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di momo da commentare:
Per un attimo posso distaccarmi e vedere questi due terzi di 2006 da lontano, ma non da un oblò. Non è decisamente l’anno della tecnologia, visti i due telefoni ingloriosamente distrutti, l’ibook ancora in assistenza, l’ipod che gentilmente mi fa notare che devo riformattarlo con le sue playlist di colpo vuote. Non è nemmeno, più di tanto, l’anno della piacevole attività fisica ma, parafrasando Pozzetto, ho interessanti prospettive per il futuro. E’però l’anno in cui il mio più grande amore non concavo, la musica, insomma, mi sta regalando soddisfazioni a profusione, senza chiedere in cambio nulla. Se non qualche migliaio di miglia sotto i piedi, più o meno sollevati da terra. Concerti in quantità, poi Torino e Benicassim. E, dopo una buona notizia sulla salute di colei che più mi sopporta da circa 28 anni, nasce naturale raggiungere il mio compagno di redbull facendo volare la macchina da Verona a Bologna. Destinazione: Urbino, Frequenze Disturbate. Un programma leggerissimo: Afterhours, Calla, Montecristo, Forward Russia, The Whitest Boy Alive, The Veils, Rother & Moebius, Non Voglio Che Clara, Tunng, Arab Strap, We Are Scientists.. Ah sì, manca Cat Power.
 Che però è in macchina con noi, ad affrontare il traffico del primo weekend di esodo di massa. Cantando le canzoni di uno dei miei dischi preferiti a squarciagola, tanto da farci avere l’impressione di avere una Joni Mitchell in carne ed ossa accanto.
 Ma abbiamo di più. Una bomba pronta ad esplodere da un momento all’altro, che ci fa piangere dal ridere e che, scesa per un caffè, sparisce all’interno di una merceria e ne esce con metà campionario.
 Ed una reggia erroneamente chiamata albergo attende i nostri eroi, ritardatari ma sempre in tempo per il mio quarto concerto di un gruppo a caso di questo 2006.
 Con un Manuel che esce dalla tenda e saluta, una resa non impeccabile, soprattutto della batteria, ma una scaletta da brivido, con una Come Vorrei mai sentita in una cornice così bella, quasi commovente.  E dei simpatici musici da rivedere con le loro espressioni "da calendario"

 L’atmosfera è meravigliosa, ci sentiamo a casa, anzi, decisamente meglio.
 A parte nel momento dei saluti ad una donna fantastica, nonostante un momologos per dispetto.. e diletto.
 Ma è tempo di pensare al paesaggio
 Urbino spinge persone di varia natura ad atteggiamenti filo-bucolici
 E l’essere bucolico mi spinge a dare il telefono ad un Keith a caso perché svegli una bauschetta dai fumi dell’alcool.
 Perché in 15 giorni due concerti dei We Are Scientists non annoiano di certo, anzi.
 Un pezzo di Benicassim ci continua a seguire, un filo rosso che lega quei pazzi che, forse, da quell’aeroporto di Valencia non sono mai decollati, almeno con il cuore.
 E, signori e signore, un gruppo dal live con quelle cose che in gergo si chiamano controcoglioni, mi sembra. Arab Strap (and beers) on stage
 E si conclude così un weekend lunghissimo ma pur sempre troppo breve. Fatto di arrampicatori sociali
 abat-jour di altri tempi
 pranzi in agriturismi dove i due forestieri bevitori diventano la più grande attrattiva del paese, dove tutti fanno a gara per offrir loro da bere o parlare del più e del meno. Fieno compreso. E poi la gente sta male
 E corse in macchina cantando a squarciagola gli Editors, con la testa fuori dal finestrino, i brutti pensieri distanti, bella gente da incontrare, nelle persone di Romina,
 Cristina, Glenda, Giulia, Gaetano, Picchio e tutto il resto della DNA concerti (e famiglia), sigarette spente e sigarette che si riaccendono, stand del Velvet, sole, musica, pace, turbe, arrotolati, salite, discese, bancarelle di libri (di Hornby, of course), spritz da correggere, tartine vintage, bar che chiudono, weizen da passeggio.. Nonostante tutto ciò che, quando meno te l’aspetti, si ripropone a - provare a - disturbare. Ed un ritorno in nottata, con le gambe che non ce la fanno più, 3 clienti che attendono ma, soprattutto, una serata passata da visioni e parole al Naviglio, visite alle case nuove di amici, pastasciutta alle due di notte nel tempio dei mondiali.. e tempo per pensare, tra una siesta ed un cliente ingordo da accontentare, uno di quelli che ti fa storcere il naso sul tuo lavoro. E’una sensazione diversa, diversa dall’odio, dal tedio, dall’astio verso il cliente strano, il cliente stronzo o chi altro capiti dalle mie parti. Ho clienti che curano fallimenti. Ho clienti falliti ed ho clienti sciacalli. Uno sciacallo legalizzato, gentile, vestito bene. uno sciacallo che ha un computer del penultimo grido, pagato come una stecca di sigarette per un poveretto che non lo ha più, per qualche calcolo fatto male, perché, chissà, è finito in galera, o i debitori lo cercano ovunque. E magari la donna l’ha lasciato a piangere solo da qualche parte. E non ha fatto nemmeno in tempo, quel poveretto, a cancellare quei file da quell’hard disk. Vedi la sua faccia ancora sorridente in una foto che appare al login. Vedi i suoi programmi per chattare e trovare una via di fu(i)ga in ufficio. Vedi la musica che ascolta e pensi "cazzo, quel fallito potrei essere io". E ti chiedi quante volte hai fallito e quanto ti abbiano portato via, inculandoti con il sorriso. Ho voglia di Roma, Amsterdam, Utrecht e Londra. Ma prima arriva Corfù, 3rd time. HARD TO EXPLAIN - THE STROKES Was an honest man Asked me for the phone Tried to take control Oh I don’t see it that way I don’t see it that way
We shared some ideas All obsessed with fame Says we’re all the same I don’t see it that way I don’t see it that way
Raised in Carolina I’m not like that Tryin’ to remind her When we go back
I missed the last bus I’ll take the next train I try, but you see It’s hard to explain I said the right things But act the wrong way I like it right here But I cannot stay I watched the TV Forget what I’m told Well I am too young And they are too old The joke is on you This place is a zoo You’re right, it’s true
He said he can’t decide I shake my head to say Everythings just great Oh I just can’t remember I just can’t remember
Raised in Carolina (she says) I’m not like that Trying to remind her When we go back
I say the right things But act the wrong way I like it right here But I cannot stay I watched the TV Forget what I’m told I am too young And they are too old I’ll make it you see I’m ever so pleased Pretend to be nice So I can be mean I missed the last bus I’ll take the next train I try, but you see It’s hard to explain |
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COMMENTI:
Autore:
momo
( mercoledì 9 agosto 2006, ore 09:21
)
@bausfairy: keith & gheddy. ormai binomio inscindibbbile. con tre "bi". la domanda su barbieranarnia, however, è la medesima che ci siam posti per tutto il we. @kais: i piedini sono uno dei souvenir più belli del viaggio. grazie perché mi permetterai di tagliare con un diamante un pezzo di parabrezza, thats very kind ou. @chicazzèsoundpark: eh, a occhio e croce dal compleanno di una bauschetta. quindi 10 mesi di fratellanza.. @gindaisy: ...a volte sì
Autore:
MadeInPoP
( mercoledì 9 agosto 2006, ore 00:31
)
ThE GrEaTeSt che donnina!
Autore:
daisychain
( mercoledì 9 agosto 2006, ore 00:17
)
fuckin around, eh momo!? 
gli S-t-r-o-k-e-s cazzo ... e poi pure i Placebo ti sei beccato ... per non parlare del Doherty internazionale ... insomma,its not right!! 
youre so lucky, lucky lucky
Autore:
kais
( martedì 8 agosto 2006, ore 20:07
)
finalmente stavolta ho portato via la digitale e fatto ste foto! e credo che non laverò più il mio parabrezza con le impronte dei piedini di quella meraviglia di donna!
Autore:
SoundPark
( martedì 8 agosto 2006, ore 18:29
)
tempo di cose nuove... penso abbiamo appena cominciato a divertirci  fratellone, da quantè che ci conosciamo? sembra una vita e mezza, eppure...
Autore:
( martedì 8 agosto 2006, ore 16:29
)
ogni volta ho la pelle doca....miseria come si esprime sto ragazzo!
Autore:
fAiRy*
( martedì 8 agosto 2006, ore 14:00
)
CAT POWER è STREPITOSA. S T R E P I T O S A. E LUI. LUI. LUI. AL TELEFONO CON ME. oooooh. *_* penso che guardando a lungo e intensamente quella foto potrei svenire.
perchè caxxo me ne sono rimasta a barbaranarnia, qualcuno me lo spieghi. grazie.
Autore:
momo
( martedì 8 agosto 2006, ore 13:19
)
io sono di parte, adorandoli. bassista sensualissima anche se un po <<morticia>>, concerto ben suonato, lui ancora più malinconico che nei dischi, unovazione per the tide that left and never came back.
Autore:
MANUger
( martedì 8 agosto 2006, ore 13:16
)
come sono i the veils?
Autore:
momo
( martedì 8 agosto 2006, ore 13:13
)
eh.. a benicassim non avevamo voglia di accendere lo scaldabagno per lacqua calda.. e la lametta a freddo era una sfida troppo ardua. un pocome svegliarsi prima per far la barba ora
Autore:
magicpie
( martedì 8 agosto 2006, ore 12:57
)
momo ma che barbona ti sei fatto crescere!
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