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martedì 23 maggio 2006
ore 11:09 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Their biggest fan (Shout Out Louds a Milano, May 22nd)
 A volte non c’è la forza, una volta acceso il tuo foglio bianco a 12 pollici, di andare avanti a colpi di mortaio sulla tastiera. Vuoi perché è notte, vuoi perché sei reduce da 250 km di autostrada, vuoi una sigaretta, sì, grazie. Poi ti risvegli, e dopo aver messo a posto i tuoi conti con il mondo, chiamando i nonrisposti e rispondendo ai nonletti, queste assurde nuove categorie di persone che rivendicano il diritto alla tua attenzione, dopo appena una decina d’anni d’insediamento nelle tue onde elettromagnetiche, ti accorgi che il tuo canovaccio è cambiato, non è più così spontaneo, non è più qualcosa che spunta "a getto" da te, è sempre autentico, ma sono spunti rielaborati, non uno scarico di detriti di ciò che è troppo da tenere in testa. E qualcosa viene limato per il quieto vivere, altro per timidezze, altro ancora per raziocinio. Il resto è qui, con un orario di tre cifre o quattro, con il secondo numero più basso possibile.
Qualche suono di un docile telepass, tanta musica in viaggio ed un altro indie-concerto è volato, in un Transilvania mezzo vuoto, dove una band svedese dopo anni solca il palco perché, finalmente, il mondo si è accorto che il loro disco è valido, dopo 3 anni. Probabilmente il mondo avrebbe avuto le orecchie pronte già tempo fa, gli occhi, però, le lenti attraverso le quali vedere la musica, sono stati lucidati da una migliore produzione, dal giusto gruppo di persone. Ed allora è tempo di show, di persone accorse da ogni parte dello stivale per questo gruppo di "non - più - giovani - come - nelle - foto - e - si - vede", di belle milanesi davanti, di cene al Burger King con nel sangue la redbull più forte che ci sia: la voglia di musica, la voglia di un concerto, la necessità di arrivare in tempo, di seguire un rituale non scritto che varia poco da data a data da appuntare in agenda. Voglia seconda solo ad un’altra, spesso alla musica legata, per quanto riguarda questi strani manipoli di persone, pronti alle top five di Hornbyana memoria ed a vederne anche dove non ne esistono.
Nemo propheta in patria, dissero. Perché, alla fin fine, puoi adorare l’essere originale di un gruppo, impararne a memoria le canzoni anche quando non le conosce, o non le vuole conoscere, nessuno, essere il loro biggest fan, quello che ai concerti arriva prestissimo, si pettina con qualche bicchiere di malto e luppolo, si posiziona al lato del palco, tronfio di malto e luppolo nella sua giacca piena di spille o nella sua maglia - sandwich dei signori sul palco, perennemente senza una qualsivoglia vagina che gli giri intorno ma con un sorriso ebete da orgasmo che accompagna ogni nota della canzone, ogni frase del cantante, ogni riff nato per farsi notare, ogni rullata riproducibile dalle mani di una sapiente air drum, gli occhi semi - chiusi, le mani rosse a furia di masochismo da fan, anzi, sarebbe proprio il caso di usare la forma "a suon di".
Il biggest fan, fondamentalmente, è colui che finge di fregarsene di tutto.
Il biggest fan, apparentemente, non si fila il resto del pubblico. Potrebbe avere una nera, alta, bionda, con gli occhi azzurri e non risultare nemmeno stupito. Actually, il biggest fan, a casa, avrà del tempo a cui pensare ad ogni singola faccia vista durante la serata, magari seduto sulla ceramica delle proprie quattro mura. Ancora più palesemente, ciò che il biggest fan fa è spesso dettato da esigenze altrui che esistono solo nella sua testa. La gente, secondo il biggest fan, vuole vedere qualcuno che, cattedrale nel deserto, conosce ogni frase di ogni pezzo anche inedito. Se il biggest fan non canta un pezzo, è un dramma. Tutti, nella sua testa, si interrogano, lo fissano. Il biggest fan inizia a sudare a poco a poco, ad intesirsi. I suoi tic si rivelano dopo una latenza di dieci anni, pronta ad interrompersi solo in questi, piacevoli e difficilissimi, momenti d’angoscia. Il biggest fan conosce i movimenti della bocca che fanno uscire l’aria in modo simile ai fonemi pronunciati dal cantante, non conosce i testi, ed usa un labiale da doppiandi, come gli attori senza esperienza delle telenovele, che sanno verranno doppiati di lì a breve dal signor La Voce di turno.
Il biggest fan se ne frega della nazionalità del gruppo. Il biggest fan, però, sa che se vede dei connazionali, in realtà, si sta accontentando. Quante nuove band, quanta nuova musica. E quanta arroganza nel giudicare, senza volerlo, un accento, un’inflessione, un modo di dire usato nel testo, un pregiudizio, che so, verso l’origine, la regione d’origine, la città d’origine e la sua gente, del cantante. Verso la sua faccia e la sua lingua, elementi che da italiani conosciamo bene. Un gruppo italiano non verrà facilmente venerato su larga scala, se fa musica diversa dagli stereotipi del festival di fiori, nella sua nazione. Ti piacciono, che so, i Marlene? Hai buoni gusti. Hai sentito "Infinità"? Hai notato la banalità della parte "rimani così.."? Robert Smith non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Gli Ash nemmeno. Hai sentito che rime banali? Che strana modulazione, così insolita per una lingua come l’italiano? Comunque sono geniali. Li amo. La settimana prossima invece arrivano in Italia i... Accontentarsi. Questa sembra essere la prerogativa dei biggest fan di turno.

Quasi venti anni dai Roxette, da quella canzone di un duo nel quale non sai mai chi sia la donna e chi l’uomo che valeva ogni micron della moneta da 100 lire nel jukebox di Mezzano di Primiero, o ogni lira delle 200 per chiamare una radio e richiederla. Altri svedesi, ora, orecchiabili, con l’espressione più sconsolata, forse. Mai come la sconsolata cinquantenne in cerca di incontri notturni nella sua C2, finita in mezzo a un mucchio di terra in una rotonda a Vicenza Est, poco dopo aver incrociato il nostro sguardo. Sbadata come Barbie, che è scappata dal camper lasciando in giro il suo pallone.

THE LOOK - ROXETTE Walking like a man Hitting like a hammer Shes a juvenile scam Never was a quitter Tasty like a raindrop Shes got the look
Heavenly bound Cause heavens got a number When shes spinning me around Kissing is a colour Her loving is a wild dog Shes got the look
Shes got the look, -shes got the look- Shes got the look, -shes got the look- What in the world can make a brown-eyed girl turn blue When everything Ill ever do, Ill do for you And I go: la la la la la Shes got the look
Fire in the ice Naked to the t-bone Is a lovers disguise Banging on the head drum Shaking like a mad bull Shes got the look
Swaying to the band Moving like a hammer Shes a miracle man Loving is the ocean Kissing is the wet sand Shes got the look
Shes got the look, -shes got the look- Shes got the look, -shes got the look- What in the world can make a brown-eyed girl turn blue When everything Ill ever do, Ill do for you And I go: la la la la la Shes got the look
Walking like a man Hitting like a hammer Shes a juvenile scam Never was a quitter Tasty like a raindrop Shes got the look
And she goes: Na na na na na, Na na na na na na, Na na na na na, Na na na na na na, Na na na na na na na na, Shes got the look
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