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martedì 6 maggio 2014 - ore 15:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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mercoledì 30 aprile 2014 - ore 20:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si presentano come incubi nella notte senza avvisarti.
Corrompono la tua mente? Credi di gestirli?
Nel mondo inconscio prendono forza e potere
costringendoti a non voltare lo sguardo.
Ossessionata e curiosa di rincorrerli
loro ti investono come un fiume in piena.
Prendono possesso di te e ti accompagnano.
Pensieri, ricordi, immagini, sensazioni,
tutto riaffiora se pur non vorresti.
Forse la soluzione migliore sarebbe imparare ad essere amici.



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domenica 27 aprile 2014 - ore 23:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")




.... di colpo dietro le spalle sentì un aria gelida che le mosse i lunghi capelli neri, capi che doveva andare verso la provenienza di quella folata cosi strana ma così invitante, senza spiegarsi il perchè si mise a correre verso il lungo e buio corridoio quasi interminabile, e si trovo di fronte una vecchia porta di legno scuro con la maniglia arrugginita, la aprì ed emise un urlo cosi acuto che vibrarono i vetri dell’ unica finestra nella stanza, in un angolo vide a terrà una figura, sembrava una vecchia donna, si avvicinò e come le alzò il volto un rigolo di sangue scese dalla bocca, impaurita tolse le mani dal cadavere e si mise a correre dietro di lei, uscì dalla stanza e ripercorse il corridoio, sbattendo tutto il corpo addosso a qualcosa di forte e possente, alzò lo sguardo e vide un uomo dagli occhi chiari che la fissava e che l’ afferro per le braccia, ella cercò di staccarsi e cadde all’ indietro urlando e battendo la testa, sentendo un dolore che la stordì per alcuni secondi mentre l’ uomo cercò di riprenderla, ella fu più veloce di lui e scappò correndo in direzione di un altra porta, confusa, stordita impaurita, e si fermò di fronte alla porta bianca......

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sabato 26 aprile 2014 - ore 00:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Come sospensioni.
Gola allagata di acqua densa
tra una nuvola di cotone e un mucchio di polvere finissima
sospesa in un cielo tra l’azzurro di sereno e il rosso di passione.
Nuoto muovendo le mie ali
dalle appesantite piume di gocce dolci e salate
da un effetto di sospensione
da una corrente che mi sposta continuamente da una parte all’altra
rimanendo a guardare un sogno che mi tiene viva
in un esistenza dubbia
lasciando volare i colori di una primavera latente
colma di emozione.
Echi richiamano l’attenzione.
Mai spariti riaffiorano con lenzuoli bianchi e leggeri
stesi come vele in movimento.

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lunedì 31 marzo 2014 - ore 22:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Muovo il pennello d impulso
schizzo la tela di colore rosso fuoco e gocce di nero
mondo mentale cupo e tenebroso
come le urla di fantasmi in un bosco dal silenzio pesante
afferro il bastone colpisco il vuoto
e come un cavaliere dalla grigia armatura combatto le paure avversarie
salto e poi ballo ridendo
poi mi blocco e piango la triste esistenza
chiudo gli occhi e li apro di colpo
e mi trovo in fondo agli oceani.
Cosa di più maestrale della pazzia?
l’ infinito universo sconosciuto e artefice di tentazioni
indescrivibili e sensazionali,
mente e psiche amici per la pelle
per poco o per sempre.
Astrattismo maniacale sei mio!
Astrattismo poetico sei mio!
La mia poesia è una astrattismo maniacale!



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martedì 4 febbraio 2014 - ore 18:53



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Questo misterioso, buio, desolato sentiero, mi invita, con il suo fascino,al suo percorso.E come non fare per incamminarmi in qualcosa che mi attira a se, con quelle armi a cui io non so resistere?
E quella voce che mi chiama come un soave canto di una sirena? Leggero come un soffio di vento, lontano come un eco, vicino come un sussurro all’orecchio.
Forti emozioni che scaturiscono pensieri macabri ed inquietanti, provocazione ad un istinto ribelle, istigazione di gesti folli.
La mia coscienza vaga, e nel distacco perde la cognizione del tempo e della razionalità. Alquanto travolgente la sensazione di impotenza e altrettanto di soddisfazione.
Tutto lascia un miscuglio di sensazioni inevitabili,da non poter evitare quella via che mi cerca.Mi trascino in mezzo a quelle macabre atmosfere per raggiungere l’oltre che mi spaventa, che mi taglia in mille parti, le quali sopportano il dolore della sofferenza, mentre l’odore di cenere antica e di resti calcificati spianano il terreno su cui appoggio i miei piedi stanchi.
Fitte alla testa lanciano immagini annebbiate e indefinibili, sento striduli, vicini e lontani, da confondermi la ragione , da non rendermi chiare le origini di questo bisogno assoluto di proseguire verso quel sentiero disordinato.
incapace di reagire con la mente, mi lascio condurre da mani che spuntano da un passato di traumi cicatrizzanti l’anima. L’io è indifeso, è debole, la volontà è smorzata, l’ossessione è accesa. Una spasmodica ricerca , uno spasmodico bisogno, sempre vivo, talvolta sfuggente, tanto incessante, quanto insidiante, prende possesso di me.
Ogni cosa è possibile, quando la coscienza lascia la realtà, si allontana ed entra come un allucinazione, in un luogo inesplorato, buio ed illogico, dove chiudo gli occhi e li riapro, dove non so distinguere il sogno dalla realtà, dove un anima, la mia , salta le siepi di labirinti e sentieri, esistenti ed inesistenti, dove la psiche non sa più trovare l’orientamento. Dove nemmeno la verità ha un posto, dove non senti il tuo corpo, ma senti solo emozioni. Angoscia ed attrazione per un ignoto potente che devasta e che manovra l’ auto controllo. Tale è il disorientamento che nessuna teoria può essere attendibile, tutto confonde la mente e i pensieri. Nemmeno quello che leggi ti rasserena, nemmeno a parlarne, saresti considerato un pazzo psicotico . Tu sei dentro la tua mente, che ti mette davanti quello che vedono i tuoi occhi. Incomprensibile e folle. Misteriosa e dissetante la voglia di andare a scoprire. Si, mi spaventa a tal punto che diventa eccitante ed intensa questa voglia di andare dopo l’oltre.



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lunedì 3 febbraio 2014 - ore 22:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


A volte ritornano
Siamo nascosti dalla nostra stessa ombra
schiviamo il finito per proiettarci verso l’infinito
con occhi aperti a sognare desideri
a volere toccare con mani le illusioni
che abbagliano e ci rendono schiavi
di qualcosa che solo il nostro spirito
conosce fino in fondo.



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venerdì 31 gennaio 2014 - ore 22:14



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lasciare andare tutto, dire basta a tutto, ogni cosa ha preso un gusto più che amaro, è tutto incolore, sbiadito e scialbo, anche insignificante.
Un lamento di insoddisfazione e rabbia di vedere e sentire le solite cose.
Basta i passaggi delle mode, basta seguire le correnti, basta all’opportunismo, che ormai ha contagiato le folle.
Si allontana questo fiume di rifiuti esistenziali, con avidità di interesse, di desideri materiali, pure di quelli spirituali.
Speranza e buoni intenti sono cibi avariati, senza più morale, senza più sentimento.
Un marcio miscuglio, di parole, pensieri, prospettive. Enigmi che non meritano più risposte.
Giudizi che non fanno più effetto, tutto da solo la nausea.
Questa è poesia? Non tange ciò che è.
Poesia , lamento, sfogo, senso ha il senso di niente.
Ciò che ha valore ora è solo il silenzio.
E dove sto, non volerà nemmeno una mosca. Vuoto come voragine che porta via con sè, fino all’oscuro fondale, tutto quello che ho raccolto nel cammino. Fossero solo sterpaglie, risulterebbero come concime per invigorire la pianta, quale corpo.
Ho cresciuto dentro calamite, che hanno attirato angeli e demoni, insieme al frastuono delle variopinte personalità altrui.
Mi sono sconfitta molte volte, con le armi più potenti.
Ho però riscontrato un immunità alla morte.
Ho creato un immenso vuoto di spazzatura, e il genuino l’ho consumato troppo presto, che ora resta solo polvere nera.
Non posso dimenticare parole taglienti, facce felici di illusioni regalate. Ho sputato parte di tutto questo, e ora rimane un vuoto di un silenzio pesante.
Un sordo silenzio con lo spasmo della paranoia, come ritrovarmi in una fogna
dove la vita è la morte dei miei sentimenti, dove prima scorreva acqua di sorgente,
dove ora scorre melma lasciata da un mostro.
Ho incorporata erba rampicante che mi prude dappertutto, che mi tormenta il sistema nervoso,
per un rilascio di germi infestanti di pensieri squallidi e oscuri.
Sono rimasti incubi ad intermittenza, in un cervello reso debole più del corpo che ancora mantiene una corazza metallica un po arrugginita.
Il sangue bollente parte dalla testa e si irradia in tutti i vasi sanguigni, ingrossando vene di rabbia e veleno dai colori scuri.
Un silenzio ad alta temperatura che trattengo, ed alterno a lamenti che mi devastano.



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domenica 26 gennaio 2014 - ore 23:57



(categoria: " Vita Quotidiana ")


LA MIA CASA è DISABITATA , MA RESTA SEMPRE IL MIO SPIRITO

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