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![]() violante, 28 anni spritzina di Waterloo CHE FACCIO? compro casa lungo la Noalese Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO eravamo in piedi nel salotto buono di tua madre e sudavamo come turchi in quella terribile estate. il sudore fu sulla tua guancia, poi fu sulle tue labbra. deve essere stato un sogno.. tua madre non mi fece entrare ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
[bimba se sapessi che monotonia tutte quelle balle sulla fantasia]
mercoledì 25 giugno 2008 - ore 15:17 PER CHI LANCIA CERVELLI DAL CAVALCAVIA (E c’era anche quella frase di Pavese “Li hai trovati tu i compagni?”. E c’era la risposta di Paolini, quando raccontava dei primi tempi alla sede del partito, quando i dirigenti dicevano che medici e braccianti erano compagni. E lui pensava che anche le scarpe si dice siano “compagne” in dialetto. Ma medici e braccianti sono compagni come “na scarpa e un soccoeo”). Tu che continui a spaccare con i tuoi commenti non richiesti. Tu che non sai nulla di me. Tu che usi aggettivi non autorizzati. Tu che hai la visione del mondo di un film dei fratelli Muccino. Alternativa? Io ne vorrei una, di alternativa. Non uno rompipalle che vuole dipingermi come una disobbediente dei poveri. Come una studentessa sensibile, fancazzista ed intollerante. Che ai mercatini dell’usato ci vanno tanto le figlie dei ragionieri, quanto le mogli dei direttori di banca. Che qui, nel mio blog, non è permesso distinguere il mondo in buoni ed alternativi. LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK martedì 24 giugno 2008 - ore 01:06 TI SEI SALVATO O SEI ENTRATO IN BANCA PURE TU? La notti che non cè mai abbastanza buio per dormire. Questa stanza che tossisce pensieri. Questa stanza indisposta. Questa stanza da certificati medici e pressione bassa. Berlinguer sempre a fumare nel suo angolo. Stanchezza post esame. Post registrazione surreale o forse surrealista del prof che dice “Si sieda” senza accorgersi che non cè la sedia. Che poi, quando mi vede ancora in piedi e realizza lempasse, si mette ad imitare Fantozzi attingendo ai miei più vecchi ricordi sbiaditi relativi a "Fracchia, la belva umana". Pellicole di evidente rilievo artistico-culturale. Io che ho sempre portato per la signorina Silvani. Stasera, un gran malditesta, la prospettiva Nevskij, niente serenate allistituto magistrale. Stasera penso a che sapore mi ha lasciato in bocca questo giorno. E non sa di niente. O forse della naftalina sui vestiti dei ragionieri. Stasera: come se non dovesse mai arrivare domani. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 22 giugno 2008 - ore 23:39 ANNE GEDDES è LUOMO NERO Al posto di studiare, salvo bambini pelle avorio da macchine in corsa. Ed era così bello. Quelle manine scure che mi accarezzavano le guance. Gli occhi grandi. Quel corpicino e la sua maglietta verde. Non parlava italiano. Non parlava proprio. Due anni al massimo. Res nullius che per lincoscienza tipica dei bambini vede una linea bianca sulla strada e gioca a superarla. È stato un attimo. E quando lho abbracciato così comera, di nessuno, spaventato, quando non si faceva vivo nessun grande dai cespugli del parchetto...ho pensato che se nessuno veniva a reclamarlo sarebbe potuto essere mio. Ho sperato che non fosse di nessuno per come mi sorrideva. Ma di qualcuno era. Maschio non caucasico e semi-ubriaco. Non si era accorto, ha detto. Io sì, ho risposto. (Chi trova una cosa mobile (812) deve restituirla al proprietario, e, se non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al sindaco del luogo in cui lha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento). Dei bambini non se ne saprà niente. Ma dellincoscenza dei grandi, ancor di più. E per quanto attiene la mia demenza incosciente e giovanile...un mistero. Tutto perchè da piccola non mi hanno mai regalato Baby Mia. Ma mi raccontavano sempre dellUomo Nero. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 22 giugno 2008 - ore 15:28 LESTATE CHE HA CREATO IL NOSTRO AMORE, PER FARMI POI MORIRE DI DOLORE Pomeriggio nauseabondo. Ripasso con sonnolenza. (Odio lestate. Forse con qualche anno di ritardo rispetto a Martino). (Le mie estati in cui non succede niente di niente. Questi mesi di giorni identici, pura metodicità. Il corpo che non si sente più a suo agio nei vestiti. Il mio che non si sente a suo agio nemmeno poco vestito). Io che odio le infradito e lo smalto verde sulle unghie e le polo dei trentenni. Io che il mare non lo posso vedere. Destate. Io che il mare lo preferisco dinverno. Forte e freddo come questo dicembre, a mangiare dolcetti al pistacchio e pane alle olive. Io che abito a cinquecento metri da questa cazzo di piscina privata che mi dà il tormento di giorno e di notte, destate. Che arriva lodore nauseabondo delle creme solari fino alla mia finestra, e il rumore della loro musica scadente e di quellimpietoso ciabattare su piastrelle verdognole. Io che dellestate posso tollerare ed amare in segreto solo i film di notte gentilmente offerti da raitre. Cinema dautore che battaglia con le zanzare nel tuo salotto alluna e mezza. Che ti viene solo da chiederti...tornerà un altro inverno? Monsieur metereologo stamattina disse che lestate finirà verso il 10 di agosto. Merci. Che i piromani devono essere tutti eredi di Martino. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 21 giugno 2008 - ore 02:01 SOMMINISTRARE BERLINO Notte a Bluvertigo in pillole e quesadillas. Il conforto di sapere Companera in linea a quest’ora. Radio Sherwood che pugnala con la solita mail-porta sbattuta in faccia, a quest’ora. Che a questo punto devo pensare che sia indigesto Bertolucci. Che a questo punto non mi resta che progettare aquiloni per bambini poveri. Che a questo punto opto anch’io per un taglio di capelli e tinta nero superpunk arcimondano per dimenticare tutto, come la tipa nel film di prima. Ho sempre rifiutato, io, di essere compreso perchè essere compreso vuol dir prostituirsi preferisco essere preso, io, molto seriamente per quello che non sono, io, ignorato umanamente. Le parole non pagano. Ed io continuo a firmare cambiali. (Berlino. Non pervenuto.) LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 20 giugno 2008 - ore 00:48 I BRAMI SENSA SEN La notte atomica mi rimbocca le palpebre. Bevo latte freddo, tempero matite. Sto bene, adesso. (Me lo sai dire di che cosa sa un bambino? Mi sai spiegare perchè si perde col tempo quel profumo strano, quel misto di biscotto e lenzuola pulite? Forse è linnocenza... E Giulia che ti dice che ha visto un ta-to nella pancia della mamma attraverso una televisione. È Giuseppe che non fa una lacrima quando gli mettono tre punti in fronte, perchè lui è grande. È Giovanni che fa un gran casino con le pance delle lettere). E allora fanculo le Bocconi e la Cattolica e le università bene del mondo. Fanculo i premi, i concorsi, i primi della classe, i master a Katmandù e le graduatorie per lErasmus. Finirò per non saper riconoscere più gli odori. Finirò per sentirmi ancora più vecchia. Finirò. Quando è tempo di ritornare indietro. Alle cose buone ed importanti. (Lalba vista da un treno, lodore dei campi dietro casa della mia Valeria, le favole inventate ai miei bambini, capire Battiato e anche Sylvia Plath, assolvere et assolvermi, mettere in un cassetto le idee balorde di tornare a Parigi solo per ballare a Pigalle o cercare Rue Jules Verne, guardare al bianco e nero del mio amico più caro con meno tensione negli avambracci e più complicità). (Ritrovare un senso a questo vivere a metà insoddisfatto. Aspettare con ansia lautunno e nessun altro.) È tempo di tornare a leggere Pasolini. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 19 giugno 2008 - ore 11:26 LA STIMO MOLTO Emozioni contrastanti. Prendono il sopravvento. Si superano come alle casse del discount. (E i cinesi sono sempre i più furbi. Li lasci passare perchè hanno una sola confezione dacqua. Ti volti e la famiglia intera ha fatto razzia di uova e riso). Ho dormito troppo stamattina. E nemmeno per colpa di quella maledetta Corte Costituzionale che devo imparare come le giaculatorie. (Dio che brutto esame. Dio che brutto professore. Unica nota dolce i suoi trentacinque anni, il volto segnato da secoli passati a fare lassistente per quei maledetti ciellini, la fretta con cui se ne va cinque minuti prima della lezione, che la graziella bianca lo aspetta per andare a prendere il treno in stazione.) (No, per lui quelli del front-office non organizzano le autoblu per fare sì e no due chilomentri contromano nel put.) Forse è stato inconsciamente il mio corpo a percepire nellaria il pericolo. Ho dormito troppo. Ma se non avessi dormito così tanto, forse lavrei presa anche peggio. Ennesimo concorso in cui mi hanno snobbato. Ennesima porta chiusa. E nemmeno per la gloria...per i soldi signori miei... Premieranno la solita cinquina di finalisti da trincea, ebbrei, il terzo posto al romano sceneggiatore della rai ed il secondo alla novantenne che viene appositamente a prendersi il premio da Londra...per rendere questo cazzo di simposio più international, più esotico... Non ce la faccio più. Mi capisci Siriasun? Capisci che è INUTILE? Almeno qualcuno potrà dire che a ventanni ballava in un locale di Pigalle, a Parigi. Io non me la sento più di dire e fare e baciare e lettera e testamento...nulla. Io sono stanca. Anche se ho dormito così tanto. Per me niente. Le faremo sapere. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 17 giugno 2008 - ore 21:25 FORSE NON ESSENZIALMENTE TU...UNALTRA...MA è MEGLIO FOSSI TU Oggi ti ho pensata. Mi sei tornata in mente allimprovviso. Suonavo. Ho sbagliato accordo. Mi sono ricordata quanto desideravi che suonassi per te, una volta soltanto. Eppure non è mai successo. (Tu che mi strappavi promesse con un bacio sulla guancia ed un fiore appassito dentro lultimo libro prestato. Tu che sei tornata dallAmerica con quellombra strana negli occhi. Tu che mi hai regalato ledizione critica dellAntigone di Sofocle, Anouhil e Brecht...quasi un presagio per come tutto sarebbe finito per le nostre sciocche vanità). (No, lei ha un nome. Lei non è vanità. Lei è male. Lei è stata veleno su di me. Lei è stata lunica, sicuramente anche per te.) Quante cose non sono successe, M. Quante cose purtroppo sono successe. Ho la nausea a rimetterle in fila. Bruciano gli occhi a raccontarle a qualcuno. Ora che non cè più nessuno a cui possa raccontare di te. Ora che i rapporti si sono fatti tesi anche con Serena... lunica a cui potrei confidare del cuore che si è stretto a trovare il tuo nome su quella locandina, vicino al suo, vicino a quello della persona che si è insinuata tra di noi, appena cominciata la nostra adolescenza difficile. Appena finito quello stare bene. (Pomeriggi di sole, lodore dellerba, Giulio Casale, le tue maglie a righe, le mie all star che non riuscivi a digerire. Le scarpe di Pippo, le chiamavi. Le feste alcoliche, Lucifero, tu che falsificavi i voti di Eugenio purchè diventassi rappresentante distituto. Il gruppo letterario. Prima che si chiamasse come quel brutto libro della Gamberale.) Poi più nulla. Te la ricordi la Sicilia? Lultima notte che ho pianto sulla tua kefhia e credevo di averti ritrovata. Il giorno dopo che ci siamo gridate parole atroci, schizofreniche, taglienti, orribili, lamentose mentre il traghetto ci riportava a Napoli. Il giorno dopo ancora...ed è lunico che non vorrei più ricordare. Quel ritorno grigio e sonnolento in corriera senza nemmeno guardarci negli occhi, senza dire una parola. È da quel giorno che mi manchi. Dal giorno che hai fatto la tua scelta. Quel giorno che hai archiviato le mie lunghe lettere piene di citazioni e poche frasi fatte. Il mio bene pulito. I Vander Graaf Generator. La prima sera a sentire gli Estra. Le formule dellellissi che mi hai spiegato il giorno prima dellinterrogazione. Che sei capitata a casa mia con il libro di Lucrezio e mentre ripetevo la lezione riempiendomi la bocca di incognite, mi hai trascritto la traduzione sul quaderno. Quel giorno che mi hai metabolizzato come parte del tuo passato. Non mi ferisce che tu e le persone cattive di cui ti sei circondata, siate oggi arrivate, abbiate un nome, una reputazione, mentre io ho mandato a puttane tutti i miei sogni sacrificandoli alla fatica di lavorare e a studiare articoli inutili ed indigesti. (Lavorare stanca, ti insegnavo.) Mi ferisce soltanto ricordarti. Lamarezza di tutti questi verbi al passato. Remoto. (il sole cè e adesso so che le tue piume sono buone per i voli che farai...) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 16 giugno 2008 - ore 22:20 RITORNAVO MASTICANDO LE ALTALENE “Piuma” mi fa male. Forse più di “Luna” ascoltata di continuo su quel treno che mi riportava a casa da Ginevra, la testa piena di pensieri incerti, quei giorni che ho finito a sfinirti e farti male, la speranza di ritrovarti a Padova ad aspettarmi. E cera il sole. Ho pensato ieri di andarli a risentire, i Verdena. Quando a settembre, sono scappata via quasi subito, dopo che Toffolo e compagni avevano tolto la maschera. Perchè non erano più i miei Verdena. E cera ancora qualche nostalgico ed era pieno di ragazzini. E poi cera lui. Quello che avrà avuto appena diciotto anni e nemmeno la patente, con quello striscione enorme che recitava “Roberta, vieni qui ...nel mio letto” e continuava ad urlare il suo nome. E lei suonava... a scapicollo, come sempre, e non lo ha mai degnato di uno sguardo. Stronza. Mi impressiona. Come la musica fa male. Più del sangue. (Fa male ed impressiona). Come le parole. E nemmeno a me i numeri dicono niente. Mentre parecchi andavano alluniversità alcuni si impiccavano in garage, lasciando come ultime volontà le poesie di Vian. Questa mi uccide. Perchè mi impone di scegliere. Di cercare ed avere un posto. Non lo è ora, non lo è stato, e sento che non sarà mai quello giusto. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK lunedì 16 giugno 2008 - ore 19:34 FORSE CERA DELLALTRO, MA CERI ANCHE TU Se non ci fossi...riusciresti ad immaginarmi? Questo è un po egoista, un po fantasioso, un po cattolico. (che alla fine opterò per attirare la tua attenzione con un cartello enorme.) (cercansi la maestra Daniela.) (ma non chiedermi di essere educata, di lavarmi le mani o le tabelline.) non le so, le tabelline. E nemmeno Pitagora. Purtroppo sono poco fisionomista e anche quando gli anni non ci stavano più sulle mani...io lipotenusa non lho mai riconosciuta. Mi piaceva di più far arrabbiare le prof di italiano per come non rispettavo la punteggiatura. Tirare in ballo Pasolini e Tondelli alla maturità. Che tanto poi tutto si paga. Addormentarmi sul vocabolario di greco. Tradurre Sofocle sbucciando mandarini. Sprecare inchiostro per trascrivere i malumori migliori di Isabella sui bordi delle pagine. Bandire Montale e compagnia, per farmi cullare tutte le notti da Silvia Brè, anche quando la cantava Giulio Casale. È stato tremendo quello che sono stata. È stato tremendo ciò che è accaduto. La scoperta dei fumetti di Davide e la musica dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Ci sono frasi scritte solo per consolare. “ed hai pianto per un film, e hai chiuso da poco con chi non ti ha capita e forse non ti capirà mai..” Se non ci fossi..riusciresti ad immaginarmi? Per questo mi racconto a te che mi conosci così poco. Ma è poco davvero? Dio solo sa se questa città ha alberi. Eppure soffoco sotto la gigantesca scritta Coop. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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