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Non non P. Quindi P



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P e non P. Quindi contraddizione.



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Contraddizione. Quindi P



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Contraddizione se P. Quindi non P



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Q. Quindi P o non P.



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P o Q, non Q . Quindi P



OGGI IL MIO UMORE E'...

P se Q, non P. Quindi non Q.







Non P e Q se P. Quindi non Q.








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MERAVIGLIE


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L’identità
è
una brutta bestia




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giovedì 6 dicembre 2012 - ore 01.26


Roncato sfera
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Hai presente quelle parti dei film in cui il protagonista dopo una serie di rivolgimenti si trova a sguazzare nelle più varie ed eventuali fanghiglie? Quel momento di fill narrativo in cui la pornografia descrittiva della melma viene surclassata da quella etica del monologo. Il tutto atto a mostrare quanto eroico sia lo sguazzare e quanto bene quest’attività riesca tutto sommato al Nostro. Hai presente? Ecco, manco quello.

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mercoledì 12 settembre 2012 - ore 22.17


non è che si dimentica, è solo che non si è più capaci di ricordare nitidamente
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Niente di serio, niente di serio, niente di serio, niente.

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giovedì 15 marzo 2012 - ore 11.45


Tra ohne dich dei rammstein e If I ever lose my faith in you di Sting
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un percorso ritmato da sentieri e radure. Una collettività che si inerpica: gita scolastica, carovana di artisti, pellegrinaggio di asceti. Il pensiero che tu non sai dove sono distrae dalla tortuosità del cammino. Ma forse tutti nascondono piccole distrazioni portatili nei loro zaini in cordura di nylon rinforzata o nelle bisacce sui loro muli. Per non vedere gli strapiombi, per non pensare alla lontananza della meta. E più ci si inerpica più la meta diventa anch’essa una distrazione. Ma si procede. Ad un certo punto si fa largo nel gruppo l’idea che Biagio Antonacci sia presente tra noi, che qualcuno di noi lo conosca e che la meta sia ora diventata un suo concerto da allestire o un suo studio di registrazione. Giusto al di là del prossimo passo. Decido che è una cosa troppo importante e che mi distrarrebbe da te o che tu mi distrarresti da lei. So che una volta al di là non avrò sicuramente tempo di telefonarti e la mia assenza diventerebbe poco giustificabile. E’ che non voglio condividerti con loro e non voglio condividere loro con te. Ti telefonerò prima del passo. Basta solo fermarsi un po’. Ma il gruppo ha fretta. Chiedo quindi indicazioni ad una guida - frangia nero corvino, magrezza autarchica - su come proseguire da solo per raggiungerli poi. Anche perchè procedere assieme mi distrarrebbe dal gustarmi l’arrivo alla meta ormai così vicina, mi dico. Dalla bocca della guida escono quindi indicazioni contorte che portano a non so quale quartiere sopraelevato di Torino. Le svolte ed i passaggi al di là del passo sono oggettivamente complicati ma mi vengono descritti con la tranquillità che solo un’estrema fiducia o un estremo disinteresse possono rendere credibile. "Allora tutto chiaro? Ci vediamo lì?" - conclude. Ed io annuisco, distratto dallo sforzo di ricordare la strada appena spiegata, dalla voglia di sistemarti e dalla voglia di proseguire. Finalmente solo, nell’ennesima radura ti telefono. La nostra conversazione procede in maniera distratta perchè devo distrarti dalla mia assenza. Poi arriva un’interferenza nella linea a distrarmi. Sono i viaggiatori che hanno organizzato certe feste di fine anno o arrangiato una canzone di e con Biagio Antonacci o montato un palco per lui o fatto certe scelte spirituali. E mi chiedono a cose fatte cosa ne penso. A te e a loro rispondo: "Ok allora vediamo quando arrivo" ma sono distratto da quella che lì per lì mi pare da parte loro un’inammissibile mancanza di rispetto per la salita fatta insieme, un’arrogante intrusione nel mio momento di solitudine e, da parte nostra, un’asfissiante pantomima di normalità. Una volta chiusa la telefonata, il cammino riprende e vedo gli strapiombi e vedo i sassi e vedo le lucertole e vedo i fossili e vedo vasi egiziani, vedo tunnell, vedo cieli, vedo architetture scintillanti, vedo montagne bellissime, vedo. Ma non so proprio se arriverò.

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lunedì 13 febbraio 2012 - ore 23.32


Ho le risposte. Non le domande
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ignoro.

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martedì 3 gennaio 2012 - ore 14.23


Non è (+) un viaggio per l’inferno via Berlino
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Ho pregato senza fede, tra paludi e malattie,
Ho pensato e ripensato e ripensato a mille inutili bugie"

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mercoledì 23 novembre 2011 - ore 11.17


Fisica del de-ferimento: per (non) concludere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Prima ancora di capire movimento e fissità. Prima di tutto. Si tratta (non semplicemente, e prima del prima) di costruire un orizzonte degli eventi e innervarlo di forze.

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lunedì 7 novembre 2011 - ore 21.55


Photocracy
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il ricorso al visivo ed al powerpoint di sè può servire. Un po’ di tempismo mediatico tambem. Quando però i potenti mezzi cominciano a tradire mancanza d’altro e assuefazione, la faccenda si fa seriamente comica. E anche ridere diventa una forma di empatia. E sia: HOHOHOHOHOHHOHOHOHOHOHOHOHOHOHOHOHO

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lunedì 24 ottobre 2011 - ore 18.49


questo (non) è un miserere
(categoria: " Vita Quotidiana ")


l’insorgenza, l’anomalia sono l’antidoto. la pacificazione è l’asintoto

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martedì 6 settembre 2011 - ore 16.58


E’ tempo di Morini
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Noi sentiamo di non avere più tempo, avvertiamo di aver finito il tempo a nostra disposizione. Non è più il ritardo borghese che affanna il Bianconiglio psichedelico, segnalato da un orolgio sociale. La fabbrica aveva orologi, la domenica i suoi riti, esistevano il tempo vuoto, la noia, le ferie, l’impossibilità di essere rintracciati. Ora non ci sono più confini che non possono essere violati, tra un tempo certificato per la produzione e le giornate libere. Si inaugura un nuovo rapporto con il tempo, con la natura, con il corpo".

Morini, Cristina, Per amore o per forza. Femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo, Ombre Corte, Verona, 2010, pag. 99.


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mercoledì 13 aprile 2011 - ore 22.52


Progetto formativo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Monti che diventano ore. Da scavare o da scalare. Ma con quali badili, quali scarponi se la roccia adolesce?

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