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eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate.
il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra.
deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare

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ORA VORREI TANTO...



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OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]




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domenica 3 settembre 2017 - ore 02:19


Di noi tre
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ognuno di noi tre ha fatto le sue promesse.
E nessuno agli altri.
Settembre arriva come se ce ne fosse bisogno davvero.
Aspetto il disco di Colapesce come il corriere, chiusa in casa.
Mi fanno visita i testimoni di Geova, ma-lei-signora-ci-crede-agli-angeli?
Nemmeno a quelli del lievito.

Di noi tre era un bel libro, sì.
Ma Misia Mistrani era bionda.




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giovedì 10 novembre 2016 - ore 23:39


Scendi.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dove vanno i figli che dicono non puoi avere?
Dopo che li hai pensati e ne hai disegnate le ciglia, una per una.
Dopo che la tua quotidianità è una ferita da disinfettare, i punti che bruciano, una garza a coprire tutto.
Che l’occhio non veda che il corpo duole.
Spurga, sangue ed ematomi.
L’eparina da sparare sulle gambe se l’addome è un ricamo forse della stessa mano, esercizio di stile forse di qualche praticante chirurgo.
Il mio corpo è diventata la nostra barriera.
Le bende, la febbre, gli impicci, quel poco sangue che resta. Le pillole e le suture.
Volevo solo un inverno per dirci che saremmo stati felici sempre.
Oggi mi rialzo ma non riesco a sentirmi.
La pressione bassa, l’emoglobina che scende.
Sono stanca come se questa convalescenza fosse un lavoro.
Poi l’ennesima faccia di merda se ne esce con la battuta su quante possibilità posso avere di darti un figlio.
Ne segue il ricalcolo, come di un vecchio navigatore, dopo l’ennesimo vicolo cieco, patetico inverno, in cui non credevo di averti condotto.

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lunedì 12 settembre 2016 - ore 00:30


Non è Rio De Janeiro ma c’è un clima fantastico
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Finalmente l’hai trovata, penso.
E capisco di essere stata anni col fiato sospeso in attesa che succedesse.
L’atto definitivo, la cesura, occhi da portare con te.
Un grembo, poi: trovarlo tornata dal mare, come la pubblicità di una palestra, il giorno che sei rimasta incinta.


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mercoledì 3 agosto 2016 - ore 01:23


Recupero crediti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sette anni dopo, la tenerezza è riconoscerti come una linea sulla mano.
Che ad un certo punto finisce.
Ma basta tornare al punto in cui affiora in superficie, il palmo come il letto di un fiume da scandagliare di ricordo in ricordo.
Come quello sfondo rosso, di cui ti sono grata, perché hai tenuto per me l’amore che dicevi di non saper nemmeno più provare, e me ne hai fatto dono.
Il dolore, ë solo un debito che ho accumulato come stessa, dopo i tuoi tanti prestiti che non so neppure se pensi io abbia saputo ripagare.



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martedì 7 giugno 2016 - ore 16:16


Incidente probatorio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sparisco, mi piego su me stessa con la precisione di un origami.
Combacio di nuovo con i punti dolenti di un tempo, gli errori ammucchiati, la pazienza a contarli.
Ci sono ancora tracce di cancellature mal eseguite nell’incavo della mia giovinezza.
C’è ancora un mostro allo specchio, le briciole di un pasto, il peso specifico di ogni fallimento.

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domenica 28 febbraio 2016 - ore 22:19



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nelle ecografie l’encefalo del feto somiglia ad un gheriglio.
Il mio cuore diventa grande come un pugno.
Piegato su se stesso, come le dita di una mano, al solo scopo di trattenersi incollato al petto.
Non mi guardi nemmeno, mentre porti gli occhi ai piedi.
Laggiu’, dove finisce sempre il mio umore, uno scolo di lacrime, pranzi veloci e diffide al vetriolo.
Questa casa troppo piccola anche per un cane che andiamo a vedere ogni domenica, chiamandolo persino per nome, dalle sbarre di un canile comunale.


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venerdì 5 febbraio 2016 - ore 22:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Io sono come se ogni parola avesse una spiegazione ?

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mercoledì 3 giugno 2015 - ore 19:07


e sotto la doccia scivolava la bella vacanza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gli aerei da Orio non partono mai.
Vorrei iniziare a fumare, mentre aspetto che imbarchino i passeggeri con priorità.
Mentre continuo a restare sotto lo stesso cielo che insiste attaccato alla tua finestra.
sono le cinque. E’ il buio.
Sono io che mi nascondo dentro l’aereoporto della tua città.
E poso le mani su tasti bianchi che ti ho visto toccare, di un pianoforte che aspetta tutti quelli che partono.
Mi sento intera, volevo dirti questo.
Constato l’assenza di crepe. So che molti dei pezzi li hai incollati tu.
Il mio corpo, il tuo sguardo.
Oggi sono solo il passeggero di un volo che parte da Orio.
Ieri: la ragazzina, quella del concerto, i tatuaggi sulle braccia da ritracciare con un dito.

Il contrattempo, la frustrazione, l’amore.


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