
JohnTrent, 27 anni
spritzino di ovunque
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STO LEGGENDO
Letti:
"Incendi" di Alessandro Stellino
"Pura anarchia" di Woody Allen
"Questa è l’acqua" di David Foster Wallace
"Trilogia della città di K" di Agota Kristof
"Il tamburo di latta", Gunter Grass
"Gli inconvenienti della vita", Peter Cameron
"Macerie prime", Zerocalcare
"A proposito di niente", Woody Allen
"Cercando la luce", Oliver Stone
"Nel contagio", Paolo Giordano
"Lavoro a mano armata", Pierre Lemaitre
"Il sarto di Panama", John Le Carré
"Ogni maledetto lunedì", Zerocalcare
"Scheletri", Zerocalcare
e parecchi libri per l’infanzia
al momento sto leggendo parallelamente:
"Ninfee nere", Michel Bussi
"Ragazzi che odiano la scuola", Marco Vinicio Masoni
"Le vie dei canti", Bruce Chatwin
Dopo tantissimi anni, leggere libri è ritornato tra le mie priorità.
HO VISTO
Di tutto, ma non ancora abbastanza.
STO ASCOLTANDO
La pioggia, un rumore lieve.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Tute, tute, nient’altro che tute. Ma va bene così.
ORA VORREI TANTO...
Bene così.
STO STUDIANDO...
Ratei e risconti.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Da un po’, sempre uguale: logica dell’attendismo.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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MERAVIGLIE
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Saturday, January 4, 2014 - ore 01:20
Etnografia di un dizionario
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un tempo avevamo delle abitudini sane.
Ad esempio, quando eravamo tormentati dall’insonnia venivamo su spritz.it e scrivevamo un post in cui ce la prendevamo con la prima cosa che ci capitava sotto mano, per il solo gusto di scatenare quella rabbia che stava cercando una strada che non fosse un mero rigirarsi nel letto.
Ora ci siamo evoluti, e quando soffriamo di insonnia scendiamo, ci prepariamo una camomilla o una tisanina, avvolti in un vecchio plaid a quadri (si, anche se è Luglio) e sfogliamo un dizionario dei film interessandoci di qualche pellicola in bianco e nero che solo quando saremo in età pensionabile avremo realmente il tempo di vedere.
Stasera non mi affligge insonnia, semplicemente ho perso il giro del sonno, perché mio figlio Junior Trent, in vacanza da scuola, voleva tirare tardi fino a Mezzanotte guardando "La spada nella roccia", io gliene ho fatto vedere solamente il 50% (la metà esatta, neanche l’avessi fatto apposta: Dio è anche in questo) e lui non l’ha presa bene: è diventato così nervoso da non riuscire a dormire, ed ha tirato la Mezzanotte alzandosi di continuo dal letto.
Alla mia veneranda età non basta semplicemente questo per tenermi sveglio: casomai, come ogni bravo padre, il ricordo della crudeltà di aver negato al tuo figliolo il finale con Magamagò ti potrà far svegliare madido di sudore durante una notte feriale di mezzo inverno, di quelle in cui hai dei lavori urgenti da consegnare il giorno dopo per cui serve la massima concentrazione possibile. Purtroppo, il quid pluris che mi porta qui, sul mio blog preferito ("Perché non su Facebook?" è la vostra domanda, ma la mia risposta è "Facebook? Col cazzo") è offerto da un lurido barattolino di pesto marca STAR che, sempre per la contentezza di Junior ("La mamma me o fa sempre, è buonissimo") abbiamo cucinato unito a tagliatelle di nonna Felicita, con corredo di orrendi dolori la cui nitida visione prolettica ho finto di ignorare al momento dell’avido ingurgitamento nel refettorio serale. Cosa non si fa per i figli.
Detto questo, volevo edurre i mio blog preferito, oltre ai suoi 5 sporadici eppure affezionatissimi lettori, di quanto, al contrario della quasi totalità degli esseri viventi, il 2013 sia stato per me un anno fottutamente bello. Non saprei spiegarvi esattamente il perché, non lo so nemmeno io: ma mi è sembrato che passasse in un soffio, lasciandomi la dolce ansia di avere dell’altro 2013 in dispensa da tirare fuori. Sarà che festeggiavo 20 anni di cinefiia, o 10 anni di questo blog, who knows.
Il 2014 non potrà essere così: innanzitutto perché è un anno pari, come quello in cui sono nato, e queste turpi simmetrie calendàriche non portano mai bene. Inoltre ci sono i mondiali di calcio, e la cosa mi irrita sempre quando arriva Giugno. Kubrick ci vedeva già da un pezzo davanti ad un monolite nero, a quest’ora, e invece noi siamo qui con le vuvuzela, che ancora non ho capito nemmeno esattamente cosa sono. Per fortuna che Kubrick è morto: il prossimo 7 Marzo sono 15 anni, cazzarola. Lui mi manca tantissimo, enormemente per essere qualcuno che non ho mai conosciuto di persona. Chissà cosa avrebbe pensato di questo millennio, lui, essere finito capace di filosofeggiare all’infinito avanti e indietro nel tempo come un fantasma, artista e pensatore senza carne, fantasma idolatrato composto solo di montagne di idee.
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