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momo, 30 anni
spritzino di Padova / Little Bucarest (Arcella)
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OGGI IL MIO UMORE E'...








PARANOIE


1) Sicapunk con la maglietta di Neffa!
2) Sicapunk che ascolta i POOH

MERAVIGLIE


1) il gin lemon
2) atmosfera ovattata post-balla
3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato...
4) gli stranimali
5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam
6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig)
7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere?
8) lo stroh-rum di momo!!!!


LUNEDI E GIOVEDI 15-1630 SU RADIO SHERWOOD


OGNI VENERDI @BANALE
DA SETTEMBRE, DI NUOVO AL NEW AGE!

FANPAGE (Facebook): Momostock

BOOKING: momo@allagrandissima.com



FOTO DEI CONCERTI DEI PEARL JAM DI BOLOGNA, VERONA E TORINO SU WWW.ALLAGRANDISSIMA.COM

PROGRAMMA DELL’8 APRILE
http://www.sendspace.com/file/5kdnum

il mio MySpace:



<<IF YOU DON’T LIKE MY FIRE
THEN DON’T COME AROUND
CAUSE I’M GONNA BURN ONE DOWN
>>
Ben Harper

WEB: www.allagrandissima.com
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venerdì 21 agosto 2009 - ore 19.31


We’ve got crosses on our eyes, we’ve been walking into the furniture
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Mi Ami
Sherwood
Benicassim
Sziget

E tra un po’Disco_nnect.

Musica, birra, belle persone.
Altro non mi serve.
Ripartire, magari.

scommetti che lo rifarò

LIKE EATING GLASS - BLOC PARTY



It’s so cold in this house
Open mouth swallowing us
The children staying home from school
Will not stop crying

And I know that you’re busy too
I know that you care
You got your finger on the pulse
You got your eyes everywhere
And it hurts all the time when you don’t return my calls
And you haven’t got the time to remember how it was
It’s so cold in this house
It’s so cold in this house

I can’t eat, I can’t sleep
I can’t sleep, I can’t dream
An aversion to light
Got a fear of the ocean

Like drinking poison, like eating glass

It’s so cold in this house
Come and show me how it was

We’ve got crosses on our eyes
Been walking into the walls again
We’ve got crosses on our eyes
Been walking into the furniture
We’ve got crosses on our eyes
For richer, for poorer, for better, for worse
We’ve got crosses on our eyes
We’ve been walking into the furniture


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lunedì 6 luglio 2009 - ore 21.03


Lo Stato ha paura
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E dà da mangiare a quel grossissimo figlio di una puttana in calore perenne (senza offesa alle puttane, si intenda) del leader cinese, responsabile di morti, privazioni... merda.

Tantissima merda.

Confindustriatemi ’sto cazzo.

Ora capisco perché da ragazzino ero contento di credermi superiore ad altri. Di etichettare i gruppi di persone. Perché così potevo non fare un cazzo, lamentarmi e fare il giudice.
Del cazzo.

Sveglia.





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domenica 5 luglio 2009 - ore 21.06


What a wonderful world
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Una perquisizione del cazzo e una pioggia bastarda non hanno fermato nessuno.
I concerti di ieri sono stati fenomenali.
Vasco (Brondi, al momento non esiste un altro Vasco in Italia che scriva canzoni degne di tale nome) ha fatto una grande esibizione, con i nuovi strumentisti che lo accompagnano il concerto ha molto più spessore. Gli Afterhours, carichi come non mai, hanno visto un Prette finalmente davvero deciso, potente, preciso.

Qui, su spritz.it, una persona di dubbia intelligenza ha tentato di recuperare la mia password.
E ho deciso di non lasciare passare gli altri 86 giorni che ho per la denuncia.
Sono intollerante agli idioti.

Gino Paoli ha detto le strade sono giuste, anche quelle sbagliate, basta non esser certi mai.
Credo di aver imparato più da quella frase che da un anno di scuola.
Non come i coglioni che si fanno le opinioni sulla merda che respirano, leggono, votano e non sono pronti a metterle in discussione.

Chissà che Gentilini vi metta a 90.
Anche la memoria di un grandissimo artista sorriderà, a tal pensiero.

Keep on rockin’in a free world. Con parecchi mojito.

I’LL BE THERE - JACKSON 5



You and I must make a pact, we must bring salvation back
Where there is love, I’ll be there

I’ll reach out my hand to you, I’ll have faith in all you do
Just call my name and I’ll be there

I’ll be there to comfort you,
Build my world of dreams around you, I’m so glad that I found you
I’ll be there with a love that’s strong
I’ll be your strength, I’ll keep holding on

Let me fill your heart with joy and laughter
Togetherness, well that’s all I’m after
Whenever you need me, I’ll be there
I’ll be there to protect you, with an unselfish love that respects you
Just call my name and I’ll be there

If you should ever find someone new, I know he’d better be good to you
’Cause if he doesn’t, I’ll be there
Don’t you know, baby, yeah yeah
I’ll be there, I’ll be there, just call my name, I’ll be there

(Just look over your shoulders, honey - oo)

I’ll be there, I’ll be there, whenever you need me, I’ll be there
Don’t you know, baby, yeah yeah

I’ll be there, I’ll be there, just call my name, I’ll be there...


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sabato 13 giugno 2009 - ore 17.03


Ocimelop
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Apprezzo la polemica. Soprattutto quando sono frecciatine da status di facebook. Le frecciate dalle persone che prima ti adulano quando vai a vedere gli stessi quattro concertini per generazioni, e poi si sentono offese perché ammetti onestamente che un signor gruppo dal vivo ha fatto schifo.

Ok. E’iniziata l’estate e su queste pagine non ho molta voglia di scrivere.
Non c’è un minimo di buon senso nel tappare la bocca a certi coglioni.

Il vascofilo interista che offende le madri altrui e parla contro ’froci’ e compagnia bella.

L’ultrà (sì: esiste il singolare) che istiga le folle, o i folli, all’odio razziale. Dopo i 30 anni certe cose si dovrebbero evitare. Anche dopo i 20. 15 anni li abbiamo avuti tutti, per carità. Ma adesso il boia è chi molla una scoreggia.

La scherza della natura che si vanta di parcheggiare sui posti per invalidi.

E poi avete tempo di preoccuparvi di Berlusconi, contro cui non si può far niente?

Date del coglione al vostro vicino di casa stupido.
Allo stronzo che in un sito internet crea pericolo.
A quello che nello stesso sito a sfondo azzurro vi spinge a dimagrire per regalarvi anfetamine in cambio di un pompino.
Allo scroccone che fa le fotocopie in ufficio. Perché se fosse parlamentare userebbe l’aereo di Stato.

Cazzo. Mentre citate articoli di giornale e video impegnati, non facendo comunque un cazzo, non sensibilizzate nessuno.
Andate a manifestare. Urlate. Fate sit-in sotto il parlamento. Reagite, cazzo! Scioperate. O siete solo degli informatori da monitor? Così vi verrà solo la gastrite. E a chi si informa già per conto proprio, i coglioni pieni.

A questo punto, per assurdo, sono meglio quelli che hanno cantato l’Internazionale al processo. Sbagliate le premesse. Ma hanno i coglioni per dire ciò che pensano. Quello in cui credono. Voi no.

E’finito il tempo di insultare dalla inutile bacheca di un sito Internet. O di provare a far ragionare teste vuote che adorano Gentilini. O che fanno battaglie contro il Kebab mentre la loro vita va a rotoli.

Mangiatevi un kebab, mangiate un Icaro, mangiate della mona.
Ma date del cibo al vostro cervello.
Molti utenti di questo sito danno un delirio di onnipotenza, facendo un rapido paragone sull’intelligenza. E’pericoloso. Ci si può sentire troppo sapienti. Troppo importanti.

Meglio pensare alla musica.
A una chiusura New Age da lacrimoni.
A un altro MI AMI da portare nel cuore.
A un concerto del cazzo dei Killers, troppo stonato e moscio per valere i soldi che per fortuna non ho speso.
Ai New Found Glory, che non avevo mai visto e credevo "emo". Sbagliando. Potenti, duri e puri.
A una sublime serata di Offlaga Disco Pax.
Perché Max Collini, forse, non aveva voglia di scrivere di sole cuore amore. Non aveva voglia di cantare. Non era dentro l’happy hour e non era già stato punito.
Però aveva delle storie da raccontare. Tante storie da raccontare.
E da raccontare a tutti. Credo che una persona sana di mente cattolica possa non offendersi davanti all’accusa di imbecillità per le statue che piangevano in "Piccola Pietroburgo".
Penso che un ’destrorso’ possa apprezzare certi discorsi politici, come un etero può amare Pasolini.
Credo che Max Collini sia un fottuto genio, e che quei tre sul palco trasmettano sensazioni mostruose, grazie al contributo che quel signore dalla maglietta nera può dare al mondo con i suoi "mi ricordo, si mi ricordo.." di Mastroianniana memoria.
Un vecchio giovane. Gli manca una bottiglia di rhum a fianco, per essere credibile al grande pubblico? No. Non serve delirare per essere credibili, Capossela lo è anche ora, che non beve.
Basta essere sinceri ed aver vissuto.
Potrete dirlo voi, partigiani del dietro_un_monitor?

No, perché fino a quando non uscirete di casa a esprimere qualche concetto abbozzato, reso buono e argomentato da un’esperienza di vita, sarà la DC a prendere il 74% e il PCI il 6%.

Tutto sta nella credibilità. La stessa che ha Marco Cappato e che mi ha spinto a votarlo, e ad esserne fiero, anche se al Parlamento Europeo non ci andrà.

E Dente, santo cielo. Dente e il suo concerto. Dente e i suoi testi, Dente e le sue battute.
Dente e le Vecchia Romagna parlando per ore. Dente sottovalutato. Ma non sarò felice di dire "io c’ero", quando forse avrà parte del successo che merita. Sarò triste di guardarmi intorno e vedere chi stava fermo sulla stessa panca a vedere i soliti quattro gruppi guardare il cantautore con diffidenza. E il pubblico della prima ora con noia.

Ci vediamo al Banale il venerdì, se qualcuno ha qualcosa da dire. O ha semplicemente voglia di ballare. Oppure allo Sherwood Festival. O al Festival Internacional de Benicassim.
Grazie a chi in questa stagione non ha mai trovato il tempo di venire una volta al New Age, non fermato da impegni collaterali od altro. Aiuta molto a definire il termine "amico". Ma non chiedetemi, poi, accrediti o drink, grazie.
Per "sensibile" mi sto attrezzando.

Del resto anche Bianconi dice di voler andare via dall’Italia e poi si sbarba e va al Magnolia a far le foto con le fighe.

Non c’è due senza te

Accattatevillo.




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venerdì 8 maggio 2009 - ore 18.32


No, non suono alla festa delle maggio-rate
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho sempre amato i contanti.
O la VISA.

Fatto sta che domani, 9 maggio 2009, avrò l’onore di dividere la consolle con questo mio amico qui

Il tutto avverrà dopo il di lui concerto al New Age, all’una circa.
Prima di lui suoneranno gli Heike Has The Giggles.
Una eccezionale band di Solarolo di Ravenna, che dimostra che da quel paese non esce solo la musica di merda targata LAura PAusini.

Il giorno dopo con gli Heike saremo al Bronson di Madonna dell’Albero (RA), per l’apertura del concerto dei meravigliosi Glasvegas.

E giovedì pomeriggio farò una non-marchetta per Mtv in Piazza dell’Unità a Trieste. Mettendo la musica che più mi piace per la festa di inaugurazione del triduo dei TRL Awards.

Dal 16 al 24 sarò all’incrocio delle strade in Fiera a Padova.
Sì, metterò dischi per tutta la durata della Fiera.
Non tutto il giorno, ovviamente.

E da venerdì 29 sarò il dj resident dei venerdì del Banale estivo.
Sì, illustri idioti che spargete false notizie, il Banale apre anche per questa estate. Vi è andata male.

E poi dicono che sono cattivo in questo blog.

Solo perché dico che Vasco Rossi farebbe meglio a ritirarsi, come molti di quelli che rosicano o che giudicano quello che faccio io. Mentre la loro ragazza va a letto con il suo amico.
Picenini.

Touring Momo 2009
09/5 w/Bugo @New Age - live BUGO + HEIKE HAS THE GIGGLES
10/5 @Bronson - live GLASVEGAS
14/5 @Trieste, Piazza dell’Unità - MTV TRL AWARDS PARTY
16-24/5 @Fiera di Padova - Fiera Campionaria
16/5 @New Age club
23/5 @New Age club
30/5 @New Age club - Chiusura SONIC!
29/5 e ogni venerdì @Banale Colonia Estiva - Padova Est
5-6-7/6 @Mi Ami - Magnolia - Milano
12/6 @Beach Party - Euro Baita al Lago - Castelfranco (TV)


and more tba

IT’S MY OWN CHEATING HEART THAT MAKES ME CRY - GLASVEGAS



Let the raining teardrops rain down on me tonight
i think making up, faking up stories is alright
tick tock stop the clock, fiction is my thing
my attitude is always i and me and mine

oh I’m so clever, I’m so clever, I’m so clever
until my paranoia kicks in then I’ll accuse her
of doing all the worst things i do best
its funny how me fucking her about
has got me in this fucking mess

liar liar liar liar pants on fire
lies alibis lies more alibis
from the truth, i admit I’m more than shy
ain’t it the times we are living in
everybody’s doing it so why cant I?

i tally up tonight’s strangers
and stragglers that I’ve kissed
training ground notches, perfectly executed notches
and near misses
its all about going out and getting pissed with eagle eyes
and sincerity bottom on my list
what’s the story morning glory?
i feel so low and worthless, yeah

so this is where the outcome unfurls and the truth is being told
a cloud has gathered over my head and now i know
infidelity and my good friend ecstasy doesn’t work, it makes you worse
I’m feeling so guilty about the things i said to my mum when i was ten year old
I’m feeling so guilty about any old shit
and how i think my missus is fucking every guy that she looks at
this is it, this is it, this is it, this it
the end was always coming and now its here

so this is the grand finale
the crescendo of demise
this is the happy ending
where the bad guy goes down and dies
this is the end
with me on my knees and wondering why?
cross my heart, hope to die
its my own cheating heart that makes me cry


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martedì 31 marzo 2009 - ore 01.50


nessuna lettera maiuscola qui
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo scrivo qui perché solo qui ha un senso.
Perché quando certe onde sono andate a solleticare le mie corde era qui che passavo molto tempo delle mie giornate.

Pensavo, ieri sera, che grazie a quei ragazzi di Glasgow si sono vendute milioni di maglie a righe. Quelle che prima andavano bene solo per i gondolieri.

Io stesso ne avrò comprate sei o sette. Forse otto.
Ho scoperto l’esistenza di Zara, H&M e nomi per me simili a Bernardi o Oviesse.
Ho iniziato a ri-aprirmi, a distanza di dieci anni, verso quella che viene chiamata "scena indipendente". O indie. O sticazzi. Ho messo da parte i dischi di merda realizzati da Vasco Rossi negli ultimi anni, l’esegesi dei testi del menga, tanti pregiudizi e mi sono ributtato ad ascoltare musica fatta peggio.

Strano che quei mesi corrispondessero anche alla fine del sogno-Pachuca.
Oggi al telegiornale dicevano che, storicamente, all’arrivo della crisi corrispondono colori più scuri, abiti più lunghi e rossetti rossi. Curioso che all’inizio della crisi dei locali anche i nostri abiti siano cambiati.

E mi sono spogliato di tanti vestiti sporchi di dosso. Sporchi anche di merda, un po’pure della tua merda. E li ho messi in un bidone giallo, uno di quelli dai quali "gli zingari", è così che li chiami, no, vanno a rubare quattro stracci prima che arrivino agli sfortunati ufficiali. O ufficialmente sfortunati, se hai fatto finta di non capire. E ho capito che non vale la pena di fare il capitano, e che abbandonare la nave in anticipo è bellissimo se puoi pagare un piccolo prezzo e guardarti rinnovare i locali per quattro stagioni.

E la solfa non cambia mai.
Quella che non cresceva è un’eterna infante. Quella che racconta palle sulla sua vita, non avendone una, va con chi disprezzava.

E quello che era un mona... beh, è ancora un mona.
Un mona che ha imparato a conoscere i propri limiti e ad amarli. E a sorriderti, se proprio deve, tappandosi il naso. Perché il tuo fiato fa schifo, e dovresti lavarti di più.
E quando fa qualcosa di giusto, il mona, se lo segna sull’agendina. Per ricordarsi che le cose da rifare non sono gli errori.
E le persone di troppo al tavolo di un pub a fare festa con te sono sempre meno. E sai in anticipo che di troppo ce n’è una sola. Altro che trono.

Scorrono le note di Kapranos che fa un sacco di errori, ma la gente applaude, fa festa, canta, balla, si ubriaca, fuma, si bacia. La gente siamo noi.
Quelli che compiono gli anni e hanno tanta, tanta gioia addosso, senza cacca, conoscenti mediocri e senza di te.

Perché per combattere una crisi bastano vestiti diversi.
E l’aria pulita.

Bisogna pensare in grande. E pensare è un bell’optional, in giro.

NO YOU GIRLS - FRANZ FERDINAND



Oh, kiss me
Lick your cigarette, then kiss me
Kiss me where your eye won’t meet me
Meet me where your mind won’t kiss me

Lick your eyes and mine and then hit me
Hit me with your eyes so sweetly
Oh, you know you know you know that yes I love
I mean I’d love to get to know you

Do you never wonder?
No, no no no

You girls never know
Oh no, you girls’ll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
You girls never know
Oh no, you girls’ll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
How you make a boy

Oh, kiss me
Lick your cigarette, then kiss me
Kiss me where your eye won’t meet me
Meet me where your eye won’t lick me
Lick your mind and mine so briefly
Oh you know, you know you’re so sweetly
Oh you know, you know that I know that I love you
I mean I, I mean I need to love

Do you never wonder?
No, no no no

You girls never know
Oh no, you girls’ll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
You girls never know
Oh no, you girls’ll never know
No you girls never know
How you make a boy feel
How you make a boy feel
How you make a boy

Sometimes I say stupid things
That I think
Well, I mean I
Sometimes I think the stupidest things
Because I never wonder
Oh how the girl feels
Oh how the girl feels

No you boys never care
Oh no you boys’ll never care
No you boys never care
How the girl feels
No you boys never care
You dirty boys’ll never care
No you boys never care
How the girl feels

Oh how the girl feels
Oh how the girl feels


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domenica 15 marzo 2009 - ore 16.50


Vieni a vivere come me
(categoria: " Viaggi ")


Trieste è magica. Lubiana pure. Roncade anche.

E, nel frattempo, c’è una canzone che, a volume esagerato, in alta qualità in video o dal cd originale fresco di playpuntocom, mi sta dando un sacco di soddisfazioni. In scimmia, completamente in scimmia. Afterhours + Dente + Red Light Company. Da giorni non riesco ad ascoltare altro. Rigorosamente in sequenza.

Un po’come Irlanda In Festragon, The Killers e Ska-P nel prossimo triduo.

ARTS & CRAFTS - RED LIGHT COMPANY



That holds the first and I’m the last
I wasn’t good at arts and crafts
Move, my mood

That holds the first and I’m the last
I wasn’t good at arts and crafts
Move, my mood
You’ve got the the thirst and that’s too bad
I’ve got the water and it’s the last
Move, my mood

Your testimony shakes and all you want, it breaks
I would never leave
You’ve found somebody else, is it true?
That’s real, was it you? My mood
(repeat)

That holds the first and I’m the last
I wasn’t good at arts and crafts
Move, my mood
You’ve got the the thirst and that’s too bad
I’ve got the water and it’s the last
Move, my mood

Your testimony shakes and all you want, it breaks
I would never leave,
You’ve found somebody else, is it true?
That’s real, was it you?
My mood
Is it true? That’s real

It’s loud
That’s right
Is it bright?
Could’ve tried
Or break down
You know my hearts outside

Your testimony shakes and all you want, it breaks
I would never leave,
You’ve found somebody else, is it true?
That’s real, was it you?
My mood


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giovedì 12 marzo 2009 - ore 20.12


Certe cose succedono
(categoria: " Vita Quotidiana ")


a quelli che non sanno essere felici nemmeno quando vincono.

Ci voleva Dente, ci voleva davvero.
E ora vado a testare i miei coglioni, andando a ridere al concerto di Giusy Ferreri.
Una specie di legge del contrappasso.

E domani a mettere dischi di nuovo lì, dove al mare rompe i piani il vento. Dove c’è il pesce povero e dove gli occhi scappano a farsi guardare dagli altri. Dove imbambolato ti addormenti per lasciarti aprire il mondo da un’aria diversa che sa di vita lenta.
E poi dritto a Roncade.
E chissà dov’è Monica.

Giusto un po’di tempo per me. Pare sia il weekend del 25 aprile, pare.
Un bel regalo di compleanno un mese dopo.

A ME PIACE LEI - DENTE
mi piacciono le ragazze con le doppie punte
le macchine senza le multe
mi piacciono quei lavori che si suda tanto
mi piace anche la pausa pranzo
mi piacciono le risate e le stelle filanti
i piedi nudi in mezzo ai campi
ma su tutto e su tutti
su tutto e su tutti

a me piace lei e lei piace a me
e vorrei che mi vedesse che la pensasse
esattamente come me

se le piace cucinare mi farò cucina
sarò il sole se le piace la mattina
se le piace il suo palazzo le starò vicino
sarò l’uva se le piace il vino
se le piace camminare quando piove tanto
sarò l’ombrello di qualcun altro
se le piace volare...
su tutto e su tutti
su tutto e su tutti

a me piace lei e lei piace a me
e vorrei che mi vedesse che la pensasse
esattamente come me


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giovedì 26 febbraio 2009 - ore 19.10


Dicono che
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A Venezia succedano le magie.
Io posso giurare che è vero.
Soprattutto in Erberia od Erbaria che dir si voglia.

E dico pure che i Julie’s haircut sono straordinari, anche se il cantante dovrebbe evitare di spingere il pubblico in modo violento. Anche perché poi qualcuno potrebbe incazzarsi. Le mani addosso dovrebbe metterle a qualcuno che conosce magari. Così capirebbero ed apprezzerebbero la sua violenza.

E un giorno capirò perché mi sono ritrovato un preservativo in tasca dopo martedì grasso.
Mah.

WHITE WINTER HYMNAL - FLEET FOXES



I was following the pack
all swallowed in their coats
with scarves of red tied ’round their throats
to keep their little heads
from fallin’ in the snow
And I turned ’round and there you go
And, Michael, you would fall
and turn the white snow red as strawberries
in the summertime..


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lunedì 23 febbraio 2009 - ore 02.38


Sport yer feelings
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Un sabato notte di delirio, di quelli veri.
Grazie a tutti, eravate tanti, tantissimi. E belli in movimento. E carichi. E in processione in consolle, davanti, di fianco, ovunque. Ed era pieno di ragazze da svalvolare.

Onorato di avere simili colleghi, Lele as usual, Roberto, Daniele e i Gain On Top.
Più Gain On Top, meno persone mediocri.
Perché.. sì. Si può avere una vita intensa, fatta di studio e di lavoro. Una di quelle vite in cui, spesso, non hai tempo per te stesso Ma si deve trovare il tempo per metterci dell’arte dentro. Perché una vita senza arte riduce tutto a un’esistenza mediocre. Come i suoni di un gruppo alternativo con un fonico distratto, che fanno fare miglior figura al gruppo di supporto.

L’arte rende uno sfatto un bohemienne.
L’arte rende un alcolizzato un poeta maledetto.
L’arte rende un mignottone una pornostar.
L’arte rende due occhiaie fonte di interesse.
L’arte rende una bugia un espediente di romanzo d’appendice.
L’arte rende due ossa una sopra l’altra una modella.
L’arte rende una cicciona una gaudente.

L’arte potrebbe rendere anche la tua vita degna di essere vissuta.
Potrebbe. Ma fare un ’click’ non rende fotografi.
E leccare culi non rende simpatici.

IL PAESE E’REALE - AFTERHOURS



Dici sempre le preghiere
Conti sempre fino a dieci e
Preghi ancora che
Non tocchi a te
Decidere
Piangi fermo in tangenziale
Inseguivi una cazzata
Era splendida e dorata
Fresca e avvelenata
Ma il paese da affondare
Tutto intorno a te a ballare
Bestemmiando disprezzare
E riderci un po’ su
E tu vuoi far qualcosa che serva
E farlo prima che il tuo amore si perda
Non ti accorgi che se lo vuoi tu
Quel che valeva poi non vale più
Se ti han detto resta a casa
Vola basso non scocciare
Se disprezzi puoi comprare
Se vale tutto niente vale
Se non sai più se sei un uomo
Se hai paura di sbagliare
Se hai solo voglia di pensare
Che fra poco è primavera
Adesso fa qualcosa che serve
Che è anche per te se il tuo paese è una merda
C’è una strada in mezzo al niente
Piena e vuota della gente
E non porta fino a casa
Se non ci vai tu
Io voglio far qualcosa che serva
Fammi far solo una cosa che serva
Dir la verità è un atto d’amore
Fatto per la nostra rabbia che muore.


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