svizzeri, 171.000 in Gran Bretagna a fottere il lavoro agli inglesi, 350.000 in Francia a fottere il lavoro ai francesi, 582.000 in Germania a fottere il lavoro ai tedeschi, 235.000 in Belgio a fottere il lavoro ai belgi; più altri "spiccioli" negli altri Paesi.

LINK

E gli stranieri in Italia?

Sempre nel 2007 secondo dati della Caritas (fonte: Corriere.it) circa 3.700.000
LINK

E quindi più o meno siamo sugli stessi valori

Facciamo a cambio? Mandiamo a casa gli extracomunitari che qui occupano posti da manovale, badante, colf, nelle imprese di pulizie a pulire i cessi, o al mercato a scaricare la frutta, e facciamo rientrare i nostri che probabilmente occupano ruoli "di concetto" e se fossero qui farebbero quasi tutti gli impiegati o i lavoratori specializzati?

Mi vien da ridere



UPDATE: Per chi proprio non ci arriva da solo a capirlo (ma bisogna proprio esser limitati eh), questo è un post palesemente ironico.
Bah, roba da matti




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domenica 1 febbraio 2009 - ore 12.38


CON PREGHIERA DI "FAR GIRARE"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tempo fa, in un post della serie su Israele (di cui ho messo i link in testata) ho elencato le numerose risoluzioni ONU che quello Stato, a torto ritenuto democratico, non ha mai rispettato.
L’idea prevalente in tutti i miei post sulla questione palestinese è che l’unico modo per iniziare a porre le basi per un serio processo di pace è cominciare a condannare Israele per i suoi crimini.

I problemi che si incontrano nel perseguire una strada del genere sono due, concatenati tra loro:
- I media sono estremamente riluttanti nel pubblicare informazioni e idee che mettano a nudo la reale natura della politica di Israele, così come quasi nessuno affronta la questione palestinese dal punto di vista storico, essenziale per capire come stanno le cose;
- La maggior parte delle persone non conosce quindi i termini del problema, e di conseguenza NON SA che Israele ha commesso e continua a commettere crimini e violazioni dei diritti umani.

Se l’opinione pubblica è tenuta all’oscuro, è più difficile condannare Israele, che forte della disinformazione dilagante semplicemente non risponde alle accuse o, quel che è peggio, non deve rendere conto a nessuno perché nessuno chiede risposte.

Se i mezzi di informazione ufficiale nascondono la verità, allora siamo noi che dobbiamo sostituirci a loro e divulgare la verità.
Se la gente "sa", inizia a farsi domande, e se più persone inizieranno a farsi domande, inizieranno a chiedere risposte, e Israele non potrà nascondersi tanto facilmente, così come i media non potranno ignorare che le informazioni in qualche modo circolano lo stesso.

E allora ... non lasciamoci sfuggire la minima opportunità di agire, questa volta in tempo reale, e, se siamo sensibili a questo problema, divulghiamo le notizie taciute dai media.

Dal sito "Peacereporter"
LINK


La Spagna incrimina Israele per un omicidio mirato a Gaza nel 2002. Morirono quattordici persone

Mentre in tutto il mondo infuria il dibattito sulla possibilità o meno di incriminare lo stato d’Israele per crimini di guerra e contro l’umanità per l’operazione Piombo Fuso che ha causato la morte di almeno 1300 persone, in Spagna viene aperta un’inchiesta rispetto a un omicidio mirato del 2002.

In mezzo ai civili. L’obiettivo del caccia bombardiere F-16 era Salah Shehadeh, ritenuto il capo e fondatore delle brigate Izzedine al Qassam, braccio armato di Hamas. Arrestato dagli israeliani negli anni Ottanta, il militante era stato poi dato in custodia all’Autorità palestinese che l’aveva liberato nel 1990. Nel 2002, in piena Seconda Intifada, l’aviazione israeliana sganciò una bomba da una tonnellata sulla sua abitazione, ma con lui persero la vita anche 14 civili, fra cui nove bambini. I feriti furono 150. L’alta densità abitativa della zona dell’attacco, secondo il Centro palestinese per i diritti umani (Pchr), un’organizzazione non governativa di Gaza del network International Commission of Jurist, era un elemento noto alle forze armate israeliane che hanno deliberatamente deciso di agire lo stesso. Questo elemento configurerebbe, per lo stato d’Israele, un crimine contro l’umanità e il ricorso è stato presentato in Spagna, per la giurisdizione universale che lo stato iberico riconosce alla materia.

Dura motivazione. Il giudice Fernando Andreu dell’Audiencia Nacional, tribunale speciale spagnolo, ha accolto oggi il ricorso presentato dal Pchr e da alcuni parenti delle vittime palestinesi. Andreu, nel depositare l’istanza, ha motivato la sua decisione dichiarandosi competente in base alla Ley organica del Poder Judicial che, all’articolo 23, ritiene i magistrati spagnoli competenti in casi di terrorismo, genocidio e altri reati commessi anche fuori dal territorio nazionale ma che violano trattati internazionali. Andreu ha citato anche lo Statuto della Corte penale internazionale che, all’articolo 8, definisce ’crimine di guerra’ un attacco premeditato contro civili o non militari o un attacco contro un obiettivo militare sapendo in anticipo che ci saranno vittime civili. Andreu conclude che nel caso di Shehadeh lo stato d’Israele ha commesso ’’un attacco contro la popolazione civile che ha come origine un altro fatto illecito e cioè l’omicidio del dirigente di Hamas, che rientra in una decisione eccessiva e sproporzionata’’.

Scarse aspettative. Adesso, secondo procedura, l’ordinanza sarà notificata alle parti, l’Autorità Nazionale Palestinese e lo stato israeliano. Il giudice spagnolo ha presentato una rogatoria internazionale e, tra gli inquisiti, figurano personaggi di primo piano come l’attuale ministro delle Infrastrutture, allora titolare della Difesa Benyamin Ben Eliezer, e l’ex capo di Stato maggiore Dan Halutz. Andreu ha anche aggiunto che, appena possibile, verrà inviata a Gaza una commissione d’inchiesta per raccogliere le testimonianze di persone che erano presenti al momento dell’attacco. Le possibilità che l’inchiesta vada in porto sono poche, tanto che lo stesso giudice Andreu ha ricordato come già in passato ha presentato al governo d’Israele notizia dell’indagine e non ha ottenuto risposta. E oggi, giusto per capire che aria tira, Benjamin Netanyahu, leader del partito Likud, in testa ai sondaggi per le prossime elezioni in Israele, ha definito ’’ridicolo’’ il procedimento.




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giovedì 29 gennaio 2009 - ore 21.43


"RUBATO" DA FACEBOOK ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... Nel senso che è stato postato da diverse persone della mia lista amici, prima fra tutte la biUnda.
Un video che, dopo avervi fatto riflettere, vi farà venir voglia di tirare una bomba sotto al culo del vostro datore di lavoro






P.S.: Nel blog c’è un sottofondo musicale, ovviamente fate finire prima il brano se no non ci capite un cazzo (a meno che non usiate firefox, che non fa ascoltare i sottofondi musicali dei blog di spriss)

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tiredbrain, 38 anni
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