Laibach - Tanz Mit Laibach Feindflug - Stukas Im Visier Straftanz - Straftanz Steinkind - Deutschland Brennt Wumpscut - War Combichrist - This Shit Will Fcuk you up P.A.L.- Gelöbnis And One - Panzermensch Suicide commando - Bind Torture Kill Ultraviolence - Hardcore Motherfucker DAF - Der Mussolini Front 242 - Headhunter
Neofolk / Apocalyptic Folk / Martial:
Death in June - She said Destroy Bloodaxis - Storms of Steel Current 93 - Oh coal black smith Kirlian Camera - Fields of Sunset (days of the scythe) Luftwaffe - Patriarch Militant Sixth Comm - The Calling Der Blutharsch - Track 02 (from When All Else Fails!) Current 93 - Black Ships in the sky Gae Bolg - Totentanz Death in June - Little Blue Butterfly Tony Wakeford & Andrew King - Down the road slowly Bearer of the Inmost Sun - Hail Jerusalem Kreuzweg Ost - Fur Kaiser, Gott Und Vaterland In Extremo - Herr Mannelig
Dark - Post Punk - Death Rock - qualcosa (poco) di Wave:
Action Pact! - Gothic Party Time Aimless Device - Hyena Hysteria - Tears of Wax Alien Sex fiend - Ignore the Machine Cinema Strange - En Hiver Deadfly Ensemble - Horse on the Moor Deathride 69 - State of Decay Dead Kennedys - Holiday in Cambodia Der Fluch - Betet fur uns Einsturzende Neubauten - Was ist ist Elesde - Darkness Party Tubalcain - Andy Warhol Esplendor Geometrico - Moscu Esta Helado John Foxx - Underpass Joy Division - Warsaw Malaria - Kaltes Klares Wasser New Days Delay - Stereo Katastrophe Phantom Limbs - Castanets Cookie Sex Gang Children - Sebastiane Scarlet’s Remains - Circular Thoughts Siouxsie and the Banshees - Playground Twist Skeletal Family - Hands on the clock Romper Stomper Spundtrack - Pulling on the boots The Cure - Fire in Cairo The Last Days of Jesus - Guns’n’Drums’n’March’n’Fun Tuxedomoon - No Tears Wall of Voodoo - Mexican Radio X-mal Deutschland - incubus succubus Crisis - Alienation Grauzone - Wutendes Glas Fehlfarben - Apocalypse (Ernstfall) DAF - Kebaptraume
Chopin,tutte le opere
Charon Pantera Deicide HIM Ophelia’s dream Theatre of tragedy Nightwish After Forever Rammstein Disturbed Midwinter Sullenoid Soulside Stage two Symphonia Thangelic Noctus Dominanoctis Morning Forever slave Octavia sperati Season’s end Where angels fall Forgotten tales Celestial crown Slayer Ineritus dei Sunterra Silvermond Nemesea Epica Autumn tears System of a down Smashing Pumpkins Elctrikchair Darkness Mortuary Jar Of Kingdom Musta Surma Kaiken Pyh Raunioilla Kaiken Pyhän Deeds of Flesh Mark Of The Legion Ebonmortis Reconstruction By Force Stitchface Debauchery Death Rage Of The Bloodbeast Blood for the Bloodgod Negura Bunget Maiastru Sfetnic Vremea Locului Sortit Bilskirnir Atavismus Des Glaubens Einsamkeit Where Lovers Mourn The Solitude Taming Of The Demons Train Wreck In The Korpiklaani Korven Kuningas Kipumylly Cryptopsy The Unspoken King Resurgence Of An Empire Envaatnags Eflos Solf Esgantaavne Kuoleva lupaus Clothespinhead Howling Lament AncientDominion Nocturnal Four Seasons To A Depression Hour ofPenance Pageantry For Martyrs Egomanisch Satanic Warmaster Black Blood The Chant Of The Barbarian Wolves Total Soul Rape Entombed Clandestine Stranger Aeons Sterbend Dwelling Lifeless Last And Dismal Chambers Carnivore Retaliation Sex And Violence Dominus View To The Dim Tears In Black Suicide Silence Deathcore Distorted Thought DismemberDeath Indecent & Obscene Rompeprop Goregrind Stomphulk Pelikanelul Lamb of God
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
You are an elitist bastard. You hate people that try too hard, actually you just hate people in general. You have excellent taste in alcohol, however, and probably have an excellent collection of classical and experimental music.
(questo BLOG è stato visitato 29636 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
psychowar, ospite, Darkonigl, ospite, ospite, ospite, MENTIRA, ospite, ospite, Twilight
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
good time for a change, Arriva la bella stagione, tornano i ragni. Solo nel mio isolato, probabilmente solo a casa mia i ragni sono così grossi che hanno la barra della salute e quella del mana in basso a destra sullo schermo
non so se ucciderli o creare uno stato dapartheid, alla fine è o me o loro finora li ho gentilmente estromessi dal mio spazio vitale , ma se continuano a invadermelo senza ritegno penso che inizierò con le rappresaglie.
Dal profondo della notte che mi avvolge, buia come il pozzo più profondo che va da un polo allaltro, ringrazio quali che siano gli dei per la mia inconquistabile anima.
Nella morsa della circostanze, non mi sono tirato indietro, nè ho pianto.
Sotto i colpi dascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china.
Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime appare minaccioso ma lorrore delle ombre, e anche la minaccia degli anni non mi trova, e non mi troverà spaventato.
Non importa quanto sia stretta la porta... quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima.
Sono fili che ci reggono, fili che ci strangolano e come ragnatele corrono fra te e me. Sono fili che sostengono parole in equilibrio instabile, come tante ballerine tra le nuvole. Fili elastici ci uniscono e più ci allontaniamo più ci attraggono, elettroni intorno a un nucleo sincrociano soltanto per un attimo e con un fil di voce si sussurrano qualcosa e poi ripartono. Fili della tela di Penelope tessuti e poi disfatti io e te, distanti come i capi di una corda che le nostre dita pizzicano e vibra come un organo di note silenziose ad ogni battito.. Tic..Tac.. Oscilliamo come un pendolo.. Burattini appesi a fili che le nostre mani tirano, che si annodano e a volte sfuggono.. Fili derba calpestati che a fatica si rialzano.. Due gradi verso lalto, due a sinistra e in mezzo fili troppo tesi, fili di discorsi persi e poi ripresi senza mai venirne a capo, fili rosso cupo che ricamano indecifrabili messaggi in codice. Fili che riunisci in tracce che io adoro scioglierti, che legano i tuoi polsi docili a ricordi semplici. Fili doro tracciano parabole nel buio dellestate dando ai desideri unanima.. E tu diventi musica, suoni in metrica, armonia ipnotica : stregato da te che sei la mela della favola. Perduti nello stesso dedalo facciamo su un gomitolo ma il filo che inseguiamo è il medesimo. E un giorno taglieremo insieme il filo del traguardo e resteremo finalmente senza fili tra di noi... Guinzagli daquiloni insofferenti che strattonano per liberarsi e perdersi e rincorrersi nel vento...
Credo che la frase "fattene una ragione" sia la più amara da ingoiare e la più dura da digerire, non vuol dire nulla, non significa nulla, non è d’aiuto e non è d’ostacolo. E’ superflua, ma come a volte le cose superflue scorrono via questa, stranamente, rimane. Perdi un amico, un amore, un lavoro, chi ti vomita addosso queste parole ti sbatte in faccia la poca rilevanza di quello che sta succedendo, ma, soprattutto, la tua totale impotenza. è così. non puoi farci nulla, sbraita quanto vuoi, la tua frustrazione è un grido in un teca di vetro. Fattene una ragione. Non credo che Elisabeth Kübler Ross sarebbe stata d’accordo con l’abuso di questa espressione,la serenità probabilmente consiste nell’evitare di creare situazioni per cui possa essere usata incautamente, nell’evitare la frustrazione, da cui scaturisce la rabbia che immancabilmente verrebbe indirizzata nella direzione sbagliata, e nell’evitare, così, i disastrosi danni che ne conseguirebbero. Il fatto che gli eventi reali siano difficili da accettare nella loro semplicità, nella loro sfortuna, nella loro mancanza di senso o nella loro crudeltà li rende troppo spesso materia di elaborazioni edulcoranti che ci lasciano speranze, illusioni...è in un posto migliore, lo rivedrò, lei tornerà...che solo il tempo ripulisce, e rimane quel senso di vuoto che non ti spieghi, ma non ci fai più molto caso e continui. Quando te ne fai una ragione non te ne accorgi neppure.
Un film che lascia a bocca aperta, era tempo che non vedevo niente del genere...come al solito all’Astra con una sala praticamente vuota, saranno stati venti spettatori in tutto...
dice wikipedia: [Santo] Stefano (... – Gerusalemme, 36) è stato il primo dei sette diaconi scelti dagli apostoli perché li aiutassero nel ministero della fede. Era ebreo di nascita. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è il protomartire cristiano, cioè il primo ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo. Il racconto del suo martirio ci viene dagli Atti degli Apostoli dove appare evidente sia la sua chiamata al servizio dei discepoli che il suo martirio, avvenuto per lapidazione, alla presenza di Paolo di Tarso (Saulo) prima della conversione.
non me ne frega niente di Stefano. non sapevo neanche chi fosse nè cosa volesse. mi sono servito di lui come mi servo della mitologia cristiana per introdurre i pensieri di stamattina. mi sveglio e penso a lei, donna malefica.
non è una ragazza, è una donna, intesa come genere sessuale opposto all’uomo. il fatto che ne parli in questi termini rivela l’ossessione che mi porto dentro. da una parte lei, rossa conturbante, e dall’altra io, a guardarla come si guarda Salomè o una novella Teodora: attrice, prostituta, imperatrice.
fino a quando non la vedo sto bene, mi convinco di stare bene. poi la scorgo tra la solite facce, e cado nel Muspilli. parliamo un po’, lei ha quel solito sorriso a metà tra il suadente e lo schernitore. quegli occhi verdi tra la pelle incorniciata da rossi capelli. che figa, pensi mentre le parli. no, l’espressione non è quella corretta, non è figa: è solo carina. ha pure un po’ il culo largo. ma non te ne frega niente.
chissà se vede la mia voglia di tenerle il pene sulla bocca, su quella carne chiara da mordere. non è timida nel raccontarmi le sue vicende amorose. non sono invidioso. non è vero.
alla festa c’è anche un tuo buon amico. potrebbe limitarsi alle altre ragazze che ci sono, e invece decide di provarci con lei. tu guardi. gli romperesti un bicchiere in faccia e te la porteresti via. già prima hai tentato di convincerla ad andare ma lei voleva restare. parte l’ira profonda. allora capisci che non ce l’hai nè con lei nè con lui, ma solo con te. la prendi con filosofia, vedi come le cose evolvono, non vuoi entrare in competizione. forse è proprio questo il problema, non vuoi neanche pensare di doverti misurare con qualcun altro per averla. non è necessario, non la vedi neanche più come una ragazza: diventa un feticcio, un involucro sensuale dal cuore incorporeo. la dea puttana del piacere.
lui è più sbronzo di te. regge meno l’alcool e questo lo rende un rompicoglioni. gli sbirri se ne sono appena andati, qualcuno ha fatto più casino del dovuto. per questo motivo la barista vi caccia, tu ti incazzi con lui perché non capisce di doversi dare una regolata. lui ti ascolta e capisce. odi chi non sa bere. ma sai anche che in te parla l’invidia; se lei fosse tua il mondo terrebbe un’orbita diversa e lui potrebbe fare tutto il bordello che vuole. allora gli offri da bere, provi un piacere strano a nutrire la serpe in seno. lui ha finito i soldi e ti ringrazia con grandi pacche sulla schiena, ’sei un grande, ragazzo ti stimo’ dice. la gente che da sbronza non riesce a trattenersi non la sopporto. sia quelli così espansivi sia quelli più tranquilli. poi pensi che non è vero neanche questo: è lei che cambia il segno a tutto.
stamattina mi sveglio di merda. quando mi sveglio di merda ho spesso dei pensieri fissi che mi nuotano in testa. sento ancora l’alcool che mi scorre dentro, lentamente il sangue lo diluisce. mi tornano in mente le parole di Hesse nel Demian: We stood before it and began to freeze inside from the exertion. We questioned the painting, berated it, made love to it, prayed to it: We called it mother, called it whore and slut, called it our beloved, called it Abraxas....
ecco, lei è Abraxas: madre, puttana e amata. la dea del postribolo.
ma sei cosciente che sia da infanti rendere troia la donna che ti piace solo perché non puoi averla. che pensiero da borghese, misurato su quel senso della rispettabilità che tanto odi.non hai la forza di aprire il balcone, la luce ti terrorizza. oggi non riuscirai ad affrontare il mondo. hai pure finito le sigarette. fatemi una flebo di alcool e laudano. Non pensare.
L’acquisto compulsivo e il poco tempo libero soprattutto fanno in modo che la mia casa sia piena di libri non ancora letti o letti a metà. Ho buone ragioni di pensare che alcuni di voi, , si trovino nella stessa situazione, e quindi vorrei un elenco dei libri in sospeso, nella speranza che altri fedeli lettori di sto blog mi dicano se vale la pena leggerli o, al limite, se posso regalarli ai banbini poveri. Comincio io. In bagno ho: “Solea”, di Izzo. Lo leggo a spizzichi e bocconi. Val la pena arrivare fino alla fine? In camera da letto ho: “Post mortem”, di Caraco (lo finirò a prescindere, ho solo bisogno, appunto, di tempo); “Dalla parte di Swann”, di Proust (avrei voluto finire tutta la Recherche prima del compimento dei trent’anni, e invece mi sà che sticazzi); “Storia notturna. Un decifrazione del sabba”, di Ginzburg; “Cyclonopedia”, di Negarestani (ancora lui!); “Storia della fotografia pornografica”, di Gilardi. In sala da pranzo ho: “Foto di gruppo con signora”, di Böll.
(Mi sono appena accorto che non leggo un libro dall’inizio alla fine da troppo, troppo tempo. Peste mi colga.)