«Ciò che ci divide non è il fatto che noi non troviamo nessun Dio, né nella storia, né nella natura, né dietro la natura, - ma che quello che è stato adorato come Dio noi non lo troviamo affatto "divino", ma al contrario pietoso, assurdo, dannoso, non solo perché è un errore, ma perché è un crimine contro la vita... »
(Friedrich Nietzsche)
NON SONO CERTIFICATO IN QUANTO NON ESISTENTE
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giovedì 17 dicembre 2009 - ore 01.57
non capire profondamente ancora un cazzo di quello che ti sta attorno. scoprire ogni giorno di essere piccoli, ignoranti, superficiali, ogni giorno che passa. o forse è solo quello che ci passa davanti, ad essere indecifrabile, caotico, difficile, da darci solo la parvenza di conoscerlo.
quello che ci passa davanti.
sempre lo stesso albero vicino alla tangenziale, lo stesso svincolo, la stessa via, lo stesso gatto appostato nello stesso posto a puntare - credo - lo stesso topo, ogni, fottutissima, mattina.
cinque giorni a settimana. quasi 200 giorni allanno. facciamo 250 per chi non sfrutta a pieno la malattia e i permessi.
e vedo le stesse cose condite da un clima diverso, chessò il gatto dinverno si brina e lalbero perde le foglie dautunno, alla faccia delle mezze stagioni. il topo credo sopravviva, sono creature stimabili, i topi.
e poi chiudi i roditori in un cassetto e scopri che gli stranieri non sanno mangiare gli spaghetti. cioè alcuni abituati capiscono come si arrotolano.
alcuni abituati non sanno come fare con i bucatini. eh i bucatini son cazzi se fai fatica con lo spaghetto numero 5. quindi.
i bucatini alla carbonara non si preparano se volete fare colpo su qualcuna non italiana. non sanno, non capiscono, al dente è scemo.
mi sono sentito italiano mangiaspaghetti. pastifero.
oh.
italiani pasta riso berlusconi.
povero silvio si è preso una legnata. da un lato laggressione ad un vecchio mi schifa...ma credo che non sia il male fisico, quello che serve alle persone del suo calibro. no, nemmeno la sedia elettrica.
penso che se ogni italiano, invece che un centesimo, desse a silvio una goccia di sangue, non euro, silvio sarebbe poverissimo ma pieno di sangue. lo rivenderebbe e privatizzerebbe lavis.
quindi poche ciance. ma il bello è che ha 20 cazzo di guardie del corpo...ma il problema è il gruppo su fb. ma dai.
ogni tanto arriva uno, e gli tira un cavalletto, gli tira un souvenir, e fuori dallaula di un tribunale gli urla che è un criminale perchè manda i processi in prescrizione.
e anche facebook deve andare sotto la legge. anche internet, vogliono controllare, ma internet non è la tv. è un dare e ricevere, non è ricevere e basta. io cerco e trovo, quello che voglio vedere.
cedo tempo e curiosità per trovare quello che mi interessa. accendo la tv una volta alla settimana. forse. e fruisco cacca, allora la spengo.
vabhe, alla fine sarà un lieto fine, per tutti noi credo, ognuno a modo suo. per alcuni di voi, si realizzeranno i sogni durante la vita terrena, tipo a silvio che adesso gli costruiscono un ponte finalmente, tutto suo.
per altri si realizzeranno in una forma di vita differente, tipo lumaca o yak tibetano, adesso non so come funziona se desiderate sposare una modella e vi siete reincarnati in un licaone, ma non disperate. se non altro, cari lettori licaoni, dubito esistiate. anche se probabilmente avete fastweb che funziona meglio che qui. avete anche dei leoni meno voraci di quelli che trovo ogni giorno in giro.
buonanotte, lettori licaoni.
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sabato 5 dicembre 2009 - ore 05.32
Sai, Laura, il discorso che ti facevo.... non sono pippe mentali, quella cosa delle catene. la catena ha un suo significato oggettivo, un significato decontestualizzato può invece prendere qualunque forma. anche la forma di moda, o di bellezza estetica. ma mantiene un significato, quello di costringere, di legare, se ami qualcuno non hai bisogno di catene, basta la volontà. ma la catena...è un simbolo che la persona deve scegliere. ti immagini agata con una collana di catene? non se ne metterà già abbastanza da sola, di catene al collo, se non sarà la società ad interagire con i suoi cappi invisibili? no, non è etica, è significato. con le catene ci tenete i vostri cani, con la scusa di proteggerli dalle auto per strada, con le catene ci teniamo i motorini e le biciclette, per non farceli rubare da ladri che una volta sgamati incateniamo in stanze. e quelli che rubano di più le catene non le amano, e le vogliono vedere addosso agli altri. io agli oggetti e alle cose riconosco un significato. alle persone un po’ meno. ma solo perchè giocano nel ciclo dellazoto.
comunque laura, il fashion non giustifica un cazzo.
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martedì 1 dicembre 2009 - ore 01.51
Improbabile. Molto improbabile.
lati storie e mura di palazzi.
vale la pena mettersi in ballo?
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sabato 28 novembre 2009 - ore 03.15
In Nicaragua. prendere e andare con la propria donna in Nicaragua. decidere che crisi o meno, meglio andare in zone depresse, allequatore.
al centro, quasi di quel pezzetto di terra che unisce le due americhe.
e distante.
e fuori da ogni crisma. ma loro son contenti, e io per loro, ed è contento anche r. che ha riscoperto suo padre, dopo trentanni, dove gli psicofarmaci han fatto terra arsa adesso cè un nonno. una nascita e una rinascita dieci anni fa. molto piacevole lentusiasmo e la condivisione di certi stati danimo, credo mi abbia fatto bene. sempre molto inconsistente, ma piacevole, almeno un paio di giorni di riflessione per capire cosa ci faccio ancora qui a seguire la routine.
ho idea siano i cambiamenti limitati. se non limitati, brevi, aleatori, forse.
sono idee di cambiamento che mi portano in altre monotonie.
altri sei mesi di contratto a termine, e fino a giugno pagherò laffitto.
poi vediamo. vediamo laffitto, la casa e padova. la vediamo da lontano magari, fuori dai coglioni, crisi, non crisi, lavoro, non lavoro.
dovevo imparare a fare il dentista o lidraulico.
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sabato 21 novembre 2009 - ore 03.02
Simpatico, parlare di me, così come status simbol di quello contro cui vai contro, adolescente trentenne, francamente mi fa ridere che vieni anche a leggere, senza restituirmi lindifferenza che ti dono. ma non mi tange molto, vivo tranquillo, come ben sai, anche senza piccole faide, dopotutto non esisti, e non esistete entrambi, per quel che mi riguarda.
LARCELLA E UN QUARTIERE PERICOLOSO.
Sì, sicuramente. Pericoloso quanto il tuo bagno pieno di vapore e la sdrucciolevolezza di una spugna imbevuta dolio. piena di rumeni, piena di africani, di marocchini. Si ma glielavete lasciata voi, padovani, la notte a dormire alle dieci, le strade deserte, nessuno che scende a pisciare il cane. non si vive la città, è tutto un terrorismo che te ne stai a casa il venerdì sera, che non puoi bere che ti ritirano la patente. Io stasera sono uscito a piedi, mi son fatto 20 minuti apiedi, mi sono bevuto i miei litri di birra e son tornato a casa, relativamente sbronzo e senza nessuna rapina.
Solo due grebbi che mi han chiesto se ero apposto. APPOSTISSIMO.
Poi vicino casa mi han fermato i carabinieri. Mi hanno perquisito. Mi hanno fatto perdere altri 20 minuti, mezzora, e quando gli ho detto che se devo uscire a bere esco a piedi, mi hanno pure riso in faccia. stronzi.
Intanto i grebbi continuavano a chiedere ai pochi passanti se erano apposto. dieci metri più in dietro. allora penso che brunetta agli statali gli può anche rompere i maroni, ma chi rompe i maroni a sta gente che non fa un cazzo e la chiamano forza dellordine?
oh qua avete un pericolo pubblico eh ocio.
siete dei cialtroni, siete dei cialtroni, siete dei cialtroni.
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martedì 17 novembre 2009 - ore 00.31
Il vero Oltreuomo è, in conclusione, colui che danza in catene liberamente e con leggiadria.
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martedì 20 ottobre 2009 - ore 20.47
non si capisce mai quando sono serio o scherzo. nei discorsi, intendo. così mi dicono, perlomeno, poi me ne sto convincendo anchio. una carriera mancata da attore, mi sa che è troppo tardi però, sono nel mezzo del cammin spero di nostra vita. e per una volta vorrei essere serio e constatare il fatto che ho un blog in cui non posso essere serio.
ma se ogni tanto avessi un segno che tutto funziona realmente come penso nella mia testa, si insomma che la realtà non è fuori ma dentro di me, potrei scrivere che tamo e le distanze sono corte dopotutto e avevo ragione io su tutti i fronti ma son cose che non contano, suppongo.
probabilmente la genero direttamente io la realtà e voi vi ci trovate sticazzi non potete farci niente. per fortuna non conoscerò molti di voi - in generale - che qua il tempo scorre, e io lo sto sprecando con una vita semi convenzionale, quando forse in messico cè un bar che mi aspetta e io non ne so niente. che palle lavorare, devo toglierlo dalla mia realtà un giorno. ah, giusto, lhanno già fatto altri.
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