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2009 Einaudi.




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di Rinaldo Gaspari con Aldo, Giovanni e Giacomo; regia
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;

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di David Frankel, con Meryl
Streep ed Anne Hathaway
;

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nel cast, Salvatore Ficarra,
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;

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.


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PARANOIE


1) Quelli che si appendono un Cd allo specchietto retrovisore dell'auto....
2) Quando arrivi a fidarti solo di te stesso...
3) essere ammalati quando in realtà hai un sacco di cose divertenti in programma
4) non aver avuto il coraggio di dire in tempo ad una persona quanto importante fosse per te e scoprire che ora non puoi più farlo...
5) Pensare di essersi dimenticati la macchina aperta con il portafoglio dentro
6) Sapere che il tempo passa inesorabile e aver paura un giorno di dimenticare tutto,la vita,gli amici,gli affetti,le persone....e aver paura di tutto questo!
7) svegliarmi e scoprire che mi piace la musica di dj Francesco..potrei morire..sul serio eh

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) suonare col proprio gruppo a San Siro con milioni di persone
3) Sarebbe una meraviglia se riuscissimo a essere onesti con noi stessi e con gli altri allo stesso tempo sempre...
4) Lo stupore di sentire che ogni giorno ti vuoi bene sempre di più e in modo diverso
5) ...vivere senza illusioni...
6) mio padre che viene da me e mi dice di essere orgoglioso di me...
7) Spiegare a qualcuno il nostro punto di vista, e sentire che anche se non è d'accordo con noi l'abbiamo colpito, e abbiamo lasciato qualcosa, anche di piccolo, nella sua vita.


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lunedì 5 marzo 2007 - ore 00:04


Matti, schiavi d’amore, paranze e zumpappà
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Oh dunque, parliamo dei big di Sanremo. Credo che in molti siano rimasti stupiti dal piazzamento così alto di Piero Mazzocchetti, tenore pop spinto da Adriano Aragozzini e, pare, molto famoso in Germania. E’ tornato dunque il crossover pop lirico sul palco dell’Ariston dopo Andrea Bocelli (il più fortunato di tutti), Filippa Giordano e Alessandro Safina; le firme sono di lusso, Guido Morra e Maurizio Fabrizio. Il suo compact disc, che include in parte canzoni e in parte arie d’opera, è quello con la peggior copertina tra quelli festivalieri, e sono sicuro che tra non molto riempirà le ceste degli ipermercati, quelle con i cd a cinque euro. Uh, e che dire di Al Bano, arrivato al secondo posto? Meritava senz’altro di più la bellissima (lo dico seriamente) "E’ la mia vita" di undici anni fa. La sua nuova canzone, "Nel perdono", ha una musica che sembra familiare: più di qualche sito l’ha messa a confronto con "Hymn" degli Ultravox (della quale copia anche il testo). Il testo è di Vincenzo Incenzo e Renato Zero, non troppo ispirati. Sempre meglio della pacchianissima "Il mio concerto per te" sulle note di Tchaikovskij... e del suo inno dell’ospedale San Raffaele di Milano - non potrò mai ringraziare abbastanza Momo per avermela fatta conoscere - ma il cantante di Cellino San Marco continua a sprecare la sua gran voce.





Funzionerà di sicuro "La paranza", brano furbissimo di Daniele Silvestri, un po’ "La Cucaracha" e un po’ "Ma la notte no" di Renzo Arbore. Non male la ballad degli Stadio, anche se non è una nuova "Ballando al buio" né una nuova "Sorprendimi". Pino Mango ormai riscrive la stessa canzone da anni e anni: "Chissà se nevica" richiama fin troppo "La rondine" e altre canzoni incise subito dopo; i tempi di "Lei verrà" (ma anche di "Tu... sì" e "Dove vai") sono di sicuro lontani. Al contrario dell’amico Kajagoogoo, ho trovato deludente la quinta esibizione di Antonella Ruggiero da solista, spocchiosa e soporifera. Imbarazzante il duetto di Francesco e padre Roby Facchinetti, che però non è peggio di quello dei fratelli Bella. Spero che prima o poi non accettino più canzoni col solito giro Do Sol La minore Fa a Sanremo.

Must the show go on?
Probabilmente non può piacere a tutti, ma ho molto apprezzato "Luna in piena" di Nada, artista cui non ho mai dedicato troppa attenzione e di cui conosco giusto "Ma che freddo fa", "Cuore stanco" e "Amore disperato"; la canzone portata al Festival è in bilico tra PJ Harvey (che in comune con la Malanima ha una collaborazione con John Parish), Giovanni Lindo Ferretti e la new-wave aggiornata per il nuovo millennio. Nada non è la cantante più intonata che ci sia, su questo posso essere d’accordo, e mi aspettavo un contributo più sostanzioso da Cristina Donà, ma almeno ha quel "qualcosa" che la differenzia dagli altri suoi colleghi. C’è chi osa ancora dopo quasi quarant’anni di carriera, e non mi sembra poco. Chi invece ha guadagnato molto dal duetto è stata Amalia Grè, che qualche anno fa si era imposta con "Io cammino di notte da sola" e le cui performance negli scorsi giorni hanno regalato qualche stecca imperdonabile. "Miagola" troppo, per i miei gusti. A farle compagnia sul palco è arrivato Mario Biondi con la sua bella voce "black". Il suo cd sta riscuotendo un inatteso, meritatissimo successo.





Rispunta fuori Leda Battisti in veste spagnoleggiante, dopo Music Farm e molti anni di oblio. I Velvet, dei quali penso tutto il bene possibile, hanno portato una canzonetta facile facile e inferiore a "Dovevo dirti molte cose". La rivaluteremo con gli ascolti? Paolo Meneguzzi, che nel frattempo non ha più le borse sotto gli occhi, ha portato "Musica", una specie di b-side dei Chicago degli anni Ottanta tradotta in italiano. L’ha scritta lui con Rosario Di Bella, che pur incise delle cose degne di nota negli anni Novanta. Le qualità vocali degli Zero Assoluto richiamano la Viola Valentino degli anni d’oro, eppure vanno avanti (uno dei due è figlio di Maffucci), scrivono libri e fanno trasmissioni radiofoniche. E arrivano in alto in classifica. "Il terzo fuochista" di Tosca vuole rievocare Gabriella Ferri (e Tom Waits, forse?) e il risultato non è certo da buttare, anche se mi è sembrato forzato. Troppo enfatica l’interpretazione di Milva, anche se la canzone è valida; mi dicono che l’intero album sia di buon livello e attendo di ascoltare qualcosa di più.

Eppure sentire: meglio così
Johnny Dorelli è il Tony Bennett di casa nostra e la sua "Meglio così" è sì elegante, ma anche un po’ anonima. Raffazzonato lo pseudoinedito di Rino Gaetano cantato da Paolo Rossi, interessante invece il tema affrontato da Fabio Concato, anche se la canzone funziona più sulla carta. Da notare che del cantautore meneghino non è uscito solo un doppio CD ufficiale, "Oltre il giardino", in cui ricanta i suoi successi, ma anche un triplo CD antologico della Universal, con le versioni originali rimasterizzate. Tra gli ospiti italiani mi è piaciuta Elisa, anche se ormai fatico ad ascoltare il suo "Soundtrack" dopo averlo sentito fino alla nausea mentre lavoravo da MediaWorld. Mi aspettavo un’esecuzione migliore dagli Scissor Sisters. La vera gara inizia adesso: chi sarà in grado di entrare nelle classifiche di vendita? Per ora la suoneria più scaricata (già, perché si vendono più suonerie che dischi, al giorno d’oggi) è quella di Silvestri. Nota di demerito alla Warner Music, che ha sfruttato la partecipazione dei Bella, di Al Bano, di Milva e di Johnny Dorelli per lanciare sul mercato delle raccolte doppie di materiale di cui detiene i diritti, e alla Universal per aver inserito una canzone di Michelle Hunziker come "bonus track" della compilation. Dico, ma ce n’era bisogno?


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alex1980PD, 29 anni
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