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martedì 16 ottobre 2012 - ore 01:23


Giorno 5
(categoria: " Vita Quotidiana ")


iniziamo con due premesse:

- la prima è che fra da dopodomani credo cambierò leggermente il tipo di post. nel senso, dopo una settimana ormai l’anzaddo s’è capito e nn ha più molto senso che vi sto a raccontare le mie giornate. anche perchè probabilmente diventeranno abb standard, con tutti i limiti della parola standard nella mia vita. Però avrò lezione al mattino e al pomeriggio starò a scrivere per poi uscire la sera. o magari andrò a qlke museo o qlke partita. si vedrà. cmq, penso che scriverò post più "mono-tematici", come già avevo fatto trapelare...

- la seconda è che son qui a fare delle premesse. questo vuol dire che qualcuno che legge c’è! e mi commenta. e mi scrive. e vuole sapere ancora. e io non so come ringraziarvi! anche perchè tutti poi mi dite che assomiglio a questo o quello scrittore e io mi vergogno perkè fate nomi che adoro da morire, ma paragonarmi a loro è pazzia. Come credo sia pazzia pensare di poter scrivere un libro. Voi mi leggete e vi adoro tantissimo, però dubito che uno sconosciuto impiegherebbe il suo tempo a leggere quel che scrivo. Magari una volta potrebbe capitare, ma non di più. Detto questo, se comunque trovate una casa editrice che vuole pagarmi tantissimo, posso anche pensare di passare il resto della mia vita a scrivere per voi, tanto nn mi costerebbe molta fatica, mi viene del tutto naturale. (anche per questo, immagino i miei post siano ricchi di errori. scusate, ho la pessima abitudine di scrivere senza rileggere mai. tanto è vero che scrivo e dimentico. se fra una settimana leggessi un mio post molto probabilmente nn lo riconoscerei. e lo criticherei aspramente mi sa! è successo. )


Finite le premesse, parliamo della domenica. Il settimo giorno. Pare che il settimo giorno qualcuno di molto molto noto si sia preso una pausa (nn ho mai capito se poi il lunedì è tornato a lavorare o se siamo ancora nel settimo giorno...bho...). Ora, non voglio assolutamente fare paragoni, anche perchè non c’ho il fisico, ma questa domenica mattina ho deciso di passarla in panciolle pure io. Me ne sto a letto ascoltando i rumori che vengon da fuori. abito vicino ad un parco e si sentono i bambini ridere e giocare. inglese e spagnolo si fondono creando strani passaggi, come quando guardi un dvd e ascolti i vari doppiaggi disponibili. L’effetto è strano, soprattutto quando lo senti fare a dei bimbi. Non credo si rendano conto della fortuna che hanno. In questa città è davvero possibile crescere imparando in maniera naturale le 3/4 lingue più usate al mondo. Cinese, spagnolo e inglese fanno da sottofondo naturale ad ogni passeggiata per le strade del centro, come se si cambiassero senza sosta le stazioni di una radio mondiale.
Torno cn la mente nella mia stanza. dalla finestra entra una luce allegra, piena di vita. la città lì fuori dev’essere una cosa meravigliosa, comincio ad avere i sensi di colpa. quando sono troppi, mi cambio e decido di uscire. Giovanni e gli altri sono occupati o cmq non si sono fatti sentire. non li voglio stressare, m’ha fatto pure troppo da baby-sitter.
Prendo la bici e inizio ad esplorare la città. Sono senza zaino, ho mangiato solo un paio di cookies e sono bello riposato. Non so se è per queste tre cose o per altro, eppure rispetto al giorno prima andare in bici sembra molto più facile. salite e discese non sono troppo impegnative, ma le affronto senza problemi e poi c’è sempre il sole a scaldarmi, nulla può succedermi. Vicino ad un marciapiede trovo un mini-pallone di cuoio, nuovo di pacca. deve pure costare. aspetto un po, non c’è nessuno nei paraggi. aspetto. prendo in mano il pallone e lo alzo, indicandolo. Nessuno. "io... io vado allora...eh!? c’è.... c’è nessuno che... no dico, se nn viene nessuno, io vado col pallone..."
incastro il pallone tra i tubi della bici e riprendo a pedalare, già pronto a fermarmi per qualche protesta da parte del legittimo proprietario. attimi di tensione. mi immagino già schedato da qualche satellite dell’Fbi. Dopo 3 "blocchi" scivolo felice verso una meta non precisata, con un nuovo pallone ed un sorriso da bimbo ebete stampato in faccia. Ora ho pure un Pallone Mio.


Continua la mia gita senza meta. a volte seguo un profumo, a volte cerco la strada più assolata, nella maggior parte dei casi seguo soltanto le ragazze più carine. visto dall’alto il mio percorso potrebbe ricordare benissimo i voli delle mosche attorno alle lampadine. Poi arrivo ad una collina piena di gente. piena di ragazzi e ragazze. campi da tennis. da basket. uno cn la bici che fa i numeri su una ruota sola. mi stendo sul prato, da solo, come fanno in molti. Perchè anche senza una compagnia si fa parte di quel momento, di questo pomeriggio di sole, con l’erba fresca che ti riempie le mani e non sembra neanche vera, perchè per una volta non porta con se moscerini formiche o zanzare. mi stendo e vedo un aereo.
Per la prima volta in vita mia non ho l’istinto di pensare:
"chissà dove sta andando. vorrei esser lì sopra."
chiudo gli occhi, non voglio capire se è un pensiero preoccupante o meno. sorrido e mi prendo il sole. quasi m’addormento, ma non posso. Se mi fotton la bici poi chi lo spiega a Gio?! mi domando se potrebbero mai fottermi la bici in quel parco...quello più agitato è un tizio che balla da solo in modo improponibile della musica rap. ed è un fottuto pazzo. no, probabilmente nessuno mi ruberebbe nulla oggi.
Attraverso tutto il prato per uscire dall’altra parte e mi imbatto in una cosa che curiosa è dir poco.
un concerto senza musica. credo un concerto techno. almeno, dai tipi di persona che incontro. sono tutti presi a ballare e scatenarsi. si agitano come forsennati in preda a raptus da crisi nervosa. in mezzo al silenzio festoso del parco. Indossano tutti una cuffia vistosa, nera e di marca. probabilmente è lo sponsor. vedo la postazione console circondata da una quarantina di persone. la voglia di provare è tanta, ma sono tutti così presi che sarebbe un’impresa comunicare qlkosa col mio inglese. lascio perdere e fotografo in testa questa scena paradossale.

il rientro è tranquillo, Gio si fa sentire e mi invita a cena da lui. Oltre a me l’immancabile Ed e un Irlandese, con tanto di capelli e basettissime rosse a dar prova delle proprie origini. Si mangia sano, pasta e bistecche, insalata e frutta. Italian Style. si chiacchiera di viaggi e poi si finisce a giocare un po al pc. Oggi non si parla di sport, han perso sia i Giants che i 49ers. Vo a dormire per mezzanotte, domani si inizia scuola.

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