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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
domenica 1 novembre 2009 - ore 03:07 VODKA RESURRECTIO La vodka che sale nell’ascensore, quando la festa è finita. Io vestita da gatto nero e un morso profondo di marmellata alle fragole e altri coloranti e lattice che mi scende sul collo. Florian le sposta i capelli dalla fronte. Non so quanto tempo è passato dall’ultima volta che lo hai fatto tu. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 30 ottobre 2009 - ore 09:17 LA RIFORMA Ho qualche problema con gli aggettivi possessivi. Cerco di deglutire, per superare tutto. Prima d’ora non ho mai sperimentato tanta incomprensione tutta d’un fiato. Domani, forse a Wittenberg. Lutero mi capirebbe più di chiunque altro. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 27 ottobre 2009 - ore 23:11 ORA, QUANDO CI SEI, MI MANCHI. Credo di essere ancora viva, mentre Soeur Violence riempie la stanza e ho solo voglia di riposare. Magari non lo credi, ma ti penso sai? Ovunque tu sia. Qualunque stella tu sia. Buonanotte, Chiara. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 25 ottobre 2009 - ore 21:54 LASCIAMI SCRIVERE UN PO’ DI ME SU DI TE. Ritorna tutto il giorno, ritorna fino a far venire il mal di testa. Una scritta sul braccio con una matita nera per occhi. The house of rising sun e Donatella. E una foto con il tuo cappello, e quella foto, la più bella che io sia mai riuscita a scattarti mentre litighi ad Asolo con la tua macchina fotografica. Mia madre certe mattine mi chiede se qui ci sia il sole. Tutta questo grigio ormai mi ha reso cieca. Nemmeno all’Ikea riesco a riconoscere più i colori, e il gusto l’ho frustrato a forza di yogurt al melograno e surgelati Ja!. Tu mi dici di tirare fuori le palle. Io ormai credo di avere due ernie inguinali a forza di caricarmi tutti questi giorni addosso. La mancanza di correttezza, la rigidità, i disservizi. Un ufficio che si complimenta per il lavoro svolto, un professore che ti umilia come suo solito. E la fine che non si vede, che forse non c’è. Penso a quando mi dicevi che ti dimenticavi sempre tutto. Penso che hai dimenticato anche quella scritta sul braccio. E non capisco perchè tutti continuano insistentementa a chiamarla Donatella.. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 23 ottobre 2009 - ore 10:55 HEFTIG Io e le mie delusioni da prima serata. Tutta quell’euforia di scappare qualche giorno ad Hannover, sfumata improvvisamente. E i libri accatastati. E un professore che non si fa trovare. E il freddo che ti dico, è l’unica cosa costante che elevo a certezza di questi giorni. C’è sempre più posto nei miei vestiti e punizioni che mi infliggo e ore passate in una biblioteca le cui finestre si affacciano sempre ad un cielo grigio. Una biblioteca che sembra quella di un film, e ti chiedi se gli angeli dietro la tua schiena siano assuefatti dai tuoi pensieri che vertono sempre sugli stessi argomenti. La nostalgia di casa che non si fa sentire, ma nemmeno nessun tipo di attaccamento a questo posto. Poi la sera, quando spengo l’ultima luce della libreria e saluto quell’uomo sempre solo e prigioniero di chissà quale frustrazione, mi viene voglia solo della mia stanza. E di restare a guardare fuori dalle finestre questa città di merda che già dorme per smaltire l’ultima sbronza. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 18 ottobre 2009 - ore 22:06 TANZEN MACCHERONI, TANZEN TECHNO ETNIK Feste a tema, questa mania dei Depeche Mode che imperversa, e il fumo del shisha. I neonazisti bloccati dagli studenti a Dredner Strasse mentre io li aspetto alla stazione, i sinistroidi vestiti di nero che non si riescono a distinguere, troppe svastiche e teste rasate al nostro Werk II. E noi che tiriamo a campare, lavorando a progetto per chi ci paga a trenta giorni, che se la spesa non la fai da Aldi (il cugino triste dalla Lidl) di mangiare non se ne parla nemmeno. Noi che paghiamo la nostra quota mensile di adsl e ci facciamo compagnia da un capo all’altro della città ballando Tanz Bambolina davanti alla web cam, ma tanto non riusciremo mai ad essere brave come Camerini... Noi che dividiamo tutto, e che abbiamo paura che finisca... E’ da questa mattina che ricevo rimproveri e lavate di capo. Ecco, anca s te disi sempre e stesse robe come to nona...te ghe rasòn. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK venerdì 16 ottobre 2009 - ore 00:41 IL SOMMERGIBILE. IO GIURO LO VORREI Quante altre sere dovranno passare così? Con il rimmel che cola e il freddo che mi trapassa. Fuori il cielo elettrico. Il cielo con le doglie. E la neve che non scende. E l’immagine di Kate che piange fra le lenzuola. E Piuma che dice la verità- E tu che dici solo cose sensate. E io che non ne posso più di questo buon senso che mi fa abbassare la pressione. Fai la cosa sbagliata, cazzo. Non ne posso più di vivere questo inverno dormendo di lato. Aspettandoti. Fingendo di essere una studentessa di tecniche di radiologia, Bevendo caffè amaro. Morendo per ogni giorno che passa. Prestando la mia testa. Gli elettrodi, american beauty. I laboratori di neuropsicologia. E tu che fai sempre la cosa giusta. E Alessandro che non riesce ad aprirmi la testa in due e l’unico complimento che riesce a fare è che ho la pelle che è un buomissimo conduttore di elettricità. Tze. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 14 ottobre 2009 - ore 00:18 CAVIE A PROGETTO. Riesco persino a trovare un posto per fare la parte del topo da laboratorio. Forse da domani non sarò più la stessa. Chissà se lo spettro della Lacuna, Maria Antoinette nei panni della segretaria e la ricrescita blu, questa notte mi faranno dormire... Poi mi chiedi come sto? Come una canzone di Gigi D’Alessio. Obsoleta lenta ma ballabile. Tschußi. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 13 ottobre 2009 - ore 14:13 REMEDIOS Tengo una canzone dei Csi sotto il cuscino. Mi do a libere interpretazioni. Offro il collo a Lindo Ferretti. Poi non capisco più che senso abbia e alle undici scappo ad Augustusplatz. Io che odio gli studenti Erasmus affogo nella birra e nel biliardo. Poi passa una canzone degli Ska P e nell’euforia non ricordo più nemmeno come sono fatta. A casa, dopo un bus preso correndo come delle idiote in mezzo a parchi e niente e buio, mi tasto la testa per sentire se è ancora al suo posto. E che Lindo si prenda pure tutto il resto. Domenica si va al mare: con meno tre gradi, forse, si muore. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK domenica 11 ottobre 2009 - ore 23:53 OHNE Piove. Che strano. Ripenso a quel pomeriggio pieno di sole. A come ho insistito con il rimmel sugli occhi, e a quella sera, quando togliendomi la giacca ho pensato che parlare con te rendeva le vene delle mie braccia più blu. Oggi sono anemica, Oggi mangio a scrocco e fingo di essere a mio agio con una gabbietta di topi ad un palmo dal mio naso. Ariane li ha chiamati come le protagoniste di Sex and the City. Io continuo a ripensare ad un anno fa, ad una birra al kiwi, alla sindrome di Archimede. Al messaggio che ti ho mandato in quel parcheggio, dopo notti intere a condividere ansia e palpitazioni. Io ti riscriverei le stesse cose, anche stanotte, anche da qui. Oggi che ti vedo in quelle foto e sei così bella e orgogliosa. Oggi che sotto tutta questa pioggia che mi battezza di dolore, sono felice per te, dottoressa. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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